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Detroit: Become Human e il libero arbitrio

Detroit: Become Human e il libero arbitrio

Detroit: Become Human è un videogioco sviluppato da Quantic Dream, pubblicato nel 2018 per PlayStation 4 e Microsoft Windows.

Sulla scia dei suoi predecessori sviluppati dall’azienda francese, tra cui i famosi Heavy Rain e Beyond: Two Souls, il videogioco è un’avventura interattiva in cui ogni scelta del giocatore può influenzare in molteplici modi l’esito della storia.

La società del futuro

Il gioco è ambientato nella Detroit del 2038, in un mondo in cui il progresso tecnologico ha raggiunto risultati notevoli, e gli umani convivono con gli androidi. Questi ultimi, però, dalla loro prima comparsa sul mercato ad opera dell’azienda tecnologica CyberLife, hanno generato varie tensioni sociali. Gli androidi in Detroit: Become Human, infatti, sono utilizzati perlopiù come veri e propri schiavi, sostituendosi, al contempo, all’uomo. Ciò ha inevitabilmente portato ad un aumento della disoccupazione, insieme ad un’ondata di odio da parte della popolazione coinvolta. Non è raro, girando per la città, imbattersi in senzatetto che hanno perso il lavoro a causa degli androidi, oppure in proteste organizzate contro gli stessi, che a volte sfociano in episodi di violenza e vandalismo. Nonostante ciò, come spesso accade, l’approccio ad una novità varia di persona in persona. Ci saranno, infatti, anche persone pronte ad aiutare e rispettare gli androidi in quanto esseri viventi.

Gli androidi in Detroit: Become Human

Il gioco ci permette di approfondire la storia di tre personaggi (androidi) e di influenzare le loro scelte. Il filo rosso che collega i protagonisti, oltre alla loro natura, è la presa di coscienza che avviene in momenti chiave della loro esistenza. Lo scopo di Detroit: Become Human è proprio quello di generare un dibattito sul comportamento che l’uomo adotta (o potrebbe adottare in futuro) nei confronti di  ciò che non ritiene umano, ma che potrebbe provare sentimenti ed emozioni. Seppur (apparentemente) programmati per svolgere unicamente le proprie mansioni, gli androidi sembrano provare, soprattutto in momenti di alto rischio, attaccamento alla vita. In questi momenti il gioco ci pone una domanda fondamentale: qual è la differenza tra esseri umani e androidi?

Etica e libero arbitrio

Secondo il filosofo Immanuel Kant, in opposizione al pensiero determinista, il libero arbitrio esiste ed è ciò che rende l’uomo responsabile delle proprie azioni, che gli permette di agire secondo la propria morale. In ossequio al principio cartesiano, l’assenza di una morale, quindi, comporterebbe la perdita della dignità dell’essere (umano). Nel momento in cui gli androidi agiscono secondo la propria volontà, seguendo ciò che credono giusto ed eticamente corretto, il confine tra automa e uomo diventa estremamente sottile, se non inesistente.

Detroit: Become Human mostra un futuro forse estremizzato, ma plausibile. Il gioco, a cinque anni dalla sua pubblicazione, è più che mai attuale, con lo sviluppo e la diffusione sempre maggiore dell’intelligenza artificiale, che ha già causato svariati dibattiti sull’efficacia del lavoro umano. Seppur proiettata in un futuro ipotetico, una riflessione come quella intavolata da Quantic Dream, oltre che affascinante, potrebbe essere una chiave di lettura della nostra società dell’avvenire.

Fonte immagine: Wikipedia

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