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Eroica Fenice

Promenade a sud

Promenade a sud: note della tradizione al Castel Nuovo

Ieri, 31 agosto, è andato in scena, nel cortile di Castel Nuovo, Promenade a sudspettacolo musicale di e con Matteo Mauriello e con Marianita Carfora e Benedetta Fontana.

Accompagnamento musicale è stato, invece, a cura di Toto Toralbo, alla tammorra e al mandolino, e Sossio Arciprete, alla chitarra.

Per quanto concerne la struttura, lo spettacolo, che ricorda Memento – Cantata per i giorni dell’Epifania, è un percorso di parole, gesti e musiche, che si spiega lungo il filo conduttore della tradizione popolare napoletana, fatta di gesti e ritmi peculiari.

Uno dei suoi punti forti è, senza dubbio, la forte carica interpretativa dei protagonisti, l’intensità e la padronanza scenica del trio Fontana-Carfora-Mauriello.

Trio che fra villanelle, intermezzi recitati e accenni di passi di danza, dimostra ancora una volta, tramite “l’utilizzo” dei “media” del corpo e della voce, una forte e decisa padronanza scenica e l’intensità della propria espressione interpretativa.

E nel trio un Mauriello, in particolare, come un istrionico giullare dal caratterizzante animo altalenante tra lo sberleffo e la malinconia, attraverso movenze di danze e note di una Napoli che canta, che ammalia, che malinconicamente ma con forza rinasce. Di una Napoli che vive.

Una passeggiata ideale che accompagna “prendendo per mano” lo spettatore attraverso la riproposizione e rielaborazione di testi della cultura musicale partenopea e con la proposta di un testo “inedito” ‘A ‘mpechera, di Antonio de Rosa.

Momenti di riflessione e di risate di gusto, momenti di allegria e di seria malinconia permeano lo spettacolo, alternandosi attraverso le musiche ed il recitativo dei vari elementi a fare il tutto.

Un’orchestrazione di gesti, segni, linguaggi messa a punto dai bravi ed intensi interpreti

Un cenno al luogo dove il 31 agosto è andato in scena Promenade a sud: il Castel NuovoLa sua cornice pregna di storia ha dato intensità allo spettacolo tramite la suggestiva analogia col messaggio del ricordo, del fascino del passato, di cui si intride lo spettacolo.

Uno spettacolo davvero interessanteCome del resto è nello stile di Matteo Mauriello.