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Cartoni animati anni 90, i 5 da vedere e rivedere

Cartoni animati anni ’90, la nostra top 5

Ma li ricordate gli anni ’90? Erano anni in cui eravamo bambini allegri e spensierati, inconsci dei tempi bui che ci avrebbero attesi una volta divenuti grandi. Lungi dall’abbandonarsi ad un’inutile nostalgia passatista, è innegabile che le cose che ci preoccupavano erano relativamente poche. Una di queste era non perdere le puntate dei nostri cartoni animati preferiti.

I cartoni animati anni ’90 erano numerosissimi, pronti a soddisfare le esigenze di ogni piccolo spettatore. Alcuni hanno resistito al trascorrere del tempo mentre altri, rivisti con una certa maturità e spirito critico, mostrano tutte le loro debolezze narrative e stilistiche. In ogni caso questi cartoni animati hanno lasciato un segno indelebile nella nostra infanzia e hanno stimolato la nostra immaginazione.

Ecco quindi quelli che, secondo noi, sono i cinque cartoni animati che hanno segnato tutti quei pomeriggi che abbiamo trascorso davanti a Solletico, Bim Bum Bam e altri contenitori per ragazzi. La scelta non è stata semplice, dal momento che si è optato per un criterio che guardasse più ai gusti personali piuttosto che, fatte le dovute eccezioni, a prodotti noti e scontati (Dragon Ball, Ken il Guerriero, Pokèmon..).

Cartoni animati anni ’90, le nostre scelte

Holly e Benji, due fuoriclasse

Partiamo con un classico, in realtà risalente agli anni ’80 e che qui da noi ha incontrato la sua consacrazione negli anni ’90: Holly & Benji, due fuoriclasse. Un cartone che celebra il gioco del pallone tramite le gesta dei suoi due protagonisti, l’attaccante Holly “Oliver” Hutton e il portiere Benji Price. Entrambi fanno parte della New Team, la squadra del campionato di calcio regionale giapponese, e seguiamo le loro gesta dall’infanzia fino alla maturità.

Un cartone che è entrato nella leggenda non soltanto per personaggi entrati nel nostro immaginario (il cardiopatico Julian Ross, i gemelli Derrick, il potente Mark Lenders), ma anche per misteri ad oggi irrisolti: il campo lungo 300 chilometri, il Giappone che vince i mondiali di calcio, ma soprattutto lui: quel misterioso e instabile pallone che veniva calciato con la potenza di una cannonata, assumendo forme strane e roteando per diverse puntate (intervallate dai flashback dei personaggi), prima di sfondare letteralmente la rete avversaria e, talvolta, fuggendo dalle mani del portiere che riusciva a pararla. Ci sono più interrogativi in questo cartone che in tutti i dossier presenti nell’archivio della CIA.

Street Sharks – Quattro pinne all’orizzonte

Per colpa di un pazzoide, /cattivo e genialoide/ quattro splendidi fratelli ora sono quattro Street Sharks!. La voce di Vincenzo Draghi ci introduceva nel mondo di quello che è forse uno dei cartoni animati più bizzarri ed ignoranti apparsi sul piccolo schermo: Street Sharks.

Come recita la sigla, i protagonisti sono quattro ragazzi che vengono trasformati in squali umanoidi dal classico scienziato pazzo e megalomane che usa le proprie conoscenze scientifiche per conquistare il mondo. Ma i nostri quattro eroi faranno di tutto per impedirglielo. Tra immancabili scontri con nemici diversi, nuotate nell’asfalto che viene puntualmente distrutto dalle enormi pinne dei nostri amici (con buona pace degli addetti alla manutenzione) e sana ironia, questi quattro squaloni dal cuore d’oro sono stati i migliori amici di noi ragazzini per un bel po’ di tempo (quanto erano belli i giocattoli a loro dedicati?).

Prima che qualcuno possa dirlo, ci pensiamo noi. Sì, sono una scopiazzatura spudorata delle Tartarughe ninja, ma con più muscoli e più tamarraggine. E ci piace.

Sailor Moon

Cambiamo totalmente registro con un cartone che nell’Italia degli anni ’90 ha generato un vero e proprio fenomeno di costume: Sailor Moon.

Nata dalla matita di Naoko Takeuchi la serie narra delle vicende di Bunny, una ragazzina che assume l’identità di una «paladina che veste alla marinara», per l’appunto Sailor Moon, pronta a dare una bella lezione ai nemici di turno «in nome della luna». Sono state prodotte cinque stagioni totale, se si esclude la recente Sailor Moon Crystal del 2015.

Come per Holly & Benji, anche qui il concetto di sospensione dell’incredulità è abusato: dall’interminabile intervallo di tempo impiegato dalle guerriere sailor per trasformarsi (e di cui i nemici non approfittano) al fatto che la protagonista principale faccia fare il lavoro sporco alle sue colleghe e all’intervento provvidenziale di Milord/Marzio, per poi cancellare la minaccia con un «cristallo di luna: azioneeehh!».

Come se non bastasse la Mediaset, conscia del fatto che l’opera originale fosse ben più matura, in nome di un nauseabondo moralismo ha fatto sì che in fase di doppiaggio le caratteristiche di alcuni personaggi venissero totalmente cancellate o rielaborate, come nel caso del rapporto saffico tra Sailor Uranus o Sailor Neptune.

Darkwing Duck

In questa lista non poteva mancare una serie a cartoni animati targata Disney e, tra le tante, la scelta è ricaduta su Darkwing Duck.

Fermi tutti, non ne avete mai sentito parlare? Le possibilità sono due: o siete dei 2000 o avete avuto un’infanzia triste. Ma siamo qui per rimediare. In un’immaginaria cittadina degli Stati Uniti vive Drake Mallard, un papero che assume l’identità del giustiziere mascherato Darkwing Duck. Si tratta di una serie che parodizza l’universo dei supereroi, in particolare di quelli targati DC comics. Il nostro eroe cerca di assumere un atteggiamento cupo e serio come Batman, ma quel che ottiene sono dei risvolti comici e spassosi.

Da recuperare in ogni modo, anche solo per godersi le mitiche entrate in scena del nostro gigionesco eroe mascherato: «Io sono il colesterolo che ti ostruisce le arterie!», «Io sono il prurito che non riesci a raggiungere!», «Io sono il ketchup sulle tue patatine!». Basta, si potrebbe proseguire all’infinto.

Il mistero della pietra azzurra

In chiusura della nostra top five dei cartoni animati anni ’90, una vera e propria perla: Il mistero della pietra azzurra, un anime nato da un soggetto di Hayao Miyazaki e diretto da Hideaki Anno.

Ambienta alla fine del XIX secolo, la storia segue le vicende di una giovane acrobata di nome Nadia e del giovane inventore Jean. I destini dei due personaggi si incrociano durante l’esposizione universale di Parigi, da cui sono costretti a fuggire da una banda di criminali che vogliono impossessarsi della pietra azzurra, l’amuleto che la stessa Nadia porta al collo e che condurrà i protagonisti a diventare membri del Nautilius, il mitico sottomarino del capitano Nemo, e ad affrontare un’antica e pericolosa minaccia.

Il mistero della pietra azzurra entra di merito tra i migliori cartoni anni ’90. Non solo per i riferimenti ai più celebri romanzi di Jules Verne (in primis, Ventimila leghe sotto i mari) e ad un universo fantascientifico variegato, ma anche per il fatto che affronti temi come la predestinazione e il conflitto tra progresso e natura.

Inutile dire che anche qui il doppiaggio Mediaset ci ha messo del suo per rovinare il senso dell’anime: da Nadia che non è più vegetariana (nella versione originale è un’animalista convinta) alle scene più spinte e violente che vengono censurate. Il classico errore di chi concepisce i cartoni animati come un prodotto puramente infantile.

Cartoni animati anni ’90, altri consigli

Dopo il nostro pezzo sui cartoni animati anni 90, leggi anche: “Top 10 canzoni anni ’90” –  “Serie tv anni ’90”

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