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Eroica Fenice

La Tag: food contiene 129 articoli

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Ristorante Innovative: tra tradizione e innovazione

È di inizio 2019 l’apertura del nuovo ristorante Innovative di Giuseppe Scicchitano, figlio di Assunta Pacifico, ‘a figlia d’o marenaro di cui l’omonimo ristorante ha raggiunto la notorietà per la sua eccellente zuppa di cozze, che il ristorante Innovative ripropone, per esaltarne la freschezza, cotte alla brace. Giuseppe, classe 1990, si pone l’obiettivo di portare avanti la tradizione di famiglia, con innovazione. E nel suo ambiente in via Foria 180/182, al primo piano del ristorante ‘A figlia d’o marenaro gestito da Assunta, le stanze dentro le stanze riportano la mente ad una tipica casa napoletana, ma arredata con sontuosità: cornici e statue dorate si stagliano su parati damascati, i tavoli dai bordi neri e dorati effetto marmo hanno decorazioni che richiamano le onde del mare. Il menù proposto da Giuseppe, realizzato dallo chef Sergio Scuotto, comincia con un cocktail di benvenuto accompagnato da mini bun di pesce con sfoglie di mela: all’ingresso del ristorante, infatti, il cocktail bar propone una selezione di drink classici, selezionati dall’International Bartender Association, nonché diversi Signature Cocktail, i cui nomi si rifanno alla cultura napoletana. A seguire, un’entrée di crudités di mare, con tartufi locali, gamberi, scampi ed ostriche San Michele del Gargano, il tutto accompagnato da una Falanghina spumantizzata extra dry dell’azienda Le Vignole. Un menù che richiama Napoli anche nell’estetica, come il gambero crudo avvolto in un sottile strato di provola affumicata, scottata al momento con un cannello e decorata con chips di patata, maionese al gin ed acqua di mare e maionese al blue lagoon, che con il suo color azzurro cielo ricorda la città partenopea. Ma ad incarnare appieno il principio di tradizione e innovazione è la cheesecake salata di mare, di invenzione dello stesso Giuseppe: un crumble di fresella costituisce la base per lo strato centrale di ricotta e quello superiore di tartare di gamberi e zest di limone. La cheesecake porta il nome di Maria, la nonna di Giuseppe, che “amava il pane con la ricotta”, rivisitato per l’occasione in un piatto gourmet. Ad accompagnare il piatto principale il Sommelier Pietro Marotta seleziona un Fiagre, un blend di vini 70% Fiano 30% Greco di Tufo di Taurasia dell’azienda vinicola Cantine Caggiano. Il primo piatto di spaghetti di mare è circondato da una corona di gamberi crudi, scottati alla fiamma direttamente al tavolo con un alcol di cereali ad alta gradazione. Sul finire, i due dessert: il cannolo scomposto, di chips di riso dolce, ricotta fresca e gocce di cioccolato e il curniciello, ricetta originale di Innovative commissionata alla pasticceria Poppella per la realizzazione, con crema diplomatica, cioccolato bianco e liquore strega su base di pasta frolla. A concludere il pasto un cocktail leggero di arrivederci: succo di pompelmo, lime, liquore alla nocciola e doppio rum, in un bicchierino decorato con un bordo di cacao dolce. Il lavoro di Giuseppe e del suo staff di giovani steward di sala, cuochi e barman viene supervisionato, con discrezione, da mamma Assunta, che qualcuno ha definito “il Maradona della ristorazione”. “Sarà lui il […]

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L’isola d’Ischia e la tradizione dei Piennoli di pomodoro

L’isola d’Ischia si distingue nel mondo per le diversità morfologiche, culturali, storiche e gastronomiche che la contraddistinguono, confluendo in un territorio senza tempo. Gastronomia, tradizione e storia dell’isola d’Ischia Famosi sono i cosiddetti “Piennoli di pomodoro”, realizzati sin dai tempi antichi, secondo tecniche particolari e suggestive, tramandate da una generazione all’altra. Sull’isola d’Ischia, il pomodorino del Piennolo è famoso e in qualsiasi ristorante o abitazione si vada a mangiare, si potrà assaporare il gusto antico di tale alimento, in un mix di storia e bontà. Per quanto riguarda i “Piennoli” c’è però da fare una distinzione di natura etimologica, infatti, essendo un termine dialettale, c’è chi lo chiama “Piennolo” e chi invece lo definisce “Piennulo”. Il periodo di realizzazione è solitamente l’estate, quando fa caldo e quindi si hanno a disposizione pomodorini rossi e ben maturi. Gli abitanti di Ischia rivelano che ad essere utilizzate sono le cosiddette “schiocche”, ossia i primi grappoli di pomodorini. Ciò perché la possibilità di un improvviso temporale sarebbe inevitabilmente dannosa e potrebbe compromettere la raccolta, rendendo vana la maturazione dei Piennoli che, ricordiamo, permettono di avere i frutti, quantomeno nell’accezione più scientifica del termine, a disposizione durante i mesi freddi. La gastronomia di Ischia si differenzia proprio per la ricchezza e la varietà di elementi a disposizione; tutto ciò che un tempo rappresentava fonte di sostentamento per le famiglie dell’isola, oggi è un vanto per quanti conservano tali tradizioni. Nel corso del tempo, essendo il territorio dell’isola molto fertile, gli abbondanti raccolti di pomodori richiedevano una tecnica di conservazione che ne preservasse l’integrità nel tempo. Si pensò a diverse soluzioni, tra le quali le conserve, la preservazione in bottiglia, essiccati o in barattolo (le cosiddette bottiglie di pomodoro) ed infine la scelta ricadde sul rinomato e tutt’oggi apprezzatissimo Piennolo. Passeggiando lungo le strade interne di Ischia, è impossibile non notare dei pergolati in legno, tettoie o semplicemente pareti in tufo verde, tipico dell’isola, dai quali come una cascata scendono enormi “grappoli” di pomodori, intrecciati l’uno con l’altro. Come realizzare “U Piennolo”  Dopo aver raccolto le prime “schiocche” di pomodori ben maturi, ovviamente coltivati secondo tecniche biologiche, senza prodotti chimici, esse vengono posizionate su un filo di canapa, legato a cerchio; in questo modo verrà fuori un grande grappolo, il cui peso varia in base alla grandezza dei pomodori, appeso poi alle pareti o alle tettoie di cui prima facevamo menzione, in luoghi ben asciutti, protetti dalla pioggia e ventilati. Tale metodo permetterà di conservare a lungo i pomodorini e soprattutto è un’ottima soluzione per garantire quel sapore dolce e al tempo stesso lievemente acidulo che caratterizza “U Piennolo” Una curiosità circa la realizzazione del Piennolo riguarda lo spago o la corda utilizzati per crearlo; ad Ischia, infatti, si usano anche i rami di ginestra. Questa scelta permetterà di avere un duplice vantaggio: con la ginestra basta un unico avvolgimento perché i pomodori aderiscano perfettamente al ramo. Il secondo vantaggio è che i pomodorini sono abbastanza distanziati tra loro e ciò crea una maggiore distribuzione e […]

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Francesca Pace: food blogger per passione, food lover da sempre

Eroica Fenice ha avuto il piacere di intervistare la famosa food blogger Francesca Pace, un’esplosione di ricette, sapori e colori, dalla spiccata bravura. Annovera tantissimi followers su Instagram, dove propone ricette sempre originali, facili da preparare e alla portata di tutti. Ciao Francesca, grazie per aver accettato questa intervista, quando nasce la tua passione per la cucina? “La passione per la cucina nasce quando ero piccola piccola. Sono nata tra farina, uova e burro: i miei infatti avevano un forno artigianale che ha visto il succedersi di cinque generazioni. Quindi il profumo di cose buone mi ha accompagnata per tutta la vita senz’altro. Poi, proprio perché entrambi i miei genitori lavoravano in negozio dalla mattina alla sera, spesso andavo dalle nonne. La mia frase più famosa è “faccio io, faccio io”; mia nonna mi racconta che a 3-4 anni avvicinavo la sedia al piano di lavoro in cucina e pretendevo di aiutarla a fare le cose più difficili”. Qual è il piatto più difficile da cucinare o l’alimento che non ami preparare? “Il piatto più difficile per me da preparare è il pesce. Non lo amo e non amo toccarlo ed è per questo che ricordo con un pizzico di terrore la notte in cui ho dovuto pulire il mio primo capitone però ci sono riuscita”. A quando risale la tua “comparsa” sul web? “Il mio blog nasce del 2011 come un contenitore di ricette. A dirla tutta io nasco “sul forum”, quando Facebook, Instagram e gli altri social ancora non esistevano (oddio mi sento vecchia!). Instagram è stata una evoluzione naturale. Amando molto la fotografia questo social parla con le immagini e quindi lo sento più adatto a me. Su Instagram do consigli per quella che è la mia esperienza. Parlo di cibo, soprattutto, che può essere quello che ho mangiato in un ristorante ma anche quello che ho cucinato. Cerco sempre di lasciare un segno e ovviamente dico anche come mantenersi in forma dopo aver mangiato lautamente”. Cosa o chi ti ispira nella preparazione dei piatti? “Mi lascio ispirare dai colori e soprattutto dalla stagionalità. Amo andare nei mercatini di frutta e verdura, ne ho proprio uno bellissimo dietro casa e poi faccio la spesa in modo che le materie prime siano ottime, genuine e possibilmente a km 0. Essendomi laureata in Scienze e tecnologie alimentari la qualità per me è fondamentale e ho molti amici agronomi che mi “spacciano” prodotti favolosi e spesso di nicchia”. Sperimenti prima di proporre un piatto-ricetta? È mai successo che qualche idea non ti riuscisse come pensavi? “Non sperimento mai! Sono quella che vuole una -vita spericolata-. Mi è capitato di fare degli showcooking dove non mi ero preparata la ricetta ma è andata comunque benissimo. Oppure, sempre durante uno showcooking, è successo che mancasse un ingrediente o non funzionasse il piano cottura e ho dovuto rimediare in qualche modo. Il piano B e il sapersi adattare sono cose fondamentali”. Oggigiorno i social occupano un ruolo fondamentale per farsi conoscere, quando hai deciso […]

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Attualità

Fish Bar Burger: il pub di mare nel cuore di Chiaia

La squadra composta da Alfio Giacco, Raffaele Verde, Ivan Vigilante e Alberto Ruffolo si lancia in una nuova avventura con l’apertura di Fish Bar Burger nel cuore di Chiaia, a Napoli, precisamente in via Bisignano 3. Il format è quello di un pub di mare, con gustosi panini e proposte di pesce di alta qualità, accompagnati da salse homemade e abbinamenti di drink studiati per ogni piatto. Abbiamo intervistato il Sig. Giacco per entrare nel vivo del progetto Fish Bar Burger. Cosa ha ispirato l’apertura del Fish Bar Burger? In cosa si differenzia dal Fish Bar Marechiario? L’ispirazione è nata dal connubio perfetto dell’ingrediente di pesce, presente in tutti i piatti del nostro famoso locale di Marechiaro, e i panini fatti in casa da un forno di nostra conoscenza. Il locale di Via Bisignano si differenzia da quello di Marechiaro soprattutto nella location e nel menù.  Nello specifico come avete diviso i compiti nel vostro team? Qual è l’ingrediente fondamentale per far funzionare bene una squadra come la vostra? Abbiamo due dei nostri soci che sono anche dipendenti della nostra azienda. La nostra forza è la divisione dei ruoli e il rispetto degli stessi.  Durante la scrittura del menù, avete pensato a dei piatti che potessero descrivere gli odori e i sapori di Napoli? Si, nel nostro menù ci sono tanti ingredienti che vengono dalla terra campana . Dalla mozzarella di bufala ai limoni di Sorrento.  Quale abbinamento piatto&drink pensa sia il must-have del menù? Scugnizzo islandese con Gin Tonic alla menta.  Avete in mente altri progetti per il futuro? Se sì, ci sarà sempre di mezzo il mare? Si abbiamo in progetto un’altra apertura con lo stesso format improntato sui panini di mare.    Ringraziamo lo staff di Fish Bar Burger e, se lo scugnizzo islandese vi ha incuriosito, potrete trovare il locale in Via Bisignano 3.   Fonte immagine: Facebook

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Cenando sotto un cielo diverso: eccellenze in mascherina!

“Cenando sotto un cielo diverso” ha riunito ancora una volta i napoletani nel segno della solidarietà. Quest’anno l’evento ormai saldamente radicato sul territorio assume ancora di più le caratteristiche dell’eccezionalità. In tempi incerti (causa Covid) è riuscito lo stesso a collezionare consensi, a rispettare la salute di tutti gli ospiti e i puntualissimi propositi di beneficenza. Anche per questa edizione gli introiti sono stati destinati alla costruzione di un laboratorio ludico-didattico per malati schizofrenici e all’acquisto di giocattoli per i bimbi del reparto di nefrologia dell’ospedale Santobono Pausilipon. La scelta della location per la serata del 29 settembre è ricaduta su “Villa Alma Plena” nel casertano. Vibrazioni positive emanate dagli ampi e signorili spazi hanno accolto le persone, garantendo lo scorrere fluido e piacevole dell’evento. I tavoli imbanditi con i piatti dei numerosissimi e fedelissimi chef della kermesse hanno rispettato ampiamente le distanze di sicurezza e la vastità dei diversi ambienti esterni ha garantito la tutela dello spazio personale di tutti i presenti, evitando calche e sovraffollamenti. La mascherina (d’obbligo!) non ha impedito di fruire appieno e serenamente delle pietanze esposte, grazie a qualche tavolo appositamente disposto. “Cenando sotto un cielo diverso” tra innovazione e tradizione Si riparte quindi alla grande con gli eventi enogastronomici. “Cenando sotto un cielo diverso” non ha fatto che confermare il suo primato nell’ambito con proposte molto variegate e sempre di qualità. Dagli abbinamenti più ricercarti ai must have, dalle sperimentazioni ai classici della tradizione, il tutto bagnato dal ricco sapore di vini dalle diverse caratteristiche e provenienze. E come suggerisce il concept di questa edizione, “Il Buono dopo la tempesta“, una delle peculiarità che accompagna da sempre il format è la bontà dei prodotti. Il primo assaggio a sorprendere è stata la classica focaccina di “Pizzeria INFORNO Pizza Birra & Brasserie” in tre declinazioni. La prima realizzata con prosciutto crudo stagionato 12 mesi, fichi e cipolla rossa caramellata con zucchero integrale di canna. La seconda con provola affumicata, mortadella di Bologna IGP e pesto di pistacchi cotti a vapore. La terza con stracciatella di latte vaccino, alici e pomodorini gialli del Piennolo DOP. Intanto Salvatore Spuzzo, chef di Villa Alma Plena, ha presentato il suo piatto con guancia di vitello, sponge di bagna cauda, funghi porcini e consistenza di ortaggi. APCN Team con lo chef Alessandro Carello è venuto da Napoli per portare la sua pietanza a base di cubo di bufala, pomodoro bruciato e perlage di basilico. Tra tutti i piatti, due chicche da non perdere sono state le proposte arrivate da “Garage Gourmand” e dal “Brigante dei sapori”. Nel primo caso il piatto si crea su una battuta di manzo alla colatura di alici con una salsa lardiata, zabaione salato e una spugna di spinaci. Nel secondo un bignè al nero di seppia con stracciata di bufala e tonno affumicato con fichi e concassé di verdure. Sebbene riduttivo riportare solo alcuni di tutti gli assaggi portati all’attenzione, “Cenando sotto un cielo diverso” si è dimostrato ricco di possibilità e confronti culinari. Alcuni […]

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Il Principe e Pasticceria De Vivo presentano due panettoni salati Luxury Edition

Il Principe e Pasticceria De Vivo danno vita ad un evento che può segnare un passo in avanti nella collaborazione tra due diversi mondi della gastronomia: in questo caso, la pasticceria italiana e l’alta cucina. Lo scorso 25 settembre si è tenuta a Pompei, presso il ristorante Il Principe del patron Gian Marco Carli, la presentazione di due panettoni salati Luxury Edition creati dall’estro della Pasticceria De Vivo, una istituzione non soltanto in città ma anche nel resto d’Italia, con un bellissimo punto vendita presso La Rinascente di Milano. Non sono certamente i primi lievitati salati proposti dal maestro lievitista Alfonso Schiavone: infatti, nel catalogo della pasticceria sono presenti lievitati (validi tutto l’anno) con papaccelle napoletane e colatura di alici di Cetara e con carciofi di Paestum, oltre ad una nutrita lista di panettoni classici e farciti con creme ed altri ingredienti pregiati, sia della Campania che del resto d’Italia. Ma stavolta, l’intera famiglia De Vivo ha deciso di superarsi: i due lievitati salati dell’anno 2020 vedono non solo l’impiego di materie prime pregiate e rare, ma la consulenza “aromatica” dello chef Gian Marco Carli, che ha guidato Alfonso Schiavone nei dosaggi e nelle modalità d’impiego. D’altro canto, Schiavone ha lavorato perfettamente sulla gentilezza del lievitato, utilizzando come sempre materie prime di altissima qualità ma “aggiustandole” di dosaggio, in modo tale da accogliere le materie prime che hanno – per la prima volta nella storia della pasticceria – impreziosito la pasta lievitata, opportunamente calibrata al meglio. Abbiamo quindi potuto apprezzare due lavori che rientrano a pieno titolo nell’alta lievitazione e nell’alta cucina: un connubio che speriamo possa andare lungamente avanti e segnare un punto di svolta e di collaborazione tra due rami della gastronomia che sono un vanto della Campania e dell’Italia intera.   Il primo, panettone salato all’acqua di mare, caviale e plancton, vede la sezione di panettone servita con caviale e completata con acqua di mare di Sardegna, adeguatamente resa adatta all’uso alimentare. Il morso è salino, delicato ma allo stesso tempo persistente: imperdibili per gli amanti del mare. Di bosco, di piante, di terra invece è il panettone al tartufo bianco d’Alba, con ganache di crema all’uovo: il tartufo è persistente ed invasivo e – spiega lo chef Gian Marco Carli – l’unico modo per riequilibrare un tartufo costoso e persistente è l’uovo. Il risultato che ne esce fuori assomiglia ad un matrimonio destinato sin dalla nascita. Il patron Marco De Vivo, da imprenditore illuminato qual è, ci spiega i canali di vendita di questi due gioielli salati: saranno in limited edition, quindi pochi pezzi per ogni tipologia; gli ingredienti che andranno a comporlo sono stati ricercati e selezionati con mesi d’anticipo, per permettere allo chef Carli ed al lievitista Schiavone di fare tutte le prove necessarie. Di seguito, abbiamo potuto apprezzare un “assaggio” completo della cucina de Il Principe di Pompei, raffinata ma allo stesso tempo immediata. Il giovane Gian Marco lavora con il farro ed altri grani antichi per i suoi lievitati, realizzati a partire […]

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Villa Soglia: il nuovo format di Giuseppe Maglione e Bifulco

Villa Soglia, Macelleria Bifulco e Daniele Gourmet – Giuseppe Maglione sono le tre eccellenze riconosciute sul panorama della ristorazione che si sono unite per nuovo concept ambizioso in cui convivono le anime di tre imprenditori illuminati e di tre province: Salerno, Napoli e Avellino. Tre brand affermati che hanno deciso di radunare le forze per rilanciare la lussuosa residenza di Castel San Giorgio con un format che coniuga sperimentazioni di gusto, contaminazioni culturali e materie prime prelibate in un contesto onirico di rara bellezza. «Crediamo fortemente che l’unione delle forze in questo momento particolare possa arricchirci reciprocamente e rilanciare l’economia – esordisce Nobile Soglia, titolare di Villa Soglia – Per questo in una fase alquanto delicata ho deciso di investire in un progetto che coinvolge partners con un riconosciuto livello di eccellenza come Daniele Gourmet – Giuseppe Maglione e Bifulco Carni». A Villa Soglia la pizza di Giuseppe Maglione Dolcemente avvolti dalla magnificenza della natura, giovedì 2 luglio il romantico giardino di Villa Soglia, nata come abitazione dell’ultimo Principe di Salerno Ferrante Sanseverino e oggi un vero locus amoenus, ha accolto la stampa per la presentazione di questo nuovo format. Tre sono stati i menu degustazione previsti e curati da Bifulco Macelleria, punto di riferimento per carni certificate e ottimamente frollate, e da Giuseppe Maglione, titolare e pizza chef di Daniele Gourmet, presente con la sua brigata ‘in Villa’ per coordinare ogni dettaglio con dovizia di particolari. «È vero, può sembrare audace portare la pizza, storicamente un alimento povero, in una location così lussuosa, – spiega Giuseppe Maglione – ma ho sempre creduto nella pizza anche come strumento di mobilità sociale, di convivialità, di incontro tra ceti e culture, il risultato di un vero e proprio processo sociale di cui il pizzaiolo e il consumatore sono parte». Soglia, Bifulco, Daniele Gourmet è una triade già ben consolidata che basa la propria collaborazione su qualità e fiducia l’una verso gli altri. Un modo per reagire alla crisi post Covid-19 offrendo sempre il meglio, in totale sicurezza, ad una clientela esigente che non si accontenta del buono, ma in una cena ricerca anche atmosfera, bellezza, arte e cultura. Il nuovo format “In Villa”: il menu Dopo la visita della meravigliosa Villa cinquecentesca, lo staff ci ha accolto con un meraviglioso piatto composto da Crocchè di Patate di Avezzano e di patate violette, arancino con riso Arborio e riso integrale, frittatina napoletana con Mortadella Classica Presidio, Slow Food – Mozzarella panata e Montanara classica. Dopo, ancora come benvenuto, una Caponata di Tonno Manzetta dei Laghi con Pomodorini confit rossi&gialli e acciughe di Cetara. Abbiamo continuato con una carrellata di pizze squisite di Daniele Gourmet – Giuseppe Maglione e Bifulco Carni ci ha presentato un Filetto Manzetta dei Laghi frollatura 30 giorni con olio al fumo e cristalli di sale Maldon e Rib-Eye Angus frollatura 60 giorni ai carboni ardenti. «Insieme a Nobile Soglia e Macelleria Bifulco abbiamo previsto tre percorsi gastronomici – spiega Giuseppe Maglione – due proposte legate al mondo della pizza […]

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Cantina La Barbera: autenticità e contemporaneità

Cantina La Barbera presenta una nuova veste, più leggera e contemporanea. L’omonimo palazzo ottocentesco del Vomero accoglie i clienti di Cantina La Barbera catapultandoli subito in un’atmosfera riservata, intima e serena. Il piccolo giardino segreto è curato nei minimi dettagli, con un suggestivo pergolato in fiore e le lampade da tipica route francese, perfetto per apertivi e cene romantiche o in compagnia. Ubicato in via Morghen 36/A, ti trasporta subito lontano, ancora prima di dar spazio al gusto. Chef Margotti e Ferrucci: Cantina La Barbera tra confronto e collaborazione Proprio l’attenzione al gusto ha spinto i due chef, Igor Margotti e Fabiana Ferrucci, a sviluppare una nuova proposta culinaria. I due si definiscono mente e braccio della cucina e rivelano che la completa collaborazione e il confronto sono il loro ingrediente segreto. Proprio da questo nasce l’idea di alleggerire il menù, anche e soprattutto in relazione alla stagione estiva, con la proposta di piatti freddi, come gli spaghettoni cold alla caprese in 2d e crumble di pane panko al profumo di limone. Di questo piatto la chef Fabiana Ferrucci parla con particolare soddisfazione: proporre un piatto di riciclo saporito fatto con acqua di pomodoro e acqua di mozzarella è l’esempio di un modo progressivo e intelligente di fare cucina. Accanto alle pietanze leggere, compaiono pietanze di mare. Il pesce è una vera novità in un locale storico, nato nel 1999, che ha reso nel tempo la carne e i formaggi il proprio punto di forza. Ritroviamo quindi una tagliatella con pesto di sedano, lampuga al grill e pomodorino nero aromatizzato al Lapsang e una bistecchina di lampuga crudo con scarola alla napoletana. Cocktail menù, la proposta di Francesco Esposito Tra le eccellenze del locale c’è sicuramente la carta dei vini, realizzata dal degustatore e sommelier Ais Steffen Wagner, autore delle frequenti serate di degustazione organizzate nella cantina del ristorante insieme ai produttori di vino. Ma anche sotto questo punto di vista, Cantina La Barbera si rinnova: dalla collaborazione con il bravissimo Francesco Esposito, nasce una proposta contemporanea di cocktail-menù, capace di esaltare e incorniciare le pietanze. Ritroviamo quindi l’”Islakula”, dolce e acido, da accompagnare agli antipasti e “Il conte in cantina”, un Negroni rivisitato con Grand Marnier e Vermouth extra dry, dal sapore corposo, per esaltare i primi e tanti altri ancora. Insieme alla dacquoise e mousse al tiramisù e al semifreddo alla mandorla e frutti di bosco, servito insieme al cocktail “Dalì”, la serata si conclude con parole di speranza, con la chiara volontà di tutto lo staff di esserci e di voler restare, di rinnovarsi insieme ai tempi ma di non perdere la propria autenticità. Addetto stampa: Laura Gambacorta

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Eventi/Mostre/Convegni

Davide Montuori: intervista sul progetto Fil Rouge

Intervista a Davide Montuori, wine artist.  Davide Montuori è un wine artist che ha unito le sue due più grandi passioni in un unico progetto. L’arte e il vino si fondono nella sua ultima mostra, resa fruibile anche online attraverso la galleria video pubblicata sui canali ufficiali. Si tratta di Fil Rouge, un format audiovisivo realizzato in collaborazione con il MAVV (Museo dell’Arte, del Vino e della Vite di Portici) che racconta in ogni puntata una singola opera, approfondendola non solo dal punto di vista tecnico, ma fornendo anche interessanti digressioni inerenti al tempo storico o al soggetto rappresentato. Lo abbiamo intervistato per saperne di più sulle sue opere e sul suo progetto. “La Celta” con Aglianico, Chianti e Dolcetto Piemontese è il quadro che apre la galleria video Fil Rouge. Si nota da subito il tentativo di collegare il video alla storia partendo dalle origini. In base a che criterio ha scelto le diverse fasi storiche nelle quali inserisce i suoi quadri? Il vino è “testimone” degli ultimi 9000 anni, e il suo consumo nelle civiltà antiche non è distante dal consumo odierno. Mi sono concentrato sulle società, che più di altre, hanno segnato un determinato periodo storico, raccontando di esperienze con cui è facile ritrovare aspetti della società contemporanea. Dietro al vino ci sono rituali sociali che restano immutati da millenni, dai festeggiamenti Celtici alle liturgie cristiane; dai banchetti medievali ai nostri selfie al winebar col calice alzato. “Le Romane” con Aglianico e Chianti tratteggia le atmosfere della classicità romana. Una cultura che dava una grande importanza al vino, ospite immancabile in diverse occasioni sociali e che diventa in quest’opera il fil rouge (è il caso di dirlo) con il soggetto rappresentato. In base a cosa sceglie la qualità di vino per la realizzazione di una determinata opera? La scelta del vino è data da due fattori, il primo è il gusto. Cerco nel vino una forza emotiva, capace di raccontare adeguatamente il contenuto morale dell’opera. Il secondo è il colore, poiché ogni vino ha il proprio colore, devo necessariamente valutarne l’intensità per accostarli e ottenere l’effetto di tridimensionalità desiderato. Nella resa artistica, che differenza c’è tra l’uso di una qualità di vino piuttosto che un’altra? Al di là di una resa cromatica, c’è da valutare un altro aspetto, quello della conservazione. Adopero per le mie opere spesso etichette D.O.C e D.O.C.G. Questo garantisce una mineralità autentica del prodotto e mi permette di non usare nessun additivo chimico in aggiunta. Come mai ha deciso di dedicarsi alla pittura con l’uso esclusivo del vino? Al contrario dei colori chimici, il vino “invecchia su tela”. Asseconda della tipologia e provenienza geografica, il vino muta di colore. In questi anni ho potuto vedere che tendenzialmente i vini del Nord protendono ai toni violacei, mentre quelli del sud protendono al “giallo pietra di tufo”. Questa caratteristica rende le opere più vive che mai e ben si sposa con noi esseri umani (protagonisti indiscussi della collezione Fil Rouge), che cambiamo idee e pareri, […]

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Piatti gourmet e pizza gourmet: l’evoluzione dell’eccellenza

La società italiana degli ultimi anni sta rivolgendo sempre di più la sua attenzione al cibo in tutte le sue sfaccettature: se accendi la tv puoi facilmente incappare in programmi che parlano di ricette, format di sfide culinarie di ogni genere, quali Masterchef, I quattro ristoranti, Cucine da incubo, I menu di Benedetta, Fatto in casa da Benedetta (ma l’elenco è davvero poco esaustivo), che vengono trasmessi in tutti i canali televisivi. Anche nelle trasmissioni tv che parlano d’altro ci si riserva uno spazio per spiegare una ricetta o far venire il cuoco di turno. E sempre più spesso si sente parlare di piatti gourmet. Ma cosa significa gourmet? «Gourmet solitamente descrive, in gastronomia, una classe di ristoranti, cucine, pasti o ingredienti di alta qualità, altamente sofisticati, con grande attenzione alla presentazione e all’aspetto della pietanza. Negli Stati Uniti, viene usato per descrivere il cibo dal gusto elitario, con un’avversione contro quello populista. Gourmet è anche una classificazione tipica del settore gastronomico per gli alimenti di qualità premium; alimenti e bevande, come il caffè, sono spesso divise tra una qualità standard e una “gourmet”» (Wikipedia). Gourmetè un movimento alimentare nato negli Stati Uniti nel 1980 che non accettava più il tipo di alimentazione adottato dalla stragrande maggioranza della popolazione, perché non lo considerava adeguato. Dagli anni Duemila, il movimento, espressione di una classe sociale medio-alta, ha iniziato a dare importanza agli aspetti salutistici del cibo e alla sua provenienza, opponendosi in pratica al concetto di “Fast food” che impera tutt’oggi. Quindi negli USA gourmet rappresenta la cucina che si oppone al “cibo-spazzatura” mentre in Italia, dove la cucina è nella gran parte dei casi già un’eccellenza, gourmet designa il grado superiore dell’eccellenza.  Pertanto, la cucina gourmet dovrebbe innanzitutto far bene alla salute esaltando il palato con gusti ricercati, utilizzando ingredienti selezionati. L’innovazione va bene ma sempre nel rispetto della salute del commensale. (Fonte: ideegreen.it). Spesso si sente parlare di Pizza gourmet: la differenza con una pizza tradizionale sta proprio nella scelta degli ingredienti, ad esempio usando varietà tipiche come i Pomodorini del Piennolo del Vesuvio e la Mozzarella di bufala campana DOP, anziché la semplice passata di pomodori. Da qualche anno è nata l’Associazione Pizza Napoletana Gourmet che persegue l’obiettivo di promuovere e valorizzare la Pizza Napoletana Gourmet in Italia e nel mondo. Secondo l’associazione la pizza per essere definita gourmet deve essere realizzata con ingredienti freschi e di stagione, preferibilmente del territorio. La pizza è soprattutto il risultato di un “processo di ricerca, sperimentazione e anche innovazione”. Grande importanza viene data all’impasto, preparato con farine di tipo 1 e 2. Tra le pizzerie di Napoli che aderiscono all’associazione ci sono: 50 KALÒ – NAPOLI; PIZZA GOURMET DI GIUSEPPE VESI – NAPOLI (VOMERO E VIA CARACCIOLO), e tantissime altre. Molti sono i piatti gourmet e innumerevoli i siti web dal quale è possibile scaricare le ricette, tra gli altri ricordiamo: ricettegourmet.com e italiangourmet.it. Chiudiamo con una ricetta gourmet che ci piace particolarmente perché prende un piatto cult della tradizione napoletana […]

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