Puteoli Sacra: l’arte come riscatto

Puteoli Sacra

Puteoli Sacra è l’unico progetto europeo, inaugurato nel 2021, che miri alla valorizzazione storico-culturale del Rione Terra, affidato a ragazzi provenienti dagli istituti penali di Nisida e Pozzuoli. 

Puteoli Sacra si propone di offrire un percorso archeologico unico nel suo genere nei meandri del Rione Terra, un agglomerato urbano che rappresenta l’originario nucleo abitativo di Pozzuoli, abitato fin dal II secolo a.C. anche grazie alla sua ubicazione su una rocca tufacea dominante il Golfo, valido controllo dei traffici commerciali. 

Un po’ di storia di Dicearchia-Puteoli

Secondo lo storico greco Strabone, nel 531 a.C. su questo approdo dipendente da Cuma gli esuli dell’isola di Samo, sfuggiti alla tirannia di Policrate, fondarono la colonia di Dicearchia, la “città del giusto governo”. Passata sotto i Sanniti nel 421 a.C. e quindi sotto i Romani circa un secolo dopo, assunse il nuovo nome di Puteoli, presumibilmente per i “pozzi” e le esalazioni prodotte dalle numerose sorgenti di acque sulfuree. Data la sua importanza portuale, Roma nel 194 vi dedusse una colonia, sicché il suo scalo divenne il più frequentato della penisola; con la nascita del porto di Ostia prima e il processo di decadenza dell’Impero Romano poi, Pozzuoli cadde in declino, iniziando a stratificarsi, sicché i vari edifici nei secoli hanno inglobato quelle che un tempo erano le mura romane. Inoltre, parte dei monumenti antichi della città si trovano attualmente sepolti e semisepolti sotto il livello del mare a causa dei fenomeni vulcanici e bradisismici del suolo, caratteristici dell’area dei Campi Flegrei.

Proprio una crisi bradisismica ne ha provocato l’evacuazione nel 1970; ulteriormente danneggiato dal terremoto dell’Irpinia del 1980, il Rione Terra è stato definitivamente abbandonato nel 1983, subendo negli anni seguenti una vera e propria spoliazione vandalica. Solo nel 1993 il quartiere è riemerso nella sua bellezza, a seguito di una campagna di scavi archeologici che ha consentito di recuperare buona parte del tessuto urbano antico, a 15 metri dalle fondamenta degli edifici seicenteschi. Infine, a partire dal 2014, il Rione è stato riaperto parzialmente al pubblico.

L’arte come riscatto: il percorso archeologico e il metodo Integra

Questo straordinario patrimonio è tornato fruibile grazie al progetto Puteoli Sacra. Il percorso di visita prevede l’esplorazione degli ipogei diocesani e dei resti dell’antica città romana di Puteoli; in particolare, il Duomo di San Procolo costituisce una preziosa sintesi della storia della città, a causa delle svariate distruzioni e ricostruzioni subite. Il Duomo è stato, infatti, edificato sui resti del tempio costruito dall’architetto Lucio Cocceio Aucto, su commissione del mercante Lucio Calpurnio, in onore dell’imperatore Augusto. Tra la fine del V e gli inizi del VI secolo i puteolani decisero di dedicare, come chiesa, questo edificio di età augustea al loro santo patrono Procolo e nel corso della dominazione spagnola il vescovo Martín de León y Cárdenas avviò degli interventi volti ad arricchire l’edificio con splendidi quadri di noti artisti dell’epoca, tra i quali Artemisia Gentileschi, autrice delle tre tele San Gennaro nell’anfiteatro di Pozzuoli, Santi Procolo e Nicea, Adorazione dei Magi. I suoi dipinti rendono la Cattedrale di Pozzuoli non solo una tappa straordinaria per poter apprezzare la produzione artistica della grande pittrice, ma anche un raro esempio di luogo sacro cristiano decorato da un’artista donna, simbolo di riscatto sociale e desiderio di ribellarsi allo status quo.

Questa stratificazione rende la cattedrale esito della fusione di due realtà apparentemente opposte: il tempio classico, con le sue colonne marmoree di età augustea, e la chiesa tardo-barocca. L’ingresso è ubicato attraverso i resti della facciata e delle prime due cappelle della cattedrale barocca; nella quota più bassa sono conservati i resti del Podio di età repubblicana identificato con il Capitolium della colonia romana del 194 a.C. Altra fondamentale tappa è quella del Museo Diocesano, tra le più pregevoli esposizioni cristiane in Italia, che custodisce importanti ritrovamenti pre-cristiani, quadri seicenteschi, reliquiari dei primi martiri, ostensori, statue e paramenti di questa antica comunità cristiana d’Occidente.

Dal 2020 il complesso Basilica Cattedrale-Museo Diocesano è stato affidato alla Fondazione “Centro Educativo Diocesano Regina Pacis” con l’obiettivo di promuovere l’arte e la cultura dei luoghi mediante un progetto di inclusione di ragazzi a rischio di emarginazione sociale, provenienti dagli istituti penali di Nisida e Pozzuoli; tale reinserimento si svolge con l’ausilio di un team di psicologi, educatori e guide turistiche secondo i principi del metodo “Integra”, un modello educativo basato su regole condivise tra scuola, famiglia e comunità.

Puteoli Sacra rappresenta, pertanto, un prezioso paradigma di riscatto per la comunità, mirante a produrre opportunità attraverso l’arte. Le visite si effettuano al costo di 8 euro dal lunedì alla domenica – con chiusura settimanale prevista per il martedì – dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 19.30.

Immagine in evidenza: sito ufficiale di Puteoli Sacra

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A proposito di Adele Migliozzi

Laureata in Filologia, letterature e civiltà del mondo antico, coltivo una grande passione per la scrittura e la comunicazione. Vivo in provincia di Caserta e sono annodata al mio paesello da un profondo legame, dedicandomi con un gruppo di amici alla ricerca, analisi e tutela degli antichi testi dialettali della tradizione locale.

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