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Eroica Fenice

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Street Food, il libro di Giuseppe Bagno sulla storia del cibo di strada

Street Food (il cibo di strada nella storia) è un libro di Giuseppe Bagno edito da Valtrendeditore

Lo street food nasce con la storia del genere umano. I primi cibi di strada risalgono, senza ombra di dubbio, all’età della pietra e precisamente all’epoca in cui l’Homo Erectus scoprì il fuoco e cominciò a cacciare e arrostire le carni. Ha quindi origini paleolitiche ma, per poterlo ascrivere nell’olimpo delle culture gastronomiche, dobbiamo aspettare il periodo greco-romano. In una scorrevole sintesi dalle origini ai giorni nostri l’autore ci guida in un viaggio alla scoperta delle più interessanti ricette medievali, rinascimentali, del Settecento e dell’Ottocento fino ad arrivare ai giorni nostri e alle nuove frontiere del cibo di strada.

Il libro è un chiaro ed appassionante racconto sulle origini e lo sviluppo dello street food. Ogni capitolo, è di fatto, dedicato ad un’epoca specifica: tale suddivisione permette ad ogni spazio temporale di esprimersi nelle sue fattezze migliori.

Tra le figure maggiormente collegate al racconto, compaiono senz’altro i venditori ambulanti. Saranno proprio loro, infatti, i capostipiti del cibo da strada. Di loro ci sarà il racconto preciso della personalità, delle tecniche di vendita, e anche dell’interessante contesto dentro il quale esprimono le loro prodezze di vendita.

La prima sequenza temporale, quello riguardo l’Antica Roma, darà ampio respiro al concetto di “ristorante”. Il luogo che conosciamo oggi, infatti, ha attraversato diverse metamorfosi. Una delle descrizioni maggiormente riuscita è quella riguardo il “thermopolium”: ovvero il luogo dove venivano servite bevande e vivande calde. Interessante sarà la trasformazione riguardo “la ristorazione”, in particolare l’uso di essa, destinato in maniera differente alle classi abbienti e a quelle poveri. Ci sarà un’ampia descrizione dei seminterrati, fino ad arrivare ai più moderni ostelli.

A fare del libro, una lettura assolutamente interessante, è senz’altro il contesto storico, che muta e si avvicenda secolo dopo secolo: il racconto di un’ Italia invasa dalle panetterie, con la sua consueta “tassa frumentaria” per consentire anche ai più poveri il suo largo consumo. Fino ad arrivare alle pagine dedicate ai comuni ”mercati”, fatti di bancarelle e baratto, non trascurando l’importante correlazione tra cliente e mercante.

Napoli fra le pagine di Street Food di Giuseppe Bagno

Tra i capitoli più emozionanti, appaiono, senz’altro quelli dedicati al popolo partenopeo con il racconto magico circa la nascita della pizza margherita, la tassa sulla frutta e la rivolta popolare capeggiata da Masaniello. Ci si imbatte nelle pagine energiche e popolari delle famosissime taverne napoletane, dove va citata una delle più conosciute e longeve “il cerriglio”. Non manca il racconto esaustivo della nascita della pasta, o i più conosciuti “maccheroni”: un culto che di lì a poco si estenderà in tutta Italia e non solo.

Il libro dà certamente importanza anche alla nascita della pizza, non necessariamente margherita, raccontandone i segreti, la preparazione e la conservazione di un alimento che si è trasformato da cibo da “asporto” a cibo da tavola. Immancabili anche le pagine riguardo le cosiddette “sfogliatelle”, uno dei dolci partenopei che trova man forte nella connotazione “cibo da strada”.

Non mancano le storie riguardo gli alimenti che ancora oggi riscuotono più successo in strada: il sorbetto, la pizza a portafoglio, il cuoppo, le caldarroste, fino ad arrivare al racconto e al successo del cosiddetto Caffè Gambrinus, dove ancora oggi è presente l’usanza del “caffè sospeso”, ovvero, un caffè pagato per qualcuno che non può permetterselo.

Seguono le storie di altri caffè: Caffè Spinnato di Palermo, Caffè Greco a Roma, Caffè Rivoire a Firenze e molti altri.

Non mancano scoperte storiche, come quella dell’America, che in qualche maniera indissolubile ha modificato l’avvento di alcuni cibi di strada.

A dare maggior rilievo ai racconti narrativi, scritti con egregia chiarezza, sono senz’altro i commenti di personaggi di spicco, quali Plinio il Vecchio, Seneca e molti altri.

A rendere il libro di maggiore fruibilità sono le ricette che a fine capitolo adornano un racconto che di per sé racchiude magia e bellezza.

Il libro si erge a ricettario e canta storie, è in grado di affascinare, informare e mettere appetito, in egual misura, senza lasciare nulla al caso.

È un libro che parla di Napoli ma anche di molte altre città Italiane, che vantano gustosi cibi da mangiare in strada, ricchi di tradizione, storia e magia.

Foto by Ufficio Stampa

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