San Gaudioso e La Paranza della Sanità

San Gaudioso, e La Paranza della SanitàDopo circa un anno di lavori, si è concluso il restauro della cripta di San Gaudioso della basilica di Santa Maria della Sanità nonché accesso alle catacombe del Santo. La Paranza con le sue guide dà la possibilità ai visitatori di ammirare ciò che racchiude il cuore di Napoli. Una visita ogni ora, tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00. Il biglietto d’ingresso è valido anche per la visita alle catacombe di San Gennaro. 

Costato circa 400 mila euro, il restauro ha interessato tutto il succorpo presente al di sotto del presbiterio della basilica. Da qualche settimana si possono ammirare come rinnovati da nuova luce dagli affreschi nelle nicchie ai marmi policromi che adornano la cripta, dove ha riacquistato la sede la madonna alla quale è intitolata la basilica che spesso viene erroneamente indicata come quella d’O Monacone, San Vincenzo Ferrer.

La cripta, già ambiente ipogeo, e le catacombe di San Gaudioso, furono scavate nelle lave della Sanità.

È costituita da dodici altari affrescati a cavallo del 1700, che raffigurano gli atti eroici dei santi, su un lato gli uomini e sull’altro le donne, ad opera di Bernardino Fera allievo più promettente di Francesco Solimena.

Il vecchio ambulacro delle catacombe di San Gaudioso custodisce un importante dipinto scoperto nel 1559, che si dice sanasse i mali del corpo e dell’anima, da ciò Santa Maria alla Sanità.

Prima della visita alle catacombe di San Gaudioso, viene celebrato un matrimonio. Il prete spiega ai fedeli che sarà uno dei primi durante il quale gli sposi potranno ricevere la benedizione della Madonna nella cripta da poco restaurata. L’intervento del restauro alla cripta delle catacombe di San Gaudioso è uno dei tanti elementi che costituiscono il riscatto di un quartiere che fu diviso tra chi voleva cambiare città e chi lavora ancora oggi per cambiare la città.

Le catacombe prendono il nome da Settimo Celio Gaudioso, detto Gaudioso di Napoli o Gaudioso l’africano, perchè vescovo di Abitine in Tunisia.

I Vandali lo vollero morto perchè non si piegò al loro volere, ma la zattera alla deriva sulla quale si trovò, approdò a Napoli dove morì intorno al 452 d.C. dove fu seppellito.

Le catacombe nascono tra il IV e il V sec. d.C. ad opera dei fossores che ne scavavano le gallerie e vi seppellirono i morti.

I loculi, rispetto alle catacombe di San Gennaro, sono costruiti e non scavati. Le Catacombe erano affrescate per la maggior parte della superficie.

Le simbologie presenti nelle catacombe sono molteplici, dalla croce gemmata simbolo del prezzo della passione di Cristo, al quadrato iscritto nel cerchio, l’infinita perfezione di Cristo con la vita dell’uomo che dipende dallo spazio e dal tempo.

I cunicoli delle catacombe di San Gaudioso, oggi visitabili, presentano tante nicchie nei muri, i seditoi, scolatoi o in napoletano “cantarelle”.

Nel 1600 venne praticata la scolatura. I corpi venivano calati dalla cripta e seduti con il cranio incastrato nelle pareti. La pratica di “schiattarli” ha dato il nome napoletano alla professione del becchino, ‘o schiattamurte. Inoltre brutta cosa da dire o sentirsi dire è la celebre frase “puozze scula’” che deriva proprio dalla pratica che avveniva nelle catacombe di San Gaudioso per mummificare i corpi per scolatura dei liquidi. La pratica durò poco, solo un secolo.

Un guardiano composto di ossa prese da vari corpi diversi, custodisce l’accesso all’ambulacro oggi ispezionabile, che è anche il più lungo delle catacombe, circa 30m di lunghezza.

La galleria si apre con un’allegoria della morte: una clessidra che sta a rappresentare la vittoria sul tempo, sulla conoscenza con la rappresentazione di un libro, lo scettro e la corona per rappresentare la vittoria sul potere. Davanti alla morte siamo tutti uguali, è stato questo affresco che ispirò forse Totò per la sua celebre “‘A Livella“.

Il corridoio che termina con un altare adornato dalle anime del purgatorio è una vera e propria galleria con figure dei  nobili dipinti, dei quali veniva esposto esclusivamente il cranio.

Sul lato destro la parete dedicata alle nobil donne e su lato sinistro la parte dedicata agli uomini.

Si riconoscono sesso e posizione sociale per l’abbigliamento e grazie ai piccoli oggetti posseduti dal defunto, dipinti da Giovanni Balducci, che rinunciò al compenso per essere inserito anche lui nella galleria di fianco ai nobili che in vita gli commissionarono i “ritratti”.

Il modello di gestione delle catacombe di San Gaudioso è stato pensato per essere replicabile in altri siti storico-artistici.

Tra aneddoti e racconti la visita curata da Lisa, una delle guide della Paranza, volge al termine. La Paranza è cooperativa che opera nella Sanità anche grazie alle proprie figure che lavorano sul territorio, dai restauratori agli storici.

Un modello di gestione del patrimonio artistico e culturale costruito dall’entusiasmo e dalla professionalità dei membri della cooperativa sociale, avviando anche percorsi formativi e processi di inserimento lavorativo, di scambio e networking fra persone, enti e associazioni.

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Autore dell'articolo

Cosimo Di Giacomo

Affronto la collaborazione con Eroica Fenice con tanta voglia di raccontare il mondo che mi circonda unendo la passione per la fotografia al piacere di scrivere.

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