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Eroica Fenice

The Time, Gianluca Carbone all'Art Gallery di AM Studio

The Time, Gianluca Carbone all’Art Gallery di AM Studio

Inaugura il 16 novembre all’AM Studio Art Gallery di via Massimo Stanzione a Napoli la mostra personale di Gianluca Carbone, The Time, in esposizione fino al 7 dicembre.

Gianluca Carbone, giovane artista napoletano, è già noto nell’ambiente espositivo campano. Vincitore della sezione scultura della Prima Edizone della Biennale d’Arte Contemporanea e del Design di Salerno, ha riempito con le sue opere le sale del PAN, del NAF, e vive attivamente svariate realtà concorsuali. L’approdo all’AM Studio è motivato dall’emersione di un fluido comune a tutte le opere realizzate negli ultimi anni che ha trovato solidificazione nell’esposizione The Time. «Veste grafica a un’entità astratta», come afferma Francesca Panico.

Il tempo è dunque il fil rouge, o sarebbe meglio parlare di fil vert. Lo sperimentalismo di Gianluca Carbone ha come linfa vitale una resa cromatica vivida, quasi violenta, un colore che nasce da dentro e che fedelmente è ricondotto sul supporto pittorico o scultoreo. «Con il verde ci lavoro da tempo, ma è stata una cosa quasi inconscia. Mi sono reso conto dopo anni di sperimentazione che questo colore mi accomunava alla pittura, e ho cominciato a eliminare la tavolozza e a lavorare solo con il verde». Il soggetto della rappresentazione non motiva di per sé la scelta del colore, per quanto l’elemento vegetale possa suggerirlo. La ragione principale è insita nella personalità di Gianluca Carbone: «il verde mi esalta, ma lascio agli altri dedicare le loro parole a questo colore».

La pittura materica rende palpabile il verde in tutte le sue accezioni cromatiche. Si fa claustrofobico, eternizzante, congelante. Esplode dalle teste degli uomini, si fa muffa, malattia e contagio. La tavola è erosa dalla potenza del verde, talvolta gli schizzi infliggono alla materia profonde ferite. La riflessione metacromatica che il verde consente di inscenare infonde all’opera di Gianluca Carbone lo statuto di appartenenza a una corrente concettuale. Anche se presenti e distinguibili, le figure, umane o vegetali che siano, sono avvolte dal colore, talvolta come da un manto coprente, e talaltro come se il colore provenisse dall’interno.

I protagonisti della mostra personale The Time di Gianluca Carbone

L’astrattezza di colore e tempo dà vita a uno sviluppo narrativo dagli emblematici personaggi: San Matteo, nella rivisitazione dell’opera del Caravaggio che fa Gianluca Carbone; nel Bianconiglio, nato dalla penna di Lewis Carroll, costantemente in preda al ticchettio; in Usain Bolt, una figura antonomastica quando si parla di velocità. Infine, un uomo alla scacchiera, l’immobilità, che a mano a mano viene fagocitato dal verde scorrere del tempo.

La vegetazione si fa esemplificativa del dialogo con il tempo, nell’intricato rapporto tra l’industrializzazione e la tecnicizzazione della vita e la fioritura degli alberi. Gianluca Carbone si appella a una atavica consapevolezza, quella che solo la chioma e il tronco di un albero secolare potranno rapprendere, contro il mondo dell’effimero. «Fino alla rappresentazione di una fabbrica dell’impossibile: non inquina, non distrugge e produce natura, ossigeno, vita».

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