Power of Rome | Recensione

Power of Rome recensione del documentario di Giovanni Troilo con Edoardo Leo e Giorgia Spinelli (Credits: IIF/Vision Distribution/Sky)

Power of Rome, la recensione del documentario di Giovanni Troilo con Edoardo Leo e Giorgia Spinelli

“Roma è tanti mondi. Roma è tutto il mondo

[…] Qui a Roma il passato non è mai passato”

Edoardo Leo in Power of Rome

Roma. La virtus urbis per secoli ha dominato il mondo latino con la forza, le leggende, le tradizioni, la perseveranza. Con le tempra di un popolo che ha abbattuto ogni ostacolo, nella città eterna bagnata dal Tevere specchio di magnificenza e culla di dinastie di grandi imperatori sanguinari, viaggiatori, persecutori.

Ne rimane frastornato lo stesso Edoardo Leo, romano di nascita (e se sente), che sul set di un film che sta girando abbandona la scena in preda a una crisi esistenziale. Lui, il Giulio Cesare con la barba scura che sta per essere crivellato dal pugnale di Bruto, si immerge dentro il making of del potere di Roma. Come fosse un moderno Cicerone affamato di sapere, un voyeur famelico di sguardo, di tocco e di cultura nel mundus arti che ha forgiato l’epopea romana.

Power of Rome: la potenza di Roma raccontata da Edoardo Leo

Edoardo Leo si prende un momento di pausa dalle scene per omaggiare la sua Roma, la civitas che ha combattuto migliaia di battaglie in cui centinaia di imperatori con una corona d’alloro sul capo hanno fronteggiato i nemici portando alto il loro nome e quello di Roma, tra potere politico e arte senza eguali.

Power of Rome è la storia di Roma, il teatro a cielo aperto che (ri)vive dentro il documentario di Giovanni Troilo: dalla morte di Giulio Cesare per mano di Bruto, la nascita dell’Impero con Ottaviano Augusto nel 27 a.C., primo Imperatore per eccellenza, fino alla diffusione del Cristianesimo, la caduta dell’Impero romano d’Occidente nel 476 d.C. e il verbum dell’imperatore Marco Aurelio che auspica il declino di una florida civiltà.

Nella finzione del documentario (il regista combina insieme scene reinventate e reinterpretate con inquadrature reali sulle bellezze eterne di Roma), attori e attrici si vestono da madri e imperatori per riesumare vetusti aneddoti pieni di esclusivo scetticismo. Narrati dalla voce di Edoardo Leo, protagonista di primi piani e carrellate che lo seguono mentre calpesta il suolo romano, il Colosseo (la prima volta per lui) o quando alza gli occhi e rimane incantato sotto l’oculo della cupola del Pantheon in Piazza della Rotonda, esplorando il modo di come la luce illumina l’ambiente interno.

È un excursus behind the scenes con le sue ombre Power of Rome. L’occhio della macchina da presa osserva le opere di Raffaello, i dipinti dei Musei Vaticani di Michelangelo e scorrono immagini di repertorio di film girati a Cinecittà tra gli anni ’50 – ’60 che hanno trasposto sul grande schermo l’eterea imponenza di Roma. Il bianco e nero si mescola al colore vivo della Roma contemporanea in un fil rouge che tesse i toni di un ricordo onirico nella mente di Edoardo Leo, perché “Roma è così: appena inizi a scavare, trovi sempre qualcosa di inaspettato”. Per aprire le porte all’ars di un popolo che ha contornato la storia “dove Imperatori, Ladri, Papi, Barbari, Artisti hanno rincorso il sogno di misurarsi con l’eternità per dominare il potere”.

Voto: 7.5/10

Martina Corvaia

Immagine: IIF/Vision Distribution/Sky

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