Supergiant Games è una software house statunitense che, da oltre dieci anni nel mercato, ha conquistato la critica e il pubblico con i suoi videogiochi innovativi. Nata nel 2009 a San Francisco, i suoi creatori sono due persone già note nel settore: Gavin Simon e Amir Rao, infatti, decidono di fondare questa azienda dopo la loro carriera proficua presso Electronic Arts. Grazie a un team inizialmente di sole sette persone, i videogiochi di Supergiant Games sono stati una boccata d’aria fresca rispetto al mercato mainstream competitivo: scopriamo, dunque, tre successi di questa casa di sviluppo.
La scheda riassuntiva dei videogiochi di Supergiant Games
| Titolo del videogioco | Anno di uscita | Genere principale |
|---|---|---|
| Hades | 2020 | Roguelike d’azione |
| Bastion | 2011 | Avventura narrativa |
| Transistor | 2014 | Azione e strategia |
Indice dei contenuti
1. Hades: un roguelike tra i videogiochi di Supergiant Games
Pubblicato nel 2020, si tratta di uno dei videogiochi di Supergiant Games più remunerativi e conosciuti nel settore. Ispirato alla mitologia greca, quest’opera ruota attorno alle vicende di Zagreus, figlio ribelle di Ade, che vuole scappare dalle grinfie del padre per scoprire i segreti della sua famiglia. La trama, seppur semplice, è supportata dal gameplay solido che è alla base del titolo stesso: ispirato ai roguelike più recenti, come The Binding of Isaac, bisogna combattere in stanze generate in modo casuale a ogni nuova partita, che termina con la morte del protagonista. Il fallimento diviene, dunque, parte dell’esperienza stessa: l’avventura nell’Ade è caratterizzata da variabili pressoché infinite che offrono una sfida continua e mai banale. Il successo commerciale ha reso possibile la produzione del sequel Hades II, uscito l’anno scorso su tutti i dispositivi di ultima generazione.
2. Bastion: un’avventura narrativa
Nel 2011 Supergiant Games diviene nota al pubblico con Bastion, videogioco d’avventura in cui ogni azione è legata strettamente alla narrazione. Il videogiocatore si trova catapultato in un mondo post-apocalittico distrutto dalla “Calamità”, dove il protagonista, noto solamente come Il Ragazzo, deve raggiungere il Bastion, l’ultimo baluardo di salvezza presente sul pianeta Terra. Nel corso dell’avventura isometrica, tra ostacoli da superare e piattaforme su cui cadere, una voce narrante commenta ciò che accade, instaurando un legame che va oltre la quarta parete. Sono stati particolarmente apprezzati i colori vibranti e la dinamicità dell’avventura, inseriti in un mondo che fonde i biomi della Terra attraverso frammenti.
3. Transistor: una fusione tra generi
Dopo il clamore di Bastion, viene pubblicato tre anni più tardi Transistor, che sancì un ulteriore successo per la casa videoludica. Ambientato in un mondo cyberpunk, precisamente nella metropoli di Cloudbank, viene mostrata la storia della cantante Red che, dopo aver perso la voce, decide di vendicarsi grazie all’uso di una spada senziente chiamata Transistor. L’aspetto più innovativo di quest’opera è legato alla fusione degli elementi strategici con l’azione in tempo reale: con un mood malinconico, l’utente affronta mostri meccanici e futuristici accompagnati da suoni jazz e ricchi di sintetizzatori. Attraverso un equilibrio tra atmosfera e azione, Transistor ha ampliato gli orizzonti dell’azienda, che ha raggiunto una nuova fetta di utenti.
Grazie a un buon compromesso tra titoli gameplay-focused e narrativi, i videogiochi di Supergiant Games sono stati gli avviatori della corrente indie che ancora oggi riscuote un gran successo tra i giocatori non occasionali.
Fonte immagine in evidenza: Store.playstation.com (Locandina ufficiale di Hades di Supergiant Games).

