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Eroica Fenice

Cose da fare a Procida

5 cose da fare e vedere a Procida assolutamente

Ecco 5 cose da fare a Procida, per avere un assaggio dell’essenza di quest’isola!

Antica e colorata. Autentica e “sgarrupata”. Affascinante e ancora da scoprire. Procida, isola del Golfo di Napoli, è la “quintessenza” del posto di mare, un territorio da secoli votato alla pesca, alla navigazione e al buon vivere. Qui non impazzano i vip, non si trovano paparazzi e non c’è rischio di perdersi nell’omologazione. Isola di pescatori, è profondamente diversa dalle “sorelle maggiori” Capri e Ischia, lontana dalla ribalta e dal viavai mondano. Una terra semplice e schiva, gelosa e orgogliosa delle proprie tradizioni: dalla pesca con le tipiche imbarcazioni in legno alla coltivazione dei limoni. Il turismo è arrivato tardi: mentre già a fine Ottocento Capri era il rifugio prediletto di viaggiatori colti, e Ischia chiamava a sé gli aristocratici di tutta Europa, la piccola Procida continuava a coltivare i suoi orti e i giovani prendevano il largo sui grandi mercantili.

Oggi il nuovo comincia a farsi avanti ma ciò non sta snaturando l’isola: i pescatori e i contadini restano l’anima vera di Procida, disegnano il suo paesaggio da cartolina con i pescherecci di legno, le reti ammassate sui pontili, le case dall’intonaco colorato, i giardini di limoni e gli orti nascosti oltre le mura di vecchi palazzi.

Un’isola di appena quattro chilometri quadrati che si visitano facilmente in un giorno, e se avete abbastanza tempo a disposizione potete pensare di esplorarla a piedi. In alternativa, ci sono quattro opzioni: utilizzare il servizio pubblico degli autobus, contrattare con un taxi per un giro completo dell’isola, noleggiare uno scooter o, ancora meglio, affittare una bici elettrica, a patto di fare attenzione ai tanti dettagli architettonici e ai frammenti di vita di gente semplice, temprata dalle dure leggi del mare.

Per alcuni Procida è irrimediabilmente “L’isola di Arturo“, il luogo che ha ispirato il capolavoro letterario di Elsa Morante. Ma anche se non hai letto il libro e vuoi scoprire le bellezze di quest’isola, ecco le 5 cose da fare e vedere a Procida per avere un assaggio della sua essenza.

5 cose da fare a Procida: dal carcere borbonico a “Il Postino”

1. VISITARE TERRA MURATA

Comonciamo la nostra lista di cose da fare e vedere a Procida con Terra Murata.

Terra Murata è una contrada posta sul punto più alto dell’isola, contraddistinta da case color pastello e dominata da un’antica Abbazia, consacrata a San Michele Arcangelo, da cui si gode di uno splendido panorama del Golfo. Qui in cima tutto è iniziato, si tratta della parte più antica dell’isola. L’intero borgo era costruito in funzione difensiva per proteggere i cittadini dalle numerose invasioni, da quelle barbariche del primo Medioevo fino ai saccheggi saraceni. Terra Murata è la sede del Palazzo d’Avalos. Edificato tra il 1560 e il 1570 dai d’Avalos, feudatari dell’isola fino al 1729, fu trasformato in Palazzo reale e casino di caccia da Carlo III di Borbone. Successivamente, dal 1815, divenne prima scuola militare, poi prigione e bagno penale per ergastolani: una cittadella carceraria a picco sul mare.

2. PASSEGGIARE A LA CORRICELLA

Le reti dei pescatori, i pescherecci e le case colorate: la Corricella è il borgo marinaro più antico di Procida e ci si arriva o via mare o percorrendo numerose scale. Disposto ad anfiteatro, è un vero e proprio presepe dal fascino indescrivibile. Qui tra archi, cupole, finestre, gradinate, logge, scale e facciate variopinte, tra un piatto di pesce fresco e una limonata dissetante, si respira la vera aria di vacanza. Si racconta che i colori vivi delle case a schiera della Corricella servissero ai pescatori per riconoscere la propria dimora anche dal mare.

3. ANDARE ALLA SPIAGGIA DE “IL POSTINO”

Senza alcun dubbio la spiaggia più suggestiva di Procida, la spiaggia del Pozzo Vecchio è anche conosciuta come la spiaggia del Postino poiché qui sono state girate molte scene del celebre ed ultimo film con Massimo Troisi. Una spiaggia (in buona parte spiaggia libera) dove la sabbia è vulcanica, scura e crea un magico gioco di contrasti con l’azzurro del mare e dove il sole tramonta presto per lasciare spazio ai pensieri e ad un ultimo tuffo in questa baia dalla forma di ferro di cavallo. Tra le altre spiagge da ricordare quella di Ciraccio, della Chiaiolella, della Chiaia, della Lingua.

4. MANGIARE LA “LINGUA DI BUE”

A Procida non si può non fare colazione con la famosa “Lingua di Bue”, un dolce tipico della tradizione che si trova praticamente in ogni bar procidano: due strati di pasta sfoglia, farcita con crema al limone, cioccolato o crema pasticcera. Quella con la crema al limone è proprio quella ufficiale dato che i limoni di Procida sono famosi per la loro grandezza e per la loro bontà: il loro profumo inebria ogni vicolo dell’isola.

5. FARE UN TOUR SULL’ISOLOTTO DI VIVARA

Sul sito ufficiale del Comune di Procida potete trovare tutte le informazioni per prenotare un tour e accedere all’isolotto di Vivara: un’isola nell’isola. Vivara è un’oasi protetta, una riserva naturale, il margine di un cratere vulcanico originatosi circa cinquantamila anni fa, oggi sommerso. In origine Vivara era collegata a Procida con una falesia oggi scomparsa e sostituita da un ponte. Tra ruderi risalenti al 1600 e un belvedere che consente di vedere Capri, Ischia, Procida stessa e, sullo sfondo, Napoli con il Vesuvio, Vivara è un piccolo angolo di Paradiso. Una delle cose di Procida da vedere assolutamente!

Curiosità

Procida è stata la location magica di alcuni film: non solo “Il Postino” di e con Massimo Troisi, ma anche “Il talento di Mr Ripley” con Matt Damon è stato in parte girato qui e pure il mitico Alberto Sordi è passato dall’isola per il film Detenuto in attesa di giudizio.

E poi, dal Decameron di Boccaccio al romanzo “Graziella” scritto da Alphonse de Lamartine, Procida, con il suo paesaggio che sembra esser stato dipinto da un artista innamorato dei colori, ha ispirato e continua ad ispirare poeti e scrittori. Ma è nelle parole di Elsa Morante che si può ritrovare realmente il vero “sentire” procidano:

Ah, io non chiederei di essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei di essere uno scorfano, ch’è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell’acqua.

[Immagine di copertina tratta da: getyourguide.it]

Nunzia Serino

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