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Eroica Fenice

Una piccola tregua Live

Una piccola tregua Live di Paolo Cattaneo, recensione

Uscito nel 2016, Una piccola tregua (Lavorarestanca/Ecletic Music Group) è stato il quarto lavoro discografico di Paolo Cattaneo, cantautore bresciano dall’ormai più che ventennale carriera. L’artista ha riproposto quest’album con una nuova veste, tutta digitale: Una piccola tregua Live. Pubblicato il 12 Gennaio e curato dalla Ecletic Music Group, Feiyr e dalla Macramè Dischi, Una piccola tregua Live raccoglie 8 brani (sei tratti dall’omonimo album e due da altri precedenti lavori) suonati live tra il Casa Base di Milano, il Teatro Fonderia Aperta di Verona e il Teatro Centro Lucia di Botticino (Brescia), otto frammenti che ricompongono le suggestive atmosfere elettroniche create da Paolo e dalla sua band durante i concerti.

Una piccola tregua Live, l’album

Il tutto inizia con Se Io Fossi Un Uomo, con suoni che potrebbero ricordare il canto delle balene sui quali si inseriscono progressivamente le linee di basso e dei synth. Seguono Due età un tempo e Bandiera. Ci troviamo davanti a una rievocazione di un tempo sospeso, tutto interiore: una piccola tregua per l’appunto. Una piccola tregua dal caotico mondo esterno per ritagliarsi un momento di intima riflessione attraverso una sapiente composizione di sonorità elettroniche e non. Gli otto brani, se non fossero interrotti dagli applausi del pubblico e dai brevi ringraziamenti di Paolo, potrebbero forse susseguirsi indistinti, senza pause. Frutti di un unico flusso musicale plasmato come un respiro, sussurrato in punta di piedi, che cresce e decresce, di impatto sonoro solido e denso: pulsionale. Un “suono sommesso” che, come racconta in Ho chiuso gli occhi, prende vita dalla “grazia degli angeli” e invita l’ascoltatore a “danzare nel vortice” e a “credere, a crederci”.
Superata la quarta traccia, nonché punto centrale dell’album, ci si avvia verso la conclusione con Trasparente, Mi aspetto di tutto e Il Miracolo che riportano la narrazione in una dimensione meno rarefatta e più concreta, a tratti sensuale. Tutta femminile tra il carnale contatto dei “seni addosso” (Trasparente) e la vivacità di “occhi allegri all’improvviso” (Il Miracolo); passando attraverso il languore di un solitario retrobottega di “fast-food” straniero (Mi aspetto di tutto).

Una piccola tregua Live, un dolce epilogo

Con L’uomo sul filo approdiamo alla conclusione e, a poco a poco, svanisce la magia, di quella dimensione tutta interiore e atemporale precedentemente creata, al contatto con i crescenti rumori della città. Non prima però di concedersi un’altra inebriante esperienza sul filo di un tempo sospeso.

“È molto significativo per me che uno degli ultimi versi cantati in questo disco live sia ‘Chiudo le braccia e mi inchino’ da ‘L’uomo sul filo’ perché ‘Una Piccola Tregua Live’ è il mio inchino a chi in questi mesi mi ha seguito con un’attenzione straordinaria ad ogni appuntamento. Ho deciso inoltre di pubblicare queste canzoni anche per sigillare un punto di arrivo nella dimensione live della mia musica. Ora ci sarà una ripartenza verso un Altrove. Sarà un altro viaggio, sarà tutto diverso”.

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