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Discipline della musica e dello spettacolo alla Federico II

Discipline della musica e dello spettacolo alla Federico II

Quest’anno l’offerta formativa dell’Università degli Studi Federico II di Napoli si allarga e abbraccia musica, teatro e spettacolo: nel Dipartimento di Studi Umanistici aprirà un nuovo corso di laurea magistrale, “Discipline della musica e dello spettacolo. Storia e teoria”, introdotto e inaugurato giovedì 20 ottobre con un concerto.

Il corso di studi ha una durata di due anni ed è aperto a tutti coloro abbiano conseguito una laurea triennale all’interno del Dipartimento di Studi Umanistici. Prevederà tre principali aree di apprendimento: l’area musicale, che offrirà agli studenti competenze teoriche, storiche e analitiche circa la tradizione musicale colta e popolare, l’area sullo spettacolo teatrale, che fornirà competenze sulla drammaturgia, sulle tecniche e teorie dello spettacolo, infine l’area cinematografica e audiovisiva, che formerà gli studenti alla comprensione e all’analisi di testi cinematografici, audiovisivi e multimediali.

Il corso non prevede l’apprendimento di uno strumento musicale, ma offrirà ai suoi studenti la possibilità di accedere a numerosi stage presso grandi teatri come l’Augusteo o il Mercadante di Napoli, presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli o presso radio ed emittenti televisive.

Discipline della musica e dello spettacolo e l’etnomusicologia

Etnomusicologia, ovvero la parte della musicologia che studia la cultura musicale dei diversi popoli, è parola chiave per riassumere l’offerta formativa del nuovo corso di laurea in Discipline della musica e dello spettacolo, nato per colmare l’assenza di un corso di studi simile a Napoli, proprio nella città capitale di questa disciplina, come spiega ai giornalisti del Mattino Enrico Careri, docente di Musicologia nel Dipartimento di Studi Umanistici alla Federico II.

Qui infatti gli studenti potranno approfondire le loro conoscenze in musicologia, drammaturgia musicale, cinema e teatro ad un livello specialistico, arrivando a toccare la canzone popolare, la tradizione musicale orale e finanche la canzone classica napoletana, che è figlia di questa cultura e prodotto d’eccellenza della nostra città. Basti pensare alle tante canzoni classiche napoletane, come la celebre “O’ Sole mio”, classe 1898, che attraverso i suoi molteplici interpreti rappresenta in Italia e in tutto il resto del mondo il nostro paese, prima ancora che la città di Napoli, diventando patrimonio mondiale e simbolo della nostra nazione. O ancora, citando il professor Careri, possiamo portar l’esempio della celebre “Tammurriata Nera”, celebre canzone che appartiene alla tradizione popolare orale e che pertanto va preservata e tramandata nel tempo, così come fino ad oggi è stata tramandata a noi.

Ad essere al centro del concerto inaugurale del corso di laurea è proprio la canzone napoletana.

Il concerto, dal titolo “Gli stili della canzone napoletana”, si è tenuto giovedì 20 ottobre nella Chiesa dei Santi Marcellino e Festo alle 17:30, dove gli Acustico Napoletano si sono esibiti in un repertorio interamente dedicato alla tradizione musicale napoletana.

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