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Eroica Fenice

La categoria Food contiene 253 articoli

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 Mommò, il nuovo panino di Gaetano Genovesi per Cipajo

Il pizzaiolo Gaetano Genovesi e il pub di Fuorigrotta Cipajo si incontrano per realizzare insieme il panino “Mommò”, che dal 3 febbraio è disponibile nel locale di Via Francesco Morosini, 44. Il pub è presente anche a Giugliano in Via S. Giovanni a Campo 8, e a Frattamaggiore in Via Padre Sosio del Prete, 26/28. È un format che unisce cibo, passione e gioventù. E lo si percepisce dall’aria che si respira entrando nel pub, molto giovanile, seppur professionale e con un menù che ha l’obiettivo di fondere la tradizione del nostro territorio con l’innovazione. L’idea di unire queste due realtà campane arriva dall’istituzione di Stefano Siviero, giovane creativo che sviluppa contenuti per il web. «Ho provato a creare questa sinergia qui per qui, perché credo molto nelle energie positive che lascia la mia terra. Tutto è nato da una riflessione sui social network che hanno praticamente distrutto ogni tipo di distanza, spezzando in maniera drastica i tempi. È vero che i social, utilizzati bene, sono produttori di legami ed opportunità anche se spesso ci spingono a vivere con dei ritmi poco umani. Ed è vero anche che in un attimo potrebbero cambiarti la vita. Siamo tutto ciò che postiamo, nel bene e nel male. Chiaramente mi affascinano le storie di ragazzi che con sacrifici riescono a raggiungere massimi livelli grazie all’appoggio di questa rete immensa di canali virtuali. A fronte di chi vorrebbe raggiungere tutto e subito. Ecco l’ispirazione al nome del panino “Mommò” che in italiano si traduce “adesso”, “ora” pronto ad unire le realtà del territorio rispettando i valori di tempo, dedizione e talento». Il Mommò di Cipajo – Genovesi ci ha conquistato! Noi di Eroica abbiamo avuto il piacere di provare in anteprima il nuovo panino di Cipajo e siamo rimasti del tutto entusiasti del connubio fra i diversi ingredienti. Prima di provare la nuova creazione abbiamo degustato patatine sale e limone e tre tipi diversi di polpettine: quella classica preparata con la carne macinata, quella di pollo sfilacciato con cottura a legna in salsa barbeque e infine la polpettina di tracchia con pesto di basilico. Anche le polpettine hanno soddisfatto appieno le nostre aspettative. Per quanto riguarda il panino, esso punta ai prodotti del territorio, in quanto farcito con cheese steak di maialino nero casertano cotto a bassa temperatura, provolone del monaco, cotoletta di provola dei Monti Lattari e zucca stufata. Ottima la cottura della carne, molto gustosa e ben bilanciata con gli altri ingredienti. Per finire in dolcezza finger di panettone di Capri che lo chef Pasquale Rinaldo, volto della trasmissione “La prova del cuoco” su RaiUno, ha creato in partnership con Cipajo. «Sono molto contento di aver realizzato questa collaborazione con dei giovani imprenditori del nostro territorio. Abbiamo provato a creare un qualcosa di diverso rispetto al solito ma al tempo stesso gustoso, genuino e all’altezza della situazione» spiega Gaetano Genovesi, titolare dell’omonima pizzeria in via Alessandro Manzoni 26/i. E voi cosa aspettate a provare il nuovo panino di Cipajo? Alessia Giannino  

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La pizza Bulgogi di Grumè: la tradizione dai sapori orientali

La pizza Bulgogi di ispirazione coreana è la protagonista del menu di Grumè, in via San Domenico, 65, a Grumo Nevano, che esalta i sapori tradizionali con carne pregiata. A Napoli, come in tutto il resto della Campania, la pizza è sacra. È fatta di sapori, regole e immagini ben precise. Decidere di svincolarla dalla sua fissità, dal suo concetto ben preciso è lavoro arduo e, a tratti pericoloso. Ma il segreto è trasformare una novità in una proposta vincente attraverso la creazione di un’identità precisa, la stessa che ha ricercato Giuseppe Gargiulo, consulente marketing, quando ha dato inizio alla sua collaborazione con Grumè. Si tratta della prima bracepizzeria in Italia che propone una vasta scelta di carne di alta qualità, proveniente da allevamenti di fiducia e, addirittura, scelta grazie alla consulenza di esperti veterinari, in abbinamento alla pizza tradizionale. Quest’ultima non passa certamente in secondo piano e ci tiene a precisarlo Ernesto Cibelli: l’utilizzo di un pre-fermento, oltre a diminuire il picco glicemico, permette all’impasto di restare soffice anche quando la pizza si è ormai raffreddata, senza assumere quella sgradevole consistenza gommosa. Nasce la pizza Bulgogi Grumè Nasce, così, la pizza Bulgogi che prende nome e profumi dalla cucina coreana (bul indica “la carne” e gogi “il fuoco”): dopo essere stata cotta nel forno a legna con latticini e olio extravergine di oliva, è servita al tavolo accanto ad una pietra ollare, a disposizione dei clienti per preparare la carne, da soli o con l’aiuto dei camerieri, secondo il proprio gusto personale. Raggiunta la cottura gradita, si aggiungono gli straccetti sulla pizza e si procede all’assaggio. La carne subisce un precedente processo di marinatura: il manzo è insaporito da una salsa a base di olio di semi di sesamo, salsa di soia, pepe, cipollotto, aglio, miele sale e pepe, mentre al maiale si aggiunge aglio, rosmarino, timo, cipolla e, addirittura, caffè. Ma anche i fritti esaltano la qualità della carne: il crocchè alla brace accosta alla patata la pasta di salame, mentre timballo di tagliolini alla bolognese accentua il gusto del macinato. Non si rinuncia mai ai sapori della nonna, non solo perché ogni pizza passa dalla cucina prima di giungere in sala, per diventare una vera pietanza, ma anche per la proposta irrinunciabile della pizza con il classico ragù partenopeo, accostato alla mozzarella di bufala DOP, esaltato proprio dalla leggerezza dell’impasto. Non mancano ulteriori esempi dell’incontro carne-pizza nel resto del menù. E, così, si giunge al dessert: la tortina magra al cioccolato, un’antica ricetta siciliana, presenta accanto al cioccolato fondente, ai pinoli e all’uva sultanina un trito di filetto rosolato al burro. La proposta del locale, comunque, prevede anche fritti classici e pizze della tradizione, oltre che quelle con baccalà e tonno. I fratelli Angelo e  Crescenzo Rennella e il loro cugino Sandro Giglio, i tre titolari del locale, dimostrano, così, di aver creato un brand differente da ogni altra braceria e pizzeria, che non rinuncia alla qualità di nessun prodotto e di nessun gusto.

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Giallo datterino presenta le nuove pizze invernali

Si è svolta martedì 28 gennaio la presentazione delle nuove pizze winter edition della pizzeria Giallo Datterino a Villaricca, provincia di Napoli: dalla collaborazione con lo chef stellato Paolo Gramaglia. Sono cinque le pizze che si vanno ad aggiungere alla rosa di quelle già presenti nel menù della pizzeria. Giallo Datterino le cinque proposte winter edition Lo chef Paolo Gramaglia ha presentato le cinque nuove pizze della Giallo Datterino winter edition, che decide di cavalcare l’onda della fusione tra tradizione e modernità. Con la volontà di accontentare un pubblico sempre più esigente ed attento ad abbinamenti e rivisitazioni dei grandi classici, così come i palati di clienti di qualsiasi età. Si parte con Porgi l’altra guancia, una pizza ricca e tipicamente invernale, che presenta stracotto di guanciale di maiale, provola di Agerola, all’uscita perlacee di cicorietta, chips di cotica croccante, quenelle di patate ai 3 pepi, basilico, parmigiano e olio extravergine d’oliva. Il carciofo della domeniche napoletane, una pizza che strizza l’occhio al tipico contorno domenicale delle famiglie napoletane, ‘a carcioffola, che si presenta con una vellutata di carciofo di Schito, provola di Agerola, all’uscita carciofo in 2 cotture al vapore e alla brace, pancetta tesa, mousse di alici, servita in una cloche al fumo di carciofo. Bruschetta…Mi, una pizza più fresca e leggera delle precedenti, ma che comunque richiama i sapori e le sensazioni della tradizione più povera e semplice, composta da fumetto di suino al vino rosso in pomodoro corbarino, provola di Agerola, all’uscita filetti di pomodoro semi-dry, fonduta di provolone del Monaco e spuma all’essenza di bruschetta. La zeppola di genovese di Paolo Gramaglia incontra il forno di Ciro Spinelli, una pizza alla cui base troveremo una vera e propria ciambella di pasta choux, fritta e cotta al forno, ripiena di genovese su salsa di pecorino. Il goloso del cioccolato, per concludere in bellezza con un dolce fatto di un tris di sfere fritte, cuore ripieno di ricotta al miele, ricoperte di cioccolato bianco, fondente e al latte. Non resta che andarle ad assaggiare tutte alla pizzeria Giallo Datterino Corso Europa 310-322 Villaricca.

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Joker Craft beer pub, territorio e bontà a Napoli

Siamo stati a cena da Joker Craft beer pub e… Un salto in un’altra dimensione fatta d’arte di riciclo, cimeli degli anni ’80 e tanta voglia di stupire. Questo è il mood che si respira al Joker Craft beer pub, nuovo punto di riferimento del mangiar e bere di qualità al Vomero. Materie prime, gusto e territorio. Marco Tomacelli ha allestito il suo locale su questi tre fondamentali assunti che trovano il loro riscontro in un menù in cui spiccano eccellenze campane sapientemente elaborate per adattarsi al contesto più informale di un pub.  Dalla pancetta arrotolata di Carmine Crispino (Piedimonte Matese) alla caciotta fresca di bufala del caseificio Ponticorvo di Alvignano, presenti nei taglieri, all’hamburger di maialino nero casertano inserito nel pane casereccio, nessun ingrediente è lasciato al caso. Anzi, è frutto di una attenta ricerca, di studio e di una sconfinata passione. Discorso simile si può fare per l’arredamento, in cui spiccano i mosaici inspirati allo stile del famoso artista viennese Hundert Wasser, che stupisce per creatività e si sposa in modo armonioso con l’anima nostalgica e creativa di Marco. Joker Craft beer pub, un’ottima alternativa ai locali vomeresi Il Joker è, quindi, un pub indipendente ovvero un pub che non segue i binari della grande distribuzione, è un pub “no logo” che si oppone alle logiche del mercato attuale, e va alla scoperta di piccoli produttori e artigiani campani, birrifici italiani dando visibilità e nome a identità nostrane che fanno parte delle nostre origini, dimenticate dalle masse. Un pub dalla proposta food alternativa e di birre artigianali di grande eccellenza, che si muove in una logica di ricerca e sperimentazione. Il contatto diretto con i produttori, gli assaggi, la scoperta e la conoscenza delle materie prime utilizzate, di chi produce il pane con l’antico forno, di chi fornisce carni genuine da allevamenti nostrani, come pure i formaggi e i salumi. Al Joker Craft beer pub si utilizzano metodi di cottura alternativi che conservano le proprietà nutrienti degli alimenti e ne esaltano i sapori. Joker è la carta fuori dal mazzo, quella diversa che si distingue in quanto uguale solo a se stessa, quella polivalente e nello stesso tempo unica. Joker che negli arcani rappresenta lo spirito libero geniale e imprevedibile, che sta sempre un passo avanti, è progressista e sognatore. INFO UTILI Joker Craft beer pub Via Francesco De Mura 35, Napoli Facebook: Joker Napoli Instagram: joker_napoli

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Ris8, il riso della piana di Sibari a Napoli

Magisa, azienda indipendente nata sul suolo calabrese, ha presentato il riso di loro produzione alla stampa il 29 gennaio durante l’evento Ris8 (o anche RisOtto), tenutosi presso la taverna La Riggiola in Via Satriano 12, a  Chiaia Magisa, storia dell’azienda Fondata a Sibari nel 2004 e resa operativa nel 2006, la riseria Magisa vede a capo le sorelle Maria, Giusi e Sara Praino (da cui deriva anche il nome, che altri non è che l’acronimo delle prime lettere dei loro nomi), affiancate dal padre Giancarlo. Da allora l’obiettivo dell’azienda, che può contare 450 risaie, è quello di esaltare le proprietà organolettiche del riso prodotto nella piana di Sibari, la cui coltivazione risale al 250 d.c., tramite l’uso di tecniche artigianali e a basso costo nella lavorazione in tutte le sue fasi. Un riso che, grazie anche al sole, la vicinanza al mare e le temperature miti, può vantare caratteristiche uniche. Ris8, resoconto della degustazione La stampa ha avuto  l’opportunità di assaggiare il riso della piana di Sibari durante Ris8, un evento di degustazione tenutosi a La riggiola a Chiaia, taverna fondata nel 2017 da Pietro Micillo e ai cui fornelli troviamo lo chef Francesco Pucci, le cui origini calabresi si sono fatte sentire nella preparazione dei sei piatti proposti. Questi ultimi sono stati accompagnati dai vini prodotti da due aziende vitivinicole: la napoletana CantaVitae, fondata a Marano da Michelangelo Schiattarella e la calabrese Spadafora, giunta alla quarta generazione di produttori di vino. La degustazione Ris8 si è aperta con un panino di farina Jemma farcito con scarola e sashimi di baccalà. La Jemma è una tipologia di riso nero creata da Giancarlo Piano e dal dottor Giandomenico Polenghi, adatta a chi segue uno stile di vita sano. L’antipasto dal retrogusto dolce anticipa una delle prime tre portate, il riso nero al salto con fagioli a formella e cozze che rappresenta in pieno il felice connubio tra un classico della cucina partenopea e l’uso di una materia prima proveniente direttamente dalla Calabria. A seguire, il risotto Karnak, una variante del riso Carnaroli, con zafferano, burro acido, ostrica grattugiata e caviale. Anche qui un piatto gradevole, sebbene pecchi leggermente di sapore per via della lieve supremazia dello zafferano sugli altri ingredienti. La contaminazione con la gastronomia napoletana prosegue prima con un sartù di riso, preparato seguendo la ricetta tradizionale, e con un bottone di riso Jemma ripieno di ricotta e torzella, posato su un letto di genovese. Anche qua il sodalizio tra i prodotti di due diverse regioni del sud è riuscito, come dimostra anche il dessert costituito da una cassata di farina Jemma cotta nel forno. La bravura e le intuizioni di chef Pucci riescono nell’intento di valorizzare il prodotto delle sorelle Praino, cosicché da rendere partecipi anche i giornalisti della qualità di un riso che non ha nulla da invidiare a quello delle grandi produzioni industriali. Anzi, queste ultime avrebbero soltanto da imparare da piccole realtà come questa! A noi di Eroica Fenice non resta che ringraziare La Taverna Riggiola […]

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Imperium: Torre del Greco come capitale italiana del gusto

Nella città del corallo, a pochi passi dal porto apre il lounge bar e bistrot Imperium, il nuovo ristorante nato dall’idea di Anna Villani, Lorenzo Villani e Riccardo Azam. Imperium nasce con l’intento di celebrare l’Italia come l’Impero del Gusto e di rendere Torre del Greco la sua capitale. La città vesuviana è storicamente riconosciuta come un importante punto di riferimento della gastronomia. Inaugurato lo scorso 21 dicembre, Imperium è nato sulle ceneri di Luna Rossa, in via Calastro n. 3. ma è completamente diverso da quest’ultimo per concept ed offerta ristorativa. L’ambiente è di grande eleganza, con quel respiro che hanno le sale dove la cura dei particolari è espressione del gusto dell’accoglienza, con i tavoli alla giusta distanza e la mise en place impeccabile. All’eleganza e alla ricercatezza dei dettagli accuratamente studiati dall’architetto Valentina D’Urzo, affiancata dalla maestria artigianale della decoratrice Rossella Guarino, si aggiunge la raffinatezza dei piatti pensati e preparati dallo chef Vincenzo Langella che vanta un bagaglio ricco di importanti esperienze, tra le quali spicca quella come secondo di Vincenzo Guarino, Executive Chef del ristorante L’Accanto del Grand Hotel Angiolieri di Vico Equense. Imperium, la serata d’apertura alla stampa Sabato 18 gennaio i proprietari del locale hanno aperto le porte di Imperium alla stampa. Giornalisti e food blogger hanno assaggiato alcune prelibatezze, preparate per l’occasione dallo chef, abbinate ad ottimi cocktail. “L’idea di bistrot che abbiamo – ha dichiarato lo chef Langella – è quella di proporre la nostra cucina classica rivisitata con un tocco di oriente e qualche novità di cotture. Presentare qualcosa di nuovo tenendo conto dei gusti di una volta senza andare troppo oltre.” Vincenzo Langella, chef consulente della struttura, non finisce mai di stupire con i suoi piatti capaci di coniugare tecnica, fantasia e gusto, come Via a toccare il cielo con Tartare di manzo e bon bon di bufala al quale è stato abbinato il cocktail Passion Apple (liquore di mele, sciroppo passion fruit, succo di mandarino, succo limone, succo mela verde). Oppure il connubio tra l’antipasto composto da carciofo al timo su crema di patate, lardo di conca e tartufi e il cocktail Unicorno (unicum -disaronno- affumicatura con legno di melo e timo), o ancora lo spaghettone cacio e pepe su guazzetto di frutti di mare e pesto di nocciole di Giffoni, abbinato al cocktail French75 (gin Hendrix, succo limone fresco, sciroppo zucchero, vino bianco). Poi, come secondo, lo stracotto di maiale alla soia e miele con bieta e rucola selvatica che conquisterebbe chiunque e il cocktail in abbinamento è il Dolceamaro (lime, rucola prestata, sciroppo d’agave, zenzero pestato, vodka, ginger ale). Dulcis in fundo, Tiramisù con moijto al caffè e il cocktail Vodkito al caffè (lime a fette, zucchero di canna, menta, vodka, sambuca, liquore al caffè) per chiudere una sosta che dimostra che questa Torre del Greco rappresentata da Lorenzo Villani, Riccardo Azam e Anna Villani è un tricolore che sventola in alto e un’eccellenza che ci fa onore in tutto il mondo. Una cucina decisamente molto […]

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Un Bistrò a Forcella: Laura Bistrot, innovazione e tradizione

È possibile unire la tradizione con l’innovazione? Ebbene, a questa domanda prova a rispondere Laura Bistrot. Il locale, nel quartiere storico di Forcella, accetta la sfida di proporre un accostamento di sapori e piatti della tradizione popolare napoletana e un look moderno e raffinato. Appena entrati dal locale si è accolti da Laura (che dà il nome al locale) e dal suo staff. L’atmosfera è cordiale e familiare, Laura è sempre disponibile a raccontare aneddoti sulla creazione dei piatti, ricette antiche, tramandate di generazione in generazione. Laura Bistrot, tradizione e… Dopo uno spritz, per iniziare la serata col piede giusto, come primo “assaggio” ci vengono offerte le cosiddette palle di riso alla “Zia Geppina”. Formaggio, pepe, e un pizzico di nzogna, sicuramente sono state ben più che un semplice antipasto. La zuppa di ceci, alloro e baccalà è stata una piacevole sorpresa. Un piatto semplice, ma servito elegantemente. La crema di ceci poi si scioglieva in bocca. A seguire Bucatini con soffritto “Del Piccione di Sant’Anastasia” . Sicuramente un piatto per palati forti, in quanto non si è lesinato col piccante. Immancabili poi piatti come, il ragù “Di nonna Ida” e salsicce friarielli, Per concludere in bellezza il dolce, e ovviamente non poteva che essere che una bella fetta di pastiera. Come dimostrato dal menù la voglia è quella di rimanere ancorati alle tradizioni, forti, di una cucina radicata nel tempo e nella memoria di famiglia. Tuttavia, Laura decide di proporla in chiave moderna, reinterpretandola. Un’attenzione particolare è data anche alla proposta del menù giornaliero. Sempre rimanendo in ambito di tradizione, infatti, il bistrò vuole rivivere “il rito della tavola” come è inteso nelle case dei Napoletani: il giovedì le polpette; la domenica il ragù, poi genovese, friarielli e baccalà. Un appunto molto importante va anche fatto in merito all’impegno di Laura Bistrot all’interno di un progetto di riqualificazione del territorio. Infatti, tramite la fondazione “A Forcella” un manipolo di imprenditori della zona, tra cui ovviamente anche Laura, portano il loro contributo per riqualificare l’area, cooperando e agendo nell’interesse, non soltanto delle attività commerciali, ma più in generale di offrire nuove opportunità al quartiere, portando una ventata d’aria fresca alla zona. In questo senso, forte è la competizione con zone come la Sanità, in una gara di miglioramento. Dalle 10:30 del mattino alle 23 di sera Laura Bistrot è operativa come caffè bar, bistrot, ristorante. Questo è Laura Bistrot, il bistrot partenopeo nel cuore di Forcella.

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24hours pizza people: un magazine cartaceo sulla pizza

24hours pizza people: parlare di cibo su carta nel 2019 Senza girarci troppo intorno, possiamo affermare che fare stampa è sempre più difficile: districarsi tra mille insidie e con il megafono del web l’informazione tende a distorcersi ed anche a smarrirsi in diecimila labirinti. Spesso, l’informazione prende una piega non desiderata oppure concetti validi si sfaldano nel mare magnum di internet. Riportare l’informazione ad una dimensione più pop e cartacea risulta ancora più difficile. C’è un tentativo interessante però in giro, a partire proprio da quest’anno 2019. Si tratta di 24hours pizza people, una fanzine cartacea a diffusione semestrale che tratta di un tema particolarmente apprezzato: la pizza. 24hours pizza people è un lavoro corale di autrici ed autori, illustratori, fotografi e protagonisti del pazzo mondo pizza, prodotto che ha agglutinato città di tutto il mondo rendendole simili e diverse. Ogni città ha la sua tendenza: scopo della fanzine è, appunto, raccontare le tendenze di ogni città. La fanzine cartacea ha una tiratura di 1500 copie per numero, due numeri programmati all’anno con firme sempre nuove, un costo di 15 euro a numero. 24hours pizza people è acquistabile all’indirizzo www.24hourspizzapeople.com/about. Alla guida di 24hours pizza people c’è la giornalista Martina Liverani, nome conosciuto nell’ambito della stampa gastronomica con una lunga carriera alle spalle. Oltre la fanzine, è creatrice e direttrice di Dispensa. Insieme a lei, i fratelli Aloe: calabresi di origine, possiamo tranquillamente dire che hanno esportato il loro concetto di pizza etica e sostenibile in Italia ed in Europa con il concept Berberè (a Londra, con due “postazioni” di Radio Alice). 24hours pizza people sin dal nome è un chiaro omaggio alla pellicola di Micheal Winterbottom 24hour Party People, che a sua volta racconta uno spaccato di subcultura cittadina che fu Factory Records, raccoglitore di tendenze musicali cittadine negli anni Settanta. Pizza al fuoco ce n’è, ma avevamo la curiosità di capire il percorso e l’evoluzone di questo ambizioso progetto. Il modo migliore era intervistare Martina Liverani: l’abbiamo fatto, per capire da dove nasce un’idea così singolare ed anche com’è lavorare con due menti vulcaniche come quelle dei fratelli Aloe. Ciao Martina! Hai 5 righe per presentarti, parlando di quello che vuoi: vogliamo assolutamente sapere chi c’è alla guida di questo progetto e vogliamo saperlo secondo Te. Ho 42 anni sono una giornalista e food writer, mi occupo principalmente di cibo. Negli anni ho collaborato con diverse riviste, da Repubblica a Vogue, da Sale&Pepe a Monocle.  6 anni fa ho fondato una mia casa editrice e una rivista indipendente che si chiama Dispensa, che parla di cibo raccontando le storie di generi alimentari e generi umani. Descrivici Dispensa, il magazine creato da te: è un progetto abbastanza “singolare” nel mare di progetti vari italiani incentrati sul cibo e tutto ciò che lo circonda. A metà tra un libro e una rivista, Dispensa racconta “generi umani e generi alimentari”, ma non ha pubblicità, non illustra ricette, non intervista Chef stellati da panorama televisivo, non la butti dopo un anno e […]

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Spicchi d’Autore a Portici, ecco il nuovo menù invernale

Giovedì 19 dicembre presso Spicchi d’Autore, a Portici, si è tenuta la presentazione alla stampa del rinnovato menù invernale. La pizzeria, che ha sede anche a Napoli e ad Aversa, è l’unica ad offrire la possibilità di provare, su un’unica pizza, fino a quattro spicchi di gusti diversi, consentendo al cliente di intraprendere un personale percorso di degustazione. Il menù invernale della Pizzeria Spicchi d’Autore Il menù presentato concilia efficacemente la tradizione e l’innovazione a partire dall’Antipasto dei Monzù, composto da una crostata alla finanziera, uova alla monachina e crocchette di crema di pollo. I monzù erano i cuochi dell’aristocrazia nel Regno delle Due Sicilie, che avevano messo a punto delle gustose ricette legando insieme la cucina francese con quella napoletana. Tali ricette, pur tramandandosi negli anni, sono ormai patrimonio di poche persone, fra cui Gerardo Modugno, che ha fornito una preziosissima consulenza alla pizzeria. La degustazione è continuata con l’assaggio delle pizze, il cui impasto morbido e digeribile, con cornicione alto e alveolato, è frutto dello studio certosino e della esperienza dei pizzaioli, capaci di combinare la temperatura e il grado di durezza dell’acqua, la giusta percentuale di idratazione della pasta e la quantità del lievito. A questo vanno poi aggiunti altri due importanti elementi: la lenta lievitazione, di 24-48 ore, e la farina con germe di grano attivo, un elemento salutare che ha effetti benefici sul corpo e che rendono il disco di pasta fragrante e molto profumato. Gli ingredienti, sempre di stagione e a marchio DOP e Slow Food, prestano fede alla territorialità e sono combinati in maniera sapiente. Fra le proposte più interessanti per noi, e dunque da provare, ci sono la Cetara, con tonno, pomodori secchi, cipolla ramata di Montoro, pistacchi freschi e provola, la Lardiata, con fior di latte, lardo di colonnata e pere all’uscita, la ReBaccalà, con fior di latte, pesto di pistacchio, filetti di baccalà e chips di baccalà all’uscita, e la Napulè, con ragù, polpette e friarielli. Buone anche la Raffinata, con fior di latte, noci e blu di bufala e la Ariccia, con porchetta di Ariccia e patate viola. A concludere degnamente la serata, come dolci, la classica Pastiera Napoletana e Le Bombette. Proprio queste ultime sono state una piacevole scoperta: si tratta di pasta di pizza fritta guarnita, a scelta, con ricotta, zucchero e limone o cioccolato bianco e pistacchio. Un dolce molto semplice, dunque, ma capace di sprigionare degli aromi molto dolci, forti e piacevoli. In carta, però, troviamo anche alcune dolci creazioni del pasticciere della Costa d’Amalfi Sal De Riso. In conclusione, noi di Eroica non possiamo che promuovere il nuovo menù invernale e l’idea intelligente della Pizzeria Spicchi d’Autore, che va incontro all’esigenza del cliente di provare gusti e combinazioni diverse, proposte in carta, senza dover acquistare più pizze.   Fonte immagine: spicchidautore.it

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Dambo: carne, focaccelle e non solo!

Nasce nel cuore della city napoletana, nella centralissima Piazza Municipio, Dambo Beef & grill, locale dal sapore e dalla filosofia americana che punta su una proposta food d’eccellenza e su tre specialità su tutte: drink, focaccelle e carne. Ma andiamo con ordine: Il brand si ispira al quartiere di Brooklyn “Dumbo” e ai suoi locali che sono sempre tra i punti di ritrovo per business man e giovani che cercano non solo buon cibo, ma un posto dove poter condividere spazio e tempo in serenità e in un’atmosfera di design ed eleganza. Ecco perché la scelta di uno stile rispecchia molto i locali di Brooklyn, così come la proposta drink, prima colonna portante della scelta gastronomica del ristorante. Il cocktail bar con la professionalità dei bar tender propone abbinamenti senza tempo e quello più di tendenza. Sperimentare e portare avanti le tradizioni, questo il binomio semplice ma vincente sposato. E a proposito di innovazione, un’interessante idea è quella di accompagnare soffici e sfiziose focaccelle ai cocktail. Dulcis in fundo, la cena che da Dambo è un’esperienza appagante per i carnivori ma non solo. Al  di là delle carni selezione Cillo, ci sono infatti numerose e deliziose proposte vegetariane. Dambo Beef & grill, una focaccella tira l’altra! Durante la meravigliosa cena organizzata per la stampa dalla giornalista Valentina Castellano, abbiamo potuto assaggiare diverse specialità: Aperitivo: chips artigianali, lupini e arancina al lime; focaccella con caciocavallo fuso, broccoli e pomodorini secchi; focaccella andria con formaggio fuso, guanciale croccante, friarielli e pesto al peperoncino. Antipasto: patata cotta al vapore, uovo biologico, tartufo nero irpino fonduta di caciocavallo biologico e germogli di rucola. Carni: Battuta cottata di marchigiana, dressing di sedano, passatina di ceci con funghi porcini. A seguire, costata di maiale pesante affumicata con legno di faggio e ciliegio Contorni: patate al forno, funghi porcini e lingue di cane Dolce: mousse al cioccolato fondente 72%, frutti di bosco, cialda di frolla e mela annurca dorata Da Dambo, ogni scelta, ogni abbinamento è pensato e voluto. Tutto curato nei minimi dettagli per far vivere una vera e propria esperienza sensoriale tra gusto e benessere, tra design e musica, tra cocktail e food.

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