Mito di Clizia, storia della ninfa e del sole

Mito di Clizia, storia della ninfa e del sole

Gli antichi Greci tentavano di giustificare i fenomeni naturali dando vita a straordinari miti. Un magnifico esempio è il mito di Clizia, una storia di amore non corrisposto e gelosia che spiega perché alcuni fiori seguono il percorso del sole nel cielo. Ma di quale fiore si tratta esattamente?

La storia del mito di Clizia: la versione di Ovidio

Il mito di Clizia è narrato nel IV libro delle Metamorfosi di Ovidio. La leggenda racconta di Clizia, una giovane ninfa oceanina perdutamente innamorata di Apollo, il Dio del Sole. Inizialmente, il dio la sedusse, ma presto la abbandonò per un’altra donna, la principessa mortale Leucotoe.

Accecata dalla gelosia, Clizia rivelò al padre di Leucotoe, il re Orcamo, la relazione segreta. Infuriato per il disonore, il re punì la figlia facendola seppellire viva. Apollo, disperato, tentò di salvarla, ma il Fato si oppose. Dal corpo senza vita della sua amata, il dio fece nascere una rigogliosa pianta d’incenso.

Protagonista Ruolo nel mito
Clizia La ninfa innamorata, la cui devozione si trasforma in gelosia distruttiva.
Apollo Il Dio Sole, oggetto del desiderio, che prima seduce e poi abbandona Clizia.
Leucotoe La principessa mortale, nuovo amore di Apollo e vittima innocente della gelosia di Clizia.

La metamorfosi: la trasformazione di Clizia

Dopo la morte di Leucotoe, Apollo, disgustato dal tradimento, non volle più vedere Clizia. La ninfa, consumata dal dolore, iniziò a deperire: rifiutava di nutrirsi, bevendo solo le sue lacrime e la rugiada mattutina. Trascorreva le sue giornate seduta a terra, nuda, osservando incessantemente il suo amato attraversare il cielo sul carro del sole, dall’alba al tramonto. Con il passare del tempo, il suo corpo mise radici nel terreno, trasformandosi in uno stelo sottile e resistente. Il suo viso e i suoi capelli presero la forma e il colore di un fiore. Impassibile di fronte al suo dolore, Apollo decise di completare la trasformazione, legandola per sempre al suo sguardo: la trasformò in un fiore destinato a seguire eternamente il corso del sole nel cielo.

Girasole o Eliotropio? La verità botanica del mito

Comunemente, si associa la figura di Clizia al girasole. Tuttavia, questa è un’imprecisione storica e botanica. Il girasole (Helianthus annuus) è una pianta originaria delle Americhe, e quindi era completamente sconosciuta in Europa ai tempi di Ovidio. Il fiore descritto nel mito è molto più probabilmente l’eliotropio (Heliotropium europaeum), una pianta comune nel bacino del Mediterraneo, il cui nome deriva dal greco *helios* (sole) e *trepein* (girare), e che è nota per la sua caratteristica di orientare le proprie infiorescenze verso il sole.

Il significato del mito: devozione e amore non ricambiato

Il mito di Clizia è il simbolo di un profondo amore non ricambiato e di una devozione totale e incrollabile. Il nome stesso di Clizia deriva dal greco e significa “colei che si inclina”, alludendo sia al movimento del fiore sia alla sua completa sottomissione al suo amore. La citazione dal IV Canto delle Metamorfosi di Ovidio riassume perfettamente questo concetto: «Malgrado una radice la trattenga, sempre si volge lei verso il suo Sole e pur così mutata gli serba amore».

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia.

Articolo aggiornato il: 02/09/2025

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