Libri sull’Olocausto, 10 da leggere assolutamente

10 libri sull’Olocausto

Libri sull’Olocausto, per non dimenticare mai

Il 27 di gennaio di ogni anno ricorre la Giornata mondiale in memoria delle vittime dell’Olocausto, anche conosciuto come Shoah, che rappresenta il suo corrispettivo in lingua ebraica e che fa maggiormente riferimento al genocidio degli ebrei. Con il termine Olocausto si intende il genocidio di tutte quelle persone che, per motivi politici o razziali, erano considerate inferiori rispetto alla razza ariana della Germania nazista, che si svolse dal 1933 al 1945, anno in cui la Seconda guerra mondiale è terminata. Dunque, non furono solamente gli ebrei ad essere vittime dell’Olocausto sebbene la maggior parte delle vittime era proprio ebrea, ma anche omosessuali, testimoni di Geova, rom e disabili, sia fisici che mentali. Il termine Olocausto deriva dal greco holòkaustos, e significa proprio “bruciare tutto”.

La letteratura mondiale è costituita da numerose opere che raccontano dell’Olocausto, uno dei periodi più bui della storia del Novecento, e di storie che avrebbero bisogno di essere ricordate sempre. Qui troverete un elenco di 10 libri sull’Olocausto e sulle sue tristissime vicende.

Libri sull’Olocausto (letteratura italiana)

Il caso Kauffman – Giovanni Grasso

Il caso Kauffman è un romanzo scritto e successivamente pubblicato nel 2019 da Giovanni Grasso, giornalista e direttore dell’ufficio stampa della Presidenza della Repubblica dal 2015. Il protagonista è Lehmann Kauffman, un sessantenne vedovo ebreo che vive a Norimberga, dove è il presidente della comunità ebraica. La vita di Kauffman cambia completamente quando un giorno, nel 1933, gli arriva una lettera da parte di un amico, Kurt, che gli chiede di aiutare sua figlia a stabilirsi a Norimberga. Così, Lehmann conosce Irene, una donna giovane e solare, che gli cambierà la vita, infatti tra i due si instaura un rapporto amichevole e di desiderio, che -ahimè- ha un piccolo difetto: Irene è ariana, Lehmann è ebreo, e secondo le leggi razziali tedesche Lehmann non può che essere il nemico. Per questo motivo, l’odio razziale porta Lehmann Kauffman a processo, un processo guidato da una giustizia tutta ariana, dal quale uscirà giudicato colpevole per aver “inquinato la razza ariana”, sebbene a suo carico non ci fosse nessuna prova che potesse inchiodarlo. 

Se questo è un uomo – Primo Levi

In quest’opera memorialistica, l’autore Primo Levi ha raccontato la sua storia all’interno del campo di lavoro di Monowitz, in Polonia. L’opera è stata scritta tra il 1945 e il 1947 con l’unico intento di testimoniare gli orrori dell’Olocausto causati dalla Germania nazista. Grazie alla sua magnifica scrittura, Primo Levi è stato capace di raccontare la sua storia in quei terribili anni e di far immedesimare chiunque legga la sua opera, portandolo anche a porsi numerosi quesiti, che a volte non hanno una vera e propria risposta. L’opera si apre con la cattura di Primo Levi, un partigiano ebreo, e il suo arrivo nel campo di internamento di Fossoli, dal quale poi sarà portato in Polonia. A differenza della maggior parte delle vittime dell’Olocausto, internate nei campi, Primo Levi, grazie alla sua laurea in chimica, riuscì a lavorare per i tedeschi proprio in questo settore, e ciò gli permise di vivere una vita leggermente migliore all’interno del campo. Ma si trattava pur sempre di una vita spersonalizzata, dove nessuno era più sé stesso, ma solamente una persona marchiata da un numero e che indossava il tristemente famoso pigiama a righe. 

Scolpitelo nel vostro cuore – Liliana Segre

Questo libro racconta la storia dell’infanzia della senatrice a vita della Repubblica italiana Liliana Segre, una donna italiana di origine ebrea. Infatti, fu proprio per questo motivo che all’inizio del 1944, dopo aver cercato di rifugiarsi in Svizzera senza successo, lei e la sua famiglia furono catturati e successivamente portati al campo di concentramento di Auschwitz, dal quale lei uscì come unica superstite della famiglia. È proprio in quest’opera che lei racconta a tutti, grandi e piccini, con parole semplici ma d’effetto, il suo terribile passato di vittima e superstite dell’Olocausto, cominciato con la persecuzione razziale, seguito dall’internamento ad Auschwitz e coronatosi, fortunatamente, con la liberazione nel 1945. Anche questa è una storia che ha aspettato ad essere raccontata, ma che a suo tempo è venuta allo luce perché Liliana Segre ha capito quanto sia importante raccontare di questo tremendo passato ai ragazzi, che rappresentano le generazioni future del nostro paese. 

Libri sull’Olocausto (letteratura mondiale)

Diario di Anna Frank

Tra i titoli più celebri a livello mondiale, non può mancare questo, una raccolta in un unico volume di tutti gli scritti sotto forma di diario di Annelies Marie Frank, meglio nota come Anna Frank. Nei suoi diari, Anna Frank racconta di come la sua vita è cambiata a causa del Nazismo, infatti lei era una ragazzina ebrea tedesca che, per scappare alle catture da parte dei tedeschi nazisti, si rifugiò clandestinamente assieme alla sua famiglia nei magazzini del padre Otto Frank ad Amsterdam. Assieme a loro vivevano anche la famiglia Van Daan e il signor Dussel. Anne ricevette il suo primo diario il 12 giugno del 1942, il giorno del suo tredicesimo compleanno, e scrisse fino al 1° agosto del 1944, pochi giorni prima che l’alloggio venisse scoperto e che la sua famiglia venisse smistata in diversi campi di concentramento dove tutti, tranne il padre, vi trovarono la morte. Infatti, è stato proprio grazie a lui che ad oggi possiamo leggere della storia di Anna Frank, di come fosse difficile vivere da clandestini tra mancanza di cibo e riscaldamento e  condizioni igieniche precarie. Anne Frank morì a soli 16 anni di tifo nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, in Germania. Ad oggi, per quanto riguarda la composizione di a questi diari, si può parlare di tre versioni:

  • Versione A, ovvero la prima stesura originale di Anna Frank;

  • Versione B, una stesura operata sempre dalla stessa Frank ma con l’intento di scrivere in una maniera più adatta per essere pubblicata dagli editori olandesi che, proprio in quel periodo, chiedevano ai cittadini di scrivere memorie su quanto stesse accadendo per poi essere pubblicate alla fine della guerra;

  • Versione C, una versione curata dal padre di Anna Frank dopo la sua morte, che risulta essere una commistione delle due versioni precedenti con tagli operati secondo il gusto di Otto Frank. 

La bambina che non sapeva odiare – Lidia Maksymowicz

Tra i tanti romanzi autobiografici, tra i tanti libri sull’Olocausto, questo racconta la storia sensazionale di Lidia Maksymowicz, una donna polacca ebrea. Sua madre, ancora molto giovane, decise di prendere parte alla resistenza bielorussa contro il regime nazista e per questo motivo vennero entrambe internate nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Qui si separarono e Lidia, che di anni ne aveva solo due, visse per 13 mesi nella baracca dei bambini, dove era sottoposta agli esperimenti del dottor Megele. Nel 1945 venne finalmente liberata da una donna che purtroppo non era sua madre, ma che decise di prendere con sé delle orfanelle per farle crescere come sue figlie. Così, dopo il buio periodo vissuto nei campi di concentramento, Lidia comincia a vivere la sua vita da ragazzina adolescente, alla ricerca della sua giovane madre nella speranza che anche lei sia sopravvissuta all’Olocausto. Nonostante la sua tenera età, Lidia Maksymowicz è riuscita a ricordare tutte le atrocità vissute all’interno del campo, che non sono facili da portare alla luce, infatti solo anni dopo la sua liberazione è riuscita a parlare a voce alta della sua esperienza e di quel numero tatuato sul braccio, di cui si vergognava tanto. 

L’angelo del campo – Clifford Irving

Fortemente apprezzato dalla critica, questo romanzo di Clifford Irving narra la storia del capitano Paul Bach, assegnato al campo polacco di Zinoswicz-Zdroj, nel quale sono stati e continuano ad essere commessi omicidi, sia ad ebrei che a tedeschi, preannunciati da bigliettini scritti in ebraico o in yiddish affissi sulle baracche degli internati. È proprio qui che Bach tenta di dare un senso alla sua vita, che la guerra gli ha rovinato portandogli via un braccio e la sua amata moglie. Tutto ciò che gli rimane sono i figli e il lavoro, che diventano la sua unica ragione di vita. Così, il capitano entra in contatto con una realtà che non immaginava affatto così crudele, di cui egli è complice, nella quale si ritrova catapultato, dando la caccia ad un angelo della morte.

La banalità del male: Eichmann a Gerusalemme  – Hannah Arendt

Questo è il titolo di uno dei libri sull’Olocausto più importanti. Questo saggio di Hannah Arendt è un vero e proprio diario che lei scrisse per il settimanale New Yorker (di cui era l’inviata), che riguarda il processo che vide come protagonista il gerarca nazista Adolf Heichmann, arrestato dagli israeliani in Argentina negli anni ’60.  Adolf Heichmann è stato uno dei nomi più importanti tra quelli che sono stati i responsabili dell’Olocausto, infatti egli si occupava della macchina delle deportazioni degli ebrei presso i campi di concentramento. Il saggio inizia spiegando che il processo si impegnava nella comprensione del meccanismo antisemita nazista, di come esso funzionasse a livello sociale, soffermandosi soprattutto sul fatto che Heichmann venne condannato precisamente per i crimini “contro il popolo ebraico” e per “crimini contro l’umanità commessi sul popolo ebraico”, dunque operando una vera e propria distinzione, sia etnica che religiosa. Poi, si passa all’esame della vita dell’imputato, un uomo mai stato brillante, che entrò prima nel partito nazista austriaco su consiglio di un amico, ma non per sua convinzione. Quando il partito austriaco divenne illegale, Adolf Heichmann entrò nelle forze militari e successivamente nelle SS, rimanendo pur sempre un uomo mediocre che viveva sui meriti che non erano affatto suoi. Secondo Hannah Harendt, è proprio dietro la sua mediocrità che si cela la banalità del male, un terribile genocidio compiuto da uomini comuni, banali appunto, e la sua opinione sul nazismo è che esso era diventato un meccanismo nel quale questi uomini si erano inseriti perfettamente, e non un loro pensiero personale da seguire. 

La lista di Schindler – Thomas Keneally

La lista di Schindler è tra i libri sull’Olocausto più conosciuti, soprattutto grazie all’adattamento cinematografico del 1993 diretto da Steven Spielberg, vincitore di sette premi Oscar. Questo romanzo racconta la storia di Oskar Schindler, un imprenditore tedesco che, dopo esser stato testimone di uno dei rastrellamenti di ebrei a Cracovia, grazie ai suoi buoni rapporti con il comandante del campo di concentramento di quest’ultima, riuscì durante la Seconda guerra mondiale a mettere in salvo più di 1000 ebrei. Infatti, Schindler prese con sé inizialmente 900 ebrei, strappandoli dall’orrore dell’Olocausto, e li fece lavorare in una delle sue industrie situate a Cracovia. Anche dopo che le armate rosse scoprirono molti ebrei nascosti, Schindler riuscì a far scappare i suoi Schindlerjuden (ovvero “gli ebrei di Schindler”) in un’altra fabbrica, stavolta in Cecoslovacchia, dove potevano stare al sicuro. Il titolo del romanzo prende origine da una lista veramente esistita che Schindler stilò inserendo i nomi degli ebrei che lavoravano presso di lui e che fu conservata proprio da uno di loro, assieme ad un’altra lista, per un totale di circa duemila nomi, duemila vite strappate alla furia nazista dell’Olocausto. 

Il bambino con il pigiama a righe – John Boyne

Anche questo titolo ha dato poi vita ad un’altra pellicola altrettanto celebre, ma si tratta di una storia inventata dall’autore John Boyne, che presenta al suo interno varie controversie. I protagonisti di questo romanzo sono Bruno Hess e Shmuel: Bruno è un bambino tedesco, figlio di un ufficiale nazista che lavora presso il campo di Auschwitz; Shmuel invece è un bambino ebreo internato all’interno dello stesso campo. È proprio durante una passeggiata nelle campagne di Auschwitz che Bruno si imbatte nel campo di concentramento, i cui abitanti indossano lo stesso pigiama a righe, completamente ignaro della situazione degli ebrei all’interno di esso, e proprio qui conosce Shmuel, con il quale instaura una profonda amicizia. Dopo vari spiacevoli avvenimenti, appena prima del trasferimento di della famiglia Hess in un’altra città più lontana, Shmuel non trova più suo padre nel campo di concentramento e Bruno si intrufola al suo interno per aiutare l’amico, ma proprio in questo momento accade la cosa più struggente di tutto il romanzo, perché Bruno sarà scambiato per un bambino ebreo e condannato al loro stesso spiacevole futuro. Come già anticipato, si tratta di un romanzo che ha suscitato varie critiche, soprattutto sul fatto che Bruno non sia a conoscenza dell’Olocausto, dal momento che non era affatto un segreto lo sterminio che stava avvenendo in quegli anni, soprattutto perché si tratta del figlio di un ufficiale nazista. 

La chiave di Sara – Tatiana de Rosnay

Chiudiamo la nostra rassegna di libri sull’Olocausto da leggere con La chiave di Sara, un romanzo storico, che narra la storia di una bambina ebrea Sara Starzynski, partendo dal Vel’d’Hiv, ossia il rastrellamento del Velodromo d’inverno avvenuto a Parigi nel luglio del 1942. Prima di essere catturata, Sara riesce a mettere in salvo suo fratello facendolo nascondere in un armadio a muro, senza nessuno che tornasse a prenderlo perché i genitori, una volta giunti ad Auschwitz furono uccisi, mentre Sara, assieme ad altri bambini, era stata trasportata in un altro campo, quello di Beune-la-Rolande. Qui conosce Rachel, insieme riescono a scappare e da qui comincia la storia della nuova vita di Sara, che sarà purtroppo costellata dal troppo dolore a causa della morte di persone per lei fondamentali. È proprio la storia di Sara ad attrarre l’attenzione di Julia, una giornalista americana, che comincia ad indagare su di lei. Così, la scrittrice Tatiana de Rosnay è stata in grado di scrivere di una storia schiacciante, capace di riuscire a far immedesimare il lettore in ogni singolo personaggio nella tremenda realtà dell’Olocausto. 

Fonte immagine per i libri sull’Olocausto da leggere: Pixabay

A proposito di Lucrezia Stefania Scoppetta

Ciao! Sono Lucrezia, ho 20 anni. Frequento l’università “L’Orientale” di Napoli, dove studio lingua e letteratura inglese, giapponese, e portoghese.

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