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Eroica Fenice

Vincenzo Comunale, una ventata d'aria fresca al Kestè

Vincenzo Comunale, una ventata d’aria fresca al Kestè

Vincenzo Comunale al Kestè | Recensione

Vincenzo Comunale, giovane talento comico, conquista il pubblico del Kestè in Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli, con il suo spettacolo di Stand Up ComedyTitolo provvisorio”, la sera del 19 aprile. Il titolo del suo monologo rende bene un aspetto che è peculiare della situazione esistenziale generale odierna, la precarietà.
Il ragazzo conferma le sue doti comiche e, con franca ironia e molta leggerezza, riesce a mettere in luce le contraddizioni e le distorsioni di una mentalità per certi versi gretta e ancora molto diffusa nella nostra società, dando luogo a un monologo frizzante e dinamico e tenendo alta l’attenzione del pubblico dall’inizio alla fine.

Lo spettacolo di Vincenzo Comunale

Vincenzo Comunale, napoletano, classe 1996, è tra i più giovani stand up comedians italiani. Si fa notare presto nei circuiti di Stand Up Comedy e in tv (come protagonista a Zelig) e ottiene importanti riconoscimenti, come il “Premio Massimo Troisi” in quanto “Miglior Comico” (per ben due anni consecutivi), il premio della giuria tecnica al “Festival Nazionale di Cabaret Re di Bronzo”, e arriva finalista alla XX edizione del “Festival Nazionale BravoGrazie – La Champions League della Comicità”.
Il nostro comico dispone le carte sul tavolo e se le gioca con maestria, snocciolando temi come la pigrizia, l’attesa, l’ansia, la depressione causata dai ritmi frenetici, il difficile rapporto tra genitori e figli, quello con Dio, la politica, l’economia e il razzismo. Analizza a suon di battute ironiche e taglienti il fallimento della nostra società per approdare a una conclusione drammatica, ma colma di speranza. La verità è che siamo tutti delle m**de, ma “se dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”, diceva il buon Fabrizio De Andrè. Per questo è importante prenderne consapevolezza, secondo Vincenzo Comunale. La coscienza genera la volontà.
La passione per la recitazione e la comicità ha bussato presto alla porta di questo ragazzo che, salito sul palco per la prima volta a dodici anni, non è voluto più scendere e il nostro augurio è quello che possa metterci le radici.
Ascoltare Vincenzo Comunale su un palco significa avere l’impressione di essere seduti davanti a un bar insieme a un amico sincero che non sta lì ad autocelebrarsi o a leccarti il c**o, ma ride con te della vita e della tragicomicità che è insita in lei. Lo fa in maniera naturale e senza orpelli. Con maturità e senso critico. Soprattutto, c’è un’estrema sensibilità nelle sue parole, una sensibilità acuta e “diversa”. La sua comicità è una ventata d’aria fresca che speriamo possa farsi sempre più spazio nel nostro panorama artistico.
“Titolo provvisorio” è una sorta di “best of” dei suoi due one man show precedenti (“Quasi Adulto” e “Sono confuso, ma ho le idee chiare”) che ha portato in tour in vari teatri e locali d’Italia.
Ad aprire lo spettacolo è Gina Luongo, una bravissima comedian che ha parlato dell’amore ai tempi dello stalking, suscitando l’ilarità di tutti, nonostante l’argomento scottante. La complessità del tema scelto e la tranquillità con cui Gina argomenta sono disarmanti, non a caso una cascata di applausi fa seguito alla sua esibizione.
La comicità spesso nasce da luoghi bui, come un fiammifero che accende rami secchi lasciandoli divampare, per illuminare l’ambiente circostante e cacciare lontano le tenebre. La mancanza di punti di riferimenti, le difficoltà economiche e relazionali del mondo attuale sono terreno fertile per molti geni della risata. Così, sulla scia della sofferenza che sublima in risata, il Kestè ha preso ormai le sembianze di un luogo magico, dove tutto diventa un pretesto per trovare il coraggio di scherzarci su e divertirsi.

Ricordiamo che i prossimi appuntamenti con la Stand Up Comedy al Kestè sono programmati per il 28 aprile con l’Open Mic, che vedrà protagonisti Fabbri e tutti i pastafariani e il 5 maggio con Sofia Gottardi.

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