Marco Ponzi e il romanzo di formazione L’accento sulla A

Marco Ponzi

Recensione de L’accento sulla A, l’entusiasmante romanzo di formazione di Marco Ponzi, edito da Il foglio Editore e pubblicato ad Aprile 2019.

L’accento sulla A di Marco Ponzi è un romanzo sull’accettazione di sé, sulla voglia di riscatto e sull’esperienza di una sofferenza volta al positivo, raccontata attraverso la drammatica e scabrosa vicenda della protagonista che deve convivere con una malformazione decisamente imbarazzante. Una sfida ai pregiudizi e alle maldicenze, perché l’osceno non è soltanto un fatto esteriore.

L’accento sulla A di Marco Ponzi, trama

Il romanzo inizia con una visione dai toni cinematografici, indirizzando l’attenzione su una figura. Lo scenario che si staglia è quello di un ambiente vissuto, fatto di cimeli, fotografie e ricordi del passato, a riprova che la protagonista ha vissuto una vita intensa.

La narrazione, dapprima rivolta al passato intenso della donna, rivolge i suoi riflettori su di una storia iniziata tanto tempo fa. I coniugi Amalia e Camillo, infatti, sono i genitori di Felicita, la protagonista indiscussa di tutto il romanzo.

La storia dei due permette al lettore di indagare sui punti oscuri di un matrimonio dominato dalla noia. Amalia e Camillo, infatti, sembrano stare insieme, legati solo da una promessa fatta a Dio e dal tentativo rocambolesco di rendere felice il creatore attraverso la procreazione. I coniugi raccontano di una vita matrimoniale fatta di gesti noiosi, di manifestazioni amorevoli rare quanto poco spontanee e, soprattutto, di una ciclica routine che annoia e svilisce sia la coppia che il singolo.

Valbridico, luogo fisico dove si svolge gran parte della storia, è una città pregna di noia e pregiudizi. È un posto fantasma, dove il tempo scorre sterile come dentro una teca di vetro. Per Felicita quel piccolo paese, lontano dalla città, più che un nido sicuro le sembrerà una prigione.

La cosa fondamentale di tutto il romanzo, intorno a cui ruotano eventi e fatti, è la condizione genetica e patologica in cui riversa Felicita: il genitalismo di Warzov. La patologia, di fatto apparentemente poco grave, trasformerà ben presto il gioiello di casa in una disgrazia mandata dal cielo. Il genitalismo di Warzov renderà l’infanzia di Felicita del tutto inesistente e vissuta dietro un vetro.

Tutto questo vivere lontano dal mondo e dalle persone procurerà nella psiche della protagonista una sorta di divario tra la realtà e il mondo vero, risultando quasi estranea al dolore procurato agli altri o a quello provato in prima persona. Felicita in più punti sembrerà come essere anestetizzata, e del tutto estranea alla sua vita. I suoi genitori saranno l’emblema più significativo di come una disgrazia familiare possa produrre un disfacimento totale della famiglia stessa.

La sindrome in cui riversa Felicita produrrà in lei un risultato inaspettato: se tutti saranno impegnati nell’atto di nascondere la verità sulla sua condizione medica, la protagonista non si curerà del tutto del camuffamento della realtà. Felicita sarà fiera di ogni sua azione, dei cambiamenti di vita, persino dei pettegolezzi altrui. La protagonista è una donna forte, una bambina curiosa, e una ragazza in cerca di una strada. Tutte e tre le cose saranno il fulcro di un romanzo di formazione intenso e sorprendente. Ma non saranno poche le difficoltà lungo il cammino: non mancherà lo scherno altrui, le prevaricazioni sociali e la vergogna indotta.

Il romanzo sdogana tabù sociali quali l’arrivo del ciclo, lo stupro e la concezione sulla fede cristiana.

Se da una parte ci si imbatte in una felicità sana da parte della protagonista sul fatto di diventare donna, dall’altro ci si scontra con una melensa arcaicità di pensiero da parte di sua madre, dove tutto ciò che riguarda il mondo degli adulti è tabù, compreso le pratiche comunemente riconosciute come normali.

Anche l’argomento stupro è affrontato con veridicità di intenti e dettagli, non risultando mai del tutto troppo diretto. Ad accostarsi allo stupro, di tutt’altra natura è l’argomento sesso. Se dapprima sembrerà essere un contorno al quale ci si avvicina nel corso della vita, il sesso diverrà per Felicita prima croce e poi delizia. La protagonista, infatti, disporrà del suo corpo alla ricerca di successo, ricchezza, e successivamente amore.

Per quanto riguarda l’argomento fede, il romanzo si veste di una sincerità dissacrante. Il sacro volta le spalle al profano: si passerà da una strada imposta a una scelta ponderata dove Dio, non sta a guardare e basta, ma può essere scelto tra tutti quelli esistenti o nessuno.

Il romanzo di formazione di Ponzi ha come intento specifico quello di raccontare come Felicita, una bambina “diversa” riesce a cambiare vita più volte senza mai risultare banale. Il suo è un racconto vero, fatto di dettagli e personaggi iconici. Ci si incontra con una Felicita modella, segretaria, artista, studentessa, bambina in gabbia, e poi in una versione del tutto inedita sotto gli occhi di un mondo giudicante. Le esperienze della protagonista avranno in alcuni punti sfumature drammatiche, miste all’euforia del cambiamento.

L’argomento dell’amore è trattato senza alcun cliché romantico, solito dei romanzi rosa. L’amore di Felicita e Antonio è diverso, intenso e nato per caso. Il loro è un colpo di fulmine che avrà una durata simile al per sempre. Le loro esigenze, paure ed esperienze si fonderanno in un solo corpo, lo stesso incontratosi sul posto di lavoro.  Antonio sarà la guida silente della sua vita, il suo faro nel buio e una mano tesa quando i giudizi altrui sembreranno toglierle il fiato. Il loro amore consumato d’improvviso, con l’impeto delle cose inaspettate, regalerà alla penna di Ponzi pagine di vita vissute con gioia. Pagine d’arte si mescoleranno a quelle di bene, male, silenzi e colpi di scena.

Come ricorda Marco Ponzi: «L’osceno non è un fatto esteriore» e nel suo romanzo la protagonista non apparterrà al gruppo dei diversi che si arrendono, ma a quelli che fanno della diversità un punto da cui costruire un mondo su misura. Tutto ciò rende questo romanzo assolutamente imperdibile.

Immagine copertina: Ufficio stampa

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