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Eroica Fenice

Maura Messina

4891. La speranza del viaggio: il nuovo libro di Maura Messina

4891. La speranza del viaggio: il nuovo libro di Maura Messina è edito da Homo Scrivens.

Nel 4000 la Terra non sarà più la stessa. Il mondo è affaticato e buio, ha perso tutti i suoi colori, e il grigio è l’unico non-colore dominante di tutte le cose. Gli umani si sono adattati ai cambiamenti, il loro dna è mutato, aggiungendo dettagli fisici e nuove capacità. Gli spazi sono divisi in settori diversi, si vive in mini ambienti multifunzionali e si mangiano cibi sintetizzati in pillole. L’unica cosa che regala speranza, parola importantissima per l’intera storia, sono i sogni. I sognatori rivestono un ruolo importante nella società, e saranno proprio alcuni di essi a prendere parte al progetto D.E.A per compiere un viaggio nel passato e cambiare il futuro. Spes, dapprima bambina prodigio, e poi ragazza intraprendente, compirà un viaggio nel passato per cambiare il futuro utilizzando come ”strumenti di redenzione” i suoi sogni e i suoi incubi. Essi, infatti, serviranno da monito a chi distrugge, inquina ed odia le cose belle della Terra. Il romanzo è diviso da una linea invisibile che raggruppa momenti e situazioni diverse: il punto di vista della protagonista, le emozioni ed il viaggio extra dei suoi compagni Blossom ed Espoir, le descrizioni vivide di luoghi realmente esistenti e spruzzi di fantasia.

Il romanzo è scritto da Maura Messina in una lingua semplice e chiara, in alcuni punti sono presenti parole o piccole frasi in dialetto napoletano, facilmente comprensibili da chiunque.
Esso offre numerosi spunti di -viaggio- poiché in diversi passaggi sono citati luoghi turistici della ridente Napoli. Ciò spinge il lettore laddove sia interessato a ripercorrere in modo concreto e fisico i luoghi che Spes ha visto coi suoi occhi. Si raccontano, inoltre, diverse leggende partenopee che stimolano la curiosità altrui.

Un ruolo molto importante in tutta la vicenda è ricoperto dai sogni, che possono accumularsi nel ‘’giardino dei sogni’’, o possono trasformarsi in armi di cambiamento, attraverso gli incubi che seminano terrore e avvisano preventivamente, evitando così catastrofi e disagi ambientali. Esso ci suggerisce come sia importante ‘’saper sognare’’ sottolineando proprio l’incapacità di Blossom del saperlo fare. Essa infatti dovrà imparare a sognare con studio e tenacia.

Uno dei temi centrali del romanzo è l’ambiente. La protagonista, infatti, vivendo in un mondo ormai arido, inquinato, e senza colori, intende tornare indietro nel tempo per evitare i numerosi effetti negativi che ha la mano dell’uomo sulla Terra.

La mancanza di colori intende far capire ai lettori, utilizzando quasi ‘’un’iperbole descrittiva’’, come sia triste e sterile un mondo dove è tutto ormai in bianco e nero. Esso sottolinea inoltre come sia importante sperare anche quando tutto va male, ingegnandosi per trovare una soluzione al problema.

Il romanzo fornisce importanti spunti di riflessione, uno dei quali, inserito in modo sottile e romantico, è l’argomento -omosessualità-. Poiché la giovane protagonista non specificherà mai il suo orientamento sessuale durante tutto il romanzo, ma si innamorerà spontaneamente e senza troppe paure dell’unica persona che le è sempre stata accanto: Blossom. Rendendo l’argomento leggero, dolce al punto giusto ma profondo.

Di grande importanza è l’aggiunta di tavole da disegno durante tutta la narrazione. I protagonisti riescono ad uscire dalla superba descrizione a parole, e si concretizzano in disegni sospesi tra un’atmosfera favolistica e reale. Con il loro tratto quasi ad acquerello rendono la narrazione ancora più completa.

Le vicende si intervallano tra un simpatico scambio di battute extra tra vari dipinti in una mostra. I loro dialoghi surreali spezzano simpaticamente il ritmo incalzante degli avvenimenti, dando una ventata di freschezza che non dispiace.

4891. La speranza del viaggio’’ di Maura Messina è un romanzo di fantascienza che solletica e stimola la fantasia del lettore. In alcuni punti è quasi una denuncia verso coloro che non rispettano l’ambiente, e che con il loro -fare male- avvicinano lo scenario apocalittico del romanzo alla realtà ancora esistente.

Il romanzo appassiona, insegna e distrae. Risulta un mix di vicende belle e brutte, che insieme bilanciano gli ingredienti giusti di una storia di successo.

Intervista all’autrice, Maura Messina

Maura Messina, classe 85′, col suo ‘‘4891. La speranza del viaggio” è al suo secondo romanzo edito Homo Scrivens. In occasione della recente pubblicazione le abbiamo fatto qualche domanda.

Come e quando ti è venuta l’idea cardine del romanzo?

L’idea mi è venuta lungo le curve della costiera amalfitana circa tre anni fa. Mi trovavo in viaggio per andare ad una presentazione del primo libro, “Diario di una kemionauta”. Stavo osservando il panorama fuori e ad un tratto ho pensato a “Spes, la paladina dell’ambiente”.

Pensi che arriveremo mai un giorno ad una realtà molto simile a quella delle tue descrizioni?

Purtroppo credo sia plausibile. Le ultime considerazioni degli esperti sullo stato di salute del nostro pianeta non fanno sperare in bene.

Nel tuo romanzo ci sono molti riferimenti ai sogni. Da buona napoletana credi nel loro significato onirico?Sei una persona che sogna molto di notte?

Amo sognare, lo faccio anche ad occhi aperti. Credo nel potere della creatività e da buona napoletana mi diverto a cogliere i riferimenti nei sogni, ma ammetto di non saper trarne eventuali numeri da giocare. Sogno moltissimo di notte e alcune parti descritte nel libro le ho effettivamente sognate. Di solito tengo un taccuino sul comodino, così che appena sveglia, se occorre, posso appuntare qualcosa che ho appena sognato e che non voglio dimenticare.

Ripercorrendo il filone della tua storia, quale sarebbe la tua sfera di sogno più luminosa?

Domanda difficilissima… Credo che la più luminosa racconti di un dialogo molto segreto che ho avuto con la “Vita”. C’erano state delle incomprensioni, ma quando ci siamo ritrovate, perdendo il pesante mantello delle inutili recriminazioni, tutto si è illuminato in maniera completamente inaspettata. Ed è stato il momento in cui ho anche completato e consegnato “4891. La speranza del viaggio” alla Homo Scrivens.

A fare da sfondo alle vicende di Spes è la sua storia omosessuale con Blossom. L’argomento è stato affrontato in maniera molto ”spontanea” senza troppi problemi o giustifiche. Sei una persona che si batte attivamente per i diritti LGBT?

Mi fa piacere che tu abbia sottolineato un concetto che speravo emergesse: “in maniera molto ‘spontanea’ senza troppi problemi”. Credo che l’amore sia un sentimento talmente nobile da non poter esser soggetto al “contenitore” che lo ospita. Si ama la persona, indipendentemente dal sesso, almeno io la penso così. Mi piacerebbe che tutti potessero esprimere liberamente se stessi, soprattutto i propri sentimenti. E non c’è bisogno di giustificarsi né di crearsi problemi. Appoggio le battaglie portate avanti da chi lotta per i propri diritti e mi sembra allucinante che nel 2019 qualcuno si scandalizzi per l’omosessualità. Certe persone mi fanno sorgere il dubbio di essere finiti nel Medioevo.

Nei ringraziamenti mi pare di aver capito che i disegni sono stati ispirati da persone realmente esistenti. Spes, Blossom e Espoir quindi sono l’incarnazione fumettistica di persone realmente esistite? Sono stati fatti totalmente da te?

In realtà Espoir non l’ho “trovato” in tempo, nel senso che il destino me lo ha “consegnato” circa un mese fa, ragion per cui mi toccherà rifare le illustrazioni un domani. Le tavole le ho realizzate totalmente io. Spes corrisponde a Rosa Zanfardino, Blossom a Dahlia Tewelde e la bambina sognatrice è la splendida Lorelay Michelle Calvino. Loro sono a tutti gli effetti l’incarnazione fumettistica dei personaggi. Le ho prima fotografate e poi disegnate. Si sono prestate con enorme pazienza e amicizia per farmi realizzare un sogno: volevo che i lettori potessero incontrare per caso i protagonisti del libro. Intravederli tra la folla, magari proprio nei vicoli di Napoli, e fargli sorgere il dubbio di aver incrociato i “viaggiatori nel tempo” in missione.

L’idea di inserire una ragazza di colore è stata casuale o nasconde un significato preciso?

Nulla è per caso. In realtà avevo riconosciuto in Dahlia Tewelde la mia Blossom a priori. Quando immaginai questa donna spudoratamente bella e dal carattere così deciso, non ho avuto dubbi: Dahlia, mi sono detta. Mi piaceva raccontare di un amore libero di essere vissuto, al di là del colore della pelle e del sesso. E in effetti, nel futuro che ho immaginato, sotto questo punto di vista, stanno dove dovremmo già essere arrivati noi, nel 2019, da un pezzo. Ma come sappiamo, la nostra società procede alla velocità di un bradipo per quanto riguarda il rispetto degli esseri umani.

Come ti è venuta l’idea di inserire quelle parti extra di dialoghi tra i vari dipinti di una mostra?

Volevo affidare all’arte il ruolo di voce narrante. Seguendo un po’ l’abusata citazione de: “la bellezza salverà il mondo”, le ho consegnato l’onere di spiegare questa storia di “viaggi nel tempo” e di “speranza di un futuro migliore”. Inoltre l’arte richiama la necessità del “colore” e della “luce giusta” per poter godere di certi spettacoli.

Se tu fossi nei panni di Spes avresti abbandonato il tuo mondo e i tuoi affetti per salvare il futuro della terra?

Forse sì perché avrei avuto un’educazione impartita in quel modo. Per amore sono capace di grandi assurdità lo ammetto, magari per il futuro di Blossom e del mondo, nei panni di Spes, l’avrei fatto il sacrificio, stoicamente.

A chi consiglieresti il tuo romanzo?

Lo consiglierei a tutti coloro che sono curiosi di sapere dopo “Diario di una kemionauta” cosa ho tirato fuori dal cilindro. In particolare mi piacerebbe lo leggessero i ragazzi.

Perché scrivi?

Scrivo perché mi piace comunicare. E spesso lo abbino ai disegni che mi permettono di completare ciò che, a volte, non oso dire con le parole.

Una delle frasi che più ti piace del tuo romanzo e perché.

Una delle frasi a cui sono più affezionata è pronunciata dalla bambina sognatrice, a pag.181 si legge: ”Se impari a sognare per gli altri, e lo fai costantemente, senza pretendere nulla in cambio, hai la fortuna di restare bambino”.

Lo trovo un messaggio molto positivo e si avvicina a quello che mi hanno insegnato, ossia conservare la capacità dei bambini di sognare, avendo poi la cura di realizzare il sogno con la costanza e i mezzi dell’essere adulto.

Ringraziamo Maura Messina per la disponibilità.

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