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Eroica Fenice

Ferruccio Quercetti debutta come solista: Almost Mine

Ferruccio Quercetti debutta come solista: Almost Mine

Recensione del concept album di Ferruccio Quercetti, Almost Mine: The Unexpected Rise and Sudden Demise of Fernando (Part 1)

Ferruccio Quercetti, – da più di vent’anni chitarrista e cantante della band blues/punk/noise bolognese dei Cut – ha debuttato come solista (sotto lo pseudonimo di Ferro Solo) con l’abum Almost Mine: The Unexpected Rise and Sudden Demise of Fernando (Part 1), pubblicato in digitale, cd e vinile lo scorso 9 Novembre su RIFF Records   e Fernando Dischi e supportato da Area Pirata e Deambula Records.

Almost Mine è la prima parte di un concept narrativo sviluppato su diverse uscite. Il disco contiene dodici tracce, dalle sonorità rock ’n’ roll e post punk con venature folk e blues, spalmate su 37 minuti e 57.

Diverse le collaborazioni di cui si è avvalso Ferruccio Quercetti per questo suo esordio da solista: dai Giuda di Roma al gran completo (in He Spies) a Sergio Carlini (Three Second Kiss), Andrea Rovacchi (Julie’s Haircut), Riccardo Frabetti (Chow), Luca Giovanardi (Julie’s Haircut), Ulisse Tramalloni (Julie’s Haircut) .

Da anni sulla scena musicale con i Cult, Quercetti ha così spiegato la sua scelta di pubblicare un album da solista:

«Provare a difendermi dal mondo, dagli altri e soprattutto da me stesso con il primitivo arsenale espressivo di cui dispongo è quello che faccio più o meno da sempre. Per questo fine la mia arma preferita è sempre stata la musica, o meglio il rock and roll, nelle sue varie forme e accezioni, suonato un po’ come mi viene. Negli ultimi anni, ispirato da alcune vicende private piuttosto intense, ho ricominciato a scrivere canzoni con la chitarra acustica, come facevo da ragazzino, quando non avevo nessun altro con cui suonare. In breve le canzoni sono diventate tante e ho iniziato a suonarle dal vivo e a registrarne qualcuna sotto lo pseudonimo di Ferro Solo. Poco dopo ho iniziato a coinvolgere degli amici che mi hanno permesso di dare ai pezzi una veste sonora sicuramente più interessante di qualsiasi cosa che mi sarei potuto inventare io ed ecco come siamo arrivati a quello che potete ascoltare su Almost Mine».

Ferro Solo e le avventure di Fernando

In Almost Mine Ferro Solo racconta le avventure del suo alter ego, Fernando. L’album è un vero e proprio concentrato di energia distribuita in modo eterogeneo. Nel disco confluiscono le varie influenze che l’artista bolognese ha “raccolto” in decenni di carriera musicale. Un disco appassionato nel quale emerge l’anima rock dell’artista bolognese.

Come accennato sopra e, come si intuisce dal titolo, questo disco costituisce solo la prima parte di un progetto più ampio, sviluppato su diverse uscite. Le canzoni sono collegate da una continuità narrativa e, a quanto pare, il secondo capitolo delle avventure di Fernando è già pronto e aspetta solo di essere pubblicato.

D’altronde, lo stesso autore, parlando del disco, ha confermato che Almost Mine è solo la prima parte del suo concept album:

«Benvenuti alla prima parte di Almost Mine: The Unexpected Rise and Sudden Demise of Fernando. Queste canzoni vengono da un luogo molto oscuro, talmente oscuro che sono riuscito raccontarlo solo vestendo i panni di qualcun altro. Attenzione però: la mia non è una celebrazione di Fernando e dei suoi sentimenti, pensieri e azioni. Al contrario, almeno nelle mie migliori intenzioni, questo è un rito di passaggio o, se preferite, un funeral party. Per parafrasare brutalmente un uomo di lettere piuttosto noto, sono qui per seppellire Fernando, non per lodarlo. Spero davvero di esserci riuscito».

Almost Mine: The Unexpected Rise and Sudden Demise of Fernando (Pt.1), l’anima rock di Ferruccio Quercetti

Ferruccio Quercetti ci consegna un disco completo e maturo nel quale declina il rock in tutte le sue sfumature. I dodici brani contenuti in Almost Mine, infatti, spaziano dal classico rock & roll, al post punk (si vedano Doppelganger e Better Than Me), per sconfinare nel folk, come in Almost Mine. Ritroviamo inoltre tracce della new wave anni ’80 (ad esempio nel brano Got Me a Job), il tutto intervallato da piacevoli ballad, come Perfect Stranger e la struggente Gala.

Energia, stile e passione per un album tutto da gustare!

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