La schiava ribelle, di E. Fasolino | Recensione

La schiava ribelle, di E. Fasolino | Recensione

Un racconto sulla guerra di Troia attraverso lo sguardo di Briseide.

Da poche settimane è disponibile nelle librerie La schiava ribelle, il nuovo romanzo di Eleonora Fasolino, pubblicato per Newton Compton Editori. L’autrice, originaria di Roma, è nata nel 1992 e, dopo la maturità classica, ha conseguito la laurea triennale in Lingue, culture, letterature e traduzione presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Oggi lavora come editor e traduttrice.

La schiava ribelle: la trama.

Briseide, amante di Achille e custode dei suoi segreti.

Troia è sotto assedio. Ogni giorno gli attacchi dei greci si abbattono implacabili contro le sue alte mura e nessuno sembra in grado di opporsi alla furia dei più valorosi tra loro, i micidiali guerrieri mirmidoni. Si dice che il loro re, il nobile Achille, sia il combattente più forte mai esistito. Il più veloce, il più impavido. E il più spietato. Quando viene privata della libertà e condotta al suo cospetto, Briseide sa di non essere più una principessa, ma una schiava. E, non aspettandosi clemenza, si aggrappa all’unica cosa che le resta: la sua dignità. Con il trascorrere delle giornate nell’accampamento di Achille, però, si accorge che la fama oscura che circonda il leggendario eroe non tiene conto dell’umanità che ogni tanto lascia trasparire, specialmente nei confronti dell’inseparabile Patroclo, il valoroso principe che lo affianca in ogni battaglia. E che il suo onore è pari alla sua abilità con la spada. Forse, nonostante il fato li abbia resi nemici, Achille e Briseide non sono poi così diversi. Forse uno spietato invasore e una principessa ridotta in schiavitù possono cambiare il corso della storia.

Schiava di un re. Padrona del proprio destino.
La storia mai raccontata di Briseide, Patroclo e Achille.

La schiava ribelle: la guerra di Troia vista dagli occhi di una donna.

Il romanzo è un piccolo capolavoro della narrativa degli ultimi tempi. Lautrice è riuscita a restituire tutte le sfumature interiori di personaggi della leggendaria guerra di Troia, personaggi di cui si conosce la storia, resa immortale dai poemi omerici, ma non i loro sentimenti e i loro segreti più intimi.

Di Briseide, la protagonista della narrazione, è rimasto celebre il nome, il suo essere stata, durante il conflitto tra Achei e Troiani, l’amante di Achille e motivo della sua ira funesta, dopo essere stata presa da Agamennone. Ma nulla si conosceva del suo carattere, del suo modo di essere e di pensare. Eleonora Fasolino in La schiava ribelle è riuscita a dare vita a questo personaggio, a darle un’anima. Ha reso Briseide una donna coraggiosa, fiera, che non si piega alla difficile condizione di essere schiava troiana in un accampamento nemico, di essere donna in mezzo a uomini che la vedono come un oggetto, un bottino di guerra di cui disporre a proprio piacimento. È attraverso il suo punto di vista che procede il racconto e grande spazio occupa l’indagine introspettiva sul suo personaggio e sulla sua evoluzione. L’empatia con lei è immediata.

È questo che colpisce Achille e Patroclo, i due grandi eroi della Grecia, i due amanti, le cui sorti sono legate agli esiti della guerra. Briseide riesce ad entrare lentamente nei loro cuori ed entrambi troveranno in lei un’ancora di salvezza dalla distruzione della guerra. La schiava riesce, addirittura, a scoprire il lato umano di Achille, il suo attaccamento alla vita, nonostante il desiderio incessante della gloria e dell’immortalità delle sue imprese, l’amore per Patroclo e i sentimenti che prova per lei e che si evolvono nel corso del racconto.

La caratterizzazione di Briseide, Patroclo e Achille è straordinariamente coerente e non snatura l’immagine che viene fuori di loro dai versi di Omero. L’ autrice ha cucito perfettamente insieme l’invenzione e ciò che già era stato narrato, ottenendo un effetto particolare, una nuova storia che si innesta in un racconto che si tramanda di generazione in generazione come quello della guerra di Troia. Con una scrittura che avvolge e cattura il lettore, Eleonora Fasolino ha realizzato un romanzo che conquista il pubblico dalla prima all’ultima pagina.

«È un romanzo anticonvenzionale, a tratti esplicito, ma mai volgare. Il legame che unisce Achille, Briseide e Patroclo è speciale, un amore unico e bellissimo.»

«Ciò che rende questa riscrittura del mito interessante è lo spazio che viene lasciato al mondo interiore dei protagonisti e l’indagine che viene fatta del rapporto tra Achille, Patroclo e Briseide.»

«Eleonora Fasolino ha corso un bel rischio quando ha scelto di dare una propria versione del capolavoro immortale di Omero, ma il risultato, a mio parere, è eccellente.»

Fonte immagine: Newton Compton Editori

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A proposito di Rosaria Cozzolino

Sono nata il 13 marzo 1998 a Pollena Trocchia (NA). Fin dall’infanzia ho sempre cercato nuovi modi per esprimere la mia creatività e il mondo delle arti mi ha sempre affascinata e attratta. Ho frequentato per quattordici anni la scuola di danza classica e contemporanea “Percorsi di Danza” di Angelo Parisi, per poi abbracciare un’altra mia grande passione, il teatro, entrando nell’ “Accademia Vesuviana del Teatro e del Cinema” di Gianni Sallustro. La letteratura e la cultura umanistica in tutte le sue sfaccettature sono da sempre il faro costante della mia vita e ho deciso di assecondare questa mia vocazione frequentando il liceo classico Vittorio Imbriani di Pomigliano D’Arco (NA). Nel 2017 mi sono iscritta alla facoltà di Lettere Moderne presso l’università Federico II (NA) e ho conseguito la laurea nel luglio 2021 con una tesi in Letterature Moderne Comparate. Al momento sono specializzanda in Filologia Moderna sempre presso la Federico II e continuo a coltivare tanti interessi: la lettura, il cinema, le serie tv, il teatro, l’arte ma anche i viaggi e la scoperta di posti nuovi. Credo fermamente che la cultura sia il nutrimento migliore per l’anima ed è quello che vorrei trasmettere con la scrittura.

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