La lama dell’assassino di Salvo Toscano | Recensione

la lama dell'assassino

La lama dell’assassino è un romanzo dell’autore Salvo Toscano edito da Newton Compton.

È il decimo libro che racconta le avventure dei Fratelli Roberto e Fabrizio Corsaro. Nonostante ciò, anche chi non ha letto i romanzi precedenti può tranquillamente approcciarsi al libro e seguire la vicenda che risulterà avvincente sin dall’inizio e non deluderà le aspettative di nessuno.

Trama di La lama dell’assassino

Palermo. Elena a pochi giorni dal suo quindicesimo compleanno, sparisce nel nulla. Sembra svanita nel nulla, e non si riesce a trovare nessuno che abbia informazioni utili per le ricerche. Hanno inizio le ricerche, il primo arresto e vengono alla luce una serie di dettagli inquietanti che spingeranno gli inquirenti ad incrociare la scomparsa di Elena con quella di un’altra persona, avvenuta un quarto di secolo prima. La famiglia disperata ne segnala la scomparsa, ma sembra terribilmente difficile scoprire che fine possa aver fatto.

La lama dell’assassino è un libro molto interessante, dinamico sin dal principio, ricco di suspense e in grado di tenere viva l’attenzione del lettore sin dalla prima pagina. Una ragazza sparisce nel nulla, nessuno sembra sapere niente, un mistero vero e proprio che si arrocchierà di nuovi elementi utili alle indagini, che contribuiscono a rendere la narrazione avvincente.

Sulla scomparsa di Elena indagheranno due fratelli, due protagonisti di La lama dell’assassino estremamente simpatici, profondamente umani, che fanno una nota di vivacità al romanzo. Il racconto prende forma attraverso tre voci: attraverso, le prime due sono dei fratelli che, oltre a narrare l’evolversi dell’indagine, raccontano anche aspetti personali e della loro vita quotidiana, mentre la terza voce è quella di Rosalba Marfia, scomparsa nel lontano 1997, mediante le pagine del suo diario.

La lama dell’assassino si caratterizza per una serie di capitoli alternanti tra Roberto e Fabrizio, i due fratelli che indagano sulla spinosa vicenda è tutto prende forma attraverso le descrizioni spesso minuziose di un io narrante in prima persona. Dettaglio da non sottovalutare, che rende il romanzo piacevole da leggere, lineare e ben costruito. La penna dell’autore è sicura, e riesce a creare quel giusto livello di tensione che identifica la lettura. Toscano tesse delle trame realistiche, scegliendo delle ambientazioni belle ed affascinanti, dando tridimensionalità ai personaggi che si susseguono nei suoi romanzi, con dialoghi e vicende che sembrano pulsare vitalità a quanto si legge.

Scenario della vicenda è Palermo, con tutto ciò che la identifica, la città vista con gli occhi di chi la osserva oggi, nella quale i protagonisti si distinguono perfettamente, in una storia che terrà col fiato sospeso. La caratterizzazione scenica, ossia il luogo in cui si ambienta un libro, è di fondamentale importanza e La lama dell’assassino ne è un esempio lampante. Palermo sembra quasi voler gridare qualcosa, è un po’ come se fosse la città stessa ad accompagnare la scrittura.

La lama dell’assassino è un thriller appassionante dal sapore noir.

«Inspirai e mi dissi che la lama del tempo aveva reciso quel fiore» è quanto si legge in un passaggio del romanzo. Il tempo scalfisce, ma non cancella, può spezzare, ma farà sentire sempre il suo eco. Metafora esistenziale e di una società che probabilmente è ancora legata ai canoni di una tradizione difficile da scalfire, e sembra aver dimenticato le tante persone scomparse. Un caso, quello della quindicenne protagonista del romanzo, che si collega ai tanti altri casi di sparizione susseguitosi nel corso del tempo, dei quali non bisogna dimenticarsi.

La lama dell’assassino tratta di una vicenda che lascia senza fiato. Corre veloce, dritta verso una possibile verità, innalzando la tensione. Nulla è scontato, neppure il titolo di La lama dell’assassino, che naturalmente ha un ruolo chiave che leggendo si scoprirà.

Fonte immagine in evidenza: Newton Compton Editori 

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