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Boss fight dei Dark Souls: le 4 più iconiche

Boss fight dei Souls: le 4 più iconiche

La saga dei Souls, avviata dall’allora sconosciuta FromSoftware con il videogioco di ruolo Demon’s Souls nel 2009, è sempre stata una sfida per gli utenti: tra imboscate imprevedibili e ostacoli da superare, ogni avventura è costellata da difficoltà graduali, che culminano con le boss fight, combattimenti contro nemici unici e particolarmente difficili. È quasi impossibile, infatti, riuscire a battere questi particolari nemici al primo tentativo: la struttura di gioco favorisce il trial and error, e dunque morire per poi riprovare diviene parte stessa dell’esperienza. Nella lunga storia della saga di FromSoftware, scopriamo le quattro boss fight dei Souls più iconiche.

Le boss fight dei Souls più iconiche: tabella comparativa

Boss Gioco Caratteristica Principale
Ornstein & Smough Dark Souls Primo scontro dinamico contro un duo.
Sir Alonne Dark Souls 2 (DLC) Duello coreografico ispirato ai samurai.
Anima dei Tizzoni Dark Souls 3 Scontro corale con citazioni a Gwyn.
Padre Gascoigne Bloodborne Tutorial sulle meccaniche di schivata.

1. Ornstein & Smough – il duo iconico di Anor Londo

Nel primo Dark Souls, che ha reso la saga celebre in tutto il mondo, la boss fight più memorabile è sicuramente quella del giustiziere Ornstein e il cavaliere Smough. I motivi per cui questo combattimento è entrato nel cuore degli utenti sono diversi: innanzitutto, l’ambientazione della cattedrale di Anor Londo, luogo divino ispirato architettonicamente al Duomo di Milano, che diventa un campo di battaglia tra vetrate illuminate e colonne distruttibili. Oltre all’aspetto estetico, questa boss fight è ricordata per il suo grado di sfida: è la prima volta che si combatte un duo dinamico, che colpisce il giocatore seguendo pattern specifici. Infine, questo combattimento è ammirato per la sua seconda fase, che varia in base a chi riusciamo a sconfiggere prima dei due. Alla morte di uno, infatti, l’altro ne assorbirà la forza diventando più forte e letale.

2. Sir Alonne – il leggendario spadaccino del DLC

All’interno del DLC di Dark Souls 2 intitolato La Corona del Vecchio Re di Ferro è possibile, in un’area opzionale, affrontare un duello con Sir Alonne, leggendario spadaccino e mentore del Re di Ferro. Questa è, tra le boss fight dei Souls, una delle più coreografiche e visivamente semplici: si tratta di uno scontro ispirato ai classici della letteratura e cinematografia giapponese, con una luce che taglia il campo di battaglia e una colonna sonora avvincente. Seppur sia possibile affrontare questo nemico con la magia o attacchi a distanza, le premesse spingono il giocatore stesso a impugnare un’arma bianca e vivere il combattimento fino all’ultimo sangue. Una nota particolarità del duello è data dal suo esito: se il giocatore riesce a sconfiggere Sir Alonne senza ricevere nemmeno un danno, lo spadaccino effettuerà il seppuku alla fine della battaglia, pugnalandosi al ventre per preservare il suo onore da samurai.

3. L’Anima dei Tizzoni – la boss fight dei Souls più coinvolgente

In Dark Souls 3, ultimo capitolo della trilogia, l’ultimo ostacolo da superare nell’avventura è l’Anima dei Tizzoni, che separa il giocatore dalla possibilità di vincolare il fuoco. In un campo di spade conficcate al terreno, caratterizzato da una serie di rilievi, la Fiamma Sopita (appellativo del protagonista) dovrà sconfiggere questa entità, che rappresenta l’insieme di coloro che hanno vincolato il fuoco nelle ere passate. Trattandosi dell’unione tra maestri di spada, maghi e chierici, questa è la boss fight dei Souls emotivamente più coinvolgente. Nella seconda fase del combattimento, che si attiva quando si esaurisce la prima barra della vita, il nemico muterà e assumerà i caratteri che rimandano a Gwyn, il boss finale del primo capitolo. A ciò viene aggiunto un tema musicale che riprende le note di pianoforte di quella battaglia, creando un pathos unico che rappresenta, allo stesso tempo, il picco della trilogia.

4. Padre Gascoigne – il cacciatore di Yharnam

In Bloodborne, considerato dalla community un Souls nonostante non appartenga alla saga, l’attenzione si focalizza sui combattimenti, che diventano adrenalinici e rapidi: ciò che colpisce il giocatore è, già nei primi minuti di gioco, l’assenza di scudi e la necessità di affidarsi alle schivate per evitare gli attacchi. Dopo aver esplorato la prima area di gioco, la città gotica di Yharnam, il protagonista si imbatte nella figura del cacciatore Padre Gascoigne. Questo duello è un vero e proprio tutorial nascosto delle principali meccaniche di gioco: all’interno di un piccolo cimitero, la battaglia è veloce e nevrotica, tra colpi di pistola e attacchi di spada. Il giocatore è chiamato a prestare tanta attenzione al nemico che ha dinanzi: dopo una prima fase immediata, Padre Gascoigne si trasforma in una terribile bestia, divenendo così una diversa tipologia di nemico che effettua balzi sovrumani e attacchi feroci. Un escamotage noto per facilitare in parte la battaglia è dato dall’utilizzo di un carillon: questo era stato donato al giocatore dalla figlioletta di Padre Gascoigne e, se suonato, lo stordisce momentaneamente, garantendo una finestra d’attacco.

Le boss fight dei Souls sono dunque note per diverse ragioni: tra combattimenti avvincenti contro entità sovrumane, c’è anche lo spazio per una narrazione emotivamente coinvolgente che stimola il coinvolgimento nelle avventure.

Fonte immagine in evidenza: Locandina ufficiale di Dark Souls 3 (di Bandai Namco).

 

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