Home body di Rupi Kaur | Recensione

Home body di Rupi Kaur | Recensione

Rupi Kaur è una giovane poetessa canadese di origini indiane, che ha raggiunto in breve tempo la notorietà con il libro Milk and Honey, pubblicato nel 2014. La sua carriera inizia come Instapoet, condividendo numerose poesie sulla piattaforma social Instagram e riscuotendo un successo sempre più esponenziale. Alla pubblicazione della raccolta di poesie Milk and Honey, seguiranno poi le raccolte The sun and her flowers nel 2017 e Home body nel 2021. In questo articolo approfondiremo Home body di Rupi Kaur, un libro in cui la scrittrice, tra una poesia e l’altra, ci trasporta in un viaggio pieno di riflessione ed intimità per imparare ad amare noi stessi.

Quella di Rupi Kaur è una lettera d’amore ai suoi lettori affinché possano essere in grado di accettare positivamente il cambiamento e renderlo parte integrante della propria storia personale, ma è anche un caldo incoraggiamento per far sì che, chi legge questa raccolta, possa in qualche modo guarire le proprie ferite tramite il potente uso delle parole che contraddistingue la penna della giovane autrice. Del resto, la stessa Rupi Kaur, scrivendo, mette a nudo le sue ferite più profonde, dimostrandoci che il semplice atto di mettere per iscritto le sue angosce e i suoi dolori più intimi rappresenta già un mezzo per poterli risanare. È interessante, poi, l’ innovativo utilizzo di illustrazioni che l’autrice inserisce nella raccolta per presentare, con più leggerezza, temi legati all’accettazione di sé e all’amore per la natura, ma anche alla depressione, all’ansia e alla solitudine. Il risultato che ne è esce è una serie di parole e immagini assemblate per evocare i diversi stati d’animo che accomunano i suoi numerosi lettori. I componimenti poetici in Home Body, pur analizzando temi differenti, sono caratterizzati tutti da una grande immediatezza e profondità che ci portano ad assistere ad un inevitabile flusso di coscienza  suddiviso in quattro sezioni: mente, cuore, riposo e veglia.

Mente
L’autrice in questa parte approfondisce temi particolarmente attuali ma anche delicati e difficili da trattare, quali la depressione, la violenza sessuale, le relazioni tossiche e il razzismo. Sfogliando le prime pagine, il lettore si imbatte sin da subito in una forma d’espressione che arriva diritta al punto e che dimostra di essere fortemente rappresentativa. Tra le poesie più emblematiche all’interno di questa sezione troviamo le seguenti:

Starò zitta quando
potremo dire aggressione sessuale
Senza che loro
gridino bugiarda

la depressione è silenziosa
non la si sente mai arrivare
e tutt’a un tratto è
la voce più alta che si ha in testa

Cuore

Nella seconda sezione intitolata Cuore, Rupi Kaur si sofferma sulla complessità delle relazioni sentimentali, che sempre più spesso sfociano in legami tossici. Con profonda riflessione e grande onestà, l’autrice spiega quanto possa essere difficile per una giovane donna saper distinguere il bene dal male quando si ama:

Se uno non ha un cuore
non puoi arrivare tu
a offrirgli il tuo

Riposo

Nella terza parte di Home body di Rupi Kaur, il focus è impostato sull’importanza di compiere un percorso introspettivo in cui fermarsi a guardare con resilienza il proprio passato e i propri errori, giungendo così ad una serie di nuove consapevolezze. La poetessa canadese incoraggia, in particolare, i suoi lettori ad apprezzare il proprio percorso di vita per quello che è, nella sua pura semplicità, senza rincorrere in modo spasmodico ciò di cui, in realtà, non si ha bisogno. È quanto l’autrice spiega, abilmente,  in questa breve poesia:

Tanto assorta
a pensare a dove voglio andare
dimentico che il luogo in cui mi trovo
è già magico in sé

Veglia

L’ultima sezione, Veglia, mette in evidenza il concetto di urgente rinascita e risveglio a cui l’essere umano deve andare incontro in un mondo sempre più razzista e meno inclusivo. Il modo sfacciato e spontaneo con il quale la Kaur scrive i componimenti poetici in quest’ultima sezione ci rimanda ad una  forma rivoluzionaria ed efficace di esprimere anche il proprio dissenso. Come possiamo notare, ad esempio, nella seguente poesia:

La nostra deve essere
una politica di rivoluzione
la libertà non può esistere
finché i più svantaggiati non sono liberi.

Fonte immagine: rupikaur.com (Sito Ufficiale)

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