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Eroica Fenice

La categoria Food contiene 206 articoli

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Le Esperienze Borboniche all’Archivio storico di Napoli

L’Estate dei Borbone, il quarto e ultimo appuntamento della kermesse Esperienze borboniche all’Archivio storico   All’Archivio storico, uno tra i più sofisticati e ricercati locali di via Manzoni, punto di riferimento della movida chic e borghese napoletana con la sua atmosfera così “lounge” e il suo stile drammatico e raffinatamente too much, vanno in scena le Esperienze Borboniche. Con Esperienze borboniche,  l’Archivio storico ha voluto coniugare storia e cibo, identità locale e ricerca enogastronomica, tradizione storica e culinaria e ardite sperimentazioni. Il risultato è stato un viaggio suggestivo e inebriante all’interno della storia e della geografia culinaria della Napoli borbonica, una città sfacciatamente bella e artisticamente fervida. Ogni evento è stato incentrato su uno degli aspetti della storia dei Borbone, famiglia che ha intrecciato la sua storia a quella di Napoli dal ‘700 fino all’Unità d’Italia: argomento del primo appuntamento sono stati gli amori dei Borbone; protagoniste del secondo incontro sono state le regine appartenenti alla dinastia francese; poi è stata la volta dei primati del Regno borbonico. Il quarto e ultimo incontro, invece, è stato dedicato alle estati dei Borbone e quindi alle loro residenze estive: ogni piatto proposto, che sarà possibile scegliere tra le proposte del nuovo menu estivo dell’Archivio storico, è stato studiato dallo chef stellato Pasquale Palamaro affinché richiamasse le atmosfere marine delle residenze borboniche estive. Quindi “Il Falconiere” (spigola fritta, ravanello marinato, fiori e zucchine) ci racconta della reggia di Quisisana, “Un calamaro per una Genovese” (spaghetto mantecato con genovese di calamaro) è abbinato al Palazzo reale di Ischia; la Crepinette di vitello, zafferano, provola e pinoli ci porta alla Reggia di Caserta, mentre “Alì Babbà” (babà al rum e crema al cardamomo) è un richiamo alla Reggia di Portici. Nel menu, inoltre, non è mancato un tributo ai Campi Flegrei e alla sua tradizione vinicola: ai piatti sono stati abbinati tre vini Carputo, nota azienda di Quarto rappresentata da Valentina Carputo, responsabile del marketing dell’azienda di famiglia. I vini proposti sono tra i vini di più nobile e lunga tradizione della zona flegrea e sono prodotti con le uve dei vitigni della famiglia Carputo: “Lapilli”, una Falanghina extra dry metodo charmant, una Falanghina Campi Flegrei D.O.P. e un Piedirosso Campi Flegrei D.O.P. All’evento ha presenziato anche Tommaso Luogo dell’AIS Napoli, che ha curato personalmente la nuova carta dei vini estiva: una carta dei vini definita “interregno” e arricchita da racconti e aneddoti legati alla tradizione vinicola del territorio. Ma l’Archivio storico è anche “Premium bar“, per cui ad aprire la cena ci ha pensato Salvatore D’Anna, bar manager dell’Archivio con un’ardita rivisitazione di un evergreen della miscelazione all’italiana, il Negroni, che per regalarci un viaggio nel mare del golfo di Napoli, diventa Negroni all’aria di mare.  Lo stile della ricetta resta intatto: uno spirito botanico, un vermouth, un liquore d’aperitivo e un bitter; ma il Negroni all’aria di mare è bianco e non più rosso e viene servito colmato da un’aria di mare che lo rende salino oltre che tremendamente scenico.  

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Il pesce e l’olio di Tommaso Esposito, cena a tema scammaro da Sartù al Vomero

Doppio appuntamento giovedì 13 giugno presso il ristorante Sartù del Vomero: cena a tema “mangiare di scammaro” e presentazione di Renato Rocco del libro Il pesce e l’olio di Tommaso Esposito, in cui c’è tutto ciò che è necessario sapere sulla cucina napoletana, con tanto di ricette di nonna Mariuccella. L’evento, in collaborazione con la rivista culinaria La buona tavola e con i vini della Tenuta Le Lune del Vesuvio, aveva come tema principale la rievocazione della cucina napoletana in tempo di quaresima. Durante questo periodo, infatti, si mangiava poco e leggero, proprio per rispettare il periodo di digiuno religioso. Di conseguenza, anche le materie prime che componevano i piatti erano molto semplici: uva passa, pasta di grano, pesce e verdura erano alcuni dei cibi utilizzati. Una tradizione che diluisce il suo tempo e arriva ancora oggi a solleticare i palati più curiosi e nostalgici. Il pesce e l’olio: mangiare di scammaro Se un tempo mangiare di “scammaro” rappresentava una necessità dettata da leggi religiose ferree e sentite, oggigiorno è possibile ritenere questo sacrificio dell’abbondanza una vera e propria virtù. Tanto tempo fa i nostri nonni osservavano con religiosa obbedienza l’obbligo di una tavola imbandita con pietanze magre, come ci racconta Tommaso Esposito nel suo libro. Così, se di nostalgia si può parlare, molte delle ricette che la fantasia napoletana ha saputo creare sono state raccolte ne Il pesce e l’olio e per di più sono state messe in pratica dagli esperti chef del ristorante vomerese. Il menù era completamente a base di pesce, cibo magro per eccellenza. Alici e lupine ‘a zuppetella per cominciare: una zuppetta in cui il pesce era adagiato su una fetta di pane ammorbidito dal sugo di pomodorini freschi. A seguire patane, foglie e pesce curreja: il pesce bandiera era un protagonista indiscusso sulle tavole povere di un tempo; oggi, invece, lo è in tutti i salotti gourmet che si rispettino. Accompagnato con purè di patate e spinaci conditi con olio e pinoli, è un piatto equilibratissimo e dai toni delicati. E poi la frittata e vermicielle, pietanza regina dello stile scammaro. Uno scrigno di sapori contrastanti, ma al tempo stesso armonici. L’uvetta dolce si mescola con i capperi salati, i pinoli e la pasta cotta come se fosse una frittata, ma senza le uova, solo l’amido a fare da collante. Difficile da domare con coltello e forchetta, tonda e dura come uno scudo, riserva però al gusto delle piacevoli sorprese. Da ricordare, infine, il baccalà di casa De Filippo, bianco e morbido, adagiato su una crema al limone, e il migliaccio ddoce ‘e pan, il dessert simile alla pastiera cotto con farina di grano e uva passa. Dunque, una serata all’insegna della tradizione trasformata in gourmet, ma anche un tuffo nelle radici e nella storia di una cucina saporita che tuttavia non smette di riservare sorprese.

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Il Vincitore del contest Terre Magiche Gourmet

Il ristorante Il Chiostro – l’ex convento di Cimitile in provincia di Napoli stanziato in via San Francesco – ha fatto da scenario mercoledì 12 giugno alla premiazione del contest di Terre Magiche Gourmet, una giovane azienda casertana di prodotti d’alta qualità, lanciata dal fondatore Luigi Cinquegrana durante l’expo di Tutto Pizza 2019. Le Pizze Vincitrici del Terre Magiche Gourmet contest Il contest di Terre Magiche Gourmet ha voluto mettere in gioco chef esperti nell’arte della pizza per creare un piatto innovativo. Sotto l’occhio attento di giornalisti, foodblogger e intenditori del settore, gli chef hanno dato prova della loro creatività, innovando il classico disco di pasta con l’aggiunta di almeno tre prodotti targati Terre Magiche Gourmet. A conquistare il podio è stato il ristorante Il Chiostro attraverso la scelta di ingredienti di primissima qualità e ad alta digeribilità. Due sono state le pizze vincitrici che gli chef Vittorio De Stefano e Roberto Susta hanno presentato durante la serata: – Pizza sapori di Cetara: pomodorini bianchi e rossi con aggiunta di acciughe; – Pizza con antica ricetta di Polpettine della nonna. In entrambe le porzioni sono stati riscontrati sapori decisamente freschi, innovativi e contornati da una buona morbidezza della pasta. Interessante è stato l’intervento della biologa nutrizionista Tania Cinquegrana che ha illustrato i valori nutritivi di entrambe le pizze con le rispettive calorie. La serata è stata moderata dalla giornalista Laura Ferrante. Evento segnalato da Spaghettitaliani Spaghettitaliani nasce come un semplice ricettario il 6 giugno del 2000 da un idea di Luigi Farina. In seguito si è evoluto, arricchendo la propria pagina di informazioni, sezioni e diverse funzionalità, divenendo unico nel suo genere. Spaghettitaliani si pone diversi obbiettivi: a) valorizzare la cucina italiana: sia sul territorio nazionale che all’estero, diffondendone gli sviluppi attraverso lo studio della sua evoluzione, b) sperimentare e scoprire nuove ricette attraverso scambi culturali ed approfondimenti, c)  organizzare eventi,  presentando nuove attività o novità nella propria offerta, d) promozione di nuovi marchi, e) offrire una consulenza sia editoriale che informatica. Il contest è stato una sorpresa innovativa sotto tutti i punti di vista, non ci resta che attendere le prossime sperimentazioni gastronomiche.

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Giuseppe Maglione e Giuseppe Vesi insieme per Legami di pizza

Per il girone di ritorno dell’evento Legami di Pizza, Giuseppe Vesi, il noto vincitore di 4 ristoranti, ha ospitato il pizza chef Giuseppe Maglione, patron di Daniele Gourmet ad Avellino. Dopo il primo match tenutosi presso la pizzeria Daniele Gourmet di Avellino, in casa Vesi, sul lungomare Caracciolo a Napoli, giovedì 30 maggio si è chiuso il ciclo di serate che ha visto una sfida amichevole tra due big del Gourmet legati da un’idea di pizza nata dal sinodo tra tradizione e innovazione. Territorialità e creatività sono le parole d’ordine per descrivere le delizie proposte dagli autori della cena a quattro mani, due parole che descrivono pienamente l’anima del pizzaiolo napoletano Giuseppe Vesi, vincitore del noto programma Sky condotto da Alessandro Borghese, ma prima di tutto volto storico sul panorama ristorativo partenopeo. È lui il fautore di una ricostruzione futuristica della pizza che non è un attacco frontale alla tradizione, piuttosto un’esaltazione del passato in un’ottica rivoluzionaria. “L’idea dell’iniziativa Legami di Pizza- dice Giuseppe Maglione – nasce per condividere una filosofia comune. L’innovazione sta nel realizzare una pizza che rispetta la tradizione esaltandola con il giusto abbinamento ed equilibrio dei sapori” Legami di Pizza di Giuseppe Vesi e Giuseppe Maglione: Il menu della serata  Il menu proposto per l’occasione ha visto alternarsi i due pizzaioli in creazioni gastronomiche che portano la loro firma. “Nella mia idea di pizza gourmet – dice Giuseppe Vesi – è fondamentale dare al consumatore la tracciabilità totale del prodotto.” La serata inizia con gli antipasti del padrone di casa: una degustazione di fritti gourmet in porzioni mignon. Giuseppe Vesi propone Panorami con fior di latte di pezzata rossa, formaggio cashel blue, noci di Sorrento, speck tirolese artigianale e miele di acacia; Verso sud con mozzarella di bufala, carciofo di Paestum indorato e fritto, scaglie di provolone del Monaco, riduzione di liquirizia calabra e menta. Fiore all’occhiello della sfida è Mediterranea con stracciatella di bufala campana, tartare di tonno pinna gialla, pomodorino giallo confit e sbriciolata di tarallo napoletano. Giuseppe Maglione rilancia colpo su colpo e si richiama alla ricchezza del territorio irpino per realizzare il suo menu. La pizza I Sapori dell’Orto è goduria per il palato con la sua crema di peperoni, crema di zucchine, vellutata di melanzane e patate, burrata di bufala, funghi champignon, misto di verdure a julienne fritte, briciole di pane croccante e olio evo bio. La Rifugio nel bosco è con crema di di asparagi e tartufo, fior di latte, olive nere caiazzane, asparago selvatico, pancetta irpina affumicata e olio evo bio. La Cacio e cozze, infine, prevede un topping con crema di caciocavallo podolico e tartufo bianco, fior di latte, cozze gratinate e cotte a vapore, basilico castellato e olio evo bio. Cavallo di battaglia con cui Giuseppe Maglione sfida le convenzioni e conquista la platea. “Per me gourmet identifica un buongustaio e per questo ho pensato ad un menù fatto esclusivamente con prodotti di altissima qualità interpretati con una vocazione da cucina stellata”- spiega Giuseppe Maglione. A chiudere il sipario della serata una deliziosa sorpresa di Giuseppe Vesi: una piramide in crosta […]

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Tre Coni 2019: la degustazione con i migliori maestri gelatai d’Italia a Napoli

Tre Coni 2019: un’esplosione di gusto e dolcezza Sulla splendida terrazza panoramica Angiò dell’Hotel Reinassance Mediterraneo di Napoli, giovedì 30 maggio si sono riuniti i migliori maestri gelatai d’Italia per l’evento Tre Coni 2019, premiati dalla guida Gelaterie d’Italia, seconda edizione dell’evento firmato Città del Gusto Napoli Gambero Rosso. L’evento, davvero imperdibile per i più golosi, riunisce l’eccellenze d’Italia insignite del premio Tre Coni 2019 ed offre una prelibata degustazione di gelato artigianale, prodotto non più stagionale ma vero e proprio evergreen, adatto a tutte le stagioni, tutte le occasioni e a tutti i palati: si stima un consumo annuale di almeno 7 kg di gelato pro capite! Alimento sano, nutriente e completo, vantando materie prime di qualità e venendo incontro alle esigenze di tutti, il gelato si conferma uno dei prodotti dolciari (e non solo, come a breve scopriremo!) preferiti dagli italiani, in grado di soddisfare finanche specifiche esigenze o intolleranze alimentari, nelle versioni vegan, gluten free e senza lattosio, che ne mantengono tuttavia inalterato il gusto e la freschezza. La serata evento Tre Coni 2019 offre un perfetto connubio di gusti della tradizione e nuove tendenze e sperimentazioni: è stato possibile assaggiare varianti innovative e rivisitazioni dei gusti più tradizionali e gelati dai gusti davvero inediti ed insoliti, in grado di stuzzicare la fantasia oltre ogni immaginazione, oltre che il palato. Troviamo infatti più varianti del classico ed intramontabile gelato al cioccolato (Cioccolato sgarbato di Stefano Roccamo – “Stefino” da Bologna, con latte di capra, ma anche la meravigliosa Spiaggia Nera di Maratea di Emilio Panzardi – “Gelateria Emilio” da Maratea, PZ, con rosmarino, ed il delicatissimo Cioccolato di Gianfrancesco Cutelli – “De’ Coltelli” da Pisa, il cioccolato bianco affumicato di Alessandro Scian – “L’insolito Gelato” – Cordenons, PN e quello proposto da Claudio Zanette – “Chocolat” da Mestre, VE), creme deliziose ed innovative come quella alla meliga e lime (Alberto Marchetti – “Alberto Marchetti da Torino), ai fiori di tassaraco e salsa ai petali di rosa antica (Giancarlo Timballo – “Fiordilatte” da Udine), al timo e limone (Dario Benelli – “La Gourmandise” da Roma) e la superba Bufaletta, a base di bufala e fragole, gustosa come una cheesecake (Davide Frainetti – “Caffè del Duomo” da Terracina, LT). Chi ha voglia di freschezza e di frutta, potrà trovare la leggerezza e la delicatezza di un sorbetto nei gusti Yozu delle sei servito con chips di polenta (Antonio Mezzalira – “Golosi di natura” da Gazzo, PD) e Fiori d’arancio (Candida Pezzolli – “Oasi American Bar” – Fara Gera d’Adda, BG), o il gelato alla mandorla e mandarino di Raffaele Del Verme – “Di Matteo” da Torchiara, (SA). Notevoli ancora il gelato al chinotto di Maurizio Profumo – “Profumo” da Genova, allo zabaione di Marco Serra – “Marco Serra Gelatiere” di Carignano (TO) e la mitica brioche “con un pensiero stupendo di Raffaele Cuomo – “Cremeria Gabriele” di Vico Equense (NA), il gelato asparagi e mandorle di Guido Rocci e Emanuele Monero – “Ottimo! Buono non basta” da Torino, “La […]

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Tenuta di Bacco: orto e mare in un angolo di Paradiso

Con l’apertura a fine aprile della Tenuta di Bacco la proposta ristorativa dell’area flegrea si è arricchita di un nuovo riferimento che punta decisamente sulla qualità. In questa zona dell’area flegrea, al confine tra Monte di Procida e Bacoli, Vincenzo Guardascione ha dato il via ad un’importante iniziativa imprenditoriale, che regala a palati esigenti prodotti di un orto e un agrumeto biologici, circondati da filari di viti che garantiscono una deliziosa Falanghina e un corposo Piedirosso. La tenuta, che si estende per circa 12000 metri quadri, in realtà nasce già nel 2010 come Day Spa, in cui al servizio piscina veniva affiancato un percorso relax con massaggi e vinoterapia. Nella primavera del 2019, invece viene inaugurata la moderna sala ristorante circondata da ampie vetrate attraverso le quali si può apprezzare la bellezza del paesaggio. “Ci tenevo a dire che sono trent’anni che il nostro agrumeto non viene trattato. Di fatti la nostra azienda agricola è una delle fondatrici dell’Associazione del Mandarino dei Campi Flegrei. Da quest’anno anche la gelateria Mennella ha fatto i panettoni e i gelati con i nostri mandarini. La nostra idea è quella di creare una rete territoriale, proporre le nostre eccellenze e collaborare con le diverse realtà turistico-ricettive, di modo da valorizzare pienamente i prodotti delle piccole realtà produttive campane”. – spiega Vincenzo Guardascione. La cucina, affidata alla guida dello Chef Roberto Mazzocchi, si basa su due elementi fondamentali del territorio: il pescato e i prodotti dell’orto. Roberto vanta nel suo curriculum numerose esperienze nelle brigate di Crudo Re a Napoli e della Locanda del Testardo a Bacoli. La sapiente arte dello Chef unisce mare e terra in un’unica sofisticata soluzione “La nostra cucina – parla lo Chef Mazzocchi –  si propone di riscoprire i sapori antichi attraverso una costante ricerca che porta alla rivisitazione dei piatti classici della nostra tradizione. La nostra sfida è conciliare i prodotti dell’orto con il pescato del giorno”. Il superlativo menu, presentato martedì 28 Maggio, ha come punti di forza  le Candele alla genovese di mare, gli Spaghettoni con vongole e timo limonato e il Fish and Chips flegreo con maionese di baccalà. Nel periodo estivo, a partire dalle 19,30, è attivo anche il corner dei “Crudi di Bacco” dove poter gustare i crudi dello chef, accompagnati eventualmente da bollicine, sulla terrazza che domina la piscina, il lago Miseno e il mare. La Tenuta di Bacco: un angolo di paradiso La Tenuta di Bacco è un angolo di paradiso al confine tra Monte di Procida e Bacoli. È il luogo dove l’Apollineo e il Dionisiaco si incontrano. Realizzata nel 2018, è immersa nella natura incontaminata di Bacoli. La Tenuta comprende un vigneto curato con passione, dai cui la cucina dai sapori forti e decisi attinge gusti e profumi. “Il nostro obiettivo – dice Vincenzo Guardascione – è trasportarvi in un mondo ormai perduto, fatto di sensazioni primitive e ricordi ancestrali. Cerchiamo di conciliare l’amore per la terra con la cura dei dettagli. La passione è il fil rouge che accompagna […]

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La pizzeria Da Michele, tra pizza e riscatto sociale

Domenica 19 maggio presso la pizzeria Da Michele, nel cuore di Napoli, si è tenuta l’assegnazione di una borsa di studio per pizzaioli al partecipante più meritevole e talentuoso del progetto Generare Futuro. L’evento, privato e riservato alla stampa, ha inoltre avuto come scopo la presentazione dell’operato della Michele In The World (MITW), associazione creata dai membri della famiglia Condurro a sostegno di progetti nobili e solidali, come il supporto di giovani che vivono in contesti socio-economici disagiati. A 60 anni dalla scomparsa del fondatore, ora tocca ai giovani di casa Condurro non solo guardare al futuro della pizzeria cercando di raggiungere obiettivi sempre più importanti, ma anche impegnarsi in cause benefiche, in collaborazione con associazioni quali “Amici di Peter Pan” o “Cooperativa Siani“. Proprio quest’ultima ha fornito le materie prime per realizzare la pizza in onore di Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla camorra. Partner dolciario della giornata è stata la Pasticceria Napolitano, che a fine pasto ha deliziato tutti con le tipiche sfogliatelle e i saporiti babà. La pizzeria Da Michele, quando la pizza incontra la solidarietà Solidarietà ed attività sociale sembrano essere le parole d’ordine della mattinata: in loro onore il pranzo a base di pizza si è svolto nella maniera più lieta possibile, attraverso la condivisione della pietanza che non smette mai di andare di moda. Straordinariamente per l’occasione la pizzeria ha abbandonato le sue due uniche pizze presenti nel menù, la margherita e la marinara, e ne ha realizzate altre altrettanto speciali, perché speciale era la loro provenienza. La prima è la Pizza Giancarlo Siani Coop, che con mix di pomodorini gialli e rossi ci ha permesso di assaporare i frutti della legalità. Da un territorio confiscato alle mafie, infatti, provengono i piccoli pomodorini saporiti che guarniscono con i loro colori vivaci la tipica sfoglia sottile di pasta che ormai è da anni il marchio di fabbrica Condurro. La Mastunicola, invece, ha un’origine molto particolare. Si dice che questa fu realizzata in onore dello zar Nicola II venuto a Napoli per donare la coppia di cavalli di bronzo esposti in Piazza del Plebiscito. Uno degli antenati della famiglia la ideò presso le cucine della corte reale con pochi e semplici ingredienti: sugna, pepe e olio. La genuinità degli ingredienti ci permette di attraversare in un solo boccone anni e anni di storia, come un viaggio nel tempo che può avvenire solo tramite papille gustative. Insomma la pizzeria Da Michele si impegna da anni a portare alta la bandiera partenopea non solo attraverso il cibo, ma anche attraverso solidarietà e buone cause, contribuendo a portare alto il nome di Napoli con quell’empatia in cui qualsiasi cittadino napoletano riesce a riconoscersi.

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La Tavernetta Colauri: in tavola i bovini di razza piemontese

Nuovo menù con un ingresso eccellente alla Tavernetta Colauri di Napoli. Nel locale dei cugini Rosario Morra e Salvatore Morra la new entry è la rinomata carne dei bovini di razza piemontese allevati da Dario Perucca, che va ad impreziosire la già ricca proposta di carni pregiate della Tavernetta. La nuova proposta è perfettamente in linea con la filosofia di attenta ricerca di prodotti e materie prime da sempre seguita da Morra ed Esposito che propongono anche una variegata “carta degli olii extravergini di oliva”, nonché delle interessanti selezioni di formaggi e salumi. Niente soia né insilati, allevamento etico e benessere degli animali: queste le regole base dell’azienda agricola del cuneese Cerutti Laura Maria, diretta da Perucca, quarta generazione di allevatori, che conta attualmente 250 capi. Il risultato è una carne estremamente tenera e con pochi grassi, una buona parte dei quali sono Omega 3, che dà il meglio di sé battuta al coltello o poco cotta. La Tavernetta Colauri Certamente nelle strade strette che portano dall’Ospedale Monaldi a Chiaiano non si passa per puro caso. Ma proprio in un insospettabile anfratto dei Camaldoli, nel borgo Santa Croce Tavernetta Colauri (Via Comunale Margherita, 245) è una vera scoperta, sinodo perfetto per chi ama la buona tavola e gli ottimi vini. La tavernetta apre nel settembre del 2007 per volere di Rosario Morra e Salvatore Esposito, cugini tra loro e originari del parco che ospita il ristorante. Il sodalizio si realizza dopo che Morra ed Esposito hanno perfezionato la loro preparazione, rispettivamente in cucina e in sala, con esperienze in Italia e all’estero. Il nome del locale cela una storia interessante: la famiglia nobile dei Colauri alla fine del 1200, per evitare la tassazione imposta dal governo Angioino, si trasferì fuori dalle mura cittadine stabilendosi in quest’area chiamata “Rione dei Calori di sopra e di sotto”. Rustica l’atmosfera della Tavernetta Colauri che presenta travi a vista e attrezzi agricoli fissati alle pareti. La cucina, prevalentemente di terra, è incentrata sui piatti della tradizione partenopea che seguono la stagionalità dei prodotti e sulla ricca proposta di carni servite su pietre ollari e pietre di sale rosa dell’Himalaya. Di sotto, una fantastica cantina dedicata anche alle degustazioni. “Siamo dei ragazzi appassionati e pieni di sogni – spiega Rosario Morra – e ce la mettiamo tutta per coccolare i nostri clienti e offrire loro carne e vini di qualità”. L’azienda di Cerutti Laura Maria e Dario Perucca L’azienda agricola di Cerutti Laura Maria nasce nel 1900, ma solo nel 1986 con molti sacrifici ed altrettanta passione Francesco e Laura costruirono la prima stalla per l’allevamento dei bovini di Razza Piemontese. Dal 1999 ad oggi l’azienda ha subito costantemente delle modifiche per ampliare e semplificare il lavoro quotidiano, perché per la famiglia Cerutti-Perucca la passione per l’allevamento è sempre il fattore più importante. Una dedizione che è stata ed è ancora oggi la base per svolgere sempre al meglio l’allevamento della Razza bovina Piemontese con sistemi innovativi e ricercati. Salvaguardia del territorio, pochi fertilizzanti chimici […]

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La pizzeria Lombardi a Santa Chiara ospita Wine & The City

Wine & The City nella pizzeria Lombardi a Santa Chiara: i sapori della tradizione impreziositi dall’ottimo vino delle cantine Terredora di Paolo Pizza e vino, si sa, è un connubio vincente. Il 15 maggio la pizzeria Lombardi a Santa Chiara ha ospitato un evento di Wine & The City, la rassegna di eventi dedicati a Napoli e al suo buon cibo, che celebra “l’ebrezza creativa”: si è tenuto un laboratorio per tutti gli appassionati di pizza, che hanno potuto apprendere dal maestro, e cimentandosi loro stessi, mani in pasta, l’arte della preparazione di un buon impasto, che sia leggero, digeribile e gustoso. Merito del maestro pizzaiolo, senz’altro, ma indubbiamente anche della materia prima utilizzata: le farine del Mulino Caputo, di due tipologie diverse (la blu, più adatta alla pizza, e la rossa, per altri impasti) ed il lievito secco 100% italiano di Mulino Caputo, presentato in quest’occasione e donato ai partecipanti al laboratorio, per provare a riprodurre tra le mura domestiche le tecniche osservate in pizzeria. Al laboratorio è seguita una degustazione che ha dato modo ai visitatori di conoscere ed apprezzare il nuovo menù e gli interni rinnovati della pizzeria Lombardi, di recente rinnovata nel design e nella gestione. Ciò che non cambia negli anni, quando si tratta della pizzeria Lombardi, tra le più antiche e prestigiose della città (la sua fondazione risale al 1922), è la qualità degli ingredienti e la capacità di mescolare abilmente tradizione ed innovazione, attingendo a piene mani al patrimonio culinario ed agronomico della nostra terra. Sono infatti state offerte le tradizionali montanare al ragù, ma anche quelle al pesto e alla genovese, piatto principe della tradizione napoletana, e ben quattro tipologie differenti di pizza: la Marinara rivisitata, che coniuga pomodoro del piennolo e pomodoro san Marzano, la Margherita con Bufala, la Lombardi, specialità della pizzeria condita con pomodorini gialli, pomodoro del piennolo, provola affumicata e pancetta arrotolata, ed infine la Bresaola e Burrata, che ai due ingredienti aggiunge rucola, dell’ottimo Grana e l’aroma dei limoni di Sorrento. Le pizze sono state seguite da due dolci simbolo di Napoli, la Pastiera, dolce tradizionale pasquale ma che, in fondo, non è mai fuori stagione, ed un delicato Babà farcito con crema e fragoline, Ad accompagnare le pizze e ad esaltarne i sapori, tre vini delle cantine Terradora di Paolo, frutto della sapiente tradizione vitivinicola irpina: il rosato Rosaenovae Irpina DOC, un ottimo Greco di Tufo DOC ed un Aglianico DOC. – Fonte immagine: pagina Facebook ufficiale della Pizzeria Lombardi a Santa Chiara

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Ristorante Pizzeria Luise, una eccellenza sul lungomare partenopeo

Situato sul lungomare più famoso del mondo, il Ristorante Pizzeria Luise è un punto fermo della gastronomia napoletana, capace di realizzare un connubio fra innovazione e tradizione. Ristorante Pizzeria Luise, il brand che si trasforma Tutti a Napoli conoscono la storica gastronomia L.u.i.s.e, che dal 1966 delizia i napoletani e i turisti con le prelibatezze tipiche della cucina partenopea. Di recente apertura, il ristorante è sito in Via Partenope 7, sul lungomare Caracciolo. Oltre alla possibilità di degustare le proprie specialità all’interno della luminosa sala dal moderno e innovativo design, si può optare per un tavolo vista mare, senza timore del cattivo tempo, grazie al gazebo, permettendo così di apprezzare il paesaggio anche nei giorni di pioggia. Ciò che differenzia il ristorante di Via Partenope con gli altri locali dello stesso brand sono le pietanze che spaziano dai primi, come gli spaghettoni marca Monograno Felicetti con crudo di gambero di Mazzara del Vallo e friggitelli, ai secondi, come il baccalà in tempura di zafferano su vellutata di peperoni rossi , emblematico esempio di evoluzione della tradizione. Naturalmente il ristorante L.u.i.s.e. dimostra tutta la sua bravura anche nella preparazione di ottime pizze (rigorosamente cotte in forno a legna), a cominciare dalle tradizionali, per finire alle rivisitazioni come la pizza fatta con impasto di multicerali, pomodoro di Sorrento e provola d’Agerola oppure la pizza con peperoncini verdi e fiordilatte di Agerola. Alti standard di qualità e di gusto, sono i cavalli di battaglia del proprietario del locale Davide Di Meglio e dallo chef Giuseppe Di, il quale punta a distinguersi dagli altri locali che affollano il lungomare tramite i suoi prodotti genuini, come dimostra la scelta della farina Vigevano per le sue pizze e l’attenzione che pone nella scelta dei vini come il Fiano d’Avellino e nelle birre. Fra i dessert si segnalano il Babà Vesuvio con crema Chantilly e cioccolato e la rinomata Pastiera napoletana, tipici dolci della tradizione. Vi è inoltre la possibilità di gustare le loro pietanze non solo nel bellissimo locale, ma anche tramite il servizio catering. Il Ristorante Pizzeria Luise è un’esperienza di gusto a 360 gradi in un ambiente informale ma elegante. Contatti: 081 7642563, Via Partenope 7, Napoli Instagram: https://www.instagram.com/luisegroup/ sito web: http://www.gruppoluise.it

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