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Eroica Fenice

La categoria Viaggi e Miraggi contiene 83 articoli

Viaggi e Miraggi

Isolette italiane incantevoli dove trascorrere le vacanze

Isolette italiane da considerare come meta per le vacanze: la nostra top 5! | Opinioni Isolette italiane: luoghi incantati, di dimensioni ristrette, dal turismo selezionato, dall’offerta naturalistica e paesaggistica così vasta da lasciare l’imbarazzo della scelta. Eppure la maggior parte degli italiani non prende abbastanza in considerazione il ventaglio di isolette italiane di cui disponiamo come meta turistica su cui fiondarsi per l’estate. Il settore turistico è una delle risorse economiche più rilevante del nostro paese, destinazione amatissima da turisti di tutto il mondo e spesso data per scontato proprio da noi nella scelta del posto dove passare le ferie. Se sei stanco della routine ma anche di sfuggirle, optando per vacanze tradizionali e conformiste, ti accompagniamo in un breve tour alla scoperta delle isolette italiane incantevoli e naturalistiche, in cui dovresti proprio considerare di trascorrere le vacanze quest’anno! Isolette italiane: la top 5! 1.Procida La nostra rassegna non può che cominciare dalla più piccola isola campana. Procida è un’affascinante, graziosa isoletta italiana caratterizzata da una collina detta Terra Murata, sovrastata da un borgo di origini medievali. Tre i porticcioli presenti e la divisione in nove contrade dette grancìe. Marineria e industria turistica sono i cavalli di battaglia di questo isolotto campano. Ricordata per vari capolavori di cui è stata teatro, tra cui “Il Postino“, interpretato da Massimo Troisi, Procida è una deliziosa gemma mediterranea, profumata degli enormi e succosi limoni che dà alla luce, costellata da sentieri naturalistici, casette colorate, vigneti e insenature a picco sul mare. 2. Pantelleria Delizioso isolotto siciliano, si annovera tra le isolette italiane da visitare che offrono più ricchezze e attrattività. Di origini vulcaniche, è spesso definita “Perla Nera del Mediterraneo” per i suoi paesaggi esclusivamente rocciosi, mai sabbiosi, e per gli scogli di pietra lavica. Soggetta alla dominazione araba per più secoli, oggi ne conserva tracce intrise di fascino in molti aspetti della cultura locale. Destinazione amatissima dai vip per la sua vicinanza all’Oriente, per le prelibatezze culinarie e anche per la discrezione dei suoi abitanti. 3. Ventotene: esili illustri per una delle isolette italiane da scoprire Situata tra Lazio e Campania, il nome di questa isola selvaggia e suggestiva è associata a molti esili “famosi”: proprio a Ventotene, Augusto esiliò la figlia Giulia, Tiberio la nipote Agrippina e Nerone la moglie ripudiata Ottavia. Caratterizzata da una natura piuttosto incontaminata, Ventotene non vanta un gran numero di villaggi turistici o di attrazioni mondane, ma si presenta come il luogo prediletto dagli amanti del mare, della terra, del relax a contatto con Madre Natura. Si circola solo con vetture elettriche, bici, motorini e…a piedi. Grotte affascinanti, calette naturalistiche e poco spazio per il caos e il turismo di massa. 4. Giglio L’isola del Giglio, la seconda più grande isola appartenente all’Arcipelago Toscano, è una vera e propria gemma naturalistica. Calette isolate in una costa molto varia, panorami mozzafiato e percorsi da godersi a piedi rendono questa destinazione perfetta per chi ama addentrarsi nella natura. Giglio Castello offre ai suoi turisti un pittoresco borgo medievale, […]

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Culturalmente

Sidi Bou Said: il villaggio bianco e blu sulle coste della Tunisia

Sidi Bou Said (in arabo: سيدي بو سعيد‎, Sīdī [A]bū Saʿīd) è una città situata nel nord della Tunisia, a circa 20 km dalla capitale Tunisi. Sidi Bou Said è un luogo di forte attrazione turistica ed è noto principalmente per l’utilizzo del bianco e del blu ovunque. Passeggiare per le sue stradine è un’esperienza che molti turisti scelgono ogni anno. La città con i suoi colori brillanti ha un’identità molto forte che è confermata, di volta in volt,a dalle opinioni dei visitatori che vi si recano ad ammirarla. Breve storia di Sidi Bou Said Il suo nome è dovuto ad una figura religiosa importante nel mondo musulmano che visse proprio in questa città. Si tratta del musulmano Abou Said ibn Khalef ibn Yahia Ettamini el Beji. Prima del suo arrivo il nome della città era Jabal el-Menar. Tra il XII e il XIII sec. d.C. questo personaggio giunse nel villaggio di Jabal el-Menar e vi costruì un santuario. Dopo la sua morte nel 1231, fu sepolto lì e da allora il suo nome è diventato il nome dell’intera città. Nel XVIII sec. i governatori turchi di Tunisi e i cittadini benestanti vi costruirono numerosi residence ma i colori caratteristici di Sidi Bou Said sono nati negli anni Venti del Novecento. In questo periodo il pittore e musicologo francese Rodolphe d’Erlanger applicò il tema del bianco-blu in tutta la città. Sidi Bou Said è stata meta di molti artisti che ne hanno decantato la bellezza. Paul Klee, Gustave-Henri Jossot, August Macke, Saro Lo Turco e Louis Moillet sono solo alcuni dei nomi che ricordiamo. Hanno anche vissuto in questo luogo molti artisti tunisini come Yahia Turki, Brahim Dhahak e Ammar Farhat , membri della Ecole de Tunis, la scuola di pittura di Tunisi. La città come meta turistica: quando visitarla e cosa visitare Il periodo migliore per recarsi in questo posto è inizio autunno o in primavera, prima che l’assalto dei  turisti abbia inizio. In questo modo si potrà ancora godere delle passeggiate per le stradine stratte del paese e assaporare la pace del posto. Durante i mesi estivi la strada principale si riempie di turisti ma con essa anche le strade più interne e solitamente vuote. La città sembra invece inabitata nelle ore diurne durante il Ramadan. La città è facilmente raggiungibile in auto e sono disponibili anche diversi parcheggi gratuiti. In treno può essere raggiunta tramite la linea ferroviaria TGM (Tunis-Goulette-Marsa), che parte da Tunisi e giunge a La Marsa. Il villaggio di Sidi Bou Said è molto piccolo e le strade del paese sono visitabili in due o tre ore a piedi. Sicuramente le stradine strette caratteristiche del luogo sono la prima cosa da vedere di questa città. Le case bianche con tetti e le finestre blu, segno particolare di questo villaggio arroccato su una collina, conducono ad una splendida vista sul Mar Mediterraneo e sulla baia di Tunisi. I monumenti da visitare sono: Ennejma Ezzahra: si tratta dell’ex palazzo del barone Rodolphe d’Erlanger e ora è […]

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Backpacker Adventure: Marco Cuomo, il viaggiatore con zaino in spalla

Backpacker Adventure: l’avventura che chiama colui che, scalzo, sogna di viaggiare | Intervista a Marco Cuomo Backpacker Adventure si occupa di viaggi di gruppo all’insegna dell’avventura e nasce dall’idea di Marco Cuomo di condividere con gli altri la sua passione per la scoperta del mondo, delle sue bellezze e dei suoi colori. Marco ha visitato circa ottanta Paesi del mondo, è diventato Guida Ambientale Escursionistica ed è oggi associato alla LAGAP (Associazione Guide Escursionistiche Professioniste). “Backpacker” è colui che, “scalzo” e con uno zaino in spalla, ha il grande sogno di viaggiare. Viviamo in una società in cui siamo abituati ad avere tutto sotto controllo, sarà per questo che ci affascinano le esperienze fuori dagli schemi. La routine di un lavoro, senza troppi slanci e con poche emozioni, è qualcosa che fa paura a più di qualcuno, ma pochi coraggiosi riescono a dirle di no. Marco Cuomo è tra quelli. Marco ha fatto della propria passione un lavoro. Eroica Fenice ha avuto il piacere e l’onore d’intervistarlo. Backpacker Adventure, intervista a Marco Cuomo Marco, raccontaci chi sei. Salve ragazzi! Sono una persona che ha sempre cercato di vivere delle proprie passioni, che si è battuta per le proprie idee e ha inseguito i propri sogni, ma soprattutto ha capito che nella vita tutto si può realizzare, l’importante è come si cerca di farlo. Spesso, molte persone non realizzano i propri sogni perché non ci credono abbastanza, perché non impiegano la giusta energia e si fermano davanti ai primi ostacoli. Gli ostacoli sono proporzionali alla grandezza del sogno che si vuole realizzare. Come nasce Backpacker Adventure? Nasce dall’idea di condividere con gli altri il mio mondo fatto di avventure ed esperienze in giro per il mondo. Credo, infatti, che la felicità non è reale se non condivisa e che quando ti capita qualcosa di bello devi esternarlo. Oggi, Backpacker Adventure è molto di più di un blog di racconti di viaggio. Organizzo viaggi-avventura di gruppo e tra pochi mesi andrà on line il nuovo sito, con grosse novità. Secondo te, viaggiare è questione di… Viaggiare è importante per se stessi, per la propria crescita interiore. Con gli anni ho capito che il viaggio fuori è soprattutto un viaggio dentro noi stessi. Ci aiuta a conoscerci. Quale dei circa ottanta Paesi che hai visitato finora ti ha affascinato di più e perché? Questa è una domanda molto difficile da rispondere perché molti luoghi nel mondo mi hanno regalato emozioni incredibili. Le montagne dell’Himalaya, per esempio, mi hanno fatto capire quanto potente e forte sia Madre Natura. Quando sei alle pendici di quei colossi di oltre 8000 metri avverti un’energia particolare. E poi la Mongolia, con il suo popolo incredibilmente ospitale, e ancora la mia amata Namibia, con il deserto più antico del mondo, il Namib. Potrei continuare all’infinito perché, come ti dicevo, sono molti i luoghi che mi hanno trasmesso qualcosa. Viaggio come palestra di vita. Per te, quali sono le tappe doverose del percorso di un viaggiatore? Oggi, viviamo in un’epoca in […]

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Cosa vedere a Ischia: dalle terme al Castello Aragonese

Cosa vedere a Ischia, l’isola “verde” del Golfo di Napoli. Tra le incantevoli isole che chiudono a cerchio il Golfo di Napoli, Ischia non è soltanto la più grande ma è anche la più varia per le tante e continue scoperte che riserva. Posta a poca distanza dall’isola di Procida, con una superficie totale di 46 km² è la “sorella maggiore” delle isole Flegree. Con i suoi 64.115 abitanti è la terza più popolosa isola italiana, dopo Sicilia e Sardegna. In antichità era nota col nome “Pithecusae” (“isola delle scimmie”), ma probabilmente fu detta così per la vivace industria dei vasi di creta. A Ischia spiagge ampie e assolate si alternano a riposanti pinete, a verdi colline e a balze rocciose. L’isola, di origine vulcanica, racchiude nel suo sottosuolo, inoltre, autentiche “miniere d’oro”: otto bacini termominerali e numerose sorgenti, stufe, fumarole ed arene. Le acque termali dell’isola d’Ischia sono ben conosciute e utilizzate fin dall’antichità. Se i Greci furono i primi a conoscere i poteri delle acque termali ischitane, i Romani le esaltarono come strumento di cura e relax attraverso la realizzazione di Thermae pubbliche e utilizzarono proficuamente le numerose sorgenti dell’Isola (come dimostrano le tavolette votive rinvenute presso la Sorgente di Nitrodi a Barano d’Ischia, dove sorgeva un tempietto dedicato ad Apollo e alle Ninfe Nitrodie, custodi delle acque). Oggi l’isola è amministrativamente divisa in sei comuni: Ischia, Casamicciola Terme, Lacco Ameno, Forio, Serrara Fontana e Barano. Ma scopriamo cosa vedere a Ischia, quali sono le tappe imprescindibili per un giro dell’isola [Vi consigliamo di noleggiare uno scooter (tanto più se si è in coppia), per girare l’isola a dovere. In alternativa ci si muove agevolmente anche con i pullman o con l’auto, ma è bene sapere che i servizi pubblici, soprattutto nei mesi estivi, sono super affollati e che per le macchine, quattro mesi l’anno, vigono importanti restrizioni di sbarco e circolazione (per i soli residenti in Campania)] Castello Aragonese Cosa vedere a Ischia, se non il Castello Aragonese? Senza dubbio la cartolina più famosa dell’isola. Si trova in fondo al caratteristico borgo di Ischia Ponte su uno sperone roccioso, a 113 metri sopra il livello del mare, collegato alla terraferma da un istmo in pietra fatto realizzare da Alfonso V d’Aragona. Un comodo ascensore porta in cima alla struttura e da lì il panorama è mozzafiato, come pure molto belli sono i resti della Cattedrale dell’Assunta, la Chiesa dell’Immacolata e il Cimitero delle suore Clarisse, che fanno parte del complesso. Le spiagge Non si può parlare di un’isola come Ischia senza citare le sue splendide spiagge, tra le più belle d’Italia. La spiaggia più estesa è quella dei Maronti, antico approdo saraceno e oggi luogo perfetto per chi ama il turismo balneare. L’ultimo tratto di spiaggia è quello delle Fumarole, con acqua termale mista ad acqua di mare: il posto ideale per chi vuole fare il bagno anche d’inverno. Sul lato occidentale di Ischia si trova la spiaggia di Cava dell’Isola, baciata dal sole fino a sera e caratterizzata da un clima caldo, ventilato e secco. A […]

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Cosa vedere a Vienna: città dell’imperatrice Sissi

Scopriamo cosa a vedere a Vienna: splendida capitale, città dell’imperatrice Sissi. Quando Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach, duchessa di Baviera, denominata affettuosamente Sissi dalla sua famiglia e dal marito Francesco Giuseppe, imperatore austro-ungarico, arrivò per la prima volta a Vienna, probabilmente rimase colpita dalla sfarzo e dalla bellezza di questa città. Vienna: la storia della capitale del regno asburgico Situata nel nord-est dell’Austria, Vienna è attualmente sede di organizzazioni internazionali come l’ONU e il suo centro storico è patrimonio dell’umanità UNESCO. L’antica colonia romana fondata nel 100 d.C. (Vindobona), si è sviluppata sulla riva destra del fiume Danubio e visse un lungo periodo di pace fra il ‘600-‘700 conoscendo un’intensa attività architettonica , in cui eccelsero gli stili barocco e rococò. Fu, però, soprattutto durante il periodo di regno di Maria Teresa (nel XVIII secolo) e di suo figlio Giuseppe II, i cosiddetti “sovrani illuminati”, che Vienna si trasformò in una capitale europea. Dopo il burrascoso periodo napoleonico, in cui la città venne occupata due volte fra il 1805 e il 1809 e il celebre congresso che diede inizio alla Restaurazione (1814-1815), Vienna visse un periodo di grande splendore, in particolare nel periodo asburgico. Fra il 1857 e il 1865, con l’abbattimento delle mura cittadine, venne costruita, infatti, la Ringstrasse, un lungo viale di 6 km, dotato di marciapiedi e “corsie per cavalcare su entrambi i lati” così da costituire “una sorta di decorazione che alterni edifici monumentali a spazi aperti destinati a giardino” (come venne descritta dallo stesso imperatore Francesco Giuseppe nel decreto del Natale 1857), allo scopo di demolire le fortificazioni medioevali e costruire nuove residenze e infrastrutture pubbliche. L’Hofburg di Vienna, la città dell’imperatrice Sissi Se cercate cosa vedere a Vienna, non potete perdere l’Hofburg! Nel centro della città di Vienna, come una “città nella città”, si erge la splendida residenza imperiale asburgica (dal 1282 al 1918), l’Hofburg, di impronta neoclassica e barocca, che si articola intorno a 16 cortili e ben 3 piazze e ha forma di un grandioso emiciclo compreso tra due piccoli corpi semicircolari a colonne, coronati da cupole e statue. Dalla parte centrale eretta da F. Kirschner (1881-1893) si accede agli appartamenti imperiali (Kaiserliche Appartements), al museo della corte e dell’argenteria, alla Burgkapelle (Cappella di Corte) e alla Camera del Tesoro (Schatzkammer), che raccoglie il tesoro sacro e profano degli Asburgo. Negli appartamenti imperiali, nella camera dell’imperatore Francesco Giuseppe non potrete non notare la ricca stufa in maiolica e i quattro ritratti dell’amata moglie Sissi, e l’appartamento dell’imperatrice con una sala per la toeletta alla quale ella sedeva mentre la sua dama le spazzolava i lunghi capelli e una con la spalliera alla quale Sissi faceva intensi e frequenti esercizi fisici. Infatti Elisabeth, che da giovane trascorreva i mesi estivi nel castello di Possenhofen dove praticava equitazione (per il loro fidanzamento nel 1853, Franz le regalò un ritratto a cavallo nel parco del castello bavarese) e amava passeggiare all’aria aperta, sembra fosse ossessionata dalla sua bellezza (soprattutto dopo il suo arrivo a Vienna), […]

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5 cose da fare e vedere a Procida assolutamente

Ecco 5 cose da fare a Procida, per avere un assaggio dell’essenza di quest’isola! Antica e colorata. Autentica e “sgarrupata”. Affascinante e ancora da scoprire. Procida, isola del Golfo di Napoli, è la “quintessenza” del posto di mare, un territorio da secoli votato alla pesca, alla navigazione e al buon vivere. Qui non impazzano i vip, non si trovano paparazzi e non c’è rischio di perdersi nell’omologazione. Isola di pescatori, è profondamente diversa dalle “sorelle maggiori” Capri e Ischia, lontana dalla ribalta e dal viavai mondano. Una terra semplice e schiva, gelosa e orgogliosa delle proprie tradizioni: dalla pesca con le tipiche imbarcazioni in legno alla coltivazione dei limoni. Il turismo è arrivato tardi: mentre già a fine Ottocento Capri era il rifugio prediletto di viaggiatori colti, e Ischia chiamava a sé gli aristocratici di tutta Europa, la piccola Procida continuava a coltivare i suoi orti e i giovani prendevano il largo sui grandi mercantili. Oggi il nuovo comincia a farsi avanti ma ciò non sta snaturando l’isola: i pescatori e i contadini restano l’anima vera di Procida, disegnano il suo paesaggio da cartolina con i pescherecci di legno, le reti ammassate sui pontili, le case dall’intonaco colorato, i giardini di limoni e gli orti nascosti oltre le mura di vecchi palazzi. Un’isola di appena quattro chilometri quadrati che si visitano facilmente in un giorno, e se avete abbastanza tempo a disposizione potete pensare di esplorarla a piedi. In alternativa, ci sono quattro opzioni: utilizzare il servizio pubblico degli autobus, contrattare con un taxi per un giro completo dell’isola, noleggiare uno scooter o, ancora meglio, affittare una bici elettrica, a patto di fare attenzione ai tanti dettagli architettonici e ai frammenti di vita di gente semplice, temprata dalle dure leggi del mare. Per alcuni Procida è irrimediabilmente “L’isola di Arturo“, il luogo che ha ispirato il capolavoro letterario di Elsa Morante. Ma anche se non hai letto il libro e vuoi scoprire le bellezze di quest’isola, ecco le 5 cose da fare e vedere a Procida per avere un assaggio della sua essenza. 5 cose da fare a Procida: dal carcere borbonico a “Il Postino” 1. VISITARE TERRA MURATA Comonciamo la nostra lista di cose da fare e vedere a Procida con Terra Murata. Terra Murata è una contrada posta sul punto più alto dell’isola, contraddistinta da case color pastello e dominata da un’antica Abbazia, consacrata a San Michele Arcangelo, da cui si gode di uno splendido panorama del Golfo. Qui in cima tutto è iniziato, si tratta della parte più antica dell’isola. L’intero borgo era costruito in funzione difensiva per proteggere i cittadini dalle numerose invasioni, da quelle barbariche del primo Medioevo fino ai saccheggi saraceni. Terra Murata è la sede del Palazzo d’Avalos. Edificato tra il 1560 e il 1570 dai d’Avalos, feudatari dell’isola fino al 1729, fu trasformato in Palazzo reale e casino di caccia da Carlo III di Borbone. Successivamente, dal 1815, divenne prima scuola militare, poi prigione e bagno penale per ergastolani: una cittadella carceraria a picco sul mare. 2. PASSEGGIARE […]

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Gite fuori porta: dove andare in Campania

Gite fuori porta? In Campania c’è l’imbarazzo della scelta La Campania è una regione ricca di storia, cultura, arte, tradizioni e bellezze di vario genere, dove trascorrere attimi magici, con gite, escursioni, visite guidate. Il turismo è uno dei settori più sviluppati, della Campania, grazie ai numerosi visitatori che decidono ogni anno, di fare una gita fuori porta. La Campania, risponde ad ogni esigenza, grazie ad un patrimonio artistico, storico, museale, di inestimabile grandezza, adatto ad ogni tipologia turistica. Chiunque decida di spostarsi, per una gita fuori porta in Campania, e ama l’arte, non può non visitare, la meravigliosa Villa di Poppea, a Torre Annunziata. La Villa di Poppea rappresenta una parte molto importante degli scavi archeologici di Oplonti, altra zona che insieme a Pompei, Ercolano e Stabia fu seppellita nel 79 d.C. a seguito dell’eruzione del Vesuvio. Oggi il complesso è situato all’interno del comune di Torre Annunziata. La Villa in questione, fu riscoperta a partire dal 1968: si tratta di una villa d’Otium con sale dedicate alla produzione di vino e olio. A oggi la costruzione non è stata ancora interamente scavata. Una di quelle gite fuori porta adatta anche alle famiglie, grazie alla quale si possono ammirare opere d’arte, reperti archeologici, passeggiare all’aperto, e godere di aria buona. Naturalmente la Campania non è rinomata esclusivamente per il ricco patrimonio artistico, ma anche per le bellezze di tipo naturale, nell’ambito delle quali si possono ammirare costruzioni artistiche, monumenti, musei. È il caso della Casina vanvitelliana che sorge sul Lago Fusaro a Bacoli. Nonostante lo stato di abbandono, la Casina, una costruzione risalente all’epoca borbonica, è sempre un incanto e continua ad ammaliare con il proprio fascino indiscusso. Un luogo particolarmente suggestivo, dove si può trascorrere del tempo in pace, assaporando un panorama mozzafiato, che diventa un vero e proprio spettacolo della natura, specie al tramonto. Gite fuori porta? Isole e scavi! Oltre alle rinomate bellezze artistiche e culturali, chiunque desidera partire per una gita fuoriporta in Campania, sicuramente non può non considerare le isole del Golfo di Napoli: Ischia, Capri e Procida. Ognuna diversa, ognuna con una propria caratterizzazione; le tre isole, sono un agglomerato perfetto di storia, natura, enogastronomia, folklore, tradizioni, dove trascorrere una giornata in allegria e spensieratezza. Delle tre isole dell’arcipelago campano, Ischia è la più grande, con 34 km di costa, Procida è la più piccola, famosa per la presenza di casette colorate che donano vivacità al territorio, e Capri è definibile l’isola d’elite, per chi desidera un luogo ricco di locali famosi e boutique. Le tre isole sono facilmente raggiungibili, collegate sia da Napoli che da Pozzuoli, con traghetti, ma anche aliscafi. Adatte ad ogni esigenza, da assaporare in tutte le relative caratteristiche di qualsiasi genere o misura esse siano. Per gli amanti della storia, invece, gli Scavi di Pompei rappresentano il luogo ideale. Pompei è una delle mete culturali più significative della storia d’Italia. Storia, arte, divertimento, enogastronomia, sono le diverse possibilità che Pompei offre ai numerosi visitatori che ogni anno la […]

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Madrid, breve viaggio nella capitale della Spagna

Piccola guida su Madrid, capitale della Spagna “A Madrid l’aria è diversa. La sua luminosità, a volte, acceca l’anima per farci vedere più chiaramente le cose”. Tanta verità nelle parole di Roberto Bolaño Ávalos, scrittore e saggista cileno che visse gli ultimi suoi giorni proprio in Spagna; anche se non si è in pieno agosto, la luce a Madrid arriva prima di tutto: per riempire quelle piazze grandi e le calle lunghe, per illuminare i monumenti e dargli un nuovo volto nel presente. La capitale spagnola, terza tra le città europee più popolose, è il centro politico della Spagna e sede del governo, dominata nel VII secolo dagli arabi che la chiamarono “Matrit” (da cui probabilmente deriva il nome attuale) e governata a lungo dai Castiglia: una storia che condiziona ancora tutt’oggi il profilo urbanistico della città, i cui scorci antichi si confondono placidamente con l’architettura moderna. Infatti, fu solo verso l’Ottocento che il profilo storico cambiò faccia, quando Madrid subì un rimodernamento considerevole. Una città che è cuore dell’arte e della storia iberica, per un turista meta obbligata anche se si ha poco tempo a disposizione (il consiglio è programmare in anticipo una guida per visitare Madrid in pochi giorni), un’esperienza da fare passeggiare in tranquillità nelle piazze assolate, mangiando un boccadillo o un soldaditos. Prima fra tutte, la Puerta del Sol, la più antica della città, dove i madrileni ogni anno si riuniscono per festeggiare il Capodanno accompagnati dai rintocchi dell’orologio, in presenza della celebre statua in pietra e bronzo dell’Orso e del Corbezzolo. Scolpita dall’artista Antonio Navarro Santafè negli anni Sessanta, raffigura appunto un orso, l’animale che si dice vivesse in questi luoghi, che si appoggia su un tronco di un albero da frutto, un simbolo storico che è diventato emblema della città, tant’è che oggi è l’immagine della bandiera ufficiale. Madrid, capitale della Spagna, tra arte e architettura Immensi spazi, occupati all’improvviso da splendidi monumenti, come il Palazzo Reale (o Palazzo d’Oriente), ancora oggi residenza ufficiale della famiglia reale spagnola. O Plaza de España, al cui centro campeggia la statua di Miguel Cervantes, insieme a quelle di Don Chiscotte e Sancho Panza, un prezioso e nostalgico omaggio al grande scrittore seicentesco. Architettura ed urbanistica si incrociano con magnificenza con l’arte iberica, che al Museo del Prado, una delle pinacoteche più importanti al mondo, trova manifestazione. Impossibile da non vedere almeno una volta le opere di Francisco Goya esposte. E l’antico ancora si fonde con moderno e fa da compagno perfetto al Prado, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, dove è esposto, il mastodontico Guernica di Pablo Picasso. La vita notturna nella capitale della Spagna non manca di certo, se si pensa che il significato che diamo oggi al termine movida nasce proprio dal movimento sociale ed artistico madrileno in onore delle celebrazioni per la fine della dittatura di Francisco Franco. Spetta un giro per i vari quartieri di Madrid, Malasaña, Lavapiés o Chueca.

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Viaggiare nel mondo, come visitarlo tutto (o quasi): consigli e curiosità

Ogni uomo va alla ricerca della propria felicità: c’è chi la cerca nella stabilità di una casa, chi nelle soddisfazioni di un lavoro, chi in un credo; e c’è chi viaggia alla scoperta di tutto (o quasi) il mondo. Viaggiare nel mondo è importante, soprattutto quando esso offre una serie innumerevole di posti da visitare e grazie ai quali l’uomo può vivere esperienze e suggestioni uniche. Il ruolo educativo del viaggio La consapevolezza di una funzione educativa e formativa del viaggio è ben consolidata fin dai tempi antichi, e quella della sua ricchezza come esperienza umana, ad esempio, era già citata nel pensiero di Rousseau. Il viaggio educa a nuove esperienze, a nuove culture, educa all’empatia, ma anche all’adattamento, soprattutto in determinate situazioni o circostanze. Chi viaggia, vuole in realtà scoprire il mondo, conoscere tante e diverse destinazioni, vicine, lontane, grandi, piccole, fredde o temperate, che esse siano. Nella situazione moderna il mondo si presenta come un complesso di mete disponibili alle compatibilità del soggetto viaggiatore. In questo senso l’estrema variabilità delle proposte e delle possibilità si associa alla regolarità delle scelte condizionate dalla presenza di agenzie specializzate. Ambedue le serie sono subordinate all’economia generale del viaggio, potente fattore di selezione, catalogazione e ordinamento complessivo della domanda. L’uomo viaggia nel mondo con lo scopo inconscio di volerlo visitare tutto. Ovviamente, per poter visitare tutto (o quasi) il mondo, è necessario, o almeno consigliabile, rispettare delle “norme” basilari per i viaggi più belli, che permettono di organizzare al meglio ogni spostamento. Viaggiare nel mondo: consigli utili e curiosità Il viaggio deve essere “intelligente”, ossia ben strutturato, senza perdite di tempo inutili, programmato con razionalità. Nel programmare un viaggio nel mondo si fa i conti con una serie di dati, che possono essere conoscitivi, motivazionali, razionali, emotivi, incluse le preoccupazioni del viaggio stesso. Secondo aspetto molto rilevante è la “consapevolezza del viaggio”, prendere atto di ciò che si desidera visitare, e dell’intensità del soggiorno in una determinata meta. Ricordare che il mondo è grande, e visitarlo tutto, è complicato, quasi impossibile, ma in compenso, si possono vedere dei luoghi che racchiudono in sé tutto (o quasi) il mondo. Di certo un altro aspetto importante è quello di progettare bene gli spostamenti, data la vastità e le innumerevoli location da visitare. Un consiglio che potrebbe sembrare banale è quello di portare con sè il minimo indispensabile; uno zaino è la soluzione migliore, poiché è importante avere poco peso da portare in spalla. Un piccolo suggerimento che consigliano tutti i viaggiatori è quello di mettere un gancio all’astuccio (con all’interno le cose personali) per poterlo appendere ovunque anziché poggiarlo, perché spesso si finisce in posti veramente poco puliti e non si pensa a questo genere di dettagli che potrebbero causare seri problemi. Il viaggio nel mondo, con lo scopo di visitarlo tutto (o quasi) rappresenta una sorta di parentesi incantata, qualcosa di incontaminato che cambia radicalmente l’esistenza. Il mondo è ricchissimo di luoghi spettacolari, ma saperli apprezzare nel giusto modo, non è semplice. Bisogna […]

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Maratea: mare, spiagge e storia nella perla della Basilicata

Il mare e le spiagge di Maratea Era da un po’ di tempo che avevo sentito parlare del cristallino mare e delle bellissime spiagge di Maratea. Per questo, qualche anno fa, ci sono andata di persona e, bé, le foto e i discorsi sentiti non rendono giustizia al mare spettacolare della perla della Basilicata. Tantissime le spiagge, ognuna con una propria caratteristica, ciascuna con un proprio particolare fascino. Impossibile stilare una classifica o scegliere quale sia la migliore. Fiumicello, Acquafredda, I Vranne (che nel 2016 è stata premiata dal concorso web promosso da Legambiente come spiaggia più bella d’Italia), Cala Secca, e tante altre. Ogni spiaggia e ogni tratto di mare dei 32 km della costa di Maratea possiedono una bellezza esclusiva. Ma, tra quelle visitate, mi ha rubato il cuore Cala Jannita, conosciuta dai più come “Spiaggia nera” per il colore della sabbia. Ci si arriva attraverso un sentiero in discesa coperto di alberi che rendono la passeggiata fresca e piacevole, e dopo una rampa di scalini ripidi e stretti, si giunge su quei minuscoli sassolini neri, e ci si immerge in quelle acque trasparenti e calde. Scogli e rocce rendono molto caratteristica l’insenatura, ma per ammirare la straordinarietà di quel posto, bisogna fare qualche bracciata in più a nuoto per scoprire altre piccole ed incredibili insenature (attenti ai ricci!) e poi attraversare la grotta della Sciabella, lunga e misteriosa, e uscire allo scoperto in una piccolissima spiaggia circondata da alberi. Il Cristo Redentore: simbolo di Maratea Sulla stessa cima del monte Biagio dove è posta la statua del Cristo Redentore, un tempo si ergeva la vecchia città di Maratea, distrutta nel 1806 con l’invasione francese. Per ricordare l’evento si decise qualche anno dopo di collocare una croce in ferro battuto, rovinata periodicamente dai fulmini. Per ovviare al problema il podestà Biagio Vitolo chiese la costruzione di una statua di marmo e cemento: il Cristo Redentore, divenuto dal 1965 il simbolo di Maratea. Se lo si guarda dal livello del mare, la statua sembra guardare verso di esso, invece quando si ammira da vicino la statua, ci si rende conto sia che dà le spalle all’orizzonte, sia della sua incredibile maestosità. La città delle 44 chiese. Maratea è una piccola perla. E questo epiteto non glielo si attribuisce solo per il mare, ma anche per il centro posto a 300 metri di altitudine: un bellissimo intreccio di stradine, scale, salite, discese e archi che si susseguono tra gli edifici antichi e le innumerevoli chiese. Quarantaquattro per la precisione sono le chiese, alcune grandi, altre piccole o piccolissime. La principale è la Basilica di San Biagio, il santuario dedicato al santo patrono, posta nella parte alta di Maratea, dove un tempo sorgeva la città vecchia;  seguita da quella che è definita chiesa madre: la chiesa di Santa Maria Maggiore. Come le spiagge, anche ogni chiesa ha una propria peculiarità, per cui vale la pena visitarle tutte (non sempre sono aperte al pubblico). Ma quella che merita assolutamente una visita è la […]

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