Il colpo d’aria esiste? La verità scientifica dietro al mito

Il terrore del colpo d'aria, cliché italiano?

Chiunque viva in Italia ha familiarità con il temuto “colpo d’aria”, un disturbo autodiagnosticato che fa parte del nostro patrimonio culturale. Le raccomandazioni dei nonni – «Copriti, che ti prendi il malanno!» o «Non sudare che dopo arriva il colpo d’aria» – risuonano nella memoria collettiva. L’idea è che un corpo accaldato o bagnato, se esposto a una corrente d’aria, possa essere vittima di un soffio funesto, con conseguenze come raffreddore, febbre e dolori. Ma cosa c’è di vero in questa credenza?

Il colpo d’aria: la differenza tra mito e realtà scientifica

Il “colpo d’aria” come causa diretta di malattie virali è un falso mito, ma l’esposizione a sbalzi di temperatura ha effetti fisiologici reali e documentati sul nostro corpo. È fondamentale distinguere tra le cause dei dolori muscolari e quelle delle malattie da raffreddamento. Se così non fosse, come potrebbero i popoli del nord Europa sopravvivere a inverni gelidi senza essere costantemente malati?

Il mito del “colpo d’aria” La realtà scientifica
L’aria fredda “entra nelle ossa” e causa raffreddore e febbre Raffreddore e febbre sono causati da virus. Il freddo può indebolire le difese immunitarie locali, facilitando l’infezione
Uscire con i capelli bagnati fa venire la cervicale Lo sbalzo termico può causare una contrattura dei muscoli del collo (torcicollo), ma non infiamma le vertebre cervicali di per sé
Il sudore che si raffredda addosso è la causa della malattia Il sudore che evapora raffredda rapidamente il corpo. Questo shock termico può causare contratture muscolari e indebolire le difese immunitarie

Perché il freddo ci fa ammalare (ma non come pensiamo)

L’esposizione a basse temperature o a sbalzi termici innesca due reazioni principali nel nostro organismo.

Dolori muscolari, torcicollo e cervicale

Il freddo improvviso provoca una contrazione involontaria e brusca dei muscoli. Questo meccanismo di difesa, volto a generare calore, può portare a contratture dolorose, specialmente in aree come il collo (torcicollo), le spalle e la schiena. Se i muscoli sono già tesi a causa di stress o postura scorretta, l’effetto è amplificato. L’aria condizionata puntata direttamente sul collo in estate è un classico esempio moderno di questo fenomeno.

Raffreddore e influenza: il ruolo dei virus

Raffreddore e influenza non sono causati dal freddo, ma da ceppi di virus. Tuttavia, le basse temperature creano le condizioni ideali per la loro diffusione. Come spiegato da fonti mediche autorevoli come l’Istituto Superiore di Sanità, il freddo provoca una vasocostrizione nelle mucose delle vie aeree superiori (naso e gola), riducendo l’afflusso di sangue e, di conseguenza, delle cellule immunitarie. Questo indebolimento delle difese locali permette ai virus, che prosperano in ambienti freddi e secchi, di attaccare l’organismo con meno ostacoli. Inoltre, in inverno tendiamo a passare più tempo in luoghi chiusi e affollati, facilitando il contagio.

La beffa della BBC News e la prospettiva internazionale

Il terrore del colpo d’aria è una peculiarità così italiana da essere stata ripresa con ironia all’estero. La BBC News, servizio pubblico del Regno Unito, pubblicò un articolo intitolato How to avoid getting “hit by air” in Italy, sottolineando come i britannici escano con i capelli bagnati o corrano al freddo senza preoccuparsi di queste conseguenze. Questa “beffa” evidenzia una differenza culturale: mentre gli inglesi potrebbero sottovalutare gli effetti reali del freddo, la tradizione italiana, pur non avendo una base scientifica per come viene formulata, si fonda su un’osservazione pratica dei suoi effetti negativi.

In conclusione, è importante non confondere un falso mito con una diagnosi. Il “colpo d’aria” non è una malattia, ma l’esposizione al freddo può effettivamente causare contratture muscolari e renderci più vulnerabili ai virus. Pertanto, ascoltare i consigli della nonna sul coprirsi bene non è del tutto sbagliato, ma per qualsiasi sintomo persistente è fondamentale consultare un medico.


Articolo aggiornato il: 30/09/2025

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