La letteratura giapponese classica è da sempre fonte di grande interesse, sia da parte di appassionati e non, grazie al fascino misterioso ed orientaleggiante che la contraddistingue, grazie anche alle mille leggende che si sono venute a creare intorno ad avvenimenti storici più o meno rivisitati ed, infine, grazie ai personaggi che son divenuti veri e propri simboli di una intera cultura, basti pensare ai samurai, geishe, monaci buddisti e così via.
Indice dei contenuti
- Le fasi della letteratura giapponese classica
- Tabella riassuntiva: Opere principali
- Kojiki (712): Mitologia e politica
- Manyoushuu (759): La raccolta poetica
- Setsubungaku: Memorie della Luna
- Ise Monogatari (850 ca): Il modello d’eleganza
- Kokinshu (905): Il canone del Waka
- Taketori Monogatari (909): La principessa Kaguya
- Makura no soushi (1000): Lo Zuihitsu
- Genji Monogatari (1008): Il capolavoro di Murasaki Shikibu
Quali sono le opere principali della letteratura giapponese classica?
| Opera | Anno (ca.) | Genere / Caratteristica |
|---|---|---|
| Kojiki | 712 | Miti e storie della creazione |
| Manyoushuu | 759 | Antologia poetica (Waka) |
| Ise Monogatari | 850 | Aneddoti e poesie |
| Kokinshu | 905 | Canone poetico imperiale |
| Taketori Monogatari | 909 | Fiaba/Monogatari d’invenzione |
| Genji Monogatari | 1008 | Romanzo psicologico/Corte |
Le fasi della letteratura giapponese classica
La letteratura giapponese classica può essere circoscritta e suddivisa in due fasi:
- La prima, quella antica, che è caratterizzata dall’uso di un linguaggio ancora legato ai caratteri antichi cinesi (Man’yōgana) e che era principalmente una letteratura non scritta, quindi fatta di storie tramandate per anni e poi trascritte in secoli successivi;
- La seconda è quella che parte con l’ideazione di due nuovi alfabeti nel periodo Heian, da parte di donne aristocratiche, le stesse che passavano i loro pomeriggi a studiare e ricopiare grandi opere, ossia l’invenzione dell’hiragana e del katakana, generalmente definiti kana. Questo è il periodo in cui fioriscono opere che diventano il simbolo della letteratura giapponese classica, in cui donne di corte diventano delle vere e proprie intrattenitrici per le mogli degli imperatori dell’epoca. Tra queste opere, risalta il Genji Monogatari, racconto immenso che ha reso celebre il Giappone e le corti degli imperatori all’estero.
La letteratura giapponese classica è abbastanza ricca, nonostante le opere iniziali fossero principalmente raccolte di poesie. Con il passare dei secoli e con l’inizio della alfabetizzazione delle persone, si arriverà ad arricchire sempre più la produzione artistica, che vedrà il suo boom nell’epoca dell’invenzione della stampa, la quale permetterà finalmente a tutti di acculturarsi ed informarsi. Per chi desidera approfondire, esistono diversi classici della letteratura giapponese fondamentali da conoscere.
Per chi si sta appena affacciando a questo mondo può sembrare difficile orientarsi. Ecco che quindi questo articolo mira a dare una infarinatura generale, con tanto di piccola sinossi legata ad ogni opera, così da guidarvi in un excursus nella letteratura giapponese classica fino a giungere ad una epoca più compatta e definita. Se cerchi spunti più moderni, consulta la nostra lista sulla letteratura giapponese contemporanea.
Kojiki – 712
Una delle opere principali della letteratura giapponese classica è appunto il Kojiki. Esso nasce con un chiaro intento politico: l’esigenza di creare, per un nuovo stato che nasce, la storia di persone che sono riuscite a prendere il potere nell’arcipelago. Narra le vittorie di questo popolo, creando un collegamento di discendenza fra gli esseri soprannaturali (Shintoismo), in particolare si prefigge di tracciare un collegamento da Amaterasu al Giappone ed i suoi imperatori.
L’opera, commissionata dall’imperatore Tenmu, viene presentata poi all’imperatrice Genmei. Esso è un collage di miti e storie legate alla creazione del Giappone e della terra in generale; inoltre secondo il Kojiki la terra dipende dal cielo e gli imperatori Yamato, che sono discendenti del cielo, hanno il diritto di governare sulla terra. In sintesi, il Kojiki non parla della creazione del mondo, bensì solo del Giappone, avvicendando la storia tra infinite divinità.
Manyoushuu – 759 (Raccolta delle diecimila foglie)
Considerata un’antologia privata, essa è composta da Waka (nome della poesia giapponese), che si contrappone al Kanshi (nome della poesia cinese). Più nello specifico, la raccolta è composta da poesie di varie forme, da quella breve (tanka) a quella lunga (chouka) ed i temi presenti all’interno vanno dalle stagioni a quelli più di nicchia, come le poesie dei sakimori no uta ossia le “canzoni delle guardie di frontiera”.
Le poesie del Manyoshu sono considerate genuine, primitive, pure e sincere. Due termini descrittivi ed importanti per l’opera sono: Makoto (sincerità, purezza) e Kotodama (parola spirito, potere della parola).
Setsubungaku (Memorie della Luna)
È una raccolta di storie da varie collezioni: setsuwa, “brevi storie”. Hanno una finalità didattica per la maggior parte e spesso hanno un insegnamento buddista. Molte storie vengono dal Konjyaku Monogatari, che conteneva più di mille storie. Cardine dei racconti è il concetto buddista di “ricompensa o punizione”. Quest’opera sarà la base per molti adattamenti, inclusi quelli del teatro Kabuki, di autori come Akutagawa e registi come Kurosawa.
Ise Monogatari – 850 ca
Composta da 125 dan (aneddoti), nasce dall’idea che il protagonista sia il poeta Ariwara No Narihira, elevato a modello di eleganza cortese. Narihira rappresenta un essere sensibile, un bravo poeta nonché amato dalle donne. L’Ise diviene una fonte inesauribile di produzioni artistiche fino a tempi recenti.
Kokinshu o Kokin wakashu – 905
Il Kokinshu è l’opera che definisce cosa è accettabile negli stili poetici, dettando una nuova traccia per i poeti giapponesi. Divenne il wakashu per eccellenza, con l’introduzione in kana (kana jo) che funge da apologia della poesia in giapponese. Si focalizza sulla contrapposizione fra kokoro (cuore) e kotoba (parole). L’autore più importante è Kinutsunayuki.
Taketori Monogatari – 909
La storia della principessa Kaguya, o “Storia di un tagliabambù”, è un monogatari d’invenzione (tsukuri monogatari). Narra di una donna raffinatissima proveniente dal mondo della luna, mandata sulla terra per espiare una colpa. Essa rifiuta i pretendenti nobili e l’imperatore stesso, evidenziando la distanza tra il mondo puro lunare e quello terrestre impuro.
Makura no soushi – 1000
Scritto da Sei Shonagon, questo testo in prosa è uno zuihitsu (“lasciarsi andare al pennello”). È una collezione di circa trecento brevi racconti, aneddoti e riflessioni. Una parola chiave dell’opera è okashi, che all’epoca significava “buffo, divertente”. L’opera mostra la forte personalità e intelligenza dell’autrice attraverso i temi della quotidianità e dell’eleganza.
Genji Monogatari – 1008
Murasaki Shikibu è l’autrice del Genji Monogatari, opera monumentale di 54 capitoli. Considerato uno dei romanzi giapponesi più influenti, narra le avventure amorose del principe Genji. L’opera fungeva anche da manuale di etichetta per la corte Heian. La sua creazione fu possibile grazie all’invenzione del kana, che favorì l’istruzione e la produzione letteraria femminile.
Per una panoramica più ampia, ti consigliamo di consultare la nostra analisi sulla letteratura giapponese contemporanea o l’approfondimento sui grandi scrittori giapponesi dal medioevo a oggi.
Quando parliamo di letteratura giapponese classica, dobbiamo ricordare sempre le enormi influenze della storia e delle culture intorno al Giappone che hanno plasmato lo sviluppo del paese fin dai tempi più antichi.
Fonte immagine di copertina: Pixabay
Articolo aggiornato il 31/2/26

