Home | Culturalmente | La lingua coreana, origini e sviluppi

La lingua coreana, origini e sviluppi

Le origini della lingua coreana e i suoi sviluppi

Le origini della lingua coreana sono un argomento tuttora dibattuto tra i linguisti. A differenza di molte altre lingue, la sua classificazione non è certa. Le teorie più accreditate ipotizzano una parentela con le lingue altaiche (come turco e mongolo) o con il giapponese, a causa di somiglianze nella struttura grammaticale. Tuttavia, molti studiosi la considerano una lingua isolata. Quello che è certo è che la storia della Corea è stata segnata da una profonda influenza cinese, che però ha agito principalmente sul lessico, non sulla grammatica.

Le fasi storiche della lingua coreana

Periodo Caratteristiche principali
Periodo dei Tre Regni (I-VII sec.) Presenza di diverse lingue (puyŏ, han) di cui abbiamo testimonianze frammentarie tramite fonti cinesi.
Coreano antico (VII-X sec.) La lingua del regno di silla unificato. Scrittura con caratteri cinesi (idu, hyangch’al) per trascrivere il coreano.
Coreano medio (X-XVI sec.) Epoca delle dinastie koryŏ e chosŏn. L’evento chiave è l’invenzione dell’alfabeto hangul (1443).
Coreano moderno (XVII-XIX sec.) Importanti cambiamenti fonetici e grammaticali dopo le invasioni giapponesi. Diffusione della letteratura in hangul.
Coreano contemporaneo (XX sec. – oggi) Standardizzazione basata sul dialetto di seoul. Progressivo abbandono dei caratteri cinesi (hanja) nell’uso comune.

Le origini: le lingue dei Tre Regni

Le prime testimonianze scritte sulle lingue parlate nella penisola coreana provengono da fonti cinesi. Durante il periodo dei Tre Regni (Goguryeo, Baekje e Silla), esistevano diverse lingue. Le lingue di Goguryeo e Baekje sembrano avere affinità con il giapponese antico, mentre la lingua di Silla, che unificò la penisola nel VII secolo, è considerata l’antenato diretto del coreano moderno.

Il coreano antico (fino al X secolo) e l’influenza cinese

Durante il periodo del regno di Silla unificato, la maggior parte della letteratura era scritta in cinese classico, la lingua ufficiale dell’amministrazione. Per scrivere in coreano, si svilupparono sistemi complessi che utilizzavano i caratteri cinesi (chiamati hanja in coreano). I principali metodi erano l’Idu, che adattava la sintassi cinese a quella coreana, e lo Hyangch’al, usato per trascrivere poesie native come le Hyangga. L’influenza del cinese sul vocabolario coreano fu immensa: oggi, circa il 60% delle parole coreane ha un’origine sino-coreana. Tuttavia, la grammatica (la struttura SOV: Soggetto-Oggetto-Verbo, l’uso di particelle) è rimasta completamente distinta e non correlata al cinese, come evidenziato da fonti accademiche come l’Enciclopedia Britannica.

Il coreano medio (X-XVI secolo) e l’invenzione dell’hangul

Il periodo del Coreano Medio è segnato dall’evento più importante nella storia della lingua: l’invenzione dell’Hangul (한글). Questo alfabeto scientifico fu creato nel 1443 e promulgato nel 1446 dal Re Sejong il Grande, con lo scopo di fornire al popolo un sistema di scrittura semplice e accessibile, in contrasto con la complessità dei caratteri cinesi. L’invenzione dell’Hangul, celebrata oggi nel National Hangeul Museum di Seoul, permise di documentare la lingua parlata con una precisione senza precedenti, fornendo ai linguisti una grande quantità di informazioni sulla fonologia e la grammatica del tempo.

Il coreano moderno e contemporaneo

A partire dal XVII secolo, la lingua subì importanti cambiamenti. Le invasioni giapponesi e mancesi causarono instabilità, ma portarono anche a una maggiore diffusione della letteratura in Hangul tra la popolazione. L’era contemporanea inizia con l’apertura all’estero nel XIX secolo e il successivo periodo coloniale giapponese (1910-1945), che introdusse molti prestiti dal giapponese. Dopo la liberazione, le due Coree intrapresero percorsi linguistici diversi. In Corea del Sud, la lingua standard si basa sul dialetto di Seoul, con un progressivo abbandono degli hanja nell’uso quotidiano. In Corea del Nord, Kim Il-sung proibì l’uso dei caratteri cinesi e promosse una lingua “pura” basata sul dialetto di Pyongyang. Oggi, la lingua coreana continua a evolversi, assorbendo numerosi prestiti dall’inglese e riflettendo la dinamicità della cultura globale.

Fonte immagine: gndesign002 su Pixabay

Articolo aggiornato il: 18/09/2025

Altri articoli da non perdere
Chi è Pablo Escobar, il re del narcotraffico colombiano
Chi è Pablo Escobar, il re del narcotraffico colombiano

Pablo Emilio Escobar Gaviria, noto semplicemente come Pablo Escobar, è stato uno dei più temuti e potenti narcotrafficanti della storia, Scopri di più

Il Liberty a Napoli: la belle époque napoletana
Il Liberty a Napoli: la belle époque napoletana

Il Liberty a Napoli è una delle espressioni artistiche della città, simbolo di come Napoli sia sempre stata una metropoli Scopri di più

Pasqua ebraica: significato, tradizioni e rituali del Pesach
La Pasqua ebraica: struttura, rituale e piatti

La Pasqua ebraica, in ebraico Pesach (פֶּסַח), è una delle festività più importanti dell'Ebraismo e commemora la liberazione del popolo Scopri di più

Giocasta: il mito tra sogno, memoria e innovazione
Giocasta: il mito tra sogno, memoria e innovazione

Quante volte ci è capitato di sentire nomi come Edipo, Giocasta e tanti altri associati a svariati ambiti, dall'arte all'attualità Scopri di più

I Kapò nell’industria dello sterminio: chi sono, storia e ruolo
I Kapò nell'industria dello sterminio: storia e ruolo

Il Kapò era un prigioniero scelto dalle SS per supervisionare gli altri detenuti all'interno dei campi di concentramento e sterminio Scopri di più

Il migrante: il murales che congiunge Malta a Sapri
Il migrante: il murales che congiunge Malta a Sapri

Avete mai provato anche solo ad immaginare quanti chilometri una persona che lascia la sua patria è costretta ad attraversare? Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di De Fenzo Benedetta

Benedetta De Fenzo (1995) studia Coreano e Giapponese presso l'Università di Napoli L'Orientale. Nel tempo libero si dedica alle sue passioni principali: la cucina, la musica, gli animali e la letteratura.

Vedi tutti gli articoli di De Fenzo Benedetta

Commenta