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Eroica Fenice

La cometa verde di San Patrizio sarà visibile dal primo aprile

La cometa verde di San Patrizio

Dal primo fino al 23 luglio, momento di massima vicinanza alla terra, sarà possibile ammirare la cometa 41P/Tuttle-Giacobini-Kresák. Per osservarla bene si consiglia di prepararsi all’avvistamento del 23 quando sarà in perigeo. Pur essendo visibile dall’emisfero boreale, è poco probabile che si riuscirà a cogliere il particolare colore verde della cometa. Quindi per chi si troverà nell’emisfero australe e per chi vorrà ammirarne il colore, c’è la possibilità di connettersi e registrarsi al sito della Slooh Community per accedere alla visualizzazione online dai telescopi fissati alle Canarie.

Dove si trova la cometa verde di San Patrizio?

La cometa sarà visibile dall’emisfero boreale e, in situazioni ottimali di clima e condizioni di luminosità, si potrebbe avvistare ad occhio nudo. Sarà opportuno ricorrere a binocoli o, ancora meglio, a telescopi. Ma dove indirizzarli? La cometa si troverà a metà strada tra la costellazione dell’Orsa Maggiore e quella del Dragone, a nord della volta celeste. Queste costellazioni sono circumpolari, ciò vuol dire che alle nostre latitudini non tramontano mai e che quindi sarà possibile procedere all’osservazione in ogni momento dal crepuscolo all’alba.

La scoperta e il colore della cometa di San Patrizio

La cometa 41P/Tuttle-Giacobini-Kresák prende il nome dai tre astronomi che in tre periodi diversi, e indipendentemente l’uno dall’altro, l’hanno scoperta. Il primo astronomo ad avvistarla fu l’americano Horace Parnell Tuttle nel 31 maggio 1858, poi il francese Michael Giacobini nel 1907 e infine fu la volta dello slovacco Lubor Kresák nel 1951. È stata scoperta tre volte proprio perché si tratta di una cometa periodica, di corto periodo, cioè che compie un giro attorno al Sole ogni 5 anni e mezzo – alla sua periodicità fa riferimento la lettera P. Inoltre la cometa 41P è una delle 4 periodiche delle “magnifiche 7”.

La definizione di “cometa di San Patrizio” è causata dalla vicinanza alla festa, ma anche dal suo caratteristico colore verde. Infatti il nucleo, formato da ghiaccio e polveri, quando è in parte sciolto dal calore del Sole, rilascia il colore verde per la sua stessa composizione chimica. Però durante gli avvistamenti non sarà possibile ammirare il colore e si consiglia, in tal caso, di ricorrere alla visualizzazione online del fenomeno.

Per gli amanti della fotografia

Come si può leggere sul settimanale “Panorama”, ecco qualche suggerimento per chi volesse fotografarla. È necessario usare un treppiede e puntare l’obiettivo, senza zoomare, verso l’Orsa Maggiore. Basterà impostare il tempo di esposizione fino a 30-40 secondi e provare diverse sensibilità ISO, da 400 in su, con apertura massima di diaframma. L’assenza di sbavature, nonostante queste impostazioni, dovrebbe essere garantita dal fatto che la cometa si trova vicino la Stella Polare, e quindi risente poco del movimento della rotazione terrestre.

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