Dipinti di Artemisia Gentileschi: i 5 più belli

Dipinti di Artemisia Gentileschi: i 5 più belli

Una delle artiste più apprezzate al mondo, i dipinti di Artemisia Gentileschi propongono un’arte molto originale e rappresentano capolavori di grandissimo realismo.

Tra i tanti importanti artisti del Seicento, risalta una figura molto significativa: quella di Artemisia Gentileschi. Figlia del pittore toscano Orazio Gentileschi, Artemisia sin da piccola coltivò il suo enorme talento a partire dallo studio paterno in cui le venivano insegnate le basi di questo mestiere. Il loro rapporto era spesso conflittuale, ma erano a tal punto legati che gli storici dell’arte spesso hanno avuto difficoltà nello stabilire a chi dei due appartenessero i diversi dipinti di Artemisia Gentileschi.

Artemisia ebbe dei trascorsi molto tristi, a causa della violenza sessuale subita dalla giovane appena diciottenne da parte di Agostino Tassi, pittore e amico del padre. I Gentileschi riuscirono a trascinare in tribunale il colpevole che, tuttavia, non scontò mai la pena, lasciando Artemisia dinanzi a pesanti condanne morali e umiliazioni in società.

Nonostante tutto, Artemisia Gentileschi fu in grado di rivelare il suo immenso valore e riuscì ad imporsi in un mondo chiuso in cui le donne non avevano tante possibilità di emergere. La forte pittura di Artemisia Gentileschi era molto diversa dalle opere realizzate da altre donne prima di lei, limitate alla natura morta e ai paesaggi. Artemisia si impone con la pittura alta, con soggetti storici e religiosi.
Molto vicina all’arte caravaggesca, nei suoi meravigliosi dipinti la pittrice riversò tutte le sue sofferenze passate.

Quali sono i 5 migliori dipinti di Artemisia Gentileschi?

1. Susanna e i vecchioni (1610)

Dipinti di Artemisia Gentileschi: i 5 più belli
Fonte: Wikipedia

Sicuramente, tra i dipinti di maggior rilievo possiamo annoverare Susanna e i vecchioni, che Artemisia realizzò agli inizi della sua carriera, probabilmente a 17 anni. Su questo, tuttavia, ci sono dubbi.
Secondo numerose osservazioni, il tema dell’opera sarebbe facilmente riconducibile alla violenza subita dalla stessa pittrice.
Artemisia Gentileschi, difatti, propone una sua personale lettura dell’episodio biblico, evidenziando gli aspetti dolorosi della storia: nel dipinto Susanna si dispera, cerca di allontanarsi inorridita. In tutto il suo realismo, con il suo corpo sinuoso e ombreggiato da un elegante chiaroscuro, la Susanna di Artemisia riesce a coinvolgere emotivamente lo spettatore e comunicare il senso di disgusto e preoccupazione. La giovane, infatti, sembra essere intrappolata dai due anziani posizionati di poco sopra di lei. La pittrice, dunque, pone l’accento sul disagio psicologico provato da Susanna che, sopraffatta, cerca di scacciare i due uomini.

2. Giuditta che decapita Oloferne (1614-1620)

Giuditta che decapita Oloferne
Fonte: Wikipedia

Anche in questo caso, la critica ha interpretato quest’opera come uno dei dipinti di Artemisia Gentileschi in cui si rappresenta una sorta di vendetta nei confronti di chi in passato l’aveva violentata. È un’opera brutale e carica di violenza basata su un evento biblico, di cui si conservano due versioni (una a Napoli e una a Firenze). Artemisia Gentileschi propone una Giuditta molto diversa rispetto alle altre, soprattutto rispetto a quella realizzata dal vicino Caravaggio. Con Artemisia, Giuditta si scaglia violentemente su Oloferne, il suo rivale, per tagliargli la testa, con l’aiuto di un’ancella. La presenza dell’ancella è un’invenzione di Artemisia, siccome nella Bibbia non si narra della presenza di questa figura durante l’uccisione. La visione è d’effetto: il sangue sgorga abbondante ovunque.
Il dipinto è di chiara influenza caravaggesca però, a differenza del Merisi dove il focus era lo stesso Oloferne e il ribrezzo di Giuditta, Artemisia Gentileschi predilige la rappresentazione dello sforzo fisico delle due donne che si aiutano l’un l’altra, con estremo realismo.

3. Autoritratto come santa Caterina d’Alessandria (1615-1617)

Dipinti di Artemisia Gentileschi: i 5 più belli
Fonte: Wikipedia

In quest’opera tipicamente caravaggesca, la Santa è rappresentata con estremo realismo su uno sfondo nero. Caterina d’Alessandria, da molti interpretata come un autoritratto della stessa pittrice, è raffigurata a mezzo busto, con una mano sulla ruota del martirio e con una palma nell’altra mano portata al petto, ed in viso ha un’espressione così naturale che fa, invece, pensare alla presenza di una vera modella durante la realizzazione del dipinto.
Questa raffigurazione è piuttosto insolita, siccome i dipinti di Artemisia Gentileschi prediligevano soggetti in azione. Tuttavia, è possibile immaginare che Artemisia fosse affascinata dalla figura di Santa Caterina che, filosofa, proprio come lei era riuscita ad imporsi in una società maschilista.

4. Autoritratto come allegoria della Pittura (1638-1639)

Fonte: Wikipedia

In questo meraviglioso dipinto, vediamo una donna intenta a dipingere su una grande tela. Il tema dell’opera è molto originale: la donna personifica la Pittura ed è rappresentata di fianco, con il braccio allungato per arrivare ad una tela che sembra quasi irraggiungibile. Inserita su sfondo scuro, su di lei si appoggia uno squarcio di luce proveniente dall’alto, riflesso sul viso, sul petto e sul braccio, creando un bellissimo chiaroscuro.
Anche in questo caso si pensa che la pittrice abbia ritratto se stessa, ma se così fosse, per rappresentare se stessa in quella posizione, la pittrice avrà sicuramente utilizzato un gran numero di specchi!

5. San Gennaro nell’Anfiteatro di Pozzuoli (1636-1637)

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Questa notevole opera è uno dei tre dipinti di Artemisia Gentileschi realizzati per il Duomo di Pozzuoli. Essa ritrae una delle vicende agiografiche di San Gennaro: dopo aver subito numerose torture, il santo si trova a passare tra orsi e leoni che, invece di attaccarlo, gli leccano i piedi. San Gennaro è rappresentato con la tunica bianca, con la sua mitria vescovile e il bastone, e con una mano alzata come se stesse benedicendo le bestie, sotto lo sguardo stupito dei suoi seguaci per il prodigio compiuto dal santo.

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia 

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A proposito di Ottavia Piccolo

Sono una studentessa dell'Università L'Orientale di Napoli. Appassionata di lingue straniere, amo soprattutto conoscere nuove culture, osservare e... scrivere! Fondo la mia vita sull'arte: la musica e la fotografia in cima alla lista!

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