Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Tac ai calchi pompeiani

Tac applicata ai calchi pompeiani

La certezza arriva dalla Tac eseguita sui calchi pompeiani delle vittime dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., primo caso di esame su resti ossei di età romana realizzato in situ: non avevano bisogno del dentista gli abitanti di Pompei, giacché i loro denti erano sanissimi e solo in rari casi scalfiti dalla carie, grazie alla prevalente alimentazione vegetariana e alla quasi totale assenza di zuccheri nel consumo alimentare. Infatti, i calchi delle persone per lo più asfissiate dai gas venefici del Vesuvio sono stati introdotti come pazienti ancora vivi nell’avveniristica macchina tarata all’uopo dalla Philips Spa Healthcare. Il progetto, di altissimo valore scientifico, svelerà particolari inediti e importantissimi, individuerà età, patologie mediche, abitudini alimentari e stili di vita degli antichi pompeiani e interesserà tutti quei calchi sui quali per dimensione e condizioni sarà possibile praticare la Tac total bodyPer Massimo Osanna, soprintendente di Pompei, Ercolano e Stabia, la Tac ai calchi dei resti dei pompeiani è innanzitutto un’operazione scientifica. «Mai tentata prima al mondo», aggiunge. «Perché la conoscenza, come la tutela, sono alla base della valorizzazione – spiega Osanna – e del grande “Progetto Pompei”, con il quale abbiamo potuto restaurare gli 86 calchi di Pompei e studiarli come mai accaduto prima d’ora».

Tac ai calchi pompeiani: la moderna tecnologia che svela l’antico

Il grande macchinario della Philips per la Tac è stato montato in una baracca provvisoria a ridosso delle mura dell’antica Pompei, nella zona dell’ingresso di piazza Anfiteatro. Lì sono stati sottoposti a una moderna Tac a 16 strati, con un potente tubo che genera radiazioni per scansioni a tutto corpo in soli 100 secondi e che dispone anche di uno speciale algoritmo di acquisizione per eliminare gli artefatti causati da corpi metallici sulle immagini: normalmente, infatti, viene utilizzata per gli esami effettuati su pazienti portatori di protesi. Alla fine del processo, le immagini in 3D offriranno una visione incredibile: la ricostruzione degli scheletri e delle arcate dentarie, quasi come fosse restituita nuova vita a quelle persone in fuga dalla morte. Tutte le scansioni sono elaborate dal potente software della Philips IntelliSpace Portal, che ha consentito la ricostruzione in 3D degli scheletri inglobati all’interno dei calchi in gesso. Le lastre così ottenute, che saranno analizzate con accuratezza da archeologi, antropologi, radiologi, odontoiatri e ingegneri per i rilievi scanner-laser coordinati dalla Soprintedenza archeologica di Pompei, hanno già offerto qualche esito: si è scoperto che i denti sono molto sani, solo in parte consumati dall’uso improprio di tagliare o spezzare oggetti con la forza delle mandibole, mentre le ossa di alcuni soggetti hanno subito danni dovuti all’eccessiva presenza di fluoro nelle falde acquifere vesuviane.

I calchi pompeiani sono celebri in tutto il mondo: gli uomini raggomitolati nell’ultimo tentativo di difesa dalla furia del Vesuvio nell’eruzione del 79 d.C. sono tra gli elementi più visitati e fotografati negli Scavi di Pompei. Ora, nell’ambito del cantiere di restauro simultaneo sulla quasi totalità dei calchi pompeiani, provenienti dai vari edifici dell’area archeologica e dai depositi della Soprintendenza, si avvia un’ulteriore fase di studio e approfondimento.

Print Friendly, PDF & Email