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Eroica Fenice

Freud

10 cose che (forse) non sapevate su Freud

L’avvicinarsi dell’estate porta sempre un po’ d’ottimismo. 

Con quel “forse” abbiamo voluto ottimisticamente ipotizzare che qualcuno di voi, lettori e lettrici, abbia già avuto la possibilità di confrontarsi con questi curiosi dettagli del maestro della psicoanalisi.

Ed è questo stesso ottimismo a spingerci ad evitare di porre come prima cosa da molti ignorata che il nome di Freud non fosse “Froid”. Ma passiamo al dunque.

 10 cose che (forse) non sapevate su Freud

1 – Il nostro caro Sigismondo (ha un nome troppo carino per non essere utilizzato) aveva un inspiegabile terrore del numero 62. Non alloggiava mai in una stanza d’albergo corrispondente a quel numero e qualora si scontrasse con un 62 nella lettura o in altri modi, fuggiva allontanandosene il più possibile.
2 – Freud era molto parsimonioso o molto saggio, o possedeva parsimonia e saggezza in quantità. Ciò che invece possedeva in numero ridotto erano gli abiti. Soltanto tre completi, tre indumenti per l’intimo e tre paia di scarpe.
3 – Sapeva parlare spagnolo, poiché imparò la lingua per il solo desiderio di saper leggere spagnolo. In particolare, l’eroico Don Chisciotte di Miguel de Cervantes.
4 – Era un abitudinario ed un precisino. Pranzava ogni giorno non prima e non dopo le ore 13 e dopo i pasti, leggeri immaginiamo, usciva per una passeggiata di tre kilometri, percorrendo sempre le medesime strade e fermandosi solo per raccogliere funghi (la fame si faceva sentire insomma).
5 – Aveva un chowchow ed il suo cane era suo assistente durante le sedute. La sua presenza rendeva più tranquilli i pazienti, oltre che essere un’ottima sveglia. Sapeva calcolare il tempo delle sedute e si alzava non appena il tempo era scaduto. Il cane, non Freud. O meglio, prima il cane.
6 Presagì la sua morte e sbagliò. Se la data da lui immaginata e sognata era infatti l’anno 1918, in realtà Sigismondo morì nel 1939, ad 83 non 62 anni (avete letto bene, 62 anni! 62!).
7 – Aveva paura delle felci. Non c’è bisogno di dire altro, è una fobia che si commenta da sola.
8 – La prima edizione de L’interpretazione dei sogni fu stampata in una tiratura di sole 600 copie e ci vollero più di dieci anni per venderle tutte. Che già allora i libri si comprassero in illegalissime fotocopie da improbabili spacciatori di cultura?
9 – Morì grazie a graduali iniezioni di morfina somministrate dal suo medico. Quando i dolori del cancro di cui era affetto cominciarono ad essere per lui insostenibili, richiese infatti una morte assistita.
10 – Non amava affatto la musica. Si dichiarava incapace di goderne e di comprenderla.

Nessun modo migliore per concludere questo breve viaggio attraverso la mente del più noto viaggiatore in menti altrui che diventando arrangiatori musicali, intonando un’adorabile canzoncina che inizia così: 62 felci in fila per 6 col resto di due…