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Eroica Fenice

il blu delle rose

Il Blu delle rose, la favola distopica di Tony Laudadio

Recensione del libro Il blu delle rose, di Tony Laudadio edito da NNeditore. Un romanzo straordinario che affaccia su un futuro distopico.

La Trama de Il blu delle rose

In un mondo non troppo diverso dal nostro, dominato dalla tecnologia e da un clima imprevedibile, la scienza ha finalmente stabilito che criminali si nasce: il gene C, responsabile della vio­lenza nei comportamenti, è stato indivi­duato e grazie al controllo delle nascite imposto dalla legge, la società è ormai pacificata. La scienziata Elisabetta Russo, che ha contribuito alla rivolu­zionaria scoperta, non nutre dubbi sulle pratiche di selezione genetica del governo, nonostante le proteste degli oppositori.

A venticinque anni dall’en­trata in vigore della legge Genesi, però, una serie di eventi drammatici scuote le sue certezze mettendo in pericolo la sua stessa vita. Ed è soltanto grazie alla premura di Nghele e all’amore del gio­vane Lionel che Elisabetta trova il co­raggio di ribellarsi alle regole e ai limiti che lei stessa si è imposta.

Il blu delle rose. La luce della speranza in un mondo soffocante

Il romanzo è una favola distopica dalle tinte fantascientifiche. La protagonista principale è Elisabetta Russo, una genetista la cui scoperta principale, insieme ad altri ricercatori, è il gene C. La donna è forte, determinata e ligia al suo dovere. È un personaggio femminile molto dinamico, e le diverse vicende di cui è protagonista metteranno in risalto la sua forza d’animo, oltre che una spiccata intelligenza.

Le vicende riguardano un tempo futuro dove la criminalità può essere determinata ancor prima della nascita, attraverso analisi specifiche sul feto stesso. Ciò ha provocato una frattura sociale, tra oppositori e favorevoli. Per eliminare la criminalità è necessaria, infatti, l’interruzione della gravidanza, nel caso si presentasse il gene C. Gli oppositori prendono il nome di gruppo Erode, considerato dai più una semplice cellula terrorista.

Accanto agli oppositori si staglia un gruppo di persone ampiamente favorevole, che oltre a individuare la criminalità, si diverte nel gioco di fare “Dio” con la modificazione dei tratti genetici, rendendo i nascituri poco più che bambole tutte uguali.

Il mondo di Laudadio è una realtà dove le temperature esterne sono molto alte, le precipitazioni sono spaventose e negli edifici si prediligono temperature ostili.

Accanto al personaggio principale di Elisabetta ci saranno altrettante figure importanti. Prima fra tutte Nghele, il giardiniere della sua casa in collina che a poco a poco diventa, per la protagonista, un vero e proprio padre e punto di riferimento. L’uomo vive a contatto con la natura, è buono e gentile.

Con la madre di Elisabetta, Grazia, si indagherà l’argomento del “tempo che passa”. Nel mondo futuro, infatti, l’aspettativa di vita sembra essersi dilatata a dismisura: è il caso della donna che pur avendo 70 anni ne dimostrerà molti di meno, grazie anche ai prodigi della scienza. L’argomento tempo sembra essere uno di quelli cardini della nostra società moderna, dove si fa sempre più fatica ad accettare il tempo che passa ricercando espedienti che possano ridurre il problema.

Il romanzo prenderà una piega diversa quando Elisabetta entrerà in contatto con un suo vecchio collega Franco Alberti, anche egli genetista e da sempre contro il team Circo, oltre che portatore sano del gene C. Sarà un vero e proprio visionario e attraverso la sua ricerca si compiranno numerosi colpi di scena.

Tra colpi di scena e lezioni di scienza, non mancherà lo spazio dedicato all’amore. La donna, infatti, pur essendo indifferente alla fascinazione dell’amore al di là del sesso, lo troverà ristoro nelle braccia di Lionel: un ragazzo apparso per caso, che cambierà completamente la sua visione delle cose.

Il libro sembra dare ampio respiro al cambiamento, seppure Elisabetta fosse fermamente convinta dei suoi ideali scientifici. Trovatasi per prima invischiata in situazioni delicate dove la scelta può risultare fatale per un essere umano a lei caro, dopo un leggero tentennamento si troverà dalla parte di quelli che fino ad allora erano considerati “i terroristi”. La donna sarà investita da un cambiamento profondo da cima a fondo. Il finale è ricco di colpi di scena, e laddove la narrazione è iniziata con un convegno, troverà spazio negli stessi luoghi, verso la fine, ma con idee differenti da esporre. 

Il blu delle rose è una favola distopica scritta con sapienza e chiarezza. Un libro adatto ad ogni età, agli amanti delle realtà lontane, del futuro fatto di innovazione, e di cambiamenti che permettono alle macchine di guidare da sole, e al passato di inebriarsi delle poesie più belle. La scrittura di Laudadio è incantevole e fascinosa, e mette in luce ogni problematica circa l’innovazione, senza lasciare spazio alla speranza buona, che sottovoce continua a guidare il mondo.

Immagine copertina: Ufficio Stampa

 

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