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Eroica Fenice

Who’s She? Il gioco “Indovina chi?” in versione femminile

Who’s She? Il gioco “Indovina chi?” in versione femminile

“Who’s She?” è la nuova versione del noto gioco “Indovina chi?” tutta al femminile, per scoprire identità, importanza e ruolo delle donne che hanno cambiato la Storia! 

“Chi è? Ha gli occhi blu! Dai, dimmi di più! È una lei?! No, deve essere un lui! Con i baffi! Con i ricci! Importanti questi indizi…Porta gli occhiali? Il cappello com’è? Ma è Jack! Ecco chi è! Se il cervello userai, vincerai!”

Correva l’anno 1993, quando in televisione due bambini si sfidavano nel gioco da tavolo più noto alle famiglie italiane, “Indovina chi?”, datato anni ’80-’90, e il ritmo incalzante dello spot pubblicitario era così martellante che, già dopo averlo visto poche volte sul piccolo schermo, tutti lo ricordavano. In molte delle nostre case si giocava a indovinare chi fosse il personaggio nascosto dietro piccoli tasselli di legno, durante le Feste natalizie o nelle pigre domeniche invernali. Saranno felici, quindi, molti di voi, nel sapere che è da poco comparso su Kick Starter, fra le più famose piattaforme di crowdfunding, “Who’s She?”, una nuova versione del gioco “Indovina chi?” tutta al femminile, ma stavolta non prodotta dalla MB.

Progettato dall’imprenditrice polacca, fondatrice di Playeress, Zuzia Kozerska-Girard, il gioco “Who’s She?” è costituito da due tavole in legno di betulla, sulle quali vi sono le immagini, dipinte ad acquerello dalla giovane artista Daria Golab, di 28 donne famose.

“Who’s She?”: come si gioca?

“Who’s She?” è basato sulle stesse regole dell’antenato “Indovina chi?”: due giocatori sfidanti scelgono a turno il personaggio di cui svelare l’identità e vince chi riesce ad indovinare, nel più breve tempo e prima dell’avversario, di chi si tratta. Unica differenza fra il classico “Indovina chi?” e “Chi è lei?” è nelle domande, o meglio nelle caratteristiche da svelare del personaggio femminile: non si tratterà più di chiedere maggiori informazioni sull’aspetto fisico ma conterà maggiormente sapere se la donna scelta dall’avversario abbia vinto un premio Nobel, svolto attività di spionaggio, scritto un romanzo, fatto una scoperta importante in ambito scientifico o sia nota per le sue canzoni o per aver guidato rivoluzioni.

Ogni giocatore, oltre alla tavola con l’immagine delle numerose donne fra cui scegliere la favorita, avrà anche una piccola tavoletta sulla quale troverà nome del personaggio, la sua rappresentazione grafica ed altre informazioni più o meno note quali la nazionalità, la professione, le scoperte o i principali obiettivi raggiunti, così da essere facilitato nel rispondere alle domande del compagno e venire a conoscenza di curiosità e aneddoti su donne meno popolari.

Molti fra noi, infatti, già conosceranno Marie Curie, Malala Yousafzai, Cleopatra, Frida Kahlo, Serena Williams e Yoko Ono, ma pochi sapranno che Harriet Tubman fu un’attivista americana che combatté per l’abolizione della schiavitù e per il suffragio femminileche l’aviatrice statunitense Amelia Earhart fu la prima donna a volare sull’Oceano senza scali, che la paleontologa Mary Anning fu autrice di molti ritrovamenti importanti nel campo dei fossili marini o conosceranno Wangari Maathai, prima donna africana premio Nobel per la pace 2004.

“Who’s she?” fra libri, video, spot pubblicitari e progetti, per le future professioniste e Donne del domani

L’interessante progetto proposto da Zuzia Kozerska-Girard sembra dunque inserirsi in una più generale e diffusa tendenza attuale che pone al centro della didattica e del gioco la figura femminile, la quale può ambire, al pari degli uomini, a ruoli e professioni ancora oggi troppo spesso associate ai componenti di “sesso forte”. Si pensi ai numerosi testi pubblicati di recente per le “Bambine ribelli” (storie della buonanotte su 100 personaggi femminili), alle pubblicazioni in edicola sulle “donne straordinarie”, ai video sulla disparità di compensi fra uomo e donna, ai programmi ministeriali promossi e ai fondi stanziati per la diffusione fra le studentesse, bambine e adolescenti, della materie riunite sotto la sigla STEAM (science, technology, engineering, art and mathematics), proprio perché il numero di donne che si iscrivono a facoltà scientifiche o che comunque svolgono lavori in ambiti tecnologici e scientifici sono ancora poche rispetto agli uomini. (Sulle recenti polemiche sollevate a seguito delle dichiarazioni del rettore dell’Università Normale di Pisa sulla promozione delle donne in Università, leggi qui).

Inoltre, parallelamente a questo movimento che sembra voler (inutilmente?) ricordare alle bambine che anche le donne possono e devono aspirare a occupare posizioni lavorative e a raggiungere obiettivi troppo spesso considerati ancora appannaggio degli uomini, si manifesta un’altra tendenza, ovvero la considerazione dell’inutilità dell’aspetto fisico e dell’importanza, invece, delle proprie competenze. D’altronde, come ammonisce la scienziata premio Nobel Rita Levi Montalcini «le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza».

Nonostante per ora non sia ancora in vendita ma sia un progetto in attesa di finanziamenti, “Who’s She?” ha raggiunto ottimi risultati (l’obiettivo iniziale di 15.000 euro è stato superato dai 160 mila euro ottenuti) e alcune copie (del costo di 65 euro circa) sono già pronte per essere consegnate, giusto in tempo per Natale, per giocare con i ‘nuovi’ piccoli e sfidarsi sulle donne che hanno cambiato la Storia e che sono ritratte e ricordate sulle piccole targhette di legno non perché hanno fatto della propria bellezza un talento ma perché hanno contribuito, con il proprio cervello, allo sviluppo dell’umanità nelle principali scienze e arti.

Per acquistare “Who’s She?” o chiedere info, qui.

Fonte immagine: https://lifestylemadeinitaly.it/idee-regalo-whos-she-gioco-da-tavola/

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