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L’alta moda al servizio dell’Italia contro il Coronavirus

Anche l’alta moda è scesa in campo per la lotta al Coronavirus, non solo tramite le ricche donazioni dirette ai principali ospedali e centri di cura, ma anche con la realizzazione dei presidi sanitari tanto richiesti in questo momento.

Da giorni ormai le case di alta moda stanno lavorando per dare il loro contributo per questa emergenza. Sono sempre di più le maisons di tutto il mondo che stanno rispondendo alla richiesta d’aiuto arrivata dalle istituzioni. 

Coronavirus: la riconversione industriale per produrre camici e mascherine

Le aziende che hanno dato il via a quest’iniziativa sono state Ermanno Scervino, Gucci, Valentino, Prada, Salvatore Ferragamo, Fendi e Miroglio. Queste maison hanno iniziato la produzione a titolo gratuito di materiale per gli ospedali, subito dopo aver ottenuto la certificazione necessaria.

Da giorni ormai le sarte di Ermanno Scervino lavorano da casa e volontariamente per cucire mascherine, camici e cuffie per gli operatori sanitari. L’azienda Scervino si è organizzata a tal proposito per le nuove limitazioni che la situazione comporta: compra a Prato il tessuto-non tessuto per le mascherine e poi invia i corrieri a recapitarlo nelle case delle sarte che provvedono a cucire dalle proprie abitazioni. I camici e le cuffie prodotte non sono dirette solo agli ospedali ma anche alle case di cura per anziani e a chi ne ha necessità.

All’appello della Regione Toscana hanno risposto anche Salvatore Ferragamo, Gucci, il brand Serapian di proprietà del gruppo Richemont, Celine, Prada e altri ancora.

We Are All In This Together è lo slogan della campagna di crowdfunding lanciata da Gucci; tutti sono invitati a diventare ###GucciCommunity. Questo l’appello dell’azienda d’alta moda ai suoi 70 milioni di followers per combattere la pandemia tramite campagne di raccolta fondi che partono dalla somma di un milione di euro ciascuna stanziati dall’azienda. La prima è dedicata all’Italia, la seconda è a livello globale. L’obiettivo per entrambe è di arrivare alla cifra di 10 milioni di euro, cifra che Facebook si impegna a doppiare non appena il traguardo sarà raggiunto. L’azienda Gucci è ora impegnata nella produzione di mascherine e camici per gli ospedali italiani. Si prevede la produzione di oltre un milione di mascherine e almeno 50.000 camici. A titolo personale, Marco Bizzarri, presidente CEO di Gucci, ha anche devoluto 100 mila euro a favore dell’azienda sanitaria di Reggio Emilia, città dove il manager è nato.

Anche Prada si è mossa per la causa Coronavirus. Su richiesta della Regione Toscana, il brand presieduto da Patrizio Bertelli e Miuccia Prada, ha stimato la produzione, a partire dal 18 marzo, di 80.000 camici e 110.000 mascherine da destinare al personale sanitario toscano. La produzione è a tempi record: la data di consegna dei prodotti è stimata per il 6 aprile. Gli articoli sono prodotti internamente presso l’unico stabilimento del Gruppo in provincia di Perugia, stabilimento rimasto operativo a questo scopo. La produzione è poi sostenuta anche da una rete di fornitori esterni sul territorio italiano.

Giorgio Armani ha il grande merito di aver capito subito la gravità della situazione; è stato il primo a decidere di sfilare a porte chiuse all’ultima Fashion Week di Milano. Negli stabilimenti Armani, al posto di giacche e vestiti, da giorni si producono soltanto camici. Il Gruppo Armani ha infatti deciso di convertire tutti i propri stabilimenti produttivi italiani nella produzione di camici monouso per la protezione individuale degli operatori sanitari. Giorgio Armani ha anche donato complessivamente due milioni di euro a favore della Protezione Civile e degli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele e Istituto dei Tumori di Milano, dello Spallanzani di Roma, dell’ospedale di Bergamo, Piacenza e a quello della Versilia.

Prosegue anche l’impegno di Bulgari che a sostegno della ricerca ha effettuato un’importante donazione all’ospedale Spallanzani per l’acquisto di un nuovo microscopio 3D ad alta definizione, estremamente all’avanguardia e indispensabile per la ricerca sul Coronavirus. Ora, insieme allo storico partner di fragranze, ICR, Industrie Cosmetiche Riunite di Lodi, è passata dalla produzione di profumi a quella di gel disinfettante. La riconversione ha richiesto dieci giorni di lavoro da parte degli operatori di Lodi, uno dei primi comuni ad essere colpiti dal virus. I numeri prevedono 6.000 pezzi al giorno, fino ad arrivare ad un totale di 200.000 pezzi in circa due mesi.

Anche Ermenegildo Zegna dedicherà una parte delle linee produttive dei suoi impianti in Italia e Svizzera nella manifattura di mascherine e di camici monouso, oltre ad aver partecipato a una donazione diretta per l’acquisto di materiali necessari e indispensabili come i ventilatori polmonari.

Produzioni, donazioni e iniziative da parte dell’industria d’alta moda

La maison Valentino si unisce all’Italia con una donazione di due milioni di euro a supporto dell’ospedale Sacco di Milano per la messa in sicurezza del personale medico e della Protezione Civile per l’acquisto di materiale di prima necessità. Anche Valentino si unisce alle aziende toscane che si sono attivate per produrre mascherine e camici. I fondatori Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti hanno inoltre donato un milione di euro per l’ospedale Columbus Covid 2, una nuova area totalmente dedicata alla cura dei pazienti affetti da Coronavirus all’interno del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma.

Mario Moretti Polegato, presidente di Geox, insieme a suo figlio, Enrico Moretti Polegato, presidente di Diadora, hanno donato un milione di euro alla regione Veneto che ospita Montebelluna, la città regione dove ha sede l’azienda Geox. 

Anche il Gruppo Damiani, leader nella produzione di gioielli, sta dando il suo contributo. Sono stati donati oltre 100.000 euro dalla famiglia Damiani per i diversi ospedali di Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia e una quota è stata inviata all’Humanitas University per sostenere la ricerca scientifica. Un altro aiuto è arrivato mettendo a disposizione della Protezione Civile a Valenza i dodicimila metri quadrati del Palafiera, cioè di quella che diventerà la prossima sede della Manifattura del Gruppo, per supportare le autorità nelle attività necessarie. E, infine, acquistando un gioiello Damiani o Salvini, un oggetto Venini o investendo in un diamante Calderoni, l’azienda attiverà ulteriori donazioni: il ricavato potrà essere devoluto all’ente scelto dal cliente per sostenere, per esempio, l’istituto ospedaliero del proprio territorio. Il Gruppo Damiani ha anche deciso di omaggiare con un gioiello Bliss tutti i medici e gli infermieri impegnati senza sosta nell’ospedale di Tortona, per ringraziarli simbolicamente.

Domenico Dolce e Stefano Gabbana assicurano un’importante donazione a Humanitas University, istituto milanese per la ricerca.

Donatella Versace, insieme con la figlia, ha effettuato una donazione personale di 200.000 euro all’ospedale San Raffaele di Milano, somma devoluta a favore del dipartimento di terapia intensiva.

Dieci i milioni di euro è invece la cifra sbalorditiva donata da Moncler per avviare il progetto promosso dalla Regione Lombardia per la realizzazione del polo ospedaliero all’interno della ex Fiera di Milano.

L’Italia, un esempio per il mondo

Con il diffondersi della pandemia da Coronavirus in tutto il globo molte aziende d’alta moda si sono mosse seguendo le orme italiane.

Dieci milioni di dollari: questa la donazione effettuata da Ralph Lauren per la lotta contro il COVID-19. La cifra sarà ripartita in aiuti ai bambini, agli anziani, ai malati di tumore in tutto il mondo, oltre che a supporto della produzione di mascherine e camici.

Anche l’ingelse Burberry aderisce alle iniziative del mondo della moda. Il brand ha comunicato che sta utilizzando le sue fabbriche dello Yorkshire per produrre camici e maschere ospedaliere e sta riconvertendo la sua fabbrica di trench a Castleford per realizzare camici e maschere non chirurgiche per i pazienti.

Il gruppo francese Kering – di cui fa parte Gucci – e ancora il brand Mango e il gruppo Inditex – di cui fa parte Zara – in Spagna e il Gruppo H&M, seguiti dai designer statunitensi Brandon Maxwell e Christian Siriano stanno lavorando a servizio della salute nella lotta contro il Coronavirus.

Uniqlo, brand giapponese, scende in campo donando un milione di mascherine e 400 piumini Ultra Light Down al Comune di Milano.

La gara di solidarietà dei famosi brand italiani e mondiali ci fa davvero credere che andrà tutto bene.

Fonte immagine: https://pixabay.com/it/photos/handdesinfektion-disinfezione-4954840/

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