Canzoni di Tinashe: 3 da ascoltare

Canzoni di Tinashe

Tinashe ha iniziato la sua carriera da solista nel 2013 con l’album Aquarius, un album molto apprezzato dal pubblico e dalla critica. La sua carriera musicale non inizia però nel 2013. Gli esordi di Tinashe risalgono al gruppo The Stunners formato da cinque membri, fra cui Hayley Kiyoko. Il gruppo ha debuttato nel 2007 ed è rimasto in attività fino al 2011, dopo aver pubblicato una serie di singoli senza mai arrivare all’uscita di un album di debutto. Tinashe, dopo l’uscita dal gruppo, ha prodotto due mixtape nello studio della propria casa e si è fatta notare da diversi discografici, firmando poi un contratto con la RCA Records che la accompagnerà fino al 2019. Tinashe inizia la sua carriera da artista indipendente dopo la fine del contratto con RCA Records con il quarto album in studio di gran successo Songs For You. Le canzoni di Tinashe sono tra le più interessanti del genere R&B anche grazie alla versatilità dell’artista e delle sue qualità da performer che le permettono di spaziare fra più generi.

Scopriamo tre canzoni di Tinashe di maggiore impatto per conoscere le sue potenzialità:

1. Gravity

Gravity è una delle canzoni di Tinashe dell’ultimo EP BB/ANG3L uscito nel 2023. A differenza delle altre canzoni dell’EP, Gravity è di stampo più intimo, con la voce dell’artista che rende il brano più soffice grazie ad un ritornello creato da più voci in falsetto. La base del brano non troppo elaborata contribuisce a risaltare la voce dell’artista che canta di un amore difficile e stancante, da cui a momenti ci si vorrebbe liberare per rimanere in pace con sé stessi, senza dover affrontare i problemi di un conflitto tra testa e cuore.

2. Save Room For Us

Singolo dell’album Songs For You di Tinashe, Save Room For Us è stata composta insieme al DJ MAKJ che ha contribuito a rendere il brano tra le canzoni di Tinashe dance più famose, mostrando la versatilità della sua voce nell’adattarsi ad una molteplicità di generi. Il contrasto tra un testo che tratta di un amore finito ed una base dance rende la canzone interessante. Sicuramente, la base dance fa anche riferimento ad una canzone che mira soprattutto alla rivalsa e rinascita da un amore finito, nell’attesa di un nuovo amore più forte e vero.

3. Bet (feat. Devonté Hynes)

Bet è uno dei singoli del primo album di debutto di Tinashe, Aquarius. Album ricco di sperimentazioni, Bet è una delle canzoni più sperimentali di Tinashe che, anche se non si allontana troppo dal genere R&B, è arricchita da sonorità più scure e dall’assolo di chitarra di Dev Hynes, conosciuto anche come Blood Orange, uno degli artisti contemporanei più interessanti del genere R&B. Bet è una canzone in cui Tinashe scrive di essere finalmente vicina al successo e di voler accettare tutte le conseguenze che ne derivano, come le critiche degli hater, e promette che riuscirà a mantenere la gloria che ha aspettato sin dal suo arrivo in California.

Fonte immagine: Depositphotos

 

Altri articoli da non perdere
Canzoni dei Paddy and the Rats: 3 da ascoltare
Canzoni dei Paddy and the Rats

Paddy and the Rats è un gruppo musicale della scena celtic punk fondato nel 2008 da Paddy O’Reilly, Vince Murphy Scopri di più

Canzoni autunnali straniere: 5 da ascoltare
Canzoni autunnali straniere: 5 da ascoltare

L’autunno è ormai alle porte. Dopo una breve ma intensa parentesi estiva fatta di sole, mare e relax, è tempo Scopri di più

Keep walking di Irene Loche | Intervista
Keep walking di Irene Loche | Intervista

Dalla consapevolezza che esiste un momento nella vita di un’artista in cui si sente il bisogno di ricominciare, non per Scopri di più

Canzoni delle Twice: 5 da ascoltare
Canzoni delle Twice: 5 da ascoltare

Il K-Pop è un mondo vastissimo se si vuole esplorare nel dettaglio, ci sono una multitudine di gruppi e artisti, Scopri di più

Canzoni italiane anni ’80, 8 successi indimenticabili

Si può viaggiare nel tempo attraverso il potere evocativo della musica. Proponiamo un tuffo nel passato con una playlist di Scopri di più

Holding Absence: autodistruggersi per rinascere. Recensione di The Noble Art of Self-Destruction
Holding Absence: autodistruggersi per rinascere. Recensione di The Noble Art of Self-Destruction

Che il post-hardcore sia sempre stato un genere “impegnato” e “serio” rispetto ad altri sottogeneri del rock e del metal Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Ilaria De Stefano

Vedi tutti gli articoli di Ilaria De Stefano

Commenta