Cos’è lo strutturalismo: da Saussure a Lévi-Strauss

Teoria dello strutturalismo: significato, temi ed esponenti

Lo strutturalismo è una metodologia e una corrente di pensiero del Novecento basata sul presupposto che ogni oggetto di studio sia una struttura. Questo significa che ogni fenomeno è un insieme organico i cui elementi non hanno un valore autonomo, ma lo acquisiscono solo in relazione agli altri. Diffusosi a partire dagli studi del linguista Ferdinand de Saussure, lo strutturalismo ha trovato la sua sistematizzazione negli anni Cinquanta, soprattutto grazie ai lavori di antropologia di Claude Lévi-Strauss.

Questa corrente di pensiero si è affermata in contrapposizione al positivismo, estendendo la sua influenza dalla critica letteraria e l’etnologia a campi come la psicologia, la sociologia, l’economia e la biologia.

I principi fondamentali dello strutturalismo

Il pensiero strutturalista si fonda sull’idea che il mondo e i fenomeni culturali possano essere compresi analizzando le strutture sottostanti che li governano. Tra i precursori di questo approccio troviamo la psicologia della Gestalt, che evidenziava il ruolo del “tutto” rispetto alle singole parti. I principi cardine sono: l’analisi delle relazioni tra gli elementi di un sistema, la ricerca di leggi universali che regolano queste strutture e lo studio del sistema in un dato momento (sincronia) piuttosto che della sua evoluzione storica (diacronia).

Le origini: la linguistica strutturale di Saussure

Il punto di partenza dello strutturalismo si trova nel Cours de linguistique générale (1916) di Ferdinand de Saussure. Il linguista svizzero definisce la lingua come un sistema in cui ogni elemento ha un valore solo in opposizione agli altri. Introduce distinzioni fondamentali che diventeranno il modello per le altre scienze umane:

  • Langue e Parole: la langue è il sistema astratto e sociale di regole della lingua, mentre la parole è l’atto linguistico individuale e concreto. Lo strutturalismo si concentra sulla langue.
  • Significante e Significato: il segno linguistico è composto da un significante (l’immagine acustica, la parola) e un significato (il concetto). Il loro legame è arbitrario.

Questa metodologia ha portato alla nascita della fonologia, che studia i fonemi come unità astratte del sistema linguistico, in opposizione alla fonetica, che analizza i suoni concreti.

L’espansione dello strutturalismo in altri campi

Il modello linguistico si è rivelato così potente da essere applicato a molte altre discipline, con l’obiettivo di scoprirne le “grammatiche” nascoste.

Antropologia culturale

Claude Lévi-Strauss ha applicato il metodo strutturale all’etnologia per studiare i sistemi di parentela, i miti e le organizzazioni sociali. Secondo Lévi-Strauss, dietro la diversità delle culture si nascondono strutture mentali universali, basate su opposizioni binarie (es. crudo/cotto, natura/cultura). Queste strutture inconsce sono ciò che permette all’uomo di dare un ordine al mondo.

Letteratura e critica letteraria

In ambito letterario, lo strutturalismo considera l’opera come un sistema autonomo di segni, analizzandone la struttura interna piuttosto che il contesto storico o la biografia dell’autore. La narratologia, per esempio, scompone il testo narrativo nelle sue unità costitutive (personaggi, azioni, sequenze) per identificarne le regole di funzionamento, proprio come la linguistica fa con la frase.

Architettura

Nel campo dell’architettura, lo strutturalismo ha influenzato la pianificazione urbana e la progettazione. L’idea è che un edificio o una città non siano semplici somme di parti, ma sistemi complessi di relazioni in cui ogni elemento (una stanza, una piazza) acquista significato in rapporto agli altri e alla funzione sociale che svolge.

Oltre lo strutturalismo: la nascita del post-strutturalismo

A partire dalla fine degli anni ’60, lo strutturalismo è stato oggetto di critiche che hanno dato vita al post-strutturalismo. Pensatori come Jacques Derrida e Michel Foucault, pur partendo da una base strutturalista, hanno messo in discussione la rigidità e l’oggettività delle strutture, sottolineando come esse non siano fisse e universali, ma soggette a interpretazione, potere e cambiamento storico.

Strutturalismo Post-strutturalismo
Ricerca di strutture universali e oggettive. Nega l’esistenza di una struttura fissa e universale; il significato è instabile.
Il significato è determinato dalle relazioni all’interno del sistema. Il significato è sempre differito e aperto a infinite interpretazioni (decostruzione).
Approccio scientifico e distaccato all’analisi. L’analista è sempre parte di ciò che analizza; critica il concetto di “verità” oggettiva.

Fonti per approfondire: Enciclopedia Treccani, Internet Encyclopedia of Philosophy.

Fonte immagine: Pixabay

Articolo aggiornato il: 01/10/2025

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A proposito di Chiumiento Barbara

Studentessa di mediazione linguistica e culturale presso l'Università degli studi di Napoli l'Orientale

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