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Gli effetti negativi del turismo: l’impatto dell’overtourism a Napoli

Turismo a Napoli: come l'overtourism sta distruggendo la città

Il turismo può essere un settore rivitalizzante per l’economia, ma quando il fenomeno diventa incontrollato, può risultare soffocante per i residenti, contribuire alla gentrificazione e trasformare il volto di una città. Da diversi anni, Napoli, città un tempo poco frequentata dai turisti, sta registrando un aumento dei flussi senza precedenti (13 milioni nel 2023, con proiezioni a 18 milioni per il 2025). Sebbene il turismo possa essere sostenibile, l’attuale modello sta cambiando il volto di Napoli, e (spoiler) non in modo positivo. 

Problema causato dall’overtourism Dati e impatto sulla città
Caro affitti Canoni aumentati del 25% nel centro storico (Fonte: Il Mattino).
“Disneyfication” Il centro storico trasformato in un parco a tema per turisti (Fonte: The Telegraph).
Sostituzione commerciale Chiusura di botteghe artigiane per far spazio a souvenir e fast food.
Speculazione Airbnb Oltre 10.000 appartamenti sottratti ai residenti per affitti brevi.
Degrado ambientale Aumento rifiuti e peggioramento della pulizia urbana.

Overtourism a Napoli: i 5 effetti principali

Il capoluogo campano rientra ormai a pieno titolo nel club delle città soffocate dall’overtourism: questo termine indica l’impatto negativo del turismo sulla qualità della vita dei cittadini e sull’esperienza del turista stesso. 

Il boom degli affitti (+25%) e i nuovi paletti

Secondo recenti rilevazioni riportate da Il Mattino, la pressione turistica ha fatto schizzare i prezzi degli affitti nel centro storico del 25%. La proliferazione incontrollata di B&B e case vacanza sta spingendo l’amministrazione a valutare l’introduzione di “paletti” più rigidi per arginare la conversione delle abitazioni residenziali in strutture ricettive. Questo fenomeno sta espellendo studenti e famiglie dai quartieri popolari, creando vere e proprie case da incubo per i fuorisede a Napoli, costretti a fronteggiare costi insostenibili.

L’accusa del Telegraph: Napoli come Disneyland

Anche la stampa internazionale ha acceso i riflettori sul caso Napoli. Un duro reportage del The Telegraph parla esplicitamente di “Disneyfication” della città. Il quotidiano britannico denuncia come il centro storico si stia trasformando in un parco a tema per turisti, dove l’identità locale viene svenduta e banalizzata. L’articolo evidenzia inoltre un rischio ancora più oscuro: il possibile interesse della criminalità organizzata nel business degli affitti brevi (Airbnb) come metodo per riciclare denaro “pulito”, sfruttando il boom di visitatori.

Analisi dettagliata dei problemi causati dal turismo di massa

Girare per le vie principali della città è diventato un’esperienza soffocante. Spesso, per non perdere tempo e non ritrovarsi mischiati nella calca di persone che paralizza i decumani, occorre individuare scorciatoie. Il centro storico si è trasformato in un bene di consumo a cielo aperto, messo a totale fruizione dei suoi consumatori, i turisti. Attività artigianali tramandate da generazione a generazione sono state rimpiazzate da negozi di souvenir e ristoranti iperinflazionati che propongono prezzi esorbitanti. Inoltre, il turismo è un settore che necessita di nuovi terreni per nuove strutture ricettive. Ciò attira gli speculatori edilizi, portando a due gravi conseguenze: l’aumento incontrollato degli affitti e la minor disponibilità di case, che lasciano il posto a b&b e alberghi, sfrattando chi già vi alloggiava.

La Napoli che i turisti vogliono vedere: una critica

È utile una riflessione su un recente fatto di cronaca: a Scampia è crollato il ballatoio di una delle Vele, uccidendo tre persone e lasciandone sfollate 800. L’amministrazione comunale e lo stato, che investono solo sulla Napoli che aggrada ai turisti, hanno il peso della responsabilità. I media parlano di una rinascita della città: se si tratta di mangiare una pizza con vista sul golfo o di romanticizzare la povertà del Rione Sanità e dei Quartieri Spagnoli, allora Napoli vale la pena di essere visitata. Ma nessuno che la visita può conoscere i problemi reali: amministrazione negligente, servizi inefficienti, degrado, edifici ai limiti dell’agibilità, lavoro in nero e sfratti. È questa la rinascita di cui parlano i media?

Insomma, buonissima la pizza margherita… ma incide sull’indice della qualità della vita?

Verso un turismo sostenibile: quali soluzioni?

Per evitare che il turismo distrugga Napoli, è necessario un cambio di paradigma verso un modello più sostenibile. Le possibili soluzioni includono la regolamentazione degli affitti brevi per contrastare la crisi abitativa, l’introduzione di flussi programmati nel centro storico per gestire il sovraffollamento e la creazione di incentivi per le botteghe artigiane storiche. È fondamentale promuovere itinerari alternativi che valorizzino anche le aree periferiche, distribuendo i benefici economici e culturali su tutto il territorio e non solo sulla “cartolina” per turisti.

Fonte immagine: immagine propria

Articolo aggiornato il: 8 Febbraio 2026

Se questo itinerario ti ha colpito, ci sono molte altre meraviglie pronte ad accoglierti in città. Trova nuovi percorsi d'arte, piazze e monumenti storici leggendo la nostra guida su cosa vedere a Napoli.

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A proposito di Dario Muraca

Studente di Relazioni e istituzioni dell'Asia presso l'università L'Orientale di Napoli. Appassionato di scrittura e Asia orientale fin dall'infanzia, ho da qualche tempo maturato un forte interesse per le relazioni internazionali, che mi ha spinto a cimentarmi in un percorso di formazione capace di far convergere tutte e tre queste dimensioni.

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