Intervista a Sabatina Napolitano, l’autrice di Origami

Sabatina Napolitano

Origami è il romanzo d’esordio di Sabatina Napolitano, uscito per Campanotto Editore. Il romanzo è stato candidato da Renato Besana al Premio Strega 2022. Lasciamo che sia la sua autrice, Sabatina Napolitano, a parlarcene.

Sabatina Napolitano racconta Origami, il suo primo romanzo

Ci parli della scelta del titolo.

A proposito del titolo molto è stato detto da dicembre a oggi. Credo però non si sia mai detto che la letteratura sta dove sta la sorpresa. Nelle interviste mi sono accorta di concedermi molto, questo mi fa sentire più vicina ai lettori nei miei discorsi appassionati. Molti riescono ancora a dirmi che ho la capacità di sorprendere. Quando pensiamo alla carta pensiamo alla carta argentata, alla carta dei quaderni, alla carta riciclata, alla cartina che serve a fumare, a rollare, alla carta igienica, alla carta postale. Pensiamo a cose belle associabili alla carta, come la carta per invitare a delle cerimonie, o pensiamo a cosa brutte come la carta che usiamo per i manifesti dei morti. Quando insomma pensiamo alla carta non associamo la carta per gli origami. E già in questo c’è la sorpresa. Per lo meno, con me ha funzionato all’inizio tanto da scriverne un romanzo. Da quando questa idea della carta degli origami mi ha sorpreso non ho smesso più di dedicarmi. Ora che mi sono liberata da questo fardello sento che la mia vita ha più senso, o meglio dire è arricchita da un senso più profondo.   Se non avessi creduto in questo obbiettivo e non lo avessi associato al successo, non avrei avuto la forza né lo spirito per continuare e portarlo a termine per bene. Di sicuro una forza mi avrebbe bloccato e non mi avrebbe permesso di riuscire. Ma così non è stato. Dopo la premessa della carta, ho cominciato a montare l’architettura della mia impresa con schemi, foglietti, appunti. Dopo la premessa iniziale della carta degli origami la storia mi ha cercata, al punto che ora Origami esiste ed è un romanzo non destinato al fallimento, per fortuna. La buona volontà, la straordinarietà della vita e della poesia poi mi hanno fatto il dono di trasformare una idea in un bel progetto, valevole e in cui persino credere. (È davvero speciale che un libro che scriviamo ci induca a crederci sul serio). Poi quello che all’inizio era solo immaginato è diventato vero, come per molti scrittori certo. Ma in me l’apertura alla narrativa è avvenuta attraverso un percorso stravagante e fantasioso. Così questo romanzo mi ha spinta a reagire anziché contemplare, e ancora mi spinge a mete migliori. Se non avessi parlato io degli origami l’avrebbe di sicuro fatto qualcun altro, allora mi sono detta che una conversazione a partire da una sorpresa fosse la spinta e il trampolino per una storia formidabile. Più che presentarmi come una cattiva scrittrice priva di fantasia ho imboccato la strada della sorpresa, e devo dire che forse è stata una scelta ispirata e giusta.

Il romanzo segue in tutta la narrazione il personaggio di Olga. C’è qualcosa di Suo nella protagonista?

Eviterei di ripetermi ed eviterei le categorie. Mettersi a confronto dei personaggi dopotutto è un atto svilente se si è al primo romanzo, diventa più interessante dopo il terzo. Ciò che forse mi sembra gradevole raccontare è che Olga non ha nulla di poetico mentre mi rendo conto di avere una aura poetica. Ho scritto un personaggio libero da me perché scriverne uno morboso mi avrebbe svilito e non mi avrebbe lasciato lo spazio della curiosità. Nelle interviste si tende a sintetizzare ma è chiaro che Olga non ricalca la mia personalità, ma non finisce nemmeno per essere tanto distinta da me. Credo di essermi solo divertita a descrivere di una giornalista e bibliotecaria che vive in un ambiente magico.

Definirebbe il suo romanzo un romanzo di formazione?

Definisco questa opera un romanzo utopico, un romanzo rosa, un romanzo di formazione. L’impulso iniziale non era affatto quello di offrire una atmosfera di seduta psicoanalitica e fortunatamente il romanzo è distante da definirsi così. Si tratta di atmosfere deliziose, magiche e coinvolgenti. Di piccoli ritratti di impiegati e impiegate che riflettono sul loro destino ruotando intorno a una donna in formazione. Non ho scritto un romanzo pesante, non ho scritto un romanzo volgare o detestabile. Origami è un romanzo che scatena intelligenze e consapevolezze, queste sono caratteristiche proprie del romanzo di formazione. Quando chiudi un romanzo che ti è stato odioso preferisci non rivedere più l’autore o addirittura non sentire più parlare di temi simili a quelli di cui hai letto. Ecco Origami è lontanissimo dal lasciare queste impressioni nel lettore, è anzi attratto chi legge, e molto. Incuriosito dalla levigatezza, dalla dolcezza.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Desidero che venga pubblicata presto una silloge che ho a cuore, dal titolo “Be Esse Emme”. Sto completando il secondo romanzo. Mi addormento leggendo e mi sveglio scrivendo. Sono piena di difetti ma un pregio che ho acquisito per questo lavoro è quello di saper andare avanti. Non sento di aver bisogno di elogi, e le stroncature non mi pesano. Ma è difficile che un romanzo del genere non susciti la simpatia dei lettori e soprattutto la riflessione. Sto ancora aspettando il regista per il film di Origami, che sta così nascosto da qualche parte. Un film d’amore ma anche una riflessione su temi importanti. Una commedia romantica, di quelle che si presume piacciano al pubblico per gli elementi magici e per la protagonista soprattutto, svampita, immersa di notizie, fatti, libri. È l’atmosfera di Itaque ad essere sorprendente: alla soglia di ogni guerra la letteratura può anche chiedere il modo di superare le brutture, il modo per cercare la forza di sognare.

Eroica Fenice ringrazia Sabatina Napolitano per il tempo dedicatoci e le augura buona fortuna!

A proposito di Giorgia D'Alessandro

Laureata in Filologia Moderna alla Federico II, docente di Lettere e vera e propria lettrice compulsiva, coltivo da sempre una passione smodata per la parola scritta.

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