Guy de Maupassant è stato un poeta e scrittore francese vissuto a cavallo tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX. Nato nel 1850 a Tourville-sur-Arques, in Normandia, si avvicina alla letteratura in giovane età grazie agli insegnamenti di Gustave Flaubert, padre del Realismo in prosa francese. Da questa esperienza eredita i caratteri fondamentali della corrente letteraria, assumendo però uno stile unico tendente al Naturalismo: nei racconti di Guy de Maupassant i personaggi vengono socialmente e psicologicamente approfonditi con le metodologie delle scienze naturali. Tra follie e sfarzi, scopriamo tre suoi racconti da non perdere.
| Titolo dell’opera | Anno di pubblicazione | Tema principale |
|---|---|---|
| Boule de suif (Palla di sego) | 1880 | Critica alla società borghese e ipocrisia |
| La collana | 1884 | Fatalismo, assurdità della vita e differenze sociali |
| Le horla | 1888 | Psicologia, follia e declino dell’intelletto umano |
Indice dei contenuti
1. Boule de suif (Palla di sego) – una critica sociale senza tempo

Nel 1880 viene pubblicata questa breve, ma intensa novella. La storia è basata su un evento storico che ha profondamente turbato l’animo dei francesi negli ultimi anni del secolo: durante l’occupazione prussiana della Francia, un gruppo di cittadini borghesi tenta la fuga in carrozza assieme a una giovane donna il cui soprannome dà il titolo al racconto. Durante l’esodo, un soldato prussiano bracca il gruppo, chiedendo una notte con la donna in cambio della loro libertà. Nonostante l’iniziale riluttanza, il gruppo manipola la giovane, che cede alla richiesta e permette la fuga. Emerge fortemente la critica di Maupassant alla società borghese: senza mai schierarsi direttamente, mostra l’ipocrisia di quella nuova classe sociale che, nonostante l’amore apparente per la patria, è pronta a vendere i suoi connazionali. Seguendo i tratti fondamentali del Naturalismo, vengono analizzate le ideologie e il pensiero di ogni membro attraverso una lente di ingrandimento mai banale.
2. La collana – il fatalismo e l’assurdità della vita

Questo testo del 1884 continua l’indagine sociale affrontata dall’autore, che propone la storia di Mathilde Loisel, una donna di umili origini che prende in prestito la preziosa collana di diamanti dell’amica per un ballo barocco. Il racconto mostra gli sforzi della donna che, per oltre dieci anni, ripaga il valore del gioiello, scoprendo solo alla fine una verità sconcertante. Maupassant sposta l’attenzione sulle tematiche del destino e dell’illogicità della vita: attraverso descrizioni dettagliate e realistiche, mostra il percorso di una vita e il crollo delle certezze umane. Il tutto viene arricchito, nuovamente, da una critica sociale sulle classi sociali e le loro differenze viscerali.
3. Le horla – la psicologia nei racconti di Guy de Maupassant

Quattro anni più tardi, nel 1888, lo scrittore propone un testo totalmente originale, che si discosta da tutto ciò che era stato presentato in precedenza e che affronta la complessa tematica della follia e della mente umana. Scritto sotto la forma di un diario, Le horla è la storia di un uomo che, a seguito di eventi inspiegabili presso la sua dimora, inizia ad avere pensieri paranoici e dannosi. In modo graduale con il passare dei giorni, viene testimoniato il declino dell’intelletto e della ragione umana, che cade succube dei meccanismi inconsci del cervello. Il titolo dell’opera si riferisce all’entità che sembra perseguitare il protagonista: l’origine di questo nome è incerta ma, da un punto di vista linguistico, è possibile rintracciare una sonorità afferente a un vortice, che trascina tutto con sé. Questo scritto è stato fonte di ispirazione per i più grandi autori dei racconti dell’orrore come H.P. Lovecraft, che riprende il concetto del Male attraverso entità cosmiche e inconoscibili.
Nella sua grande sfilza di opere, Guy de Maupassant riesce ad essere uno degli scrittori più contemporanei che ci siano: attraverso racconti brevi, riesce a mettere a nudo aspetti dell’umanità ancora attuali innalzando la letteratura a un grado superiore.
Fonte immagine in evidenza: Wikipedia – ritratto di Nadar
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