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Eroica Fenice

Il Bacio di Hayez

Il Bacio di Hayez, il manifesto del romanticismo italiano

Il Bacio di Hayez è l’opera che maggiormente funge da manifesto al romanticismo italiano, intriso del sentimento patriottico che caratterizzò il XIX secolo.

L’artista diventa finalmente libero di poter dare un valore umano a ciò che crea, senza sottostare a rigide regole accademiche. Il messaggio, ciò che si comunica attraverso l’opera, diventa più importante dell’opera stessa: è con queste premesse che Francesco Hayez dà inizio al romanticismo italiano, raccontandoci dell’amore per un’Italia ancora da fare.

Il Bacio di Hayez: descrizione del dipinto

La scena rappresentata nel dipinto è carica di sentimenti e li esprime intensamente all’osservatore: su un vago sfondo medievale, probabilmente l’interno di un castello, due giovani si abbandonano ad un bacio denso di emozione e passione.

Entrambi sono completamente assorti nell’atto, e ciò è reso evidente dalla posizione delle mani: il giovane tiene con dolcezza il viso della fanciulla, che a sua volta gli cinge una spalla con il braccio sinistro.

Nonostante quasi si abbia l’impressione di poter toccare con mano la tenerezza che lega i due innamorati, il quadro non trasmette solo emozioni positive. Anzi, forse la componente fondamentale è invece una forte nostalgia, la consapevolezza di una partenza imminente, un bacio disperato come gesto d’addio. Il ragazzo, infatti, tiene il piede sinistro sul primo di tre gradini, come in procinto di partire, rendendo inoltre visibile il manico di un pugnale tenuto lungo il fianco.

Non un bacio tranquillo, dunque, ma frettoloso e colmo del timore di non riuscire a ritrovarsi. La giovane donna, soprattutto, sembra quasi voler trattenere l’amato a sé, conscia dei pericoli a cui andrà incontro.

Altro dettaglio fondamentale del dipinto è l’angolo sinistro, in cui si intravede un’ombra. Difficile dire chi o cosa possa rappresentare, se una semplice serva del castello intenta a osservare la scena o un compagno del protagonista che lo attende per la partenza.

Il Bacio di Hayez: il contesto storico

Francesco Hayez dipinge Il Bacio nel 1859, in un periodo non facile per l’Italia, trovatasi successivamente al congresso di Vienna suddivisa in tanti piccoli stati controllati dagli austriaci. In un clima di così grande instabilità, inizia a prendere piede l’idea di un’Italia unita e indipendente: nascono le prime organizzazioni segrete di stampo democratico (la Carboneria, la Giovine Italia). Sarà questo il punto di partenza che condurrà l’Italia alle guerre di indipendenza e nel 1861, finalmente, all’Unità.

Gli artisti del periodo non restarono ovviamente indifferenti ai cambiamenti politici, anzi l’arte divenne un mezzo fondamentale per diffondere grandi ideali: democrazia, amore per la patria, impegno politico e militare.

E’ questo il caso di Francesco Hayez, che cela nell’ardore dei due giovani ritratti l’altrettanto incontenibile desiderio di unificazione nazionale.

Il bacio: le tre versioni

Come è noto, infatti, il dipinto sarà modificato da Hayez nel corso degli anni, a seconda della situazione politica italiana. Ne esistono infatti tre versioni: la prima del 1859, una seconda del 1861, e infine l’ultima del 1867.

Il Bacio 1859:

È, per così dire, l’originale. Il dipinto fu eseguito per il conte Alfonso Maria Visconti di Saliceto ed oggi è conservato presso la Pinacoteca di Brera. Il pubblico percepì fin dall’inzio il velato significato politico che nascondeva, soprattutto grazie alla presenza del pugnale, interpretato come simbolo di opposizione allo straniero. L’opera ottenne infatti molto successo, tanto che venne addirittura definita “Il bacio del volontario”, vista la cospicua presenza nelle guerre di indipendenza italiane di giovani volontari.

Il Bacio di Hayez, 1861:

La particolarità di questa versione è il mutamento dei colori. La fanciulla indossa un abito bianco, che accostato al mantello verde e alla calzamaglia rossa del giovane rappresenterebbe allegoricamente la bandiera italiana.

Il Bacio di Hayez, 1867:

E’ la versione a cui Hayez fu probabilmente più affezionato, tanto che volle conservarla fino alla morte senza cederla a nessuno. In questa rivisitazione troviamo elementi aggiuntivi alla scena, tra cui un velo bianco scivolato sui gradini. Pare che in questa rivisitazione il pittore volesse rappresentare due tricolori, la bandiera italiana e quella francese. Per questa ragione la ragazza torna a vestire in azzurro, affiancata dal velo bianco, mentre il giovane ripresenta nell’abbigliamento il colore rosso e il verde.

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