Giasone in breve: domande e risposte
- Chi è Giasone? È l’eroe greco della Tessaglia che guidò la leggendaria spedizione degli Argonauti a bordo della nave Argo.
- Qual è la sua impresa principale? Il viaggio verso la remota Colchide per recuperare il vello d’oro, una pelle di ariete dai poteri magici.
- Chi lo ha aiutato? Oltre al gruppo di eroi a bordo della nave, fu fondamentale l’aiuto magico della principessa Medea, che si innamorò di lui.
- Cosa rappresenta il suo mito? È l’archetipo della grande avventura collettiva, ma anche del tradimento e del declino morale dell’eroe.
Giasone è una figura atipica nel panorama degli eroi classici. A differenza di Eracle o Achille, non si distingue per una forza sovrumana o per un’invulnerabilità divina. La sua epopea è, prima di tutto, un’impresa corale. L’iconografia lo ritrae spesso come un giovane principe, affiancato dalla prua della mitica nave Argo o nell’atto di stringere il vello d’oro. Eppure, Giasone è un leader straordinario, capace di radunare sotto un unico vessillo i più grandi campioni della Grecia per affrontare l’ignoto.
La sua storia inizia come un classico racconto di usurpazione: privato del regno paterno di Iolco dallo zio Pelia, viene inviato a compiere un’impresa apparentemente impossibile per potersi riprendere il trono. Tuttavia, la grandezza del mito degli Argonauti si scontra fatalmente con l’oscurità del suo epilogo. L’incontro con Medea, maga e principessa, gli garantirà il successo, ma il successivo tradimento dell’eroe nei confronti della donna lo trasformerà in una delle figure più tragiche e moralmente ambigue della mitologia greca.
Indice dei contenuti
- Chi è Giasone?
- Perché Giasone partì alla ricerca del vello d’oro?
- Quali sono le tappe degli Argonauti?
- Le prime sfide: da Lemno alle Simplegadi
- La Colchide e l’aiuto fondamentale di Medea
- Il significato del mito: l’eroe collettivo e imperfetto
- La morte di Giasone: il tradimento e la fine ingloriosa
- Giasone nel cinema e nella cultura moderna
- Il mito oggi: dove ammirare le opere
- Consigli pratici per approfondire
Chi è Giasone?
| Elemento chiave | Descrizione |
|---|---|
| Identità | Principe di Iolco in Tessaglia, capo della spedizione degli Argonauti |
| Origini | Figlio del re legittimo Esone, cresciuto ed educato dal centauro Chirone |
| Simboli | Il sandalo perduto (il “monosandalo”), il vello d’oro, la nave Argo |
| Nemesi | Lo zio Pelia, usurpatore del trono, e in seguito Eeta, re della Colchide |
| Imprese principali | Il viaggio nel Mar Nero, il superamento delle prove di fuoco e il drago |
| Destino finale | Morte solitaria, schiacciato dai resti marcescenti della sua vecchia nave |
Perché Giasone partì alla ricerca del vello d’oro?
La causa scatenante dell’avventura è l’usurpazione del potere. Pelia aveva sottratto il trono di Iolco al fratellastro Esone, padre di Giasone. L’oracolo di Delfi aveva avvertito Pelia di guardarsi dall’uomo che si sarebbe presentato a lui “con un solo calzare”. Anni dopo, Giasone, ormai adulto, si diresse a Iolco per reclamare il trono, perdendo un sandalo nell’attraversare un fiume in piena per aiutare un’anziana donna (che si rivelò essere la dea Era sotto mentite spoglie). Riconoscendo la minaccia della profezia, Pelia non si oppose apertamente, ma promise di cedergli il regno solo se Giasone gli avesse portato il vello d’oro, un’impresa ritenuta suicida.
Quali sono le tappe degli Argonauti?
| Tappa del viaggio | Obiettivo / Pericolo principale |
|---|---|
| Isola di Lemno | Resistere all’ospitalità delle donne lemniadi, che avevano ucciso i loro mariti |
| Terra dei Dolioni | Un tragico scontro notturno in cui Giasone uccide per errore il re ospitale Cizico |
| Misia (Abbandono di Eracle) | Eracle lascia la spedizione per cercare il suo scudiero Ila, rapito dalle ninfe |
| Regno di Fineo | Liberare il veggente cieco Fineo dalla maledizione delle mostruose Arpie |
| Rocce Simplegadi | Attraversare le immense rupi che cozzano tra loro, distruggendo le navi |
| Colchide (Regno di Eeta) | Superare le prove impossibili per ottenere il vello (tori sputafuoco e guerrieri scheletro) |
| Fuga e Ritorno | Seminare la flotta di Eeta dopo il furto, passando per mostri marini e terre ignote |
| Creta (Il gigante Talos) | Sconfiggere l’automa di bronzo Talos con l’aiuto della magia di Medea |
Le prime sfide: da Lemno alle Simplegadi
Giasone fece costruire una nave straordinaria, la Argo (dotata di un legno parlante profetico a prua), e chiamò a raccolta cinquanta dei migliori eroi della Grecia, tra cui Eracle, Orfeo, Castore, Polluce e Teseo, che presero il nome di Argonauti. La spedizione fu costellata di avventure straordinarie.
Le Lemniadi e le Arpie
La prima sosta significativa avvenne a Lemno, un’isola abitata solo da donne che avevano trucidato tutti gli uomini. Giasone e i suoi compagni si attardarono sull’isola, ammaliati dall’ospitalità, finché Eracle non li rimproverò duramente. Più avanti, nel regno del re cieco Fineo, gli Argonauti affrontarono le Arpie, creature per metà uccello e per metà donna che rubavano e infettavano il cibo del sovrano. In cambio della liberazione, Fineo spiegò a Giasone come superare l’ostacolo più temibile del mare.
Il passaggio delle Simplegadi
Per entrare nel Ponto Eusino (l’attuale Mar Nero), la Argo dovette attraversare le Simplegadi, due enormi isole rocciose che sbattevano l’una contro l’altra distruggendo chiunque cercasse di passare. Su consiglio di Fineo, Giasone liberò una colomba: gli scogli si chiusero strappando solo le piume della coda all’uccello. Mentre le rocce si riaprivano, gli Argonauti remarono con tutta la loro forza, passando indenni e bloccando per sempre le rupi.
La Colchide e l’aiuto fondamentale di Medea
Giunti in Colchide, Giasone chiese il vello d’oro al re Eeta. Quest’ultimo, furioso, impose all’eroe una serie di prove letali: avrebbe dovuto domare due tori dagli zoccoli di bronzo che sputavano fuoco, arare un campo e seminarvi i denti di un drago (da cui sarebbero nati guerrieri armati pronti a ucciderlo).
L’intervento della magia
L’impresa di Giasone sarebbe fallita senza l’intervento degli dèi, che fecero innamorare follemente di lui la principessa e maga Medea, figlia del re. Medea fornì a Giasone un unguento per renderlo invulnerabile al fuoco e gli suggerì come ingannare i guerrieri nati dalla terra (lanciando un sasso in mezzo a loro per farli combattere tra di loro). Infine, per eludere il drago insonne che faceva la guardia all’albero del vello, Medea preparò una pozione soporifera. Giasone prese la reliquia e fuggì con la nave Argo, portando Medea con sé.
Il significato del mito: l’eroe collettivo e imperfetto
Giasone incarna un tipo di eroismo diverso: è il leader e l’esploratore. La sua forza non sta nel corpo, ma nella diplomazia, nel fascino personale (che gli garantisce l’aiuto di Era e di Medea) e nella capacità di delegare. Tuttavia, il mito degli Argonauti è anche la narrazione della corruzione dell’eroe. Giasone ottiene la gloria sfruttando l’amore di Medea, che per lui abbandona la patria e arriva a uccidere e fare a pezzi il proprio fratello pur di rallentare l’inseguimento del padre Eeta.
La morte di Giasone: il tradimento e la fine ingloriosa
Tornato in Grecia, Giasone consegnò il vello a Pelia, ma la pace non durò. Medea usò la magia per far uccidere Pelia dalle sue stesse figlie, costringendo Giasone e la sua famiglia all’esilio a Corinto. Qui, la moralità di Giasone crolla definitivamente: accecato dall’ambizione politica, ripudia Medea, colei che gli aveva salvato la vita più volte, per sposare la giovane principessa Glauce.
La vendetta di Medea fu spaventosa: uccise la sposa con una veste avvelenata e, in un atto di pura follia tragica, massacrò i figli che lei stessa aveva generato con Giasone, fuggendo poi sul carro del dio Sole. Sopravvissuto ma distrutto nell’animo, senza eredi, senza trono e odiato dagli dèi per aver rotto il sacro giuramento di fedeltà, Giasone invecchiò in solitudine. La leggenda narra che, ormai vecchio, si addormentò all’ombra della prua marcescente della gloriosa nave Argo. La trave di legno, un tempo magica e fiera, si staccò, schiacciandolo e ponendo fine alla sua vita in modo misero e anonimo.
Giasone nel cinema e nella cultura moderna
L’avventura degli Argonauti, ricca di mostri e magia, è stata perfetta per la trasposizione cinematografica. Il film cult Gli Argonauti (Jason and the Argonauts, 1963) è rimasto nella storia del cinema per gli incredibili effetti speciali in stop-motion realizzati da Ray Harryhausen, in particolare la celebre scena del combattimento con gli scheletri armati. Un approccio completamente diverso e autoriale fu invece quello di Pier Paolo Pasolini, che nel 1969 diresse Medea, con una magistrale Maria Callas, focalizzando l’attenzione sul dramma interiore e sullo scontro tra il razionalismo greco di Giasone e il mondo magico e primordiale della donna.
Il mito oggi: dove ammirare le opere
Essendo uno dei miti più antichi e diffusi (antecedente persino all’Odissea), le raffigurazioni degli Argonauti sono innumerevoli:
- Musei Capitolini, Roma: nelle splendide sale è possibile ammirare antichi sarcofagi romani che raffigurano scene concitate del mito, in particolare il dramma finale di Medea e Giasone.
- Museo Archeologico Nazionale di Firenze: custodisce splendide ceramiche a figure rosse e nere, tipiche dell’arte vascolare greca, che illustrano il ritorno degli Argonauti e la purificazione degli eroi.
- Palazzo Fava, Bologna: offre uno straordinario ciclo di affreschi realizzati dai Carracci (fine del 1500), interamente dedicato alla Storia di Giasone e Medea.
Consigli pratici per approfondire
Per immergersi totalmente nell’epopea della Argo:
- Le Argonautiche di Apollonio Rodio: è il poema epico per eccellenza su questo mito, scritto in età ellenistica. Un’opera fondamentale per capire le sfumature psicologiche del viaggio.
- La Medea di Euripide: una delle tragedie greche più potenti di tutti i tempi. Essenziale per comprendere il punto di vista della donna tradita e la debolezza morale di Giasone.
- La Costellazione della Carena: se ami l’astronomia, sappi che l’immensa costellazione australe della Nave Argo fu smembrata dagli astronomi moderni in tre parti: la Carena, la Poppa e la Vela.
⚔️ Il mondo degli Eroi Greci
Le gesta di questa figura leggendaria si intrecciano con quelle di molti altri guerrieri, sovrani e semidei dell’antichità. Ogni eroe affronta il proprio destino incarnando un archetipo eterno: dalla forza sovrumana all’astuzia, fino al sacrificio.
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