Toy Story 4, Woody e Buzz tornano al cinema per l’ultima volta

Toy Story 4

Toy Story 4, Woody e Buzz alla riscossa

Toy Story 4 è l’ultimo film di animazione della Disney-Pixar. Uscito al cinema il 26 giugno, segue temporalmente i primi tre film della saga di giocattoli più famosi della storia. “Il mondo dei giocattoli”, “Woody e Buzz alla riscossa” e “La grande fuga” hanno riscosso, nel corso di oltre vent’anni, un successo e un’acclamazione universale da parte della critica e del pubblico. Un successo che poche altre saghe possono vantare, e non solo a livello di animazione.

Nell’ultimo capitolo avevamo lasciato  lo sceriffo Woody e Buzz Lightyear in preda ai deliri di onnipotenza di Lotso, l’orsacchiotto rosa del Sunnyside. Sfuggiti alle grinfie di quest’ultimo, l’allegra combriccola, capeggiata tra gli altri dagli immancabili Jessie, Rex e Slinky, era approdata da Bonnie, grazie alla gentile donazione di Andy, il proprietario dei primi tre film, ormai diciassettenne e in procinto di andare al college. La compagnia può così cominciare una nuova vita.

L’ultimo capitolo della saga è un film di nuovi inizi, un episodio che vuole letteralmente cambiare pagina rispetto alle precedenti puntate. Fa riflettere in tal senso come gli eventi che hanno inciso sulla produzione, sia italiana che internazionale, riflettano in modo cristallino le vicende di Woody e compagni. Impossibile non citare l’abbandono in corso d’opera di John Lasseter, guru dell’universo Pixar e recentemente accusato di molestie sessuali. Per non parlare poi dello strazio che lo spettatore italiano prova nel non associare più la voce di Fabrizio Frizzi al volto del cowboy Woody, a causa della scomparsa di un anno fa. Un vero colpo al cuore, che comunque viene sostituito degnamente dal pur ottimo Angelo Maggi, storica voce di Tom Hanks.

Verso l’infinito e oltre!

Toy Story 4 è ancora una volta la storia di un viaggio. Grazie al formato dell’animazione, che permette di esplorare più generi sotto la farsa della fiaba, si spazia contemporaneamente, come nella miglior tradizione Disney, dal comico al drammatico, passando per le sequenze quasi horror (memorabile le scene del negozio di antiquariato della bambola Gabby-Gabby, con le inquietanti marionette a fare da guardiani). Lo stacco ancestrale dall’età dorata dell’Andy bambino alla nuova Bonnie è devastante per la compagnia di giocattoli, in particolare per lo sceriffo Woody.

Ormai dimenticato e relegato all’ultimo posto tra i divertimenti preferiti dalla bambina. Il viaggio è perciò parallelo e duplice: uno è compiuto da Bonnie e la sua famiglia, in procinto di partire per le tanto agognate vacanze estive prima di cominciare l’asilo. L’altro è compiuto da Woody, voglioso di mettersi in mostra dinnanzi alla nuova padrona e accompagnato dalla forchetta Forky, convinta di essere semplice spazzatura e non il giocattolo preferito di Bonnie. Un vero e proprio cammino di redenzione che sorprenderà anche i più appassionati della saga.

Rispetto ai primi capitoli Buzz Lightyear viene relegato ad un ruolo più marginale. L’eroe dello spazio, quello dell’infinito e oltre, in questo capitolo svolge un ruolo perlopiù comico, quasi a sdrammatizzare i frequenti momenti di pathos della pellicola. Buzz è infatti presente in quasi tutte le scene più divertenti, accompagnato dai nuovi personaggi secondari. Impossibile non citare gli intermezzi dello stunt-man canadese Duke Caboom e dei nuovi peluche Ducky e Bunny, una papera ed un coniglio. Tutti alle prese con i loro sensi di colpa, chi per aver deluso le aspettative di un bambino (“Era solo marketing!”) e chi per la frustrazione di non esser mai riuscito a fuggire da una giostra.

Toy Story, il mondo dei giocattoli

Ogni personaggio di Toy Story 4 compie così una crescita interiore lungo l’intreccio della pellicola. Da Woody, nostalgico dei tempi andati e in cerca di uno scopo, a Gabby Gabby, vera e propria versione animata di Norma Desmond, decisa ad impossessarsi della corda dello sceriffo. Interessante la scelta di porre un personaggio femminile al centro della trama. In un contesto dominato nei primi film esclusivamente da caratteri maschili, Bo Peep, intrepida eroina contadina, convince per la sua lealtà e il suo spirito di abnegazione alla causa di Woody, facendo nascere in quest’ultimo il desiderio di emancipazione.

Toy Story 4 continua così con successo la saga di giocattoli più famosa della storia del cinema. Questo quarto capitolo, dettato forse inizialmente da ragioni economiche, a causa del successo planetario del terzo capitolo, diverte e convince anche i fan più accaniti della serie. Per la prima volta Woody e compagni affrontano all’interno di una pellicola il tema della loro crescita, si pongono domande personali ed affrontano un processo di cambiamento lungo i cento minuti dell’intreccio. 

Un bellissimo episodio insomma non solo della quadrilogia del giocattolo, ma dell’intera evoluzione del mondo Pixar. Dopo qualche sequel di troppo, prodotti più per esigenze di incasso che per reale ispirazione creativa, gli studi d’animazione californiani sembrano tornati ai fasti di un tempo. Toy Story si arricchisce così di un nuovo capitolo, che getta freschezza e pone domane nuove sullo sviluppo futuro dello sceriffo Woody e dei suoi amici.

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A proposito di Matteo Pelliccia

Cinefilo, musicofilo, mendicante di bellezza, venero Roger Federer come esperienza religiosa.

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