Occhio del diavolo: il rimedio greco contro il malocchio

occhio del diavolo

Passeggiando in Grecia o in Turchia, è impossibile non notare un famoso simbolo: un occhio blu, onnipresente su amuleti, gioielli e accessori. Talvolta chiamato impropriamente “occhio del diavolo”, questo simbolo è in realtà un potente talismano protettivo. Il suo scopo è respingere il malocchio, in greco Kako Mati, una credenza nata nell’antichità classica e diffusa in innumerevoli culture. Ma qual è la vera storia di questo simbolo e come agisce la sua protezione?

Malocchio e occhio blu: la differenza fondamentale

L’errore più comune è confondere la maledizione con il suo rimedio. L’occhio blu non rappresenta il malocchio, ma è l’amuleto creato per respingerlo. Il malocchio è uno sguardo carico di invidia o malizia, che si crede possa infliggere sfortuna. L’amuleto a forma di occhio, conosciuto in Turchia come Nazar Boncuk e in Grecia come Mati, agisce come uno scudo: si ritiene che l’amuleto “guardi indietro” alla persona malevola, neutralizzando l’energia negativa e proteggendo chi lo indossa. Funziona quindi come un oggetto dall’effetto apotropaico, ovvero che allontana il male.

Il malocchio (la maledizione) Il nazar o mati (l’amuleto protettivo)
È uno sguardo negativo lanciato da una persona invidiosa. È un talismano fisico a forma di occhio blu.
Ha lo scopo di causare danno, malattia o sfortuna. Ha lo scopo di neutralizzare e respingere la maledizione.
È un’energia invisibile e malevola. È un oggetto visibile che si indossa o si appende.

Storia e significato del malocchio

La credenza nel malocchio è una delle superstizioni più antiche e radicate, con le prime testimonianze che risalgono all’antica Grecia e Roma, sebbene le sue origini possano essere ancora più remote, fino alla Mesopotamia. Si credeva che il malocchio fosse una minaccia soprattutto per chi riceveva troppe lodi o ammirazione. L’eccessivo orgoglio (la hybris) poteva attirare l’invidia degli uomini e la punizione degli dèi, che avrebbero usato il malocchio per riportare la persona al suo livello mortale, causando malattie fisiche e mentali. Qualsiasi malessere senza una causa apparente veniva spesso attribuito a questa maledizione.

La credenza nel malocchio in giro per il mondo

La paura del malocchio è diffusa in tutti i continenti. In Medio Oriente e nella cultura islamica, si evita di lodare eccessivamente un bambino, preferendo dire “Masha’Allah” (“ciò che Dio ha voluto”) per non attirare sguardi invidiosi. Nell’Induismo, si crede che l’occhio sia un potente punto di emissione di energia e che la gelosia sia la radice del potere del malocchio, specialmente durante i momenti di transizione della vita come la pubertà o il matrimonio.

In Sud America, e in particolare in Brasile, esiste una credenza simile nota come “olho gordo” (occhio grasso), che si teme venga attivata da complimenti non sinceri. In Europa, la superstizione è molto radicata. In Grecia, come in altre culture, si riteneva che le persone con gli occhi azzurri, essendo rare nel Mediterraneo, fossero portatrici inconsapevoli del malocchio. Per questo l’amuleto è blu, per riflettere lo sguardo e rispedirlo al mittente. In Irlanda, si temevano le persone con gli occhi strabici, mentre in alcune zone d’Italia il monociglio era considerato un segno di chi poteva “jettare”.

Metodi di protezione e rimedi contro il malocchio

Oltre all’uso di amuleti come il Nazar, esistono molti altri metodi per proteggersi. Nella tradizione greca, ad esempio, si usava portare con sé incenso o una croce. Le neomamme proteggevano i neonati con oggetti posti sotto il cuscino, come corde colorate, aglio o un chiodo. In alcune culture europee, un gesto comune per respingere il malocchio è fare le corna puntando indice e mignolo verso la presunta fonte. In Bangladesh, invece, si disegna un punto nero di kohl sulla fronte dei bambini. Questi rituali e oggetti, come documentato dal Ministero della Cultura Greco per le tradizioni popolari, testimoniano una necessità umana universale di difendersi da forze invisibili e malevole.

In conclusione, è affascinante notare come un simbolo così antico sia ancora oggi profondamente radicato in tante culture. L’occhio blu non è una rappresentazione del male, ma un potente scudo contro di esso, un simbolo di protezione che, come il cornicello in Italia, continua a raccontare la storia e le credenze di interi popoli.

Fonte immagine: Pixabay


Articolo aggiornato il: 03/10/2025

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