La ragazza del lago di Roland Merullo I Recensione

La ragazza del lago edito da Newton Compton (titolo originale: Once night fall) e tradotto da Stefania Cerchi, è l’ultima opera dello scrittore statunitense Roland Merullo, uscito in Italia lo scorso luglio. La ragazza del lago narra la storia di Luca, un ragazzo coraggioso e caparbio, innamorato di Sarah, una ragazza ebrea, durante la Seconda Guerra Mondiale, in un paesino vicino al lago di Como, non molto lontano da dove Mussolini fondò la Repubblica di Salò.

Ronald Merullo  nato a Boston e cresciuto a Revere, in Massachusetts, è un importante autore di narrativa e saggistica. Molte sono le opere che ha scritto grazie alle quali ha ricevuto numerosi premi prestigiosi come il Massachusetts Book Award, l’Editors’ Choice Award di Booklist, l’Alex Award dell’American Library Association e si è aggiudicato il premio Best of the Year del «Publishers Weekly».

La ragazza del lago – la trama

Siamo in un paesino vicino al lago di Como, nel 1943. Mussolini è stato arrestato e tenuto nascosto, mentre è iniziato lo sbarco degli Alleati al Sud. Ma i soldati tedeschi sono ancora in Italia e fanno ogni genere di razzie ai cittadini affamati e stremati dalla guerra.  Luca è un giovane ragazzo, nato cieco di un occhio e con un braccio che non funziona, ma preso dalla rabbia per questa guerra che ha portato suo padre a combattere nella lontana Russia, decide di far parte dei partigiani. La sua fidanzata è una ragazza ebrea, Sarah, che tiene nascosta in una baracca vicino al lago mentre sua madre Rebecca la nasconde la madre di Luca, Maria, in una soffitta. Le violenze dei tedeschi sono all’ordine del giorno, omicidi, furti, violenza sessuale e con queste si confronteranno loro malgrado: Maria che sarà costretta a fare la cuoca ogni sera per i soldati tedeschi nonché  il sacerdote del paese, don Claudio. 

La ragazza del lago è un romanzo che descrive con attenzione e sensibilità quello che hanno vissuto gli italiani quando la deposizione di Mussolini e lo sbarco degli Alleati lasciò l’Italia allo sbando; quando gli italiani riuscirono ad emergere da quella situazione anche grazie ai sacrifici dei partigiani, uomini e donne coraggiosi che diedero la loro vita per uscire dalla guerra. 

La ragazza del lago è anche una riflessione su cosa significa “umanità”: la guerra riesce a trasformare le persone in assassini, non ci sono confini tra giusto e sbagliato e tutti sono carnefici e vittime allo stesso modo. “La ragazza del lago” non è il classico romanzo che descrive la guerra, ma è la narrazione intima di persone comuni che l’hanno vissuta in prima persona, compreso il Duce.

«La sua Claretta vedeva chiaramente ciò che Rachele non sapeva scorgere: che lui era uno dei grandi uomini della storia, il fondatore del fascismo, di un modo di vivere del tutto nuovo- e che la storia stessa aveva più e più volte dimostrato che i grandi uomini devono sempre affrontare grandi difficoltà».

La guerra trasforma gli uomini in assassini o in eroi?

 

Fonte immagine: sito web IBS

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A proposito di Rita Giordano

Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche e mi occupo di progettazione sociale per il No Profit. Mi definisco curiosa e appassionata verso l’arte in tutte le sue forme: amo scrivere, dipingere ma soprattutto leggere, tanto da andare in astinenza se non leggo per più di un una settimana. Ho collaborato con varie riviste specializzate (Storie, Cevitasumarte, Guerra e Pace, Eco delle città).

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