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Eroica Fenice

Luciano e Napoli ti porteranno fortuna

Leggere un libro di Luciano De Crescenzo è da sempre un piacere per lo spirito. E anche se alcuni aneddoti ti sono già familiari, perché hai letto tutte le sue opere, pur di ascoltarlo fingeresti di non avergli mai sentito pronunciare quel preciso racconto.

L’ultima fatica letteraria dell’autore napoletano, che ha il grande merito di aver reso una materia ostica come la filosofia semplice e fruibile a tutti, s’intitola “Ti porterà fortuna – Guida insolita di Napoli”, è edita da Mondadori e si spalanca come un’imperdibile finestra sul Vesuvio. Con inesauribile fantasia, Luciano trova una curiosa formula editoriale per narrare l’amata Napoli: indossa le vesti della guida turistica e si confronta con una giovane studentessa bolognese, impegnata a realizzare una tesi universitaria su di lui e al contempo ignara del suo contributo alla realizzazione di un’ennesima opera letteraria dell’eclettico e imprevedibile scrittore. In questo filosofeggiare camminando per i vicoli partenopei, la ragazza curiosa e lo scrittore saggio si lasciano ispirare dagli scorci e dai personaggi che la città regala e ci offrono numerosi aneddoti, storie che sorprendono, spunti di riflessione che spiazzano e aprono la mente, guidati dall’inossidabile verve di Luciano: perché solo “nella mia città posso mostrarti come mi sono formato. Potrai osservare il mondo che ha orientato la mia esistenza, il mondo che ha fatto di me un napoletano in ogni istante della mia vita”. Da moderni peripatetici, discutono della semplicità e della passione, della musica e dell’arte, del tempo e dell’amore, del caso e della fortuna; fissano “Era de’ Maggio” sul podio musicale, analizzano la “scapigliatura” dell’artista, esaminano la ritualità del Lotto e del ragù, dissertano sulla “genovese” di Santa Lucia e quella di Corso Garibaldi; citano Diogene e il guardiamacchine Raffaele, Platone e Taniello, il principe degli osti partenopei. “E vedrai, Napoli porterà fortuna anche a te.”

Richiamando alcuni precedenti scritti e tanti famosi personaggi che da sempre popolano il suo universo immaginifico, ne approfondisce i tratti, rivitalizzando i profili filosofici della quotidianità partenopea: “Non ti fidare di chi ti dice che solo con le tue forze puoi farcela. Ci vuole anche fortuna, o come diciamo qua a Napoli, la “ciorta”. E sorridi, che è l’unico modo per aiutare la sorte”. Spaziando nei luoghi della capitale campana, Luciano De Crescenzo ancora una volta eccelle nel rimescolarli con le teorie filosofiche del mondo antico e con la semplicità del quotidiano, del popolo che vi vive. Tra i tanti, riesce a romanzare e a rendere un po’ ilare la qualifica di “interprete” esercitata dal padre in tempi di guerra, per poi rivendicare seriamente la valenza insostituibile degli idiomi dialettali, ricchi di essenze filosofiche e piena espressione di localismi nati da spunti di vita reale.

“La lunghezza effettiva della vita è data dal numero di giorni diversi che un individuo riesce a vivere”. Bisogna avere la tenacia e il coraggio di “oltrepassare le proprie linee gialle”, vivere il presente del presente in equilibrio tra memoria e speranza, per rendere se stessi “scaletti a tre gradini, di quelli usati per prendere i libri che sono più in alto”. Insomma, un viaggio che non si può fare a meno di percorrere sulla “filosoficità” dell’esistere, la scollacciata potenza verbale e la prorompente ed innocua malizia che da sempre contraddistinguono l’anima immortale della napoletanità.

Luciano e Napoli ti porteranno fortuna

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