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antisistema Zygmunt Bauman

Il carnevale dell’antisistema. L’analisi di Zygmunt Bauman

Questi ultimi anni, sono stati quelli del grande boom antisistema: un’ondata di scie di protesta che sono esplose in rete, o meglio si sono diffuse a partire dalla rete. Partiti politici come Podemos in Spagna, il Movimento Cinque Stelle, o fenomeni più grandi e complessi come i motti della Primavera Araba, si sono serviti di internet come mezzo di diffusione e si sono proposti come il “nuovo che avanza” per sostituire gli ancient régime della politica. Le relazioni tra i partiti antisistema e la rete esistono ma, come spiega il sociologo polacco Zygmunt Bauman, queste non sono così semplici e scontate come appaiono, e necessitano prima di tutto di un’analisi sull’individuo e sui gruppi che lo determinano, ovvero le società. In un’intervista all’Espresso, Zygmunt Bauman sostiene che ci troviamo di fronte ad una crisi epocale, che genera effetti e conseguenze tra le più svariate. Mai quanto oggi, il mondo è caratterizzato da interdipendenze, contaminazioni, confronti continui con il diverso: “quando lei esce di casa e si trova per strada, in un bar o su un autobus, interagisce volente o nolente con le persone più diverse, quelle che le piacciono e quelle che non le piacciono, quelle che la pensano come lei e quelle che la pensano in modo diverso: non può evitare il contatto e la contaminazione, è esposto alla necessità di affrontare la complessità del mondo”.

Bauman prosegue sottolineando che questo processo della realtà, in rete non avviene. Nonostante il bombardamento di informazioni eterogenee, i social network costituiscono per gli individui una sorta di “comfort zone” nella quale ognuno può essere chi vuole, esplicitare pensieri, opinioni e interpretare il mondo dal suo esclusivo punto di vista. La complessità, non è mai comoda, e internet costituisce una scorciatoia efficace per rendere tutto più semplice e immediato, per evitare di incontrare tutto ciò che è dissonante con il nostro pensiero, ciò che non vogliamo vedere perché non conforme a noi.

L’antisistema e il fallimento delle democrazie secondo Zygmunt Bauman

Tornando al fenomeno dei partiti antisistema che hanno preso piede nel mondo virtuale, l’analisi del teorico della “società liquida” si sofferma su due punti principali che sono strettamente collegati con quanto appena detto:

  • La causa dei movimenti di dissenso e critica ai governi nazionali, non è internet. La rete è solo un mezzo, un canale nel quale converge la sfiducia generale nei confronti della democrazia che, evidentemente, non riesce più a gestire e a gestirsi. Gli stati nazionali non sono in grado di fronteggiare questa nuova condizione di interdipendenza derivata dalla globalizzazione (i mercati, la borsa, la finanza) e di conciliarla con la volontà degli elettori. La democrazia ha fallito, ma con cosa sostituirla?
  • Il dissenso e la protesta portati avanti da questi nuovi “partiti mediatici” non è reale, ma  fittizia: Bauman parla infatti di sentimento antisistema, e il movimento è ben altro: la rabbia non può essere sterile, deve trasformarsi in cambiamento.

La crisi della democrazia e l’avanzata dei partiti antisistema europei, genera un’altra minaccia: l’estremismo. Come la storia insegna, le svolte autoritarie sono figlie della mancanza di polso dei governi, e questa è una minaccia reale che non riguarda più solamente le destre e le sinistre, ma si riflette oramai in una realtà policentrica. Bauman la chiama carnival solidariety: persone che condividono uno stesso sentimento sui social network, si organizzano per andare in piazza a protestare gridando tutti gli stessi slogan, ma in realtà ciascuno è lì per se stesso, le aspettative di ognuno vengono deluse. Proprio come in una parata carnevalesca, ognuno si mette una maschera, si canta e si balla assieme per qualche giorno, si ha una parvenza di collettività e di condivisione, che poi sfuma. La festa è finita, tutti ritornano alle loro vite, dietro gli schermi, in attesa di una nuova esplosione collettiva.