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Eroica Fenice

Ms. Monopoly

Ms. Monopoly: il gioco più amato si tinge di rosa

Ms. Monopoly, il primo gioco dove le donne guadagnano di più degli uomini. Leggi di più sul nuovo gioco da tavolo prodotto da Hasbro!

Negli ultimi mesi la presenza delle donne nella privata e pubblica amministrazione italiana ha raggiunto un importante risultato – infatti è stata registrata al 50,6 % – soprattutto nel Servizio Sanitario nazionale in cui le donne sono il doppio degli uomini, mentre in altri settori ancora risulta scarsa. Tuttavia, il gender gap, che ancora caratterizza molti consigli amministrativi anche privati, è ben lontano dall’assottigliarsi, infatti restano ancora molti ostacoli da superare e abbattere, e uno fra questi è certamente il trattamento economico riservato alle “quote rosa” delle aziende: si tratta del gender pay gap. Le donne, dunque, pur essendo più preparate dei colleghi e pur avendo titoli di alta formazione anche in discipline scientifiche (raggiunti spesso in tempi più brevi), hanno molte difficoltà nel raggiungere posti di rilievo e sono pagate di meno.

Ms. Monopoly e la riduzione del gender pay gap… almeno nel gioco!

Il gioco da tavolo Ms. Monopoly, novità della nota casa Hasbro, produttrice di giocattoli e giochi anche per adulti, almeno nella finzione, riduce questo gender pay gap. Fin dall’inizio del gioco, infatti, le giocatrici sono avvantaggiate rispetto ai giocatori e infatti a loro vengono assegnati circa 1900 $ a fronte dei 1500 $ dei loro sfidanti, mentre i bonus ricevuti passando dal “via” ammontano a 240 $ per le donne contro i 200 $ degli uomini. Sulle diverse caselle sono rappresentate molteplici attività e invenzioni femminili sulle quali investire, e non località sulle quali costruire case o alberghi: Ms. Monopoly, dunque, celebra il grande valore intellettuale delle donne nei campi scientifico e letterario!

I giocatori, dunque, potranno scegliere se investire nelle attività di note (e meno note) protagoniste come Ruth Graves Wakefield e Sue Brides, pasticciere dei golosissimi cookies, Stephanie Louise Kwolek, inventrice del giubbotto antiproiettile, Grace Murray Hopper, che creò un primo compilatore per computer (passando da qui i giocatori dovranno consegnare ben 300 $ ogni volta!), Sarah Blakely, promotrice dei primi body, la scienziata Ann Tsukamoto, che isolò per prima le cellule staminali, fino a Rosalind Elsie Franklin che scoprì il DNA e a Andrea Cao che realizzò uno strumento per l’agopuntura.

Perfino i segnalini che indicano il percorso dei singoli giocatori sono cambiati, scegliendo un orologio, un calice, un cilindro bianco (che ricorda quello di Mr. Monopoly, nonno della protagonista del nuovo gioco), un aereo, un pesetto da palestra, un libro con penna. E non finisce qui.

In occasione del lancio di questo gioco, la Hasbro ha deciso di premiare con un bonus di 20.580 $, tre giovanissime inventrici e imprenditrici: Sophia Weng, 16 anni, originaria del Connecticut, che ha creato uno strumento in grado di prevenire l’apertura di doline con un’approssimazione del 93% (tanto che la sua invenzione è prossima al brevetto e ad essere usata in Florida); Gitanjali Rao, 13 anni, che vive in Colorado e ha inventato un sistema per rinvenire tracce di piombo nell’acqua potabile; e la nordirlandese Ava Canney di 16 anni, inventrice di uno spettrometro che misura i livelli di colorante presenti in caramelle e nelle bevande gassate come la soda, utile a migliorare l’etichettatura e orientare la scelta dei consumatori soprattutto suoi coetanei.

La critica: si tratta davvero di un gioco in cui sono valorizzate le donne?

L’idea, dunque, dell’azienda, come spiegato in occasione della pubblicazione anche di un trailer del gioco (qui), era quella di accordare vantaggi al pubblico femminile, più numerosi di quanti goduti nella quotidianità in cui le lavoratrici fanno maggior fatica a raggiungere certi ruoli rispetto agli uomini. È proprio su questo punto e su questa dichiarazione che sono nate alcune polemiche anti- femministe anche da parte delle donne stesse.

Dunque le donne non sarebbero in grado di guadagnarsi da sole e senza un’agevolazione – anche in un gioco – il proprio posto nel mondo (del lavoro)? Hasbro ha sottolineato quindi che il gioco è nato con l’intento di «ispirare giovani e meno giovani poiché mette in luce donne che hanno sfidato lo status quo». Come dire: prendetelo come un gioco didattico, un po’ come il libro sulle “donne ribelli” che tanta critica ha ricevuto in Turchia, un po’ come raccontare alle bambine una favola in cui la principessa si salva da sola e magari aiuta il lui dalla situazione di pericolo. Anche l’abbigliamento della nipotina del baffuto Mr. Monopoly ritratta sulla scatola è stata oggetto di critica: perché una donna con un abito maschile? E soprattutto perché citare invenzioni sessiste come le guaine contenitive o i cookies?

Sicuramente Elizabeth Magie, inventrice del gioco da tavolo più famoso e “che ha rovinato tante amicizie”, brevettato nel 1904 (The Landlord’s Game), e basato sui principi economici del georgismo, avrebbe sottolineato il suo valore educativo nel far riconoscere ai giovani le ingiustizie della società del suo tempo come attuale. E allora dopo le moltissime versioni del gioco, da quella Disney a quelle ispirate a serie tv come Stranger Things e Game of Thrones, da quelle dedicate ai film come Avengers o Star Wars fino ai videogiochi come Fortnite, forse mancava quella tutta femminile che ricorda alle giovani e alle bambine l’esistenza di una differenza di trattamento economico per le più disparate prestazioni che nella realtà lavorativa non sempre può essere colmata passando dal “via”.

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Fonte immagine:
https://www.nbcnews.com/business/consumer/chick-magnate-hasbro-debuts-ms-monopoly-game-where-women-run-n1052036

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