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Eroica Fenice

La Tag: food contiene 119 articoli

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Al President di Pompei ricette d’autore all’olio d’oliva

Al ristorante President di Pompei, lo chef stellato Paolo Gramaglia ha presentato lo scorso martedì 18 febbraio un menu d’eccezione con un prodotto di qualità: l’olio DOP “Colline salernitane” dell’azienda Olivarte. Un prodotto antichissimo e pregiato, ricco di benefici per la salute, nonché alimento centrale della cultura mediterranea: l’ olio d’oliva, le cui origini risalgono all’età minoica, è indissolubilmente legato alla storia dell’uomo sia per la sua capacità di impreziosire qualsiasi cibo, rappresentando un ottimo alleato per la salute e la bellezza del corpo, sia per i risvolti economici che il suo commercio ha avuto nei secoli. Il cosiddetto “oro verde” della dieta mediterranea, grazie ai suoi componenti antiossidanti, svolge una preziosa azione protettiva contro le malattie cardiovascolari e l’invecchiamento. Il suo consumo può favorire il miglioramento dei valori pressori, ridurre il colesterolo cattivo e aiutare a prevenire le malattie metaboliche, come il diabete. Nell’antichità, era molto diffusa la credenza che l’olio d’oliva conferisse forza e giovinezza. Nell’antico Egitto, Grecia e Roma, veniva infuso con fiori ed erbe per produrre medicine e cosmetici.  Proprio per celebrare l’importanza dell’olio d’oliva, al President di Pompei presso gli Scavi è stato presentato da Paolo Gramaglia un menu interamente dedicato all’olio DOP Colline salernitane” prodotto dall’azienda Olivarte di Anna Smeraglia . L’azienda ha fatto della divulgazione in tutto il mondo dell’eccellenza dell’olio extra vergine prodotto nella provincia di Salerno la sua missione. Attraverso un lavoro pluriennale, l’azienda produce, commercializza e promuove l’olio extravergine DOP “Colline salernitane” e quello da “Agricoltura biologica”. Un riconoscimento europeo che indica un prodotto agricolo o alimentare il cui ciclo produttivo, dalla materia prima al prodotto finito, si svolge in un’area geografica ben delimitata e non riproducibile altrove. Lo straordinario menu all’olio d’oliva proposto da Paolo Gramaglia al President di Pompei Ciascuna portata è stata il risultato di un connubio più che riuscito tra la maestria dello chef e l’eccellenza dell’olio proveniente dal territorio del Cilento: ad inaugurare la degustazione, una zuppetta di farro, orzo, bacche di goji, mirtilli rossi e passion frutta, crema di olio extravergine Olivarte spalmabile, accompagnata da una selezione dei pani antichi pompeiani. Come primo piatto, un mischiato potente in trafila di bronzo cotto in sette essenze di mare, calamari, bottoni di impepata di cozze, alghe ed anemoni di mare; il secondo, un baccalà alla napoletana, scottato sulla sua pelle, salsa di pomodorino corbarino alla marinara, patate viola, fior di capperi e olive. Il dessert era l’ultima novità proposta da Olivarte: cioccolatini all’olio d’oliva classici, al peperoncino e al limone. Insomma, al President di Pompei si incontrano storia, cultura e gusto che danno origine a qualcosa di unico in campo enogastronomico, sempre all’insegna dell’alta qualità.   Fonte immagine: https://www.facebook.com/ristoranteppresidentinpompei/photos/a.10151299591282994/10157497065682994/?type=1&theater  

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Giallo datterino presenta le nuove pizze invernali

Si è svolta martedì 28 gennaio la presentazione delle nuove pizze winter edition della pizzeria Giallo Datterino a Villaricca, provincia di Napoli: dalla collaborazione con lo chef stellato Paolo Gramaglia. Sono cinque le pizze che si vanno ad aggiungere alla rosa di quelle già presenti nel menù della pizzeria. Giallo Datterino le cinque proposte winter edition Lo chef Paolo Gramaglia ha presentato le cinque nuove pizze della Giallo Datterino winter edition, che decide di cavalcare l’onda della fusione tra tradizione e modernità. Con la volontà di accontentare un pubblico sempre più esigente ed attento ad abbinamenti e rivisitazioni dei grandi classici, così come i palati di clienti di qualsiasi età. Si parte con Porgi l’altra guancia, una pizza ricca e tipicamente invernale, che presenta stracotto di guanciale di maiale, provola di Agerola, all’uscita perlacee di cicorietta, chips di cotica croccante, quenelle di patate ai 3 pepi, basilico, parmigiano e olio extravergine d’oliva. Il carciofo della domeniche napoletane, una pizza che strizza l’occhio al tipico contorno domenicale delle famiglie napoletane, ‘a carcioffola, che si presenta con una vellutata di carciofo di Schito, provola di Agerola, all’uscita carciofo in 2 cotture al vapore e alla brace, pancetta tesa, mousse di alici, servita in una cloche al fumo di carciofo. Bruschetta…Mi, una pizza più fresca e leggera delle precedenti, ma che comunque richiama i sapori e le sensazioni della tradizione più povera e semplice, composta da fumetto di suino al vino rosso in pomodoro corbarino, provola di Agerola, all’uscita filetti di pomodoro semi-dry, fonduta di provolone del Monaco e spuma all’essenza di bruschetta. La zeppola di genovese di Paolo Gramaglia incontra il forno di Ciro Spinelli, una pizza alla cui base troveremo una vera e propria ciambella di pasta choux, fritta e cotta al forno, ripiena di genovese su salsa di pecorino. Il goloso del cioccolato, per concludere in bellezza con un dolce fatto di un tris di sfere fritte, cuore ripieno di ricotta al miele, ricoperte di cioccolato bianco, fondente e al latte. Non resta che andarle ad assaggiare tutte alla pizzeria Giallo Datterino Corso Europa 310-322 Villaricca.

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Ris8, il riso della piana di Sibari a Napoli

Magisa, azienda indipendente nata sul suolo calabrese, ha presentato il riso di loro produzione alla stampa il 29 gennaio durante l’evento Ris8 (o anche RisOtto), tenutosi presso la taverna La Riggiola in Via Satriano 12, a  Chiaia Magisa, storia dell’azienda Fondata a Sibari nel 2004 e resa operativa nel 2006, la riseria Magisa vede a capo le sorelle Maria, Giusi e Sara Praino (da cui deriva anche il nome, che altri non è che l’acronimo delle prime lettere dei loro nomi), affiancate dal padre Giancarlo. Da allora l’obiettivo dell’azienda, che può contare 450 risaie, è quello di esaltare le proprietà organolettiche del riso prodotto nella piana di Sibari, la cui coltivazione risale al 250 d.c., tramite l’uso di tecniche artigianali e a basso costo nella lavorazione in tutte le sue fasi. Un riso che, grazie anche al sole, la vicinanza al mare e le temperature miti, può vantare caratteristiche uniche. Ris8, resoconto della degustazione La stampa ha avuto  l’opportunità di assaggiare il riso della piana di Sibari durante Ris8, un evento di degustazione tenutosi a La riggiola a Chiaia, taverna fondata nel 2017 da Pietro Micillo e ai cui fornelli troviamo lo chef Francesco Pucci, le cui origini calabresi si sono fatte sentire nella preparazione dei sei piatti proposti. Questi ultimi sono stati accompagnati dai vini prodotti da due aziende vitivinicole: la napoletana CantaVitae, fondata a Marano da Michelangelo Schiattarella e la calabrese Spadafora, giunta alla quarta generazione di produttori di vino. La degustazione Ris8 si è aperta con un panino di farina Jemma farcito con scarola e sashimi di baccalà. La Jemma è una tipologia di riso nero creata da Giancarlo Piano e dal dottor Giandomenico Polenghi, adatta a chi segue uno stile di vita sano. L’antipasto dal retrogusto dolce anticipa una delle prime tre portate, il riso nero al salto con fagioli a formella e cozze che rappresenta in pieno il felice connubio tra un classico della cucina partenopea e l’uso di una materia prima proveniente direttamente dalla Calabria. A seguire, il risotto Karnak, una variante del riso Carnaroli, con zafferano, burro acido, ostrica grattugiata e caviale. Anche qui un piatto gradevole, sebbene pecchi leggermente di sapore per via della lieve supremazia dello zafferano sugli altri ingredienti. La contaminazione con la gastronomia napoletana prosegue prima con un sartù di riso, preparato seguendo la ricetta tradizionale, e con un bottone di riso Jemma ripieno di ricotta e torzella, posato su un letto di genovese. Anche qua il sodalizio tra i prodotti di due diverse regioni del sud è riuscito, come dimostra anche il dessert costituito da una cassata di farina Jemma cotta nel forno. La bravura e le intuizioni di chef Pucci riescono nell’intento di valorizzare il prodotto delle sorelle Praino, cosicché da rendere partecipi anche i giornalisti della qualità di un riso che non ha nulla da invidiare a quello delle grandi produzioni industriali. Anzi, queste ultime avrebbero soltanto da imparare da piccole realtà come questa! A noi di Eroica Fenice non resta che ringraziare La Taverna Riggiola […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Il Degustì Tour fa tappa presso l’Old Friends a Bacoli

Degustì, il tour degustativo enogastronomico promosso dalla Luigi Castaldi Group ha fatto tappa presso la steak house Old Friends di Bacoli, in via fusaro 23, giovedì 23 gennaio. Protagonisti della serata sono stati i piatti della tradizione napoletana abbinati ai vini dei Feudi di Guagnano. Tutti gli eventi targati Degustì sono dedicati ai professionisti, a tutti gli appassionati del settore, al mondo dei foodies, agli amanti del buon cibo e dei prodotti di qualità. Degustì a Bacoli: il menù O’per e ‘o muss  In abbinamento: Verdeca, Diecianni Verde, Salento IGT Trippa In abbinamento: Nero di Velluto, Negramaro, Salento IGT Pasta e patate In abbinamento: Cupone, Salice Salentino, Negramaro, Riserva DOC Carne alla Genovese In abbinamento: Le Camarde, Negramaro & Primitivo, Salento IGT Old Friends Il locale nasce nel 1991 vantando di essere il precursore di quelle catene di steak house che successivamente si espanderanno in tutto il territorio. L’idea si basava sulla realizzazione di un ristorante in controtendenza rispetto alla tradizionale cucina napoletana, poiché, come ben risaputo, quest’ultima predilige pietanze marinare ai piatti a base di carne. Il locale però ha cercato di portare avanti piatti sempre rivolti alla tradizione napoletana, ma lontani dalle acque partenopee, affacciandosi più verso l’entroterra. Ciò supportato da catene di distribuzione di qualità come la Luigi Castaldi Group e da ottimi produttori e distributori di vini come i Feudi di Guagnano, che incentrano la propria produzione principalmente su vini a base di Primitivo e Negramaro. Luigi Castaldi Group Nata nel 1970, la Luigi Castaldi Group, azienda di distribuzione Food & Beverage, è oggi uno dei punti di riferimento nell’ambito del settore Ho.Re.Ca. Forte di una lunga esperienza, competenza ed intuizione, si appresta quest’anno a festeggiare il 50esimo anno di attività: un traguardo che comprova la capacità di adattarsi a un mercato in continuo divenire. Dai vini alle birre, passando per la variegata proposta più strettamente alimentare, l’azienda mira ad ottimizzare, con dinamismo e propositività, i propri servizi, rendendoli esclusivi. Immagine in evidenza: LuigiCastalgiGroup

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24hours pizza people: un magazine cartaceo sulla pizza

24hours pizza people: parlare di cibo su carta nel 2019 Senza girarci troppo intorno, possiamo affermare che fare stampa è sempre più difficile: districarsi tra mille insidie e con il megafono del web l’informazione tende a distorcersi ed anche a smarrirsi in diecimila labirinti. Spesso, l’informazione prende una piega non desiderata oppure concetti validi si sfaldano nel mare magnum di internet. Riportare l’informazione ad una dimensione più pop e cartacea risulta ancora più difficile. C’è un tentativo interessante però in giro, a partire proprio da quest’anno 2019. Si tratta di 24hours pizza people, una fanzine cartacea a diffusione semestrale che tratta di un tema particolarmente apprezzato: la pizza. 24hours pizza people è un lavoro corale di autrici ed autori, illustratori, fotografi e protagonisti del pazzo mondo pizza, prodotto che ha agglutinato città di tutto il mondo rendendole simili e diverse. Ogni città ha la sua tendenza: scopo della fanzine è, appunto, raccontare le tendenze di ogni città. La fanzine cartacea ha una tiratura di 1500 copie per numero, due numeri programmati all’anno con firme sempre nuove, un costo di 15 euro a numero. 24hours pizza people è acquistabile all’indirizzo www.24hourspizzapeople.com/about. Alla guida di 24hours pizza people c’è la giornalista Martina Liverani, nome conosciuto nell’ambito della stampa gastronomica con una lunga carriera alle spalle. Oltre la fanzine, è creatrice e direttrice di Dispensa. Insieme a lei, i fratelli Aloe: calabresi di origine, possiamo tranquillamente dire che hanno esportato il loro concetto di pizza etica e sostenibile in Italia ed in Europa con il concept Berberè (a Londra, con due “postazioni” di Radio Alice). 24hours pizza people sin dal nome è un chiaro omaggio alla pellicola di Micheal Winterbottom 24hour Party People, che a sua volta racconta uno spaccato di subcultura cittadina che fu Factory Records, raccoglitore di tendenze musicali cittadine negli anni Settanta. Pizza al fuoco ce n’è, ma avevamo la curiosità di capire il percorso e l’evoluzone di questo ambizioso progetto. Il modo migliore era intervistare Martina Liverani: l’abbiamo fatto, per capire da dove nasce un’idea così singolare ed anche com’è lavorare con due menti vulcaniche come quelle dei fratelli Aloe. Ciao Martina! Hai 5 righe per presentarti, parlando di quello che vuoi: vogliamo assolutamente sapere chi c’è alla guida di questo progetto e vogliamo saperlo secondo Te. Ho 42 anni sono una giornalista e food writer, mi occupo principalmente di cibo. Negli anni ho collaborato con diverse riviste, da Repubblica a Vogue, da Sale&Pepe a Monocle.  6 anni fa ho fondato una mia casa editrice e una rivista indipendente che si chiama Dispensa, che parla di cibo raccontando le storie di generi alimentari e generi umani. Descrivici Dispensa, il magazine creato da te: è un progetto abbastanza “singolare” nel mare di progetti vari italiani incentrati sul cibo e tutto ciò che lo circonda. A metà tra un libro e una rivista, Dispensa racconta “generi umani e generi alimentari”, ma non ha pubblicità, non illustra ricette, non intervista Chef stellati da panorama televisivo, non la butti dopo un anno e […]

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Christmas Wine Fest: arriva il Natale nel borgo dei vini

È proprio in questi weekend che si sta svolgendo la prima edizione del “Christmas Wine Fest”, un evento che ha portato il Natale nel borgo del re dei vini, animando il caratteristico centro storico di Taurasi con i vivaci colori natalizi per poter ospitare grandi e piccini. Innumerevoli sono infatti le attrazioni proposte all’insegna del Natale e del buon vino. L’iniziativa, inaugurata lo scorso 6 dicembre, è stata organizzata dall’associazione Travelers in partnership con Visit Italy, la guida online dell’Italia, e patrocinata dal Comune di Taurasi. Per l’occasione il vino – rinomato prodotto della zona ormai di fama mondiale – fa sicuramente da padrone della festa, senza però rubare la scena al resto: è infatti possibile respirare l’aria natalizia che inonda il borgo cinquecentesco non solo assaporando i celebri vini del territorio irpino – tramite percorsi sensoriali, degustazioni e tanto altro – ma anche passeggiando per i pittoreschi vicoli tra artisti di strada, mercatini di Natale, piccole botteghe di artigianato e souvenir, stand gastronomici ricchi di prodotti tipici locali e il magico ufficio di Santa Claus. Non mancano neanche le luci: oltre le classiche decorazioni natalizie, una poesia illumina la strada principale del borgo, ricordando la tanto amata quanto caratteristica tradizione natalizia dei presepi di San Gregorio Armeno. Ad avere un ruolo centrale nel festival c’è anche il suggestivo castello di Taurasi che ospita al suo interno i Talks a cura del MAVV Wine Art Museum con la partecipazione di personaggi di spicco tra cui Beppe Vessicchio, Luigi Moio, Michele Scognamiglio, Piero Mastroberardino e tanti altri. Sono inoltre state adibite aree dedicate all’esposizione delle più antiche cantine irpine e alla mostra delle magnifiche tele di Davide Montuori, artista napoletano che dipinge con l’uso esclusivo del vino, e dell’originale e creativo progetto “Wine Masterpiece” di Petra Scognamiglio, che rivisita i capolavori della Storia dell’Arte, facendo assumere le sembianze dei protagonisti delle opere a dei calici di vino. Quanto all’esterno, il cortile del castello viene animato da spettacoli che vanno da rievocazioni medievali a show di collettivi circensi, dalle esibizioni dei Bottari di Macerata ai concerti di artisti come Robert Tiso e i suoi cristalli con cui ha fatto suonare per la prima volta il vino di Taurasi, fino ad arrivare al dj set di Marco Corvino che il prossimo weekend concluderà la kermesse con un esclusivo closing party all’interno del castello. Ormai il festival sta per concludere la sua prima edizione; il prossimo ed ultimo appuntamento sarà il 20-21-22 dicembre dalle ore 12:00 alle 24:00 ed avrà come tema centrale il Natale, con concerti gospel, zampognari, canti sacri e ben 21 cantine ospiti della “Biblioteca del vino” tra cui scegliere, guidati da sommelier qualificati. Il “Christmas Wine Fest” di Taurasi è quindi un entrelacement di tradizione, arte, cibo, cultura e buon vino; insomma un’attrazione adatta proprio a tutti! Per info più dettagliate riguardo l’evento e la programmazione del prossimo weekend basta consultare la pagina Facebook “Christmas Wine Fest” o il sito christmaswinefest.eu per prenotare i propri biglietti. Non perdetevelo!

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Pasticceria Baiano di Marano: il migliore panettone al mondo

Il Migliore panettone classico al mondo è della pasticceria Baiano di Marano di Napoli, premiata al concorso internazionale organizzato dalla FIPGC a Roma il 17 novembre. Giovedì 12 dicembre presso la Locanda del Profeta si è tenuta la presentazione alla stampa dei panettoni della Pasticceria Baiano di Marano di Napoli che il 17 novembre ha vinto a Roma al campionato FIPGC (Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria Cioccolateria) il titolo “migliore panettone classico al mondo 2019“. Nella suggestiva locanda di via Satriano a Chiaia sono intervenuti i due pasticcieri vincitori, Vincenzo Baiano e Gianluca Cecere, che  hanno in primis espresso tutta la loro felicità per il premio rinomato, l’unico a essere organizzato da una federazione internazionale, composta da giudici competenti e senza la partecipazione di nessun “main sponsor” di sorta. Successivamente, hanno presentato, oltre al panettone classico, vincitore del concorso, tutte le altre varietà di panettoni speciali che sono delle vere e proprie chicche della casa, in cui ogni ingrediente è selezionato tra i migliori al mondo e la loro combinazione è un matrimonio di gusti originale che sfiora una ricercata estasi dei sensi. I panettoni, che sono  apparsi come corone orlate di speciali prelibatezze incastonate tra le pieghe dell’impasto in una esplosione di colori, sono stati posti agli angoli dei due lati superiori della tavola della locanda con al centro il sommo panettone classico che ha svettato in tutta la sua regale bontà tradizionale. I pasticcieri hanno offerto ai presenti degli assaggi di tutti i panettoni, dopo che la Locanda del Profeta ha aperto i battenti con un’iniziale e originale degustazione di  un “assaggio” salato da parte dello chef Simone Profeta: nello specifico, spaghetto di patate con cottura a vuoto, spuma allo scarpariello e basilico fritto; ciliegina di mozzarella di bufala campana con ragù San Marzano e salsa centrifugata di basilico. Dopo si è passati all’assaggio delle sei tipologie di panettoni proposte dalla Pasticceria:  Il Panettone classico vincitore del concorso;  panettone con cioccolato Guaranaja (VALRHONA) fondente 70% e fava tonka; panettone con pistacchio di Bronte, limone (della Costiera amalfitana) e cioccolato bianco Ivoire (VALRHONA) 35%; panettone con albicocca Pellecchiella del Vesuvio e marzapane; panettone con frutti di bosco; panettone “strudel” campano. A fine della presentazione il pasticciere Gianluca Cecere ci ha tenuto ad esprimere una personale considerazione: «Abbiamo raggiunto questo risultato non solo grazie alla scelta di ingredienti del territorio e di prima qualità, ma anche grazie alla nostra passione per il lavoro e all’attenzione che ci mettiamo nel processo di lievitazione del prodotto.» Immagine: Facebook

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Panettone artigianale in Campania: 13 consigli per gli acquisti

Panettone artigianale in Campania: cosa ci ha lasciato lo scorso anno? L’anno scorso abbiamo iniziato il nostro viaggio nel panettone artigianale in Campania: vi abbiamo consigliato ben 13 panettoni artigianali prodotti dagli artigiani migliori della nostra regione. La nostra Campania è carica di eccellenze che hanno guadagnato ottimi posti nelle blasonate classifiche e nei ricchi concorsi nazionali. Il panettone, per chiamarsi tale, deve attenersi a delle proporzioni di ingredienti e lavorazioni ben precise, pena l’esclusione da tale nome: deve avere farina, zucchero, uova fresche per almeno 4%, burro per almeno il 16%, arance candite e uvetta per almeno il 20%, pasta acida, lievito naturale. Questo secondo il disciplinare appositamente stilato. Insomma, tutto lasciava presagire delle grandi performance lievitate per il panettone artigianale in Campania, per quanto riguarda il Natale 2019. Dobbiamo dirvi che le aspettative non sono nient’affatto deluse, ma lo vedremo nel paragrafo successivo. Panettone artigianale in Campania: cosa ci ritroviamo quest’anno? Per quanto riguarda il panettone artigianale in Campania Anno Domini 2019, sono da poco terminati i concorsi deputati ad eleggere i migliori panettoni d’Italia (e qualcuno pure del mondo), le classifiche delle varie riviste di settore. Queste “guide” sono utili per il consumatore nella scelta del miglior panettone artigianale da portare in tavola per il proprio gusto personale e per soddisfare il palato dei commensali. Il panettone artigianale in Campania del 2019 si è evoluto ancora di più, concentrandosi su alcuni parametri ben precisi: messo a punto l’impasto perfetto di ognuno, si procede alla ricerca della canditura perfetta della frutta e della ricerca di un ricco bouquet di aromi. Per quanto riguarda i panettoni artigianali in Campania, sezione innovativi, vediamo che molti si sono concentrati sulla lavorazione del cioccolato ed anche sull’inserimento di agrumi come arancia, bergamotto, mandarino. Tutto è elegantemente ricco e la Campania la si riconosce anche a distanza. Di seguito – in ordine assolutamente casuale: la nostra non è una classifica, ma una selezione del meglio della Campania! – trovate i nostri imperdibili consigli per gli acquisti. Ci perdonerete se qualche panettone si è “ammaccato” durante il viaggio, ma vi assicuriamo che il gusto è rimasto intatto. Parola delle nostre papille gustative. Pasticceria Pina – San Marzano sul Sarno Vi consigliamo caldamente l’acquisto di questo panettone artigianale tout court: il Maestro pasticciere Vincenzo Faiella torna nella pasticceria di famiglia portando tutto il suo know how nel mondo dei lievitati. In questa piccola pasticceria dai grandi progetti troverete una limited edition di panettoni da far venire il capogiro. Il panettone di Faiella è soffice sin dall’aspetto, con una cupola color caramello bellissima e regolare, al naso la vaniglia comanda senza disturbare. La pasta è soffice, setosa e viene voglia di tirarla via dal corpo con le mani nude. Panettone tradizionale di assoluto valore, ma se volete osare c’è un commovente ricotta e cannella ma anche un goloso Cioccorhum, cioccolato e rhum. Segnatevi questo indirizzo: è da non perdere anche per la pasticceria tradizionale e per i lievitati da colazione, come brioche e graffe dolci fritte. […]

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Pizzeria La Cosacca di Pompei presenta il suo nuovo menù

Situata in via Lepanto 271/273 a Pompei, la Pizzeria La Cosacca ha presentato alla stampa il suo nuovo menù autunno-inverno: all’appuntamento dello scorso sabato 7 dicembre, organizzato da Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, sono intervenuti giornalisti ed esperti del settore per collaudare le novità proposte. Un’esperienza gastronomica all’insegna della tradizione: è ciò che si può trovare alla Pizzeria La Cosacca, non lontano dal centro della città mariana. Il locale si presta a diventare un luogo di ritrovo per la movida cittadina, ma anche per coloro che sono in visita al famoso Santuario o agli scavi. Il menù presentato sabato ha messo in risalto il talento di Stefano De Martino, pizzaiolo con alle spalle una carriera notevole nonostante la giovane età: dopo un’entrée composto dalla classica frittatina napoletana, con cipolla, carote, carne macinata, besciamella, fili di peperoncino e pomodoro San Marzano, si è passati alla degustazione di quattro pizze: La Pizza Di De Martino con crema di friarielli, fior di latte di Agerola, Lardo di maialino nero, tarallo sbriciolato e fili di peperoncino; La Cipolla Barricata composta da vellutata di cipolle ramate di Montoro sfumate con grappa barricata, fior di latte di Agerola, pancetta croccante di maialino nero e fonduta di formaggi stagionati; La Cosacca 2.0 con emulsione di pomodorini del Piennolo DOP, formaggio di pecora stagionato alle vinacce, pomodorini gialli del Piennolo DOP e basilico; La Buona Tavola con crema di papaccelle, fior di latte di Agerola, tuorlo d’uovo fritto, scaglie di Cacioricotta cilentana e basilico cristallizzato. A conclusione, l’assaggio di dolci della celebre pasticceria napoletana Poppella. De Martino propone una pizza in cui regnano molti dei prodotti tipici della tradizione gastronomica campana: fior di latte di Agerola, crema di friarielli, cacioricotta cilentana, cipolle ramate di Montoro, papaccelle napoletane, pomodorini del Piennolo DOP e molto altro ancora. Una pizza friabile e fragrante, altamente digeribile perché preparata con un impasto indiretto composto da un bland di farina tipo 0 al 90% e tipo 1 al 10, biga al 90%, poolish al 10%. Una prelibatezza con un’idratazione del 70% e perciò facilmente masticabile. Oltre al gusto del cibo, improntato su tradizione ed estro, altri punti forti del locale sono sicuramente l’ambiente accogliente, l’arredamento colorato e vivace, le ampie possibilità di parcheggio e la cordialità del personale. Fonte immagine: https://www.labuonatavola.org/la-cosacca-presentazione-del-nuovo-menu/

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Cucina e Salute

Christmas is coming to Sciuè il panino vesuviano

I giovanissimi fratelli Giuseppe e Marco De Luca, capitanati da papà Mauro, accolgono e celebrano il dodicesimo mese dell’anno, foriero di aria di festa e tradizione, inaugurando i nuovi menù natalizi da “Sciuè il panino vesuviano” e “Sciuè, pizzainteglia” Il Natale, si sa, è la festa preferita da tutti, grandi e piccini: vuoi per l’aria di festa, vuoi per i regali, vuoi per il cibo. Ed è proprio a quest’ultimo elemento che si sono ispirati, per Sciuè, ilpaninovesuviano e Sciuè, pizzainteglia i fratelli De Luca, capitanati dal più grande dei due, Giuseppe, chef e maestro panificatore: l’idea è quella di proporre, sotto forma di panino e pizza, le atmosfere e i sapori tipici del Natale. Burro, acciughe, lime, insalata russa e la pizza in teglia… No, non c’è da spaventarsi, non troverete tutti questi prodotti sulla stessa fetta: si comincia con la prima, una freschissima e saporita focaccia, guarnita con burro montato al lime, acciughe del Cantabrico e germogli; il burro montato al lime è delicato e fresco, e crea le giuste note di contrasto per il sapore forte e la sapidità delle acciughe: a questo bisogna poi aggiungere e menzionare la leggerezza dell’impasto, dovuta alla lunga lievitazione a cui Giuseppe sottopone i suoi impasti, contribuendo a rendere questa esperienza culinaria estremamente piacevole e, soprattutto, facilmente digeribile. Si passa, poi, alla focaccia che strizza l’occhio alla tradizione più verace, presentandosi ricoperta di gamberi, ravanello, insalata russa e capperi: anche in questo caso, forse in maniera più inaspettata, a colpire è la leggerezza e delicatezza di questa proposta dello chef, che riesce ancora una volta a trasformare e portare la tradizione a nuovi livelli. …baccalà fritto, papaccelle, minestra maritata e il panino vesuviano E per quelli che proprio non riescono ad aspettare lo scoccare dell’ora di cena del 24, o del pranzo del 25, allora potranno cominciare il duro allenamento di stomaco e mascelle in casa Sciuè, dove si è già dato il via alle danze: si parte con un pane al sesamo nero, farcito con vossignoria il baccalà, per l’occasione mantecato con il nipponico pane panko, accompagnato da provola affumicata, crema di papaccelle e scarola riccia; il sapore della crema di papaccelle è forte e tenta di sovrastare il resto dei sapori ma, con il giusto bilanciamento di amarezza, dato dalla scarola riccia, il panino si presenta ben equilibrato e piacevole al palato. Per le giornate più fredde, invece, è il caso di dare una chance alla ciabatta con crema maritata di broccoli, che fa da letto alla cicoria e allo stracotto di manzo: in questo panino si viene abbracciati dai sapori, le consistenze e gli odori tipici dell’inverno, e sembrerà davvero di essere tornati bambini, a casa dei nonni. Piccola chicca, quest’ultimo panino è da provare anche nella versione senza glutine, nel quale l’esplosione dei sapori risulta addirittura migliore dell’originale. Che sia a pranzo o a cena, vale sempre la pena fare un salto a Pomigliano d’Arco e lasciarsi guidare dai giovanissimi fratelli De Luca, non fosse altro che per […]

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