Home | Culturalmente | Faustina Maratti Zappi: vita e opere della poetessa Aglauro Cidonia

Faustina Maratti Zappi: vita e opere della poetessa Aglauro Cidonia

Chi era Faustina Maratti Zappi

Faustina Maratti Zappi: la voce forte e generosa dell’Arcadia

Dettaglio biografico Informazioni
Nome accademico Aglauro Cidonia
Secolo Settecento
Famiglia Figlia di Carlo Maratta, moglie di Giovambattista Felice Zappi
Produzione poetica 38 sonetti (Rime)
Temi principali Amore, dolore, virtù femminile

Chi era Faustina Maratti Zappi: una poetessa nell’Accademia dell’Arcadia

Faustina Maratti Zappi è una delle voci più significative della poesia italiana del Settecento. Membro dell’Accademia dell’Arcadia con il nome di Aglauro Cidonia, era figlia del celebre pittore Carlo Maratta e moglie del rinomato poeta Giovambattista Felice Zappi. Nonostante la sua produzione a noi giunta consista in soli 38 sonetti, essi sono sufficienti a delineare una poetica potente e personale. Le sue Rime non furono mai pubblicate in un volume autonomo, ma sempre all’interno della raccolta del marito, testimonianza di un contesto culturale in cui la scrittura femminile era spesso vista come un divertissement. Eppure, Faustina Maratti Zappi seppe imporre la sua voce, distinguendosi nettamente dalle altre “pastorelle arcadiche”.

La poetica: tra classicismo e sincerità

Il principale merito poetico di Faustina Maratti Zappi, come sottolineato dai critici, risiede nell’aver raggiunto «un candore e un accento di sincerità notevolissimi». La sua produzione, sebbene esigua, è caratterizzata da versi di limpido stile petrarchesco, arricchiti da un dialogo costante con la tradizione letteraria. Ma la sua vera forza sta nell’ispirarsi alla vita, alle sue vicende personali, e nell’instaurare un rapporto di imitatio-aemulatio con l’opera pittorica del padre Carlo, traducendone la forza visiva in immagini poetiche. La sua poetica è chiara, intima, personale, e affronta temi universali come l’Amore, che nel suo cor, tiranno siede, e il dolore per la perdita dei suoi affetti più cari, come il figlio Rinaldo e il marito.

Le “mulieres illustres”: Faustina Maratti Zappi e la virtus femminile

Un aspetto peculiare della sua opera è la sezione dedicata alle cosiddette mulieres illustres, le donne illustri dell’antichità romana. Sceglie di celebrare le virtutes femminili analizzando le figure di:

  • Porzia;
  • Lucrezia;
  • Cornelia;
  • Arria e altre eroine.

Attraverso questi sonetti, non si limita a un esercizio di stile, ma compie un’operazione culturale importante: rivendica la forza e il coraggio delle donne, la loro capacità di compiere scelte etiche e di affrontare il dolore con dignità, proponendole come modelli morali.

La gestione del dolore: una lirica oltre Petrarca

La sua scelta più rivoluzionaria è quella di non cantare il dolore con toni lamentosi. La sua è una lirica che va oltre il modello del Canzoniere petrarchesco, in cui la sofferenza veniva espressa attraverso un languore quasi compiaciuto. Faustina Maratti Zappi, pur avendo vissuto grandi dolori, sceglie di non darli in pasto alla curiosità dei lettori né di piegarsi ad essi. Affronta le pene con stoica fierezza, come dimostra magnificamente in uno dei suoi sonetti più celebri:

Se mai degli anni in un sol corso andranno
al guardo de’ Nipoti i versi miei,
Meravigliando essi diran: costei
come scioglea tai Carmi in tanto affanno?
[…]
Talchè racchiudo, per miglior consiglio,
Mio duol nel seno, e vò contra la sorte
Con alta fronte; e con asciutto ciglio.
E s’armi pur fortuna, invidia, e morte,
Che mi vedran su l’ultimo periglio
Morir bensì, ma generosa, e forte.

L’eredità di Faustina Maratti Zappi: Aglauro Cidonia, un esempio senza tempo

Faustina Maratti Zappi è stata molto più di una poetessa dell’Arcadia del Settecento. La sua voce è diventata eco della potenza del grido femminile. Con la sua “alta fronte” e il suo “asciutto ciglio” ci ha lasciato un’immagine di donna generosa e forte, capace di trasformare il dolore privato in una lezione di dignità universale. Aglauro Cidonia, come documentato anche nell’enciclopedia Treccani, diviene così un exemplum di virtus, e i suoi versi rappresentano la possibilità infinita della poesia di eternizzare, oltre il tempo e le distinzioni di genere, non la sofferenza, ma la forza con cui la si affronta.

Fonte immagine: scatto effettuato presso la Biblioteca Nazionale di Napoli

Articolo aggiornato il: 23 Gennaio 2026

Altri articoli da non perdere
Poesie di Walt Whitman: le 5 più belle
Poesie di Walt Whitman: le 5 più belle

Walt Whitman (1819-1892) è stato un poeta, scrittore e giornalista statunitense, considerato il padre della poesia moderna americana. Fu il Scopri di più

Poesie di Kahlil Gibran, le 5 più belle
Poesie di Kahlil Gibran, le 5 più belle

Kahlil Gibran (1883-1931) è stato un poeta, aforista e pittore libanese naturalizzato statunitense, le cui opere sono spesso considerate breviari Scopri di più

Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa: dalla letteratura al cinema
Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa: dalla letteratura al cinema

Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa è un romanzo che ebbe grande successo e fu pubblicato nel 1958 dal direttore Scopri di più

L’Epopea romana: nascita e sviluppo della letteratura latina
Letteratura latina: nascita e sviluppo

Approfondiamo la storia della letteratura latina, andando a ripercorrere le varie tappe entro cui si è sviluppata nel corso degli Scopri di più

Scrittori coreani contemporanei, i 5 da non perdere
Scrittori coreani contemporanei, i 5 da non perdere

Scrittori coreani contemporanei: 5 autori da conoscere Negli ultimi anni, stiamo assistendo a un crescente interesse verso le culture orientali, Scopri di più

Autori latini più difficili da tradurre: i 4 più temuti dagli studenti
Autori latini, o i 4 più difficili da tradurre

In breve: quali sono gli autori latini più difficili da tradurre? I 5 autori latini considerati più ostici nelle versioni Scopri di più

Condividi l'articolo!

Commenta