Storia di Kurt Cobain: un’anima tormentata

Kurt Cobain: storia di un’anima tormentata

Front-man di una delle band più famose al mondo, Kurt Cobain è ancora oggi il simbolo della generazione X, del rock degli anni ’90, dell’anticonformismo. Ma anche l’emblema dei poeti maledetti, dei musicisti persi e tormentati. Il suo mito, così come la musica dei Nirvana e le loro canzoni indimenticabili, continua a farsi strada nei cuori di ascoltatori di ogni età. Tutti analizzano la storia di Kurt Cobain in giornali, canzoni, podcast così come tutti cercano di trovare una risposta all’anomalia che lo ha portato a “bruciare in fretta e non spegnersi lentamente”, come scrive nella sua ultima lettera. Ma partiamo dall’inizio.

Tappe fondamentali della vita di Kurt Cobain

Periodo / Anno Evento chiave
1967 Nascita ad Aberdeen (Washington)
1989 Pubblicazione del primo album Bleach
1991 Uscita di Nevermind e successo globale
1994 Morte a Seattle all’età di 27 anni

L’inizio della storia di Kurt Cobain: l’infanzia felice, il divorzio dei genitori e i primi contatti con il rock

Kurt Donald Cobain nasce ad Aberdeen, uno dei luoghi del rock da visitare, il 20 febbraio del 1967. I primi anni della sua vita sono tra i pochi momenti leggeri che hanno caratterizzato la sua breve ma intensa esistenza. Viene ricordato dalla sua famiglia come un bambino gioioso, iperattivo e da subito incline all’arte e alla musica. Qualcosa cambia intorno ai nove anni, con il divorzio dei genitori che porta il piccolo Kurt a sentirsi irrequieto e diverso dagli altri. A causa dell’ingestibile aggressività, verrà spesso lasciato alle cure di parenti e amici che, però, non sembrano intenzionati ad aiutarlo. Tutto ciò porterà il giovane ribelle a non avere una casa stabile per tutta l’adolescenza.

Durante le scuole superiori, la conoscenza di Roger Osbourne, cantante e chitarrista dei Melvins, lo porta a scoprire il punk e l’hardcore. Da questo momento in poi la musica diventa, insieme alla cannabis, la sua unica valvola di sfogo.

Nel 1985 fonda il suo primo gruppo, i Fecal Matter, la cui demo sarà fondamentale per convincere il futuro bassista dei Nirvana, Krist Novoselic, a formare una nuova band. Dopo una lunga e complessa ricerca Krist e Kurt scelgono Chad Channing come batterista e, nel 1988, iniziano ad incidere il loro primo album, Bleach, pubblicato l’anno successivo dalla Sub Pop Records. Per Kurt è un periodo tutt’altro che facile: le esibizioni vanno male, c’è poca gente che li ascolta e lo stile musicale di Chad Channing non sembra più adatto al loro sound. Alla fine di maggio del 1990, Channing viene cacciato dalla band e sostituito da Dave Grohl, al tempo batterista della band punk Scream. Il gruppo decide di cambiare nome in Nirvana e inizia la produzione di un nuovo album.

Il successo planetario, l’amore e le dipendenze

Pubblicato nel settembre del 1991 dalla DGC Records, Nevermind riscuote un inaspettato successo quasi immediato, venendo oggi considerato come uno dei 10 migliori album rock di tutti i tempi; in particolare, il singolo Smells Like Teen Spirit raggiunge la vetta nella classifica Billboard 200 dei singoli più venduti negli Stati Uniti. La fama improvvisa di questo nuovo genere denominato grunge (qui i 5 album che hanno segnato la storia), di cui i Nirvana e altre band di Seattle (Soundgarden, Alice in Chains) sono stati imprescindibili rappresentanti, non fa altro che peggiorare lo stato mentale di Kurt.

Nato e cresciuto in un ambiente underground, lontano dall’attenzione di tutti, è portato a credere che la sua musica non sia destinata alla massa e che i suoi testi vengano spesso fraintesi. Cobain aveva già fatto uso di eroina nel 1989, ma a questo punto era diventata una dipendenza sfruttata come rimedio contro i terribili dolori allo stomaco che lo affliggevano da quando era piccolo. Simultaneamente inizia la tormentata relazione amorosa con la cantante delle Hole Courtney Love, questa sarà la più importante storia di Kurt Cobain. Il loro è un rapporto complesso fatto di litigi e incidenti legati alla droga che gli costano, per un periodo, anche la perdita del diritto alla custodia della figlia, Frances Bean Cobain.

Gli ultimi giorni di vita e la tragica morte

Nel mese di marzo del 1994 cambia qualcosa. Durante il tour europeo di quello che sarebbe stato il loro ultimo lavoro in studio (fondamentale tra gli album dei Nirvana da ascoltare), In Utero, Kurt non riesce a cantare per il pessimo stato di salute e decide di prendersi una pausa. Si ferma a Roma, dove viene raggiunto da Courtney Love che, la mattina successiva, lo troverà in overdose di Roipnol e champagne. Si tratta del primo tentativo di suicidio che lo lascerà in coma per un giorno intero.

Una volta dimesso dall’ospedale e tornato in America, vive giornate infernali: tutti tentano di aiutarlo, ma lui rifiuta qualsiasi tipo di assistenza, la polizia gli confisca armi e droghe, abbandona il programma di riabilitazione a cui aveva acconsentito di partecipare dopo pochi giorni e, alla fine del mese di marzo, lascia Los Angeles per recarsi a Seattle. Courtney Love lo ricorda come irascibile e violento in quel periodo.

Gli ultimi giorni della vita del cantante sono avvolti nel mistero ma una cosa è certa: ha con sé un fucile procuratogli da un amico prima di andare in riabilitazione. Proprio lo stesso fucile che sarà rinvenuto accanto al suo corpo l’8 aprile 1994 nella sua villa a Washington, scoperto dall’elettricista assoldato per montare un sistema d’allarme. La storia di Kurt Cobain si era già conclusa brutalmente tre giorni prima, in seguito all’iniezione di massicce quantità di eroina e alla stesura di una lettera d’addio, in cui racconta l’apatia che ormai dominava la sua vita personale e la sua carriera.
Aveva 27 anni, un numero molto, troppo, ricorrente nel mondo del rock.

La sua morte diventa oggetto di controversie, di venerazione, di accuse. Kurt Cobain è il drogato per eccellenza, l’angelo del rock, un padre terribile, un profeta… Kurt Cobain è tutto. Ma forse era solo un uomo troppo fragile e sensibile per questo mondo. Un artista che trovava rifugio nella musica, bruciato dalla luce dei riflettori, dalle dipendenze, dal tormento che lo aveva reso inquieto sin da quando era adolescente, fino ad arrivare al punto di non ritorno.

«Ma chiedilo a Kurt Cobain
come ci si sente a stare
sopra a un piedistallo e a non cadere… »

Kurt Cobain – Brunori Sas

Fonte immagine: Depositphotos

Articolo aggiornato il: 14 Gennaio 2026

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A proposito di Virginia

Ciao! Sono Virginia, una studentessa dell'Orientale di Napoli. Adoro scrivere di musica e filosofia.

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